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domenica 26 luglio 2026

GIUSTIZIA, GIUSTIZIA MASSONICA, CHIACCHIERICCI E MACCHINA DEL FANGO: SEMPRE PRONTA...

                         

Quasi quattro anni fa - era il 9 agosto del 2022 - su queste stesse pagine ho trattato della 'Giustizia Massonica' anche parametrandola alle norme di Legge di tipo civilistico e non in vigore nella Repubblica Italiana (il Magistrato Superiore per eccellenza). 

In questi giorni, la stampa ha attribuito delle dichiarazioni di taluno, sulla cui base alcuni Enti sarebbero pervasi o gestiti o occupati da "mafiosi e massoni", così suscitando attenzione e cuiosità: per lo più morbosa e malevola, come spesso accade con quei fenomeni e con quelle dichiarazioni dove al posto di accuse precise con la indicazione delle possibili (e sempre 'presunte', almeno fino a sentenza passata in giudicato ) condotte illecite e/o attività criminali poste in essere corredate dai nomi e cognomi dei possibili (ma anche qui 'presunti') responsabili, volano manciate di fango. Qualunque Cittadino venga a conoscenza di tali fattispecie ha il dovere morale e l'obbligo materiale di avvisare le Autorità di Polizia ovvero l'Autorità Giudiziaria che opereranno attivando le proprie prerogative e sempre nell'interesse della Giustizia e pro Veritate.

Rilasciare dichiarazioni lanciando vaghe e arbitrarie accuse a questo o quel contesto, ovvero a tutti indistintamente gli appartenenti (anche in questo caso,  'possibili ed eventuali') ipoteticamente collegati a un determinato contesto, equivale ad attivare quel meccanismo tristemente noto come macchina del fango. Ossia: lanciare accuse pesanti e indefinite, affatto scevre da un certo vittimismo, tutte da dimostrare, citando ipotetici ambienti piuttosto che non soggetti. L'effetto richiama certamente maggiori attenzioni da parte della possibile opinione pubblica accomunando contesti di un certo qual rilievo: nel bene come nel male. 

Ma all'osservatore attento e ormai disincantato nelle italiche cose, e che soprattutto abbia buona memoria storica, non sfuggiranno le ciclicità con cui queste 'macchine del fango' trovano attivazione: per lo più in coincidenza con situazioni generali di tipo complesso che, pur suscitando attenzione nell'opinione pubblica, non trovano adeguata risposta da parte di chi ne abbia il dovere e la responsabilità.  Questa ciclicità ha colpito e colpisce personaggi e situazioni di rilievo: da Bettino Craxi a Giulio Andreotti a Licio Gelli, tanto per citare i casi a noi più prossimi, come pure si evocano i presunti 'demoni' di contesti tra cui la Massoneria, il Clero, e quant'altro. Tutto viene addebitato in modo grezzo a qualcuno o a qualcosa, anche per lunghi periodi, con l'effetto di tenere fuori dai riflettori soggetti e situazioni vere quanto molto gravi o preoccupanti.  

In pratica si spara nel mucchio: per distrarre come per tirare il sasso nascondendo la mano o persino fors'anche agendo con obiettivi utili a 'terzi'.

Tutti i contesti, senza esclusione, possono annoverare tra le proprie fila angeli e demoni. Ma angeli e demoni, allorchè commettono illeciti, ne rispondono direttamente e personalmente, specie nella fattispecie penale. 

Sparare invece genericamente nel mucchio, gettando sospetti su enti societari o associativi nei quali in ogni caso lavorano persone per bene e quindi con il solo fine di suscitare scandalo più che non attenzione, è persino riprovevole e potenzialmente vile: salvo l'indicare subito dopo alle Autorità nomi , fatti e circostanze.  

I delinquenti sono e restano personamente tali, indipendentemente da dove possano agire o lavorare; un ladro è tale e tale resta, e come tale dev'essere definito. Citare se sia impiegato  o socio di questo o quel contesto, bocciofila o filodrammatica che sia, che sia un membro del clero o di una specifica associazione politica, che sia un autista o un operatore ecologico, un artista o un nullafacente, è materia che può interessare le Autorità; ma nella vita di tutti i giorni costituisce il più banale dei qualunquismi accusatori, alimentati da chiacchiericci e pettegolezzi. 

Autorità, qui ricordo, che nel caso della storiografia massonica si identifica con la figura di quel Magistrato Superiore che rappresenta la Legge e l'ordine costituito dello Stato. Legge che il Massone ha l'obbliogo materiale e morale di rispettare, e di fronte alla quale, al pari di ogni Cittadino, risponde.   

Roma, 26 luglio 2026                

Giuseppe Bellantonio

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martedì 24 marzo 2026

24 MARZO 2026: IN MEMORIA DEI MARTIRI DELLE FOSSE ARDEATINE

  

      La Memoria, guidata dal ritmico scandire del Tempo,  porta prepotentemente le nostre menti alla tragica data del 24 Marzo 1944.
    Quel giorno, si consumò uno dei tanti drammi della Seconda Guerra Mondiale; quello poi assurto a emblema - specie quale fortissimo monito per le future generazioni - per i suoi contenuti più crudeli e inumani: l'Eccidio delle Fosse Ardeatine.
     335 Esseri Umani, 335 Persone, 335 Civili e Militari Italiani, caddero sotto il piombo dell'odioso oppressore nazista: un nemico  che, specie attraverso le rappresaglie, tentava di contrastare e reprimere le sempre più forti pulsioni di quegli Italiani che - anche a prezzo della propria Vita - inseguivano i propri immarcescibili Ideali di Libertà.
     Non è un caso che tra di loro fossero molti i nostri Fratelli iniziati alla Massoneria, proprio perché - e forse più di altri - avevano ben chiari i Nobili contenuti per loro iscritti nell'antico, classico,  Trinomio LIBERTA', EGUAGLIANZA, FRATERNITA', ma anche particolarmente correlati al concetto di AMORE PER LA PROPRIA PATRIA.   
    Chi vive nella Luce di Alti Ideali - quali sono quelli esoterici e simbolici, culturali e sociali, filosofici e spirituali, della Massoneria: quella, ovviamente, più genuina e incontaminata, legata alle più Antiche Tradizioni Cavalleresche, e non certo 'setta' - non esita a esprimere le proprie Idee ed a farne strumento utile al progresso dell'Umanità in generale. Più in particolare non ha indugi nel mettersi a disposizione di chi soffre: ovverosia di quel prossimo nei confronti del quale il Vero Massone deve porre in atto il proprio massimo impegno a ben direben pensare,  ben fare, nel contesto di un vero e schietto sentimento di amore fraterno e universale.
     Ciò, lungi dalle lusinghe e dagli onori, lontano dal luccichio degli orpelli, all'opposto dei luoghi ove dimorano interessi specie se mercantili, illeciti e purtroppo anche squallidi (ma che con l'autentica Arte Reale nulla, ma proprio nulla hanno a che vedere!).
    Un Potere positivo, propositivo e costruttivo, fatto di cultura, pensiero e azione; di Qualità delle persone; di Bellezza delle idee, di Nobiltà d'animo, di Disinteresse nell'agire, di vocazione al Sacrificio: ossia vocazione al sacrum facere, all'operare con azioni ricche di contenuti e pregne delle tinte più trasparenti e luminose, quasi che ogni azione fosse tanto elevata nei contenuti da poter assurgere al valore di sacralità
   Anche quest'anno desidero proporre un diverso livello di Memoria per i tanti nostri Fratelli uccisi alle Fosse Ardeatