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MASSONERIA E SOCIETA' (c)

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domenica 27 agosto 2017

MASSONERIA ITALIANA: QUALE TERAPIA? ...

      
         ...  Ancora pozioni magiche e palliativi o cura drastica?
       Rispondo subito, confermando una posizione più che nota e ormai ultradecennale: solo una cura drastica, una terapia risolutiva, può sanare la Massoneria Italiana.
Recuperando e rigenerando ma anche amputando le parti insanabilmente malate, una volta per tutte. Oppure, se il malato è portatore di infezione, e se tutto attorno a lui ha subito la stessa sorte, allontanarsi dal contagio è l’unica via.
Quindi, nella prospettiva di chi scrive, non c’è spazio per i tentennamenti o per il perpetuarsi di quella codardìa iniziatica e morale che fa sostenere a non-Massoni – ossia ai soggetti che si sono iscritti per interesse -  di esserlo, pur di restare avvinghiati a simulacri ingannevoli e immorali.
La premessa di cui sopra – che non vuole offendere nessuno, ma che è la mera trasposizione di ciò che le cronache quotidiane ci rimandano - spiana il discorso che segue, maturato sulla spinta delle sollecitazioni ricevute specie negli ultimi mesi affinché io – ‘giovane’ di oltre 60 anni di Massoneria e tra le pochissime ‘memorie storiche’ in grado di conoscere la realtà dei fatti di così lungo periodo - possa offrire un fattivo contributo ad un ‘nuovo’ corso. 
Certo, la Massoneria quella è, e non può essere modificata se non secondo canoni rigidissimi nulla togliendo alla sostanza; quindi, a dover subire modifiche, è il modo, il come si sia realmente Massoni, il modo di vivere la Massoneria, come si possa contribuire alla rilettura di tutto il contesto senza per ciò indulgere a compromessi o storture.
Quindi, non un alter, una nuova struttura - poiché se n’é già stracolmi, specie a causa di divisioni e moltiplicazioni - ma solo un modo diverso e sostanziale di essere Massoni e di fare Massoneria.
Non è stato per coincidenza o per caso che - quale sintesi di presenza, attività e studi nel nostro specifico contesto - fin dal 2008 E\V\ io abbia ‘coniato’ ufficialmente il termine Massoneria delle Antiche Pietre a corredo di un concetto formulato ed espresso in modo chiaro, trasparente e documentato, al punto da essere subito ripreso, condiviso e studiato all’estero.
Il termine – sintesi di un pensiero molto più ampio, peraltro ormai diffuso – è così diventato parte non solo del mio personale bagaglio, ma anche – e direi, soprattutto – dell’esclusivo patrimonio storico e culturale della mia Comunione massonica di riferimento, andandosi così a sommare ai solidi concetti che sempre hanno caratterizzato la stessa ed il suo operare nel tempo.   
Massoneria delle Antiche Pietre sta ad indicare quella Massoneria alla quale intendiamo riferirci: quella Massoneria espressione di valori e di insegnamenti che specie nell'antichità hanno trovato terreno fertile tra gente che possedeva il dono delle diverse conoscenze, dei saperi e quindi della saggezza.  Questa, ovviamente, non come valore assoluto – poiché quale Sapienza è pertinente solo al Divino – ma come “valore terreno”, in grado di spaziare nel Tempo.
        Premetto che tanto io che chi a me vicino rispettiamo e rispetteremo chi operi ed opererà seguendo altro e diverso sentire, diverse regole, diverse ritualità, ancorché consolidate da un uso diffuso e quindi ‘comune’: ciascuno é libero delle proprie scelte, e queste devono seguire l’indirizzo della coscienza di ciascuno, prima ancora che gli inviti e le sollecitazioni esterne.
Qui sorvolando su cosa accadde nel 1700, occorre sottolineare che noi Iniziati a un percorso Massonico, ancor prima che ci possiamo rendere conto appieno di possedere determinate peculiarità, ci portiamo dentro delle antiche iscrizioni cerebrali, all'insegna della Giustizia e della Solidarietà, per il Bene delle Genti. 
        Queste iscrizioni riconducono alle Energie che furono lasciate da Chi tracciò la Via, e da Chi la seppe percorrere nei Tempi, dedicandovi tutto sé stesso: lasciando a sua volta tracce feconde, indicando la giusta direzione da seguire.  Moltissimo di quanto fatto nel tempo – o, meglio, nei tempi - è stato smarrito o, nella migliore delle ipotesi, è stato confuso. Ma le tracce di questi percorsi, ci sono state tramandate nei modi che sappiamo: scritti, brani di pergamene, iscrizioni su argille e tavole, storie tramandateci attraverso segni, incisioni, sculture, monumenti.                                                                    Le Antiche Pietre, appunto.                                                                Qui, vennero lasciate tracce visibili e tracce meno visibili, percepibili solo da chi avesse cuore, intelligenza e la giusta conoscenza per poterle interpretare: tracce basate sul linguaggio dei simboli e delle loro precise concatenazioni sugli altri piani.
        Molto spesso, specie per le Conoscenze più peculiari – quelle legate al Sapere, ed alla sua trasmissione – un messaggio celava altri messaggi: solo la mente in possesso delle giuste sensibilità e capacità, al pari delle giuste e più sottili Energie, era in condizione di interpretare in chiave più ampia la visione anche parziale dei simboli.                                                                                        Paragonandolo alla mole di Sapere prodotto in millenni di studi e di cultura iniziatici, ciò che a noi Uomini del nostro tempo è giunto, rappresenta solo delle parti limitate; ma questi importantissimi frammenti del passato, in ogni caso mal si coniugano con il presente: anzi ne mettono in luce i molteplici aspetti negativi, specie se – pur tendendo i sensi, e storditi dai ‘troppi suoni  che ci circondano’ – non riusciamo a cogliere tracce del giusto Messaggio, della giusta Parola.  Si ascolta invece un forte cicaleccio, un chiacchiericcio indistinto, confuso nelle mille voci, nelle mille lingue, nei mille dialetti: testimonianza di un novello Kaos, di per sé conferma dell’avvenuto smarrimento dell’Antica e Inesprimibile, Ineffabile, Parola.                                                                      C’è oggi qualcuno in grado – in questa Babele caratterizzata da personalismi, dall’esaltazione dell’ego, dall’irrefrenabile senso di terrena onnipotenza – non solo di trovare, ma anche solo di porsi alla cerca della Parola Perduta?    Se gli animi sono quelli che sono, e non quelli che dovrebbero essere, come riuscirebbero costoro a percepire il solo ‘suono’, l’ ‘armonia profonda e unica’ di tale indescrivibile e inspiegabile parola?                                           Solo animi puri, incontaminati, incorrotti, potranno essere in grado di avvicinarsi quel tanto che basterà per percepirne l’armonia e quindi le corrette vibrazioni, per così tentare di ri-peterla a sua volta: con la speranza – per gli altri del tutto vana - di poter ri-petere gli stessi suoni, le stesse assonanze, le stesse vibrazioni... Una speranza del tutto flebile: che sarà concreta solo per l’unico Spirito Eletto che potrà riuscirci.
