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lunedì 5 novembre 2012

U.S.A.: ELEZIONI PRESIDENZIALI 2012

Poche ore ci separano dallo svolgersi, e quindi dai risultati, delle elezioni che si terranno negli Stati Uniti d'America, per procedere alla conferma del Presidente uscente Barack Obama, ovvero alla nomina a Presidente dello "sfidante" Mitt Romney.
Comunque vada, la scelta dei Cittadini americani rappresenterà una svolta: ogni fase elettorale, negli USA, giova a dare una sferzata energica al sistema; un sistema che, proprio attraverso le consultazioni popolari, trova linfa per rinnovarsi.
La scelta degli elettori, al di là di simpatie o antipatie epidermiche, sarà sempre per favorire la Nazione degli Stati Uniti d'America e quindi tutti i Cittadini che ne fanno parte: ciò sia perchè l'elettorato è solitamente bene informato delle proposte che l'uno o l'altro dei partiti storicamente impegnati - quello "liberal", democratico e quello "conservatore", repubblicano - portano attraverso i loro leader nel rappresentarli, sia perché là esiston altre dinamiche che consentono di conoscere "chi" veramente siano i rappresentanti del Popolo americano.
Popolo - rammentiamolo - che non perdona ai propri eletti, specie a quelli che ricoprono incarichi di tipo istituzionale, le bugie.   Forse, questo, retaggio di una certa qual forma di antico "puritanesimo": ma efficace deterrente, di fronte al quale le tentazioni sono mortificate dalla realistica certezza che, se posti allo scoperto, i soggetti responsabili sono "bruciati" se non per la vita (politica), quantomeno per lungo tempo.  
L'armonico, proficuo e schematico processo elettorale, negli USA offre il  vantaggio di prevedere che i poteri e le azioni del Presidente - nel quale, un attimo dopo l'elezione, si riconoscono tutti indistintamente i Cittadini americani, ivi incluso il rivale di pochi istanti prima -, e quindi le azioni dell'Esecutivo,   si confrontino con un sistema Camerale spesso di segno politico opposto.  Un sistema, questo, che è in grado di insegnare molto anche a sistemi liberal.democratici di impronta più antica.
Buona parte del mondo, specie quello occidentale - tradizionalmente più legato a questi dati - è in attesa dei risultati di questa competizione: principalmente per studiare le reazioni a breve termine dei mercati sulla scorta delle prime decisioni che il nuovo - o, comunque, rinnovato - Esecutivo potrà proporre.
La crisi mondiale deve trovare soluzioni ormai ineludibili, e con la loro forza - che ormai non è più solo espressione della potenza militare, ma rappresenta anche un qualcosa di più complesso - gli Stati Uniti possono concorrere ad equilibrare un Mondo che ondeggia paurosamente, ed i cui mali non possono essere da loro tenuti lontano troppo a lungo.
Errori? Certamente, ne sono stati fatti da molti.
Da tanti.
Da troppi.
Specie a livello di Esecutivi.
L'Europa - quella Vecchia Europa che ormai è un'Europa vecchia -  non più perdersi in chiacchiere e sofismi tattico-tecnico-burocratici: dovrà cogliere al volo l'opportunità che la corrente di "novità" - e sono certo che ve ne saranno - che proverrà tra poche ore dagli USA , recherà con se.
A mio avviso, in Europa, molte reazioni positive potranno essere suscitate: a patto che vi sia chi sappia cogliere le novità - ovvero, le nuove possibilità che ne scaturiranno - in modo pronto, costruttivo: alfine,  tenendo conto di quell'interesse nazionale che - pur in un'ottica europeista - può fare la differenza tra "vivere" o "soccombere".
Attendiamo il responso delle urne americane, quindi: da queste l'America si aspetta un nuovo "new deal", si aspetta di poter riprendere o rafforzare quel "sogno americano" che oggi patisce le ingiurie corrosive della speculazione e del malaffare.
Nè più nè meno ciò che anche in Europa avviene.
La differenza è che i Cittadini Americani non si siedono ad aspettare aiuti o suggerimenti.  Là dove noi ci perdiamo nelle chiacchiere e nei trasformismi, nella retorica e nel cicaleccio maldicente, i Cittadini americani invece decidono ed agiscono il più rapidamente possibile, conquistandosi ogni possibile margine di miglioramento, consapevoli di rappresentare - tutti insieme - una Nazione, un Popolo: ossia, ognuno ragiona consapevole di essere una parte di America, ed agisce quindi "per" l'America.
Orgoglio nazionale, ma non solo: soprattutto un abito mentale del tutto diverso da quello di molti altri. Ma è anche una forma di attaccamento alla Patria, alla Bandiera, da cui si può trarre qualche ulteriore insegnamento.
Ecco perchè io, ma non sono solo - credo - vedo negli eventi di queste prossime ore una luce positiva anche per l'Europa: e questo in modo obiettivo, senza essere "tifosi" di alcuno, ma solo partecipi membri di una società avviluppata in una spirale regressiva cui non vogliamo nè possiamo assuefarci.