        Da tali constatazioni, la mia – la nostra - scelta ardua ma anche  innovativa, rispetto all’insensibilità se non alla sciatteria culturale ed iniziatica di molti, di ri-scoprire e ri-condursi agli Antichi Valori ed alle Vere e più Genuine Tradizioni attraverso il potenziamento di un'alacre opera di ricerca, di studio e di approfondimento esoterico-simbolico-iniziaticno, per poi perfezionare in un continuo confronto i risultati.  In quest'azione, ci siamo prefissi di eliminare il superfluo, tutto ciò che appesantisce inutilmente ciò che sta “dentro”, non agevolando la corretta comprensione di “cosa sia” realmente l'Arte Reale ed i suoi stessi fondamenti.  
A noi, interessa ritrovare il senso – oggi smarrito, al pari della Sacra quanto Simbolica Parola – del modo giusto e corretto di essere Massoni, già liberi muratori, già scalpellini di pietre, maestri di pietra e oggi scalpellini ed artisti della parte più bella e nobile dell’animo umano: con i piedi ben saldi per terra, ma spiritualmente tesi a quel Divino che ci pervade e che ci ispira, ed a cui tendiamo con ogni fibra del nostro Essere.
E’ questo, per noi, l’unico modo che possa condurre a riscoprire la giusta sequenza delle vibrazioni più  antiche, di quelle  iscrizioni cerebrali che ci portiamo dentro da millenni; del pari, ci sta a cuore che si ritrovi il piacere di distinguersi nella Massoneria attraverso il corretto modo   di “saperla vivere”: ri-conoscendola attraverso lo studio, l'approfondimento culturale, la crescita interiore; ri-trovandone l'integrità del pensiero; concentrandosi sui valori condivisi piuttosto che soffermandosi sulle interpretazioni e sui motivi delle divisioni.   Divisioni oggi ancor più frequenti nel passato: tali da depauperare ogni pregresso bagaglio, pur se faticosamente composto.
        Ovviamente, non ci sentiamo unti e pertanto depositari di una sola e/o particolare Verità: quindi non ci prefiggiamo di parlare a tutti i Massoni o in nome di tutti i Massoni, foss’anche forti di un qualche pezzo di carta da sbandierare a dritta ed a manca (come taluno potrebbe forse essere spinto a fare, forte del potere di un “io” o di un “noi” immodesto, arrogante e supponente: razzista, poiché intende escludere gli altri in modo aprioristico e presuntuoso); del pari, non ci interessa indicare questo o quel contesto, prendendone le distanze o – ancor peggio – ergendoci a giudici circa la loro giustezza costitutiva e/o la correttezza operativa e/o la scrupolosità ritualistica e/o l’onestà soprattutto intellettuale di chi possa ricoprire un qualche livello di responsabilità.
        Ci interessa, invece, ritrovarci assieme ad altri Uomini Seri e di Buona Volontà, che vogliano perfezionarsi e crescere con noi attraverso il continuo confronto, la cultura e l'approfondimento filosofico di tematiche e problematiche comuni all'umano sentire, offrendo il loro prezioso contributo di intelligenza, generosità, solidarietà e quindi partecipazione.
        Non ci interessa un qualche umano potere, ma ci interessa ricondurci all'Essenza, alla Spiritualità, alla giusta Energia delle cose e delle menti, dei cuori e delle azioni: la Massoneria ha una sua grammatica, ciò vuol dire che ci deve essere una Scuola in grado di insegnarla correttamente, come pure significa che nella Scuola devono operare Insegnanti idonei e preparati, in grado di comprendere, correggere, consigliare, e sostenere i Fratelli nel loro percorso; percorso – ricordiamolo - di Esseri Imperfetti ma Perfettibili, tendenti ad una Perfezione che in realtà mai raggiungeranno, poiché la Perfezione – in quanto traguardo assoluto – non è di questo Mondo. 
Essa è prerogativa unica di Dio.                                                        Peraltro, se mai – per un motivo a noi sconosciuto, oserei dire per una grandissima gratificazione Divina – dovesse accaderci di raggiungerla, ciò durerebbe un solo istante: qualcosa o qualcuno ci riporterebbe subito inesorabilmente indietro, facendoci ri-partire da un punto molto più in basso,     Per un nuovo inizio, per l’avvio di un nuovo e diverso ciclo.
        Questa è la nostra ricetta ed è per noi l’unico modo razionale per poter superare l'attuale momento tanto ‘amaro’ per la Massoneria e soprattutto per chi in essa operi correttamente.  La mancanza di sogni e di obiettivi da realizzare, la ricerca di un piccolo potere, l'inseguimento di meschini vantaggi, la noia e l'indifferenza che ammantano l'assenza di insegnamenti, l'inquinamento degli ideali a vantaggio degli intrallazzi e delle combine… tutto ciò che ha fatto smarrire la vera essenza della Massoneria, provocandone la degenerescenza, va accantonato. E, per noi, non è un caso che il tramontare della fase ‘moderna’ della Massoneria possa coincidere con l’abbandono di mere illusioni e prendendo atto nella cessata utilità del potersi riferirsi ad un qualche pur ammiccante caposaldo del passato. Ci riferiamo all’appannarsi e quindi all’esaurirsi – peraltro, da tempo - della spinta propulsiva scaturita dall’Illuminismo, superato nel tempo da altre pulsioni etico-filosofiche e sociali ugualmente coinvolgenti intellettualmente e materialmente, quale vero e proprio elemento di Cultura, amplissime masse.
        Crescere è il nostro obiettivo, dunque: crescere interiormente, accrescere attraverso le nostre cognizioni, crescere anche numericamente – ma non necessariamente… poiché il numero non è garanzia… anzi, tutt’altro: la questione, è ormai accertato oltre ogni ragionevole dubbio, prima o poi costituisce un vero e proprio boomerang -; per farlo occorrono idee, progetti, programmi, e soprattutto Fratelli, Uomini, che – anche leggendo dei nostri propositi in ogni loro parte, e condividendoli con entusiasmo – offrano la loro freschezza d’animo, le loro migliori energie, per guardare avanti, per raggiungere degli obiettivi chiari e ben definiti, trasparenti e quindi condivisi.
        In linea con le più Antiche Tradizioni.
Peraltro, noi siamo destinati ad avere sempre un futuro: poiché sappiamo ben onorare il passato!
         Concludendo, si deve essere progettuali, come mi ricordava con generoso trasporto un Carissimo Fratello, ma nello stesso tempo anche conservatori: poiché lì è la saldezza delle Tradizioni, lì sono i nostri riferimenti certi, lì è la nostra esperienza. Conservare vuol dire anche custodire con cura ciò che ha un valore, che non desideriamo possa sciuparsi o alterarsi: sempre pronti ad evocarlo ed utilizzarlo per fare cose valide e concrete.                        Ecco perché il nostro essere conservatori e progettuali è una posizione di avanguardia, mirante al futuro attraverso la Tradizione.
        Concludiamo sostenendo con forza che il nostro comune voler essere propositivi e costruttivi è alieno da ogni desiderio di confronto e raffronto con le qualità ovvero con i difetti altrui: ‘noi’ siamo e continueremo ad essere ‘noi’, con semplicità e assenza di forzature. Ma io, personalmente, sono stato sempre lieto solo quando posso chiamare per nome, uno per uno, tutti i miei Fratelli, ovunque essi si trovino: non numeri, non iscritti, non tesserati ‘pagatori’, ma Fratelli.
        Non pretendiamo che la nostra ricetta possa andar bene a tutti o possa essere idonea a tutte le fattispecie: ciascuno è libero delle sue azioni, e quindi del proprio destino. Non diamo 'ordini', ma esprimiamo considerazioni e formuliamo possibili percorsi per operare il più correttamente possibile e consentire ai nostri Fratelli - e non solo - uguali possibilità.        
Che Iddio, Grande Artefice degli Universi, alla cui maggior Gloria tutti noi operiamo e continueremo ad operare, possa guidare i nostri passi, assistendoci con paterna considerazione.