Roma, 5 Novembre 2012
                                                       Giuseppe Bellantonio
 

domenica 4 novembre 2012

4 NOVEMBRE, UNITA' NAZIONALE, FORZE ARMATE

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Oggi è una giornata particolare.
Anche se gli Italiani sono attanagliati da mille pensieri e da altrettanti problemi, non sfugge loro il ricordare i significati che questa data complessivamente racchiude.
Dalla celebrazione di  una data significativa della Prima Guerra Mondiale, a quella dell'Unità della Nazione e da questa alle nostre Forze Armate.
Il pensiero va a quanti, specie dal primo '900 ad oggi, hanno versato il loro sangue per quella che - in tutta buona fede - sentivano essere la loro Patria, l'Italia: e ciò al di là di chi fosse a dare loro gli ordini, o quale potesse essere la forma di governo che presiedeva l'Italia politica.
Il pensiero - oggi - va alle donne ed agli uomini che, dispiegati in un ampio scacchiere internazionale, sono impegnati in azioni di Pace: comunque con gravi rischi per la propria Vita e sempre mantenendo alto l'Onore della Patria!
Grazie a Voi tutti!
Ma a me personalmente piace pensare che oggi coincida anche un'altra opportunità: quella di ricordare, risvegliandolo, il nostro Orgoglio Nazionale.
Un Orgoglio Nazionale vissuto dai Cittadini al fianco delle Istituzioni più rappresentative e solenni, senza smarrirsi in quelle sterili ed inutili chiacchiere che, di fatto, conducono lontano dai veri, reali problemi.
Orgoglio Nazionale vuol dire pensare in modo diverso che non sia il "pensare" per sè stessi; significa soprattutto avere coscienza di far parte di un insieme alle cui sorti si contribuisce nella misura per ciascuno possibile e sopportabile.
Non è il momento di scommettere sull'incerto futuro, affidandoci così più alle parole - suadenti, a volte melliflue altre volte retoriche, talvolta ammiccanti: ma sempre "solo e solo parole" - che ai fatti: ossia a proposte precise ed articolate di "cosa" si intenda fare, di "come" si voglia intervenire, di "chi" possa farlo, in quali "tempi" e con quali "risorse" certe.
C'è sempre più gente che soccombe, c'é sempre più gente che chiede aiuto perchè vuol vivere, avendo già superato e smarrito la soglia della sopravvivenza.
Tentano di farci credere che i problemi siano diversi, ma quello ancora irrisolto è ormai più urgente è ora di natura umana : dobbiamo dare non solo ascolto ma anche solidale aiuto a chi ci lancia questo grido disperato "PER FAVORE, AIUTATEMI A VIVERE" !
Ricordare solennemente questa giornata - il 4 Novembre - con tutto il proprio carico di significati, farà onore a tutti noi; a condizione di non gettare mai la spugna, di chiedere aiuto - e quindi di aiutare, a nostra volta -, di spezzare il nostro pane con chi non ne ha più, di amare con più energia  quel nostro prossimo che oggi è smarrito e che rischia di perdersi e che disperatamente ci lancia quel grido straziante "PER FAVORE, AIUTATEMI A VIVERE" !
4 Novembre.
Celebriamo l'Unità Nazionale.
Ricordiamo il valore e l'impegno diuturno delle nostre Forze Armate e di tutti i giovani che in essa operano, a tutte le latitudini.
Recuperiamo il senso del nostro Orgoglio Nazionale e facciamo sentire alta la nostra voce di Cittadini, la nostra voglia prepotente di Libertà, di Fratellanza tra tutte le Genti, il nostro forte desiderio di Pace per il Mondo e di rispetto per la Natura.
Cose concrete, non sogni; realtà ed obiettivi da poter perseguire con tempistica certa.
Con l'aiuto ed il partecipe contributo di tutti noi Cittadini, nessuno escluso!
Viva l'Italia e che Dio ci assista !
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Roma 4 Novembre 2012
 