Roma, 26 Agosto 2017                                           Giuseppe Bellantonio


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Pubblicato da peppe alle 14:53 2 commenti:
Etichette: blog Massoneria e Società, Comunione di Piazza del Gesù, Giuseppe Bellantonio, Massoneria, Massoneria Italiana

mercoledì 21 giugno 2017

SOLSTIZIO D'ESTATE 2017: CHE INIZI UN RAPIDO E RADICALE RINNOVAMENTO !

Oggi cade il Solstizio d’Estate: un momento che, nei tempi, rinnova integri i propri profondi significati, specie d’ordine simbolico, arricchendosi inoltre di approfondimenti e intersecazioni culturali utili ad avere un quadro sempre più ampio e definito.
Nella particolare fattispecie, trovo poco utili – anzi, di scarsissimo rilievo e culturalmente di infimo apporto – tutti quegli ‘spunti’ , quegli ‘pseudo contributi’ che nascono da coloro che ‘non conoscono’, ‘non hanno cultura’, che sono intellettualmente ‘pigri’ o ‘poveri’, e che a ben vedere altro non fanno se non cimentarsi nell'antica sotto-cultura del copiare, modernamente assurta a raffinata ‘cultura del copia-e-incolla’.
Sono anzi convinto, in questa significativa circostanza, che salvo il ricordare i significati prettamente correlati all'astronomia e quelli legati in particolare al simbolismo della Serenità, della Rinascita, dell’Armonia e della Luce, sia inutile dilungarsi per testimoniare ciò che – specie nel mondo legato ai riti di iniziazione – dovrebbe essere ben chiaro a tutti, costituendo di per sé stesso tematica di studio e acculturamento iniziatico. 
'Riflettere' e 'meditare' sono due attività che ben si addicono a questo fausto giorno!  'Riflessione' che molto coincide con la 'meditazione': utile e necessaria per procedere a una profonda disamina interiore, rimuovendo le proprie stoltezze e correggendole in modo tale da consentire delle forti prese di beneficio.
Peraltro, la data è prossima alla ricorrenza del San Giovanni Battista – segnatamente, il 24 Giugno –, data anch'essa  particolarmente significativa per il Mondo Massonico, anche se la data per eccellenza della Massoneria Scozzese è intimamente legata al San Giovanni d’Inverno, l’Evangelista, il Precursore.
Tutte tematiche che certamente suscitano interesse ma che soprattutto devono condurre alla  ‘riflessione’ attraverso la 'meditazione': riflessione, quindi, quale luce riflessa della meditazione ma anche specularità alla stessa come pure alla luce lunare.
Una riflessione che si accende delle contiguità tra il simbolismo solstiziale e quello legato al San Giovanni d’Estate, il Battista: con il grande fuoco ‘luce ardente e brillante’ nelle tenebre della notte, e una certa qual ritualità di segno ‘magico’ con in evidenza la ricerca di oggetti apportatori di fortuna, amore e salute, i bagni purificatori nelle acque correnti o aperte; questi ultimi due, tipici della cultura Celtica espressa nel centro-nord d'Europa.
Solstizio d’Estate, dunque, con l’accrescimento delle contiguità accrescitive del San Giovanni d’Estate e della Luna Nuova.
Qualcuno, specie se ‘estraneo’ o non ‘cultore’ delle materie simbolico-esoteriche, potrebbe trovare forse eccessiva e persino temeraria tutta la serie di collegamenti che riportano le ricorrenze dei Solstizi e degli Equinozi a fungere da testimoni silenti quanto ‘ciarlieri’ di tutta una lunghissima serie di significati.
Ma se è vero che tutto quanto precede deve aprire la mente ed il cuore dell’Iniziato all’Arte Reale, esaltandone lo spirito e incrementandone il desiderio di ‘conoscenza’, è anche vero che – come tutti i momenti solenni – deve necessariamente condurre, come accennavo anche prima, a riflettere, meditare, ponderare. Riflettere significa anche rispecchiare ‘in sé stessi’ ma anche e soprattutto ‘attraverso sé stessi’ porgendosi in modo esemplare nei confronti della Società, del Mondo stesso, dei propri Fratelli e Sorelle.
Ma se a celebrare queste solennità sono anche quegli ‘impuri’ e quei ‘falsi massoni’ che cercano vantaggi, che cedono al fascino del denaro, che soggiacciono al potere, che sono corrotti e viziosi, che falsificano persino i documenti del loro percorso iniziatico, che sopravvivono vendendo brevetti e patenti di fantomatiche o pittoresche realtà cosmopolite, ebbene c’è da chiedersi come mai possano essere così in tanti a identificarsi con costoro, condividendone le loro attività – tanto con il silenzio complice che con la loro complice permanenza al loro fianco, divenendone persino correi - facendosi dare a caro prezzo (o anche aiutando a 'spacciare') delle 'patacche' vergognose anche solo nel tenerle in un cassetto!
Impurità richiama impurità, irregolarità chiama irregolarità, irritualità chiama ancor maggiore irritualità, patacche chiamano ancor maggiori patacche… Soprattutto, bugia chiama bugie ancora più grosse quanto solenni.
Ecco allora che a festeggiare – vicino a chi ha il giusto animo ed il giusto cuore -, c’è questa pletora di individui: men che mediocri, anzi infimi, che subdolamente si intrufolano nei Templi, devastando quella sacralità che possa esservi riposta, insozzando e contagiando in modo devastante – peggio di un virus mortale – tutto ciò con cui entrano in contatto.
Questo quadro devastato – ma anche devastante – rappresenta il corpo piagato della Massoneria Italiana. Quel Corpo Massonico che, pur se 'attaccato' (ma non sono personalmente d'accordo sull'uso di questo termine), non ha richiamato alcuna palese dichiarazione di solidarietà dall'estero: testimonianza netta che non solo il male esiste, ma che nessuno abbia voglia di spendere parole di solidarietà là dove domani potrebbero emergere dei fatti gravi.
Certo, all'interno del corpo malato, ci sono organi o parti di essi che sono ancora sani e che combattono un'aspra battaglia cercando disperatamente di sconfiggere il male. 
Ma il male non si ferma con facilità, grazie al suo proliferarsi incontrollato: che ha il nome di ‘diaspora’, ‘divisione, ‘secessione’, ‘tradimento’, 'deviazione'...
Eppure, la medicina più semplice – l’aspirina della situazione – è ritrovare la via dell’unione, e – proprio attraverso l’unione – espellere ed emarginare costoro, gli 'infetti' al pari dei 'portatori sani' dell'infezione stessa.  
Non abbiate timore nell'emarginare costoro allontanandovi in direzione opposta alla loro: anche se tenteranno ogni colpo di coda possibile. Cercheranno di dimostrare che sono loro ad avere ragione e voi torto; cercheranno di schernirvi e denigrarvi; vi insulteranno dandovi del falso e del bugiardo; vi offenderanno - soprattutto vilmente, alle spalle - in ogni modo possibile, tentando persino di infangare il vostro nome…
Questo è ciò che fanno questi assassini dell'Ideale Massonico, questi perenni emulatori degli assassini di Hiram, questi 'infetti' propalatori di questo virus mortale per la Massoneria.
Questo è ciò che fanno quanti indossano la pelle del camaleonte per camuffarsi; quelli che subdolamente strisciano e si insinuano nel calore della genuina Fratellanza; questo è ciò che fanno i girovaghi senza pace, che errano ora di qua ora di là, cercando esclusivamente soddisfazione al loro ego indomabile; questo é quello che fanno coloro che campano di (pseudo) 'cerimonie di iniziazione', cercando polli, spennandoli e gettandoli via quando non servono più; questo é quello che fanno coloro che abilmente si celano dietro mentite spoglie non mostrando che raramente il loro vero volto… 
... il volto dei vili e dei traditori, gli occhi inespressivi, con il corpo e le azioni che sprigionano il fetore della decomposizione, l'alito della Morte incombente... 
Dobbiamo farci valere - Fratelli, come pure Sorelle: entrambi vittime dello stesso morbo -, combattendo anche con forza per il ripristino dei Veri e Autentici, Nobili, Valori della Massoneria in generale e di quella Italiana in particolare
Ecco, il migliore modo per celebrare questo Solstizio d’Estate è quello di meditare e riflettere, così contribuendo - con ferma volontà - alla rigenerazione del Corpo Massonico Nazionale; occorrendo, anche attraverso l’offerta del proprio contributo di buoni Cittadini alle Istituzioni.
Ma soprattutto, emarginando, cacciando dal Tempio quelli che ho sempre definito essere 'i mercanti': ma che oggi sono molto di peggio che non dei mercanti! Vanno tenuti alla larga, isolati, messi in condizione di non nuocere più.
Diversamente?
Diversamente… mi viene in mente il brano di un articolo scritto tanti anni fa dal giornalista francese Jean Marcilly, riportando una frase di Martin Luther King: 'Nous devons apprendre à vivre ensemble comme des frères, sinon nous allons mourir tous ensemble comme des idiots’.
Ecco… noi dobbiamo imparare a vivere insieme, come dei veri Fratelli: altrimenti andremo a morire tutti insieme, come degli idioti…
Diversamente… dimostreremmo di essere dei veri idioti.

Roma, 21 Giugno 2017
Giuseppe Bellantonio

NOTA: In data 22-6-2017 la Lettrice Gabriella Na. ha inviato un commento che di seguito riportiamo. I commenti all'articolo sono stati numerosissimi e comunque significativi. Si è preferito, tra i molti provenienti da 'non addetti ai lavori' di riprendere questo, quale testimonianza dell'interesse suscitato. Eccone lo stralcio:
"""...appassionato e anche arrabbiato. Non ho mai avuto un concetto chiaro sulla/della massoneria. A cominciare dagli albori fino ai giorni nostri, i suoi ideali si sono modificati non tanto teoricamente quanto praticamente. Il credo dei massoni ha raggiunto ogni istituzione  ma in modo incostante e a volte mi ha fatto pensare più  a "noi ci fidiamo di noi... Noi stiamo bene tra noi..." che a un movimento che si apre e che apre agli altri con accettazione e accoglienza. Ma ovviamente  non è  un discorso che può riassumersi in quattro parole... Ma l' articolo è  forte e spacca. La  penna è  incisiva e appassionata... Ma avremo modo di parlare ancora di questo..."""
Grazie alla Lettrice, che sappiamo essere conosciuta ed apprezzata letterata, per il suo contributo.


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Pubblicato da peppe alle 06:30 Nessun commento:
Etichette: Comunione di Piazza del Gesù, Giuseppe Bellantonio, Martin Luther King, Massoneria, Massoneria Italiana, Solstizio d'Estate 2017

giovedì 23 marzo 2017

RICORDANDO LA TRAGEDIA DELLE FOSSE ARDEATINE

Risultati immagini per BANDIERA ITALIANA


   '... La Memoria, con il suo ritmico scandire,  porta prepotentemente le nostre menti alla tragica data del 24 Marzo 1944...': così iniziò un mio precedente scritto,  ricordando l'ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE, e nello stesso modo inizia anche oggi.
    Oggi - di fronte agli avvenimenti tragici e sanguinosi, umanamente feroci e quindi orridi, che si susseguono - lo smarrimento porta a chiedersi: possibile che la Storia abbia insegnato così poco? Possibile che, ancora una volta, la creatura divinamente creata e dalle caratteristiche tanto uniche quanto stupende, si ostini ad uccidere altri suoi simili in nome della più odiosa delle parole - ‘TERRORISMO’ – e della sua compagna - 'GUERRA' -?
    Eppure tutti abbiamo udito, attraverso le radio e le televisioni, il pianto e le grida di chi aveva le carni e l'animo lacerati: pianto e grida non certo dissimili da quelli di quanti, in ogni parte del mondo, subiscono la violenza e lo scempio delle bombe, le violenze degli uomini in armi.      
      Atti di barbarie e di feroce crudeltà in nome di idee e ideali deviati, folli: da chiunque siano perpetrati.
      Oltre settanta anni fa, si consumò uno dei tanti drammi della Seconda Guerra Mondiale; quello poi divenuto rappresentativo delle angherie e dei soprusi subiti dall'odioso occupante: l'Eccidio delle Fosse Ardeatine.
   Un'operazione militare, una rappresaglia giustificata: sostenne l'odioso occupante.
      In realtà una barbarie, un eccidio: ennesimo episodio di una Guerra allora sempre più crudele, dove il gioco delle parti si era via via cancellato. 
      Un assassinio ingiustificabile, per quanti sopravvissero a quei tragici momenti, e da condannare con fermezza: non con la legge dell' 'occhio per occhio' ma applicando le Leggi.
     Quel giorno, 335 Persone, 335 Civili e Militari Italiani, caddero sotto il piombo dell'odioso oppressore nazista: un nemico che, con ogni mezzo, cercava di osteggiare le sempre più forti istanze di quegli Italiani che - anche a prezzo della propria Vita - sognavano la Libertà.
     Tra di loro, tra questi 335 Esseri Umani, molti erano nostri Fratelli iniziati alla Massoneria: e non a caso, poiché proprio loro - forse più di altri, tra coloro che amavano la propria Patria - avevano ben chiari i principii scolpiti nell'antico, classico,  Trinomio LIBERTA', UGUAGLIANZA, FRATERNITA'!
     Scrissi allora, ed oggi ripeto '... Chi vive nella Luce di Alti Ideali - quali sono quelli esoterici e simbolici, culturali e sociali, filosofici e spirituali, della Massoneria: quella, ovviamente, più genuina e incontaminata, legata alle più Antiche Tradizioni Cavalleresche - non esita a esprimere le proprie Idee ed a farne strumento utile al progresso dell'Umanità in generale, ma più in particolare non ha indugi nel mettersi a disposizione di chi soffre: ovverosia di quel prossimo nei confronti del quale il Vero Massone deve porre in atto il proprio massimo impegno a ben dire, ben pensare,  ben fare, nel contesto di un vero e schietto sentimento di amore fraterno.
     Ciò, lungi dalle lusinghe e dagli onori, lontano dal luccichio degli orpelli, all'opposto dei luoghi ove dimorano interessi specie se mercantili.
   Un Potere positivo, propositivo e costruttivo, fatto di cultura, pensiero e azione; di Qualità delle persone; di Bellezza delle idee, di Nobiltà d'animo, di Disinteresse nell'agire, di vocazione al Sacrificio: ossia vocazione al sacrum facere, all'operare con azioni ricche di contenuti e pregne delle tinte più trasparenti e luminose, quasi che ogni azione fosse tanto elevata nei contenuti da poter assurgere al valore di sacralità...'. 
   Proseguo - insieme ai miei Fratelli più Cari ed intellettualmente onesti, da coinvolgere in questo momento così solenne, ove la  Memoria di quanto accaduto è più viva che mani - a ricordare tutti i nostri Fratelli uccisi alle Fosse Ardeatine: indifferentemente che appartenessero alla Comunione di Piazza del Gesù o a quella di Palazzo Giustiniani (tanto per riferirci ai toponimi storici a tutti noti);  con ciò, citando per tutti Placido Martini, Gran Maestro della Massoneria allora unificata  ed Eroe d'Italia (apparteneva alla "Brigata Vespri" del Fronte Clandestino di Resistenza Romana, e venne insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare), il cui sangue si unì per sempre a quello delle altre 334 Vittime innocenti.
     La Memoria va così oltre: va anche a quei nostri Fratelli Massoni morti non solo nel corso di azioni per la loro Patria, ma anche a quelli deceduti nella ristrettezza della prigionia o del confino, come pure nei campi di concentramento - o meglio, di 'sterminio' - nazisti.
     Ricordiamo quindi con animo memore, e con immutata commozione, le Figure del nostro Gran Maestro Placido Martini - Massone Illustre ed Eroe Intrepido - il cui sangue si mescolò al quello degli altri Martiri di quel barbaro giorno: tra questi, i Suoi e nostri Fratelli Teodato Albanese, Carlo Avolio, Silvio Campanile, Giuseppe Celani, Mario Magri, Giovanni Rampulla, Carlo Zaccagnini. Tutti riconducibili alla loro appartenenza alla Comunione di Piazza del Gesù.
Ma ricordiamo anche - con medesimo, commosso, sentire – i Fratelli Alberto Bucci, Salvatore Canalis, Renato Fabbri, Fiorino Fiorini, Manlio Gelsomini, Umberto Grani, Attilio Paliani, Umberto Scattoni, Mario Tapparelli, Angelo Vivianti, Giulio Volpi (*), aderenti al GOI-Grande Oriente d'Italia, ugualmente trucidati nella mortale Cava di Pozzolana sull'Ardeatina.
19 (*) Valorosi, 19 Uomini Liberi, 19 Eroi sottratti alle loro Famiglie ed alla Patria, 19 Uomini colpevoli di essere Italiani, 19 Uomini uccisi dall’odio nazista.
Citiamo questi fatti per sottolineare quanto noi si sia lontani da certa gente avvezza a praticare una “massoneria non-Massoneria”; anzi, più che lontani siamo opposti a certi raggruppamenti che le cronache ci consegnano, a certa gente ed al malaffare che possano praticare.
I Massoni della storica Comunione di Piazza del Gesù, così come tutti gli altri Iniziati – mai come in questo caso si deve prendere atto come i classici distinguo, i ‘noi’ ed i ‘loro’, o ‘gli altri’, non hanno senso - chinano il capo di fronte a questi Martiri come pure dinnanzi alla Memoria delle altre Vittime, auspicando che il loro sacrificio sia di monito per quanti accarezzano la dissennata pretesa di dominare altri uomini, giungendo persino ad eliminarli fisicamente.
Voglia Dio, Grande Artefice degli Universi, tutelarci e salvarci dalla barbarie dilagante; dal tramonto dei più nobili ideali; dalle meschinità dei piccoli uomini.
VIVA L'ITALIA!