Giuseppe Bellantonio
G.M.Em. "Gran Loggia Nazionale Italiana - Comunione di Piazza del Gesù"






 
 
 

sabato 22 settembre 2012

EQUINOZIO D'AUTUNNO 2012


Equinozio d'Autunno.
Rinnovato momento di riflessione, dopo la lunga e calda pausa estiva.
Ci si prepara alla stagione più fredda, durante la quale sarà utile operare in modo costruttivo specie se gli obiettivi sono indirizzati a rinnovare e innovare.
Il seme è quindi nella zolla fertile della Terra, e compirà il suo destino morendo: da questa “morte” sarà generata una spiga ricca di altri chicchi dorati.
Una nuova rigenerazione che vedrà coincidere il prossimo Solstizio d'Estate.
In queste cadenze cicliche sta il segreto del sapersi rinnovare, lasciando “morire” quella parte di noi che altro non può fare se non lasciare una testimonianza per il futuro, un segno - il più possibile percettibile - del nostro passaggio terreno.
Testimonianza che più che essere “nuova vita” è “vita nuova”: rinnovamento e cambiamento in un perenne divenire, sempre e comunque in contatto interiore con il Sublime Architetto dei Mondi, alla cui maggior Gloria ogni Essere Umano compie il proprio tragitto terreno.
Ma non solo quello.
Testi antichi, testimonianze pregne di valenza scientifica e concrete sensazioni individuali ci danno precisi segnali: il nostro percorso non è solo terreno e sarebbe superficiale crederlo, così banalizzando la grandezza del Creato e la Potenza del Signore dei Mondi, degli Universi.
Siamo parte del Tutto e ogni nostro atomo è destinato a comporsi e ricomporsi in molteplici tempi e forme, in un percorso si evoluzione ma anche di involuzione se in precedenza si è stati dominati dall'avidità e dall'aridità, non lasciando tracce feconde del proprio passato.
C'è ancora chi si sofferma, anche eccitandolo, sullo scontro tra “creazionisti” ed “evoluzionisti” senza valutare che, se è vero che tutto ha un principio, è proprio questo il nocciolo dal quale il complesso “creato” poi è destinato a “evolversi” (ma anche ad “involversi” e persino “scomparire”).
Le recentissime scoperte scientifiche ci conducono verso l'infinitamente piccolo: piccolo non vuol dire però “limitato” e quindi “circoscritto” perchè dentro il micro si cela il macro.
Quanto c'è ancora da scoprire, quante concezioni tecniche e scientifiche sono destinate a mutare radicalmente!
Ma ogni scoperta, ogni cambiamento - pur essendo stati operati dall'Uomo quale Essere pensante ed in grado di intelligere, in un certo senso con licenza di agire su questa Terra pur nel rispetto delle Regole fondanti - nascono dalla scintilla Divina originaria da cui ogni cosa ha preso forma e sostanza, anzi sub-stantia.
Ecco qual'è il nostro compito, la nostra missione: costruire e lasciare traccia positiva del nostro passaggio terreno. Solo così non avremo mortificato l'opera di un Creatore di cui, pur sfuggendoci la forma – per noi non-visibile perchè “non” alla nostra portata di umani – non può sfuggirci la sostanza: soffusa quanto concreta e sublime.
Per quei Massoni che abbiano a cuore la propria crescita soprattutto interiore, le cadenze dell'Equinozio d'Autunno e del Solstizio d'Estate sono catalizzatrici di questo sforzo e della grande importanza che, attraverso il contatto con la Natura, ci ispira e ci guida attraverso la magìa, il fascino di simboli antichi quanto il Mondo.
Equinozio d'Autunno 2012, quindi.
Proteggiamo quel piccolo, grande seme che riposa in una zolla della Terra.
E' un seme utile soprattutto per chi verrà dopo di noi.
Che il Sublime Architetto degli Universi continui a guidare i nostri piccoli passi, conducendoci sempre più vicino alla Vera Luce.
Roma, 22 Settembre 2012 | h. 16,49
Giuseppe Bellantonio
Gran Maestro Em.
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunione di Piazza del Gesù

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giovedì 20 settembre 2012

Massoneria e 2O Settembre: un equivoco?

Mi ero ripromesso che per rendere "giustizia" a questa data così importante - sotto il profilo della tanto ricercata Unità d'Italia, cui indubbiamente contribuirono, nel bene e nel male delle situazioni note e meno note di allora, anche tanti Massoni -  non avrei esternato mie considerazioni: tanto celebratice che commemotrative.
Da tempo, infatti, ho osservato che i toni con cui taluno o tal'altro si comporta in questa particolare data sono decisamente fuori misura.
Un laicismo del tutto intriso di malcelato aticlericalismo continua a sopraffare i valori tipici della laicità.
Da un lato si esalta l'azione militare e politica condotta per abbattere - allora - il potere temporale esercitato dal papato, così spianando il compimento dell'Unità d'Italia attraverso la conquista di Roma.
Dall'altro - nonostante dichiarazioni ormai diplomaticamente soft - quei momenti non sono mai stati del tutto dimenticati in quanto parte integrante di una Storia immodificabile che ha segnato la fine di un'era e l'inizio di un nuovo modello di Chiesa.
Non è stato dimenticato che molti di coloro che disposero quelle azioni politiche e di guerra, erano "anche" Massoni. Si tratta quindi di un ben preciso ricordo storico lasciato solo un pò più indietro rispetto al passato.
Non è stato dimenticato, anzi è stato sempre rimarcato, che quei "cattivi soggetti massoni" di allora erano gli stessi che da tanti anni alimentavano una sottile ma concreta ribellione avverso un potere di cui erano sudditi privi di libertà e carenti della possibilità di esprimersi liberamente e - come diremmo oggi - democraticamente. D'altronde, pensieri di libertà furono alimentati dall'Illuminismo, come pure atteggiamenti ribelli e persino rivoluzionari trovarono "anche" nei principi massonici un loro naturale riferimento: rivoluzionari "anche" Massoni, quindi, piuttosto che non Massoni-rivoluzionari ovvero Massoni che in quanto tali fossero fautori e fomentatori di ribellioni.
Una serie di fardelli, questi ultimi, che hanno sempre pesato su una valutazione - quella di "essere uomini liberi che si somo riconosciuti nei sani e più antichi principii della Massoneria" - e su una lettura schiette e serene.
Se ricordare e celebrare il 20 Settembre è un impegno di tipo civile particolarmente sentito da chi si ritiene in un qualche modo "erede" di parte almeno di quei momenti, è altrettanto vero che il ricordo di oggi non può che essere improntato ai classici valori di una laicità non esasperata ed affatto anti-clericale.
Forse questo potrà togliere, a qualche palato sopraffino, il piacere di  gustare una pietanza  fin troppo elaborata; è meglio un buon piatto di sana cucina allestito con semplicità e senza arzigogoli che ne possano alterare il sapore. 
I Massoni che conoscono, per averlo studiato ed approfondito, l'andamento dei fatti dell'epoca farebbero quindi bene a ricordare con pragmatismo e semplicità la data del 20 Settembre, evitando di farsi trascinare nell'esternazione di sentimenti che non appartengono al loro corretto esprimersi - e quindi sentire - iniziatico.
Alla data non va quindi ricondotto alcun particolare significato politico-religioso, in quanto questi sono - e devono restare - concetti estranei ai Massoni che operino secondo le antiche e più vere Tradizioni.
E' invece una data in cui ricordare - se proprio se ne senta la necessità - quei valorosi che, compiendo in quel giorno una particolare e significativa azione militare, hanno contribuito a compiere l'Unità d'Italia; valorosi tra i quali erano tanti Massoni; valorosi e anche Massoni che diedero  il loro sangue allora come in tante altre battaglie e guerre prima e dopo quella data.
Ricordiamo questi Eroi , questi Figli della Patria, sommessammente: o anche a voce alta, ma senza il vano cicaleccio di polemiche fuori luogo oltre che fuori dal tempo;  con i giusti toni che si addicono al prestigio ed alla dignità di vincitori e vinti.
Ricordiamoli tutti come Figli di una stessa Terra, figli di uno stesso Dio.
Roma, 20 Settembre 2012 | h.oo,o5
Giuseppe Bellantonio
Gran Maestro Em.
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunione di Piazza del Gesù