Roma, 24 Marzo 2017
Giuseppe Bellantonio

(*) NOTA: Riceviamo dal Lettore Francesco Guida la gradita segnalazione che segue, così riprendendola ad integrazione dello scritto di cui sopra: "...Bellantonio, erano 20, e non 19. Devono essere compresi Gerardo De Angelis e Aldo Finzi di Piazza del Gesù. Deve essere escluso il nominativo di Giulio Volpi, che non risulta affatto tra le 335 vittime...".
Inutile dire che una verifica incrociata ha dato pieno riscontro alla segnalazione: riscontro fatto non per sfiducia, bensì per correttezza deontologica. 
Segnaliamo altresì che anche il GOI, nel suo comunicato relativo all'evento, è incorso nel medesimo equivoco.  
Grazie di cuore, Francesco Guida!
Pubblicato da peppe alle 17:05 4 commenti:
Etichette: 24 Marzo 1944, Comunione di Piazza del Gesù, Fascismo, Fosse Ardeatine, Giuseppe Bellantonio, GOI Grande Oriente d'Italia, Italia, Nazismo, Placido Martini

lunedì 20 marzo 2017

EQUINOZIO DI PRIMAVERA 2017

Risultati immagini per equinozio di primavera

Oggi, l'Equinozio di Primavera segna l'ingresso di una nuova stagione, come pure - per quel vasto mondo che culturalmente si riconduce agli studi e agli approfondimenti iniziatici - il termine di un periodo riguardo il quale formulare una sorta di bilancio (non solo personale), aprendosi ad nuovo periodo con un corretto spirito di rinnovamento
Nuova stagione e rinnovamento, quindi, il motivo ricorrente per questo periodo: propedeutico al forte calore, alla forte energia, del Solstizio d'Estate.
Considerando poi le pesanti scorie residuate dalle note situazioni che - in quest'ultimo periodo - hanno segnato la Massoneria Italiana, una nuova stagione ed un profondo rinnovamento si impongono.
Un lavoro di drastica introspezione e un aperto e serrato confronto con i propri confratelli, deve portare ad una riconsiderazione radicale dei ruoli rappresentativi e non che, specie all'interno dei gruppi come tali costituiti, sono espletati nel contesto della Società.
Il mio personale auspicio è che quanti affronteranno con coraggio e serietà tale non semplice ma necessario Lavoro, riescano ad applicare quei principii di correttezza etica e rituale che possano affrancarli da presente quanto meno ingombranti, quando non deleterie.

Roma, 20 Marzo 2017
Giuseppe Bellantonio

(immagine tratta da Google.it)
Pubblicato da peppe alle 20:32 Nessun commento:
Etichette: Comunione di Piazza del Gesù, Equinozio di Primavera 2017, Giuseppe Bellantonio, Massoneria Italiana.

sabato 18 marzo 2017

AL VESPRO DEL 18 MARZO...


Risultati immagini per jacques de Molay

Al Vespro del 18 Marzo dell'anno 1314, moriva Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro dell'Ordine dei Templari: quel giorno, fu consumato dalle fiamme del rogo insieme a 37 compagni d'arme, anch'essi Cavalieri.
Lo spettacolare evento, si consumò sull' ile-aus-juifs di Parigi - un'isolotto sulla Senna, all'altezza del Pont Neuf, alle spalle di Notre Dame: ma si dice che un'aria sinistra avesse poi aleggiato per lungo tempo sul quel luogo, intimorendo tanto chi assistette al tragico rogo che quanti passassero da quelle parti. 
Fu una condanna che apparve fortemente ingiusta già all'epoca, e che - anno dopo anno, decennio dopo decennio, secolo dopo secolo - divenne clamorosamente ingiusta.
Si ricorderanno i processi, tutti manipolati dagli zelanti membri della - affatto 'santa' - Inquisizione e dai corrotti funzionari del Regno di Francia, con il corredo di testimoni falsi, prezzolati o ricattati e minacciati -, la spoliazione delle ricchezze - a vantaggio di altro Ordine, in certo qual senso complementare ed il cui fine era certamente meno bellico e più ospedaliero -, il mancato rimborso da parte della Corona di Francia - segnatamente, da parte di Filippo 'Il Bello' - dell'ingentissimo prestito ricevuto dai Templari per evitare il tracollo finanziario della Francia.
Torture, uccisioni, depauperamenti ed esilio degli inquisiti, furono la costante di quella vera e propria ondata persecutoria. 
Solo secoli dopo, per la precisione tre secoli e mezzo, una Chiesa Cattolica reduce dalla revisione del proprio malevolo e censorio atteggiamento nei confronti di Galileo Galilei - condannato al 'silenzio' il 22 Giugno 1633 dal Sant'Uffizio -, riconsiderò l'ingiustizia comminata all'Ordine dei Templari, grazie alle ricerche ed agli studi conclusi nel 2007 dalla storica Barbara Frale negli Archivi Segreti dello stesso Vaticano. 
La ricerca appurò che la Commissione d'Indagine inviata da Clemente V si fosse pronunciata favorevolmente ai Templari, riconciliandoli con i voti e con i sacramenti, e assolvendoli dalle più pesanti accuse loro mosse. Direi, un comportamento minimale verso chi tanto aveva dato alla causa e soprattutto agli interessi della Chiesa di Roma.
Cosa che costrinse il Papa a cambiare l’accusa di eresia decisa da Filippo IV con quella di abiura. Una mossa, concordata con il monarrca, utile per depotenziare la manovra scismatica del Re - che era pronto a creare la Chiesa di Francia, facendo il paio con lo scisma inglese - ma che non salvò certo i Cavalieri ed il loro Gran Maestro Jacques de Molay.      
Papa Clemente V sembrerebbe dunque 'assolto' dalla pesante accusa di essere correo con  il Re di Francia Filippo IV dello sterminio dei Templari e della distruzione dell'Ordine in quanto tale; la versione ora accreditata dalla Chiesa, è che egli fosse all'oscuro della macchinazione francese.                                     Ma le fonti storiche da me consultate concordano con le conclusioni cui giunse anche Giovanni Villani - mercante, storico e cronista dell'epoca -, che, dalle pagine della sua Nuova Cronica, diede risalto ad una voce che girava a proposito di un accordo fra il guascone Bertrand de Got - proprio il futuro Papa Clemente V - e il sovrano di Francia, Filippo IV 'Il Bello'.    Il re influì certamente nell'evitare la nomina di un prelato italiano, preferendosi così un francese - peraltro neanche Cardinale, poiché Bertrand de Got era semplicemente Vescovo di Bordeaux: Papa francese che fu nominato dopo 11 mesi di Conclave, a Perugia.  E il Papa francese Clemente V ricambiò a Filippo IV 'Il Bello' il grande favore fattogli: che sia stato direttamente e concretamente, che possa essere stato semplicemente con il far finta di ignorare (cosa praticamente impossibile, salvo che non si voglia credere che anche gli asini, che hanno il mantello a strisce colorate, possano volare), fatto sta che il risultato fu lo stesso. La barbara persecuzione contro i Cavalieri del Tempio, e la ricerca del loro annientamento fisico.        
Peraltro, se fosse stato vero tutto di questo profilo basso della Chiesa, come mai la stessa non restituì, riconsegnandoli, i beni confiscati ai Templari con il loro scioglimento? Non vi fu neanche un tentativo: così che la riconsiderazione storica conclusasi nel 2007, salvifica del comportamento del papato dell'epoca, é quantomeno parziale ed affatto esaustiva della grave ingiustizia storica perpetrata dalla Chiesa.
Jacques de Molay, Gran Maestro di quei Cavalieri che nelle loro piazzeforti prevedevano sempre un locale, un casotto indipendente, ove erano usi adunarsi sempre più autonomamente per rafforzare e potenziare gli usi dei masons nelle loro confraternite.
Secoli dopo, la Chiesa - che non aveva certo esitato ad imporre il suo ferreo potere temporale, comunque al pari di ogni casa regnante o imperante: l'epoca era quella che era - si ripeté, e il 17 Febbraio del 1600, mandò al rogo Filippo 'Giordano' Bruno. 