martedì 11 settembre 2012

11 SETTEMBRE 2001 - 11 SETTEMBRE 2012

Ci sono date che, nella Storia dell'Umanità, assumono importanza tale da essere tramandate alle future generazioni.
L'11 Settembre, nella sua negatività, è una di quelle.
L'unica speranza che ci conforta è che tutti possano comprendere - e mai dimenticare - la profonda e non scusabile tragedia che allora ha colpito non solo una Nazione ma il genere umano: il terrorismo non ha confini e nessuno può sentirsi al sicuro, esposto com'è alla barbarie più sanguinaria.
Il pensiero memore va alle vittime di allora ed alle loro famiglie, come pure alle vittime collaterali di quella devastazione.
Gli Uomini di Potere facciano quanto più possibile - ma, soprattutto, si cimentino con ciò che "sembra impossibile" - per far sì che la Pace si affermi in un Mondo troppo martoriato da disparità, disuguaglianze e feroci dittature, fame, mortalità infantile, povertà assoluta.
Dobbiamo contribuire tutti affinchè, quelle ciotole vuote di cibo, non siano riempite da una manciata di proiettili.
Credo che il modo migliore di onorare la memoria dei Caduti, delle Vittime, delle loro Famiglie, sia quello di non rendere vano il loro sacrificio ovvero il loro essere stati sacrificati: poca dev'essere la retorica, molta la costruttività.
Inchiniamo alla loro memoria il nostro capo, ponendo la mano destra sul cuore e rivolgendo loro un memore pensiero: che quelle Vite immolate possano trovare la giusta  contropartita  in altrettante energiche e fiere azioni volte al Bene per il Prossimo.
 
Roma, 11 Settembre 2012
                   Giuseppe Bellantonio

domenica 26 agosto 2012

GRAZIE, NEIL ARMSTRONG! A PRESTO, FRATELLO DELL'UMANITA'!