Fu definito 'eretico': ma il monaco domenicano, filosofo, scrittore, pensatore dalla mente libera e spaziale, con un pensiero che univa svariate tra le tradizioni filosofiche del tempo (dal materialismo antico al copernicanesimo, dal neoplatonismo all'ermetismo, alla mnemotecnica, unendo influssi cristiani, ebraici, qaballistici) era in realtà un precursore di molte tendenze affermatesi solo svariato tempo dopo.   Dava fastidio il suo non allineare il proprio libero convincimento ai voti di obbedienza pur enunciati, davano fastidio i suoi scritti - definiti rivoluzionari e temuti per il loro impatto sulle classi all'epoca meno tutelate -, dava fastidio la sua idea centrata su un infinito che si rispecchiava nella determinazione di un Dio Infinito che ha voluto un Universo Infinito costituito da infiniti Mondi voluti da un Dio ugualmente Infinito. Dio da amare infinitamente unitamente a quanto da lui creato. 
Dopo toccò agli appartenenti alle gilde, alle confraternite, ai liberi muratori, che propugnavano il libero pensiero: una libertà deferente verso la Fede ma svincolata dai limiti che l'amministrazione di questa imponeva.
Costoro, che pur operavano in modo strettamente correlato alla Fede, furono invece emarginati, perseguitati, additati addirittura come 'senza Dio', eretici, ribelli, peccatori legati diabolicamente, furono anch'essi messi all'indice, scomunicati, imprigionati, spogliati dei loro averi, processati, uccisi, mandati sul rogo! 
Così come sul rogo continuavano a finire le così dette streghe, ed i così detti maghi! 
Nelle varie epoche, coloro che pensavano liberamente e che non avevano paura di criticare chi gestiva il potere in modo arbitrario e nel segno dell'ingiustizia, erano invisi a chi governava. ed erano invisi anche alla Chiesa di Roma che governava le terre e le genti sotto il suo controllo diretto.
Liberi pensatori, già...
... liberi pensatori, scomodi in tutte le epoche e con tutti i regimi assoluti e totalitari.
Scomodi perché si chiamavano Garibaldi o Cavour o Bandiera o Bixio... Scomodi perché - pur acclamati come eroi in molte terre del Mondo, liberate dall'oppressione - qui erano perseguitati e condannati proprio perchè avevano operato contro il potere temporale della Chiesa, favorendo l'Unità d'Italia.
Oltre tutto, questi Eroi - additati quali Satana - erano 'anche' Massoni. 
Liberi Pensatori, Eroi e Massoni: capirete bene che il loro coefficiente di pericolosità era alto per coloro che erano avvezzi operare in modo opposto.
Ma non solo la Chiesa ebbe a perseguitare costoro: lo fecero anche i fascisti - ricorderete le odiose leggi del 1925, le violenze squadriste, il bando della Massoneria, le persecuzioni - e ancor più i nazisti.  
Nei loro campi di concentramento, oltre agli ebrei, agli zingari, ai minorati ed agli invalidi, tra i 'politici' finirono anche i Massoni: non meno di 300.000 furono quelli uccisi solo per le loro idee di libertà, uguaglianza, pace e fraternità. 
Ma soprattutto per i loro ideali di Libertà e Democrazia.
Ma sono in pochissimi a ricordarlo, specie sui libri di scuola: sempre per lo stesso motivo per cui fu condannato al rogo anche Giordano Bruno.
... liberi pensatori, scomodi in tutte le epoche e con tutti i regimi assoluti e totalitari: che non si piegano alle chiacchiere degli imbonitori, che cercano di contrastare il declino dei popoli, che contrastano le ingiustizie.
Certo non tutte le pecorelle di uno stesse gregge sono uguali tra loro o hanno lo stesso comportamento: qualcuna sarà pur grigia, qualcun'altra sarà anche nera.
Ma questo vale per tutte le greggi, a tutte le latitudini; vale per la bocciofila come per la filodrammatica, per un gruppo politico come per un sindacato, come per gli amanti della lirica o del jazz o della musica da camera. 
Gruppi, libere unioni di persone, associazioni, categorie... e quant'altro.
Sistematicamente la scure di certa censura si abbatte pesantemente prendendo a spunto la teoria del complotto: teoria generalizzata e quindi applicata ad ogni componente.
Anziché cercare e colpire le pecorelle grigie o le pecorelle nere, si tende a cacciare tutto il gregge.
Troppo facile... troppo ingiusto...
... come ingiusto fu il rogo che ridusse in cenere Jacques de Molay, Godefroi de Charney e altri 36 Cavalieri; come fu ingiusto il silenzio imposto a Galileo Galilei, uccidendolo socialmente e scientificamente; come fu ingiusto fu il rogo che arse Filippo 'Giordano' Bruno; come furono ingiuste le molte esecuzioni di chi combattè per la Libertà di questa nostra Italia - come avvenne alle Fosse Ardeatine - ; come furono ingiuste le morti dei Massoni torturati o gasati  nei campi di concentramento; come furono ingiuste le persecuzioni fasciste, le liste di proscrizione, le schedature...
... Avranno avuto termine queste ingiustizie o c'è chi ancora le coltiva e le persegue, volendo colpire indiscriminatamente i Liberi Pensatori, i Massoni?