Ieri 25 Agosto 2012 l'astronauta Neil Armstrong ha inziato la Sua Ultima Missione; il viaggio, fulmineo, verso l'Uno: il Tutto.
Quel 20 Luglio del 1969 ero tra i milioni di spettatori di quell'impresa colossale condotta dagli USA tramite la NASA: con gli occhi allo schermo e le orecchie ai suoni che ne venivano, arricchiti dai commenti di Tito Stagno e di altri Scienziati dell'epoca, anche noi eravamo in volo con "Apollo 11", "Aquila" ed il suo equipaggio.
Neil Armstrong, "Buzz" Aldrin e Michael Collins erano i nostri Cavalieri; le loro candide tute spaziali, erano l'armatura sofisticata che indossavano; la loro volontà ed il loro spirito erano la giusta Spada. I risultati della loro missione erano il giusto cibo per una Umanità divisa e già troppo attenta alle piccole cose del quotidiano.
Quel giorno l'Umanità vide con nuovi e diversi occhi.
Si accostò nuovamente a concetti ed a valori che taluno tentava di far soccombere sotto il peso schiacciante del secolarismo e della dittatura: anche dei cuori e delle idee.
Quel balzo prodigioso sulla Luna, quell'impronta lasciata dallo stivale di Neil sulla polvere lunare, quei simboli - terreni quanto universali - che vollero condurre dapprima sul modulo spaziale per poi lasciarli sulla Luna, sono i nostri simboli.
Le stesse parole di Armstrong - "questo è un piccolo passo per un uomo ma un balzo gigantesco per l'umanità" - racchiudono la fiera e sensibile essenza di quegli Uomini, trasmettendo un messaggio che andava e va ancora oggi "oltre" le parole.
Dalla Luna, Neil - come Edwin Eugene "Buzz", che era con lui; mentre "Mike" Collins li attendeva in orbita lunare sull' "Aquila" - tornò sereno ma intimamente cambiato.
Non ci è dato sapere - ed è giusto così - cosa o chi poté vedere attraverso gli oblò durante quel viaggio, cosa o chi poté vedere durante l'avvicinamento alla Luna o sul nostro satellite.
Certo è che da allora non volle più volare.
Non una scelta detatta da timori, ma - ne siamo certi - la scelta consapevole di un Grande Uomo Coraggioso che, posto a contatto con determinate realtà, comprese in modo diretto la fondatezza di certi Valori che, sulla Terra, erano e sono solo teorici.
Il Nulla, il Tutto, le meraviglie di un Cosmo brulicante di forme di vita.
Neil, Fratello, il Tuo Ultimo Viaggio nella Luce Ti consentirà di scoprire ciò che per gli esseri umani é inimmaginabile.
Ci piace credere che il Buon Dio, sempre intento nei Suoi prodigiosi calcoli - per noi misteriosi -, Ti abbia accolto con quella Gioia che il Buon Padre riserva ai Suoi Figli migliori, iniziando ad insegnarTi quella Scienza Superiore che regola i Mondi, gli Universi. 


A presto Neil!

26 Agosto 2012
                       Giuseppe Bellantonio
                       Gran Maestro Em.
                      Gran Loggia Nazionale Italiana
                      Comunione di Piazza del Gesù
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Oltre ciò - specie per le parti informative a contenuto storico e/o divulgativo - i Lettori, ovvero quanti comunque interessati alla materia, che possano ritenere ciò utile e opportuno, potranno suggerire delle correzioni e/o far pervenire qualche proposta. Proposte che saremo lieti di valutare ed elaborare.  

domenica 19 agosto 2012

MASSONERIA, SATANISMO, CHIESE, SETTE, SIMBOLISMO, ECC. ECC.

In questi ultimi giorni è stato pubblicato un libricino che tratta, in un unico contesto, di massoneria luciferina, del rapporto massoneria-società e di altro ancora che possa  essere attinente a ciò e - di fondo - alla incompatibilità (espressa, a beneficio di Lettori frettolosi, nei termini tipici di una perenne e indeflettibile "impenetrabilità dei corpi") tra massoneria e cattolicesimo.
Lo scritto, che - purtroppo - non sarà l'ultimo su tale argomento, ha spunti interessanti che sottolineano il pregio dell'Autore, peraltro "soggetto togato" e quindi di per se stesso parte in causa.  Così come lo è chi scrive, solo per la caratteristica di essere stato "iniziato" alla c.d. "Libera Muratorìa".
Anche questa volta, l'Autore indulge nella citazione/ripetizione di argomenti noti e arcinoti, trattati e ri-trattati, partendo sempre da un'unica posizione: quella di confondere la "vera" Massoneria - nei suoi complessivi quanto molteplici aspetti: storici, culturali, sociali, idealistici, filosofici e simbolico-ritualistici - con le peggiori devianze che altri e diversi contesti possono assumere.
Certamente, si potrà obiettare che una cosa è la "teoria" espressa nelle idealità dei principi, ed altro è la pratica.
Ma sono le stesse obiezioni che si potrebbero muovere con disinvoltura o superficialità - che so - anche all'ONU o ad altra nobile istituzione: la giustezza e la profondità della Carta delle NU non evita che vi siano guerre o continue lesioni dei diritti umani o contrasti tra blocchi di interesse. O la critica che tende ad accomunare tutti i commercianti agli illeciti commessi solo da uno o più commercianti: ma non da "tutti".
Si tratta quindi di obiezioni di massima che, per assumere concretezza, obbligano ad entrare nei particolari delle singole realtà. 
Il fatto che tali contesti "deviati" assumano denominazioni/caratteristiche simil-massoniche o che i loro appartenenti scimmiottino procedure simil-massoniche, non significa che si tratti di autentiche formule massoniche nè di autentici Massoni.
Evidentemente, esiste il "male" ed è presente in tutte le forme e le formule che la quotidianità ci prospetta; ma è altrettanto vero che esiste  il "bene", che è prevalente al "male". 
Se dovessimo abbinare la presenza del "male" o del "satanico"o del "luciferino", presenti anche a livello non manifesto,  ci dovremmo affidare a formulazioni che pur nella disamina concettuale avranno il carattere della  generalità piuttosto che non della particolarità.
Perchè, se dovessimo scendere nel particolare, dovremmo prendere tutto l'elenco delle attività del "consorzio umano" nel mondo, tutti i modi con cui tale consorzio si manifesta ed opera specie tramite tutte le forme e le formule aggregative esistenti.
Avremmo un semplice assioma: tutto contiene parti di "male", così come contiene parti di "bene".   Sono i comportamenti dei singoli - e dei singoli quali componenti di aggregati anche molto ampi - a fare la differenza: così che non possiamo dire che la ditta A dove opera o collabora il signor B - pregno di male - sia anch'essa intrisa da insanabile maglignità  o che, per estensione, i colleghi di lavoro del signor B siano anch'essi ricolmi di malvagità.
Non discuto le ricerche fatte dagli Autori di opuscoli, libri e libretti vari; anche perchè non intendo scendere in una polemica senza volto e quindi di scarsa consistenza. 
Trovo però discutibile come venga redatto il contenuto dei loro elaborati, così da costituire una sorta di marchio con il quale bollare di indegnità e malvagità  milioni e milioni di persone nel mondo, e - per estensione - diverse decine di milioni se si accomunino le loro famiglie, ovverosia centinaia di milioni di soggetti se dovessimo computare la complessità dei rapporti che ogni singolo essere umano ha: nel privato, nel lavorativo, nel tempo libero come nella condivisione delle proprie idealità.
Esistono certamente le aggregazioni simil-massoniche, ovvero rifacentesi solo nominativamente o genericamente al massonico, che operano in modo opposto e contrario alle migliori idealità libero-muratorie: e vanno combattute, chiamando il male con il suo nome, definendole per nome e indicando le località dove operino, denunciandone alle Autorità competenti i comportamenti viziati da illeciti e/o illegalità.  