Roma, 18 Marzo 2017                         Giuseppe Bellantonio
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Pubblicato da peppe alle 23:25 Nessun commento:
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sabato 11 marzo 2017

BUON LAVORO AL NUOVO GRAN MAESTRO DELLA GLUE !




Tre giorni fa si sono svolte le votazioni  per designare il Gran Maestro della United Grand Lodge of England. 
All'altissima Dignità è stato riconfermato S.A.R. il Duca di Kent, Principe Edward George Nicholas Paul Patrick,  cugino di S.M. la Regina Elisabetta II d'Inghilterra.
Una rinnovata conferma dello strettissimo e non casuale legame che collega la Famiglia Regnante inglese con quella Libera Muratorìa c.d. Moderna determinata del 1717.
All'Illustrissimo Gran Maestro vanno i miei personali voti augurali per il Suo mandato, confidando che da parte delle maggiori Potenze Internazionali - pur nel rispetto delle sovranità e autonomie altrui - possano giungere autorevoli suggerimenti affinché la Massoneria Italiana possa alfine ritrovare una dimensione di maggior ordine, nel segno dell'unità di tutte le forze sane, omogenee e compatibili che pur ne fanno parte.
Una lezione di comportamento e di stile ci viene già dalla stessa immagine ufficiale diramata dalla GLUE.
L'impeccabile tenuta del Gran Maestro e N.H. è fieramente in contrasto con quella dei Gran Maestri nostrani (ma anche i Sovrani 'brillano' in ciò), che si presentano con cravatte rosse o celesti, o - peggio - con la giacca 'disinvoltamente' aperta o con un abito non nella tinta prescritta.
La presunta o supposta o vantata 'regolarità' di questo o quel soggetto, passa indubbiamente dal mantenere e/o rispettare non solo i canoni della ritualità e delle norme più elementari della Massoneria, ma anche di quelle regole di stile che poi inevitabilmente si riverberano sul comportamento di chi a questi 'fari' possa e voglia ispirarsi.

Roma, 10 Marzo 2017               
Giuseppe Bellantonio
------------
(nota: GLUE = Gran Loggia Unita d'Inghilterra; UGLE = United Grand Lodge of England)

  

Pubblicato da peppe alle 22:03 1 commento:
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mercoledì 1 marzo 2017

IL PRIMO GIORNO DEL TEMPO NUOVO 2017-2018


Ai molti che seguono quel Mondo Iniziatico legato alla Massoneria, ricordo che oggi è il 1° del mese di Marzo.
Questo giorno coincide infatti con il primo dì del primo mese dell'Anno Massonico, che ovviamente si esaurirà con la fine del successivo mese di Febbraio 2018.
Un Primus Tempus che ci riporta solo foneticamente al contemporaneo printemps francese (certamente non alla nostra 'primavera' - il cui etimo è nel latino primus-ver, con ver che riconduce al sanscrito vas; mentre printemps sta per 'primavera' in francese, ma ancor prima è utile ricordare la sua grafia del 1200:  printans, parola composta da prins e tans, dal latino - appunto -  primus tempus), è l'inizio , ovverosia la 'prima stagione' e quindi l' 'avvio' dei nostri Lavori, ed è a questo tempo, come pure ai mesi successivi, che si lega tutto un simbolismo che - in uno ai contenuti più propriamente esoterici - ci riconduce ad aspetti caratterizzanti non solo il nostro ambito iniziatico... anzi. 
Le caratterizzazioni insite nel contesto sono in verità presenti a tutte le latitudini ed in tutti gli ambiti che si possano rifare ad Antiche Tradizioni e in particolar modo ai forti legami dell'Uomo con la Natura.
Il che, a ben vedere, ci riporta a tutti gli Uomini:  la cui evoluzione è maturata a stretto contatto con la Natura, i suoi significati ed i suoi insegnamenti.     Già, perché l'Uomo contemporaneo - secolarizzato ed evoluto per tante cose ma involuto sul significato intrinseco di molti Valori fondanti -  ha smarrito molti di questi ammaestramenti millenari, preferendo ascoltare il canto di quelle chimere che gli hanno suggerito di prendere la spugna e cancellarne dalla propria sfera.
La Natura ci domina e ci indica la via; una via che, in ogni sua manifestazione, ci riconduce non solo alla Creazione ma a Dio che ne è l'Artefice.  Ci lega al Tempo ed allo Spazio, che noi umani nè comandiamo nè regoliamo, ma possiamo unicamente tendere a comprendere... poiché la comprensione presuppone il possesso di Conoscenze amplissime... che la nostra attuale Razza non possiede.
La Natura ha regole e tempi propri, anche quando le situazioni paiono precipitare oppure paiono essere ferme da millenni.
In questo primo giorno del Periodo Massonico, gettiamo quindi un piccolo seme in quella zolla che ci può sembrare persino irreversibilmente arida.
Prima o poi, da uno dei tanti semi che nel corso della nostra Vita potremo gettare, un germoglio spunterà...  
E la Massoneria Italiana ha bisogno che tantissimi semi vengano gettati in zolle lontane da ogni forma di sfruttamento, abuso e - soprattutto - inquinamento, dove poter dar luogo a germogli che non producano piante malate e orride anche solo a vedersi.
Oggi, dobbiamo abbandonare retorica e voli pindarici purtroppo lontani da una realtà disarmante, malauguratamente sotto gli occhi di tutti: ricordiamoci del nostro imperativo che ci obbliga ad allontanare i mercanti dal Tempio e ricordiamoci anche che, se non vogliamo soccombere dinnanzi a certi abusi venendone comunque contagiati, occorre allontanarsi da chi nel Tempio ed attraverso esso si bei di un potere effimero e vanaglorioso pur se dorato dal luccicchio dei metalli e dalla corruttela del mondo profano.
Che Dio, Grande Artefice degli Universi, voglia ascoltare le nostre parole e le nostre proposizioni nel segno del Bene.
Serena giornata a tutti e buon Nuovo Anno Massonico!

Roma, 1° Marzo 2017                             
Giuseppe Bellantonio



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Pubblicato da peppe alle 18:09 2 commenti:
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