Ma comportamenti similari, ossia all'insegna del "male" - del "cattivo", del "malanimo", della "malvagità" - sono anche in altri comportamenti: dagli illeciti finanziari agli abusi a danno di deboli e svantaggiati, dalla prevaricazione all'appropriazione indebita, dall'abuso della propria posizione alla pedo-pornografia. Comportamenti moltissime volte consumati approfittando dell'autorevolezza di certe posizioni ricoperte ed a dispetto dell' "abito" - nel senso idealistico/ideologico del termine - indossato.  
Codesti pessimi soggetti non devono comunque operare, nè devono recare contagio  alla Massoneria "vera e attenta alle proprie Tradizioni": è giusto che costoro vengano messi in condizione di non nuocere.
Ma avrei piacere che parole di chiarimento su talune posizioni - distinte ma, nell'anno del Signore 2012 del XXI secolo, affatto conflittuali: sempreché depurate dalle incrostazioni di mal digerite contrapposizioni, che la Storia ci tramanda specie circa il modo di esercitare il "potere" - pervenissero anche da eminenti Massoni che pur rivestono o hanno rivestito incarichi imortanti.     Rimuovendo, nel far ciò, pompose parole tipo "regolarità": trovo corretto reputare "regolari" tutti quei Fratelli che operino nel rispetto delle norme di base - anche ritualistiche - base previste internazionalmente, con sincero spirito iniziatico non corrotto da interessi e/o ambizioni personali (quindi, per una crescita interiore basata su studi, approfondimenti e confronti), in modo trasparente e quindi sempre verificabile e - infine - nel pieno ed incondizionato rispetto delle Leggi della Repubblica Italiana e delle Istituzioni legittimate a rappresentare la nostra Patria.  
Tutto ciò che si muove al di fuori di questo recito è "irregolare" (e lo può comunque essere anche nel più "regolare" - almeno in apparenza - dei contesti) e può scadere e degenerare, se non controllato dalle Autorità e denunciato "in primis"  proprio da quei Massoni che operano correttamente. 
E' ora di finirla, una volta per tutte, di  bollare - genericamente e in maniera qualunquista, barbara - tutti i Massoni come dei "senza Dio" o "eretici" o "settari" o "incappucciati" o "mangia-bambini" o "stregoni e alchimisti" o "delinquenti, intrallazzatori e approfittatori"!  Salvo, per chi muove queste critiche cieche e carenti di preparazione, l'incorrere nello stesso oggetto delle loro censure: essere "settari" contro la Massoneria - in generale - ed i Massoni (e le loro famiglie) - in particolare -.
Mi piacerebbe poi che gli illustri Autori di queste guide (mai camminare con il naso all'insù, in ogni caso: occhio alle buche!), opuscoli o libri, dal momento che scendono in campo per trattare aspetti così delicati di un tema più ampio, non si limitassero alla citazione dei lavori di altri Autori - una sorta di copia-incolla, dove la trama ispirativa è travisata a favore delle possibili posizioni aprioristiche dei copianti, i quali, da cento pagine, traggono le righe a loro utili -, ma trattassero in modo esplicito di cose da loro toccate con mano, vissute, indicando dati, fatti, indirizzi, nomi e cognomi e l'identificazione, incluso il dove e quando,  delle eventuali nefandezze compiute dai soggetti e di chi ne possa essere stato testimone fisico.
Scrivere sempre "di sponda", aggregando con sapiente abilità i "de relato" generici o i lavori di altri Autori o quantaltro, è facile: esistono software specifici o penne-a-tassametro pronte ad essere mobilitate per cause (quasi) giuste.
E' mio parere che sia giunta l'ora di scrivere correttamente di cosa sia la Massoneria delle Tradizioni - e come opera chi la vive -, cosa sia la Massoneria moderna - quella nata nel 1717, per intenderci - ed in cosa si differenzi da quella delle Tradizioni, cosa si intende correttamente per "esoterismo", che valore abbiano i "simboli" (ma anche chi ne usi nel mondo, anzi - si fa prima - ad indicare chi "non" li utilizza), e quantaltro.
Non so se il Buon Dio mi darà la gioia di leggerne, di queste corrette produzioni letterarie.
Diversamente, sono certo che negli anni futuri altri potranno leggerne.
Salvo i "tempi" dell'attesa: per riconoscere i torti subiti,  Galileo Galilei ha dovuto attendere che trascorressero più di 400 anni; può darsi che per la Massoneria possano occorrerne di più.
Non saprei: ma la mia personale concezione del Tempo è molto relativa, poichè per me passato-presente-futuro sono aspetti di un'unica realtà.
Sempre e comunque illuminata da Dio.
Giuseppe Bellantonio
Gran Maestro  Em.
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunionedi Piazza del Gesù
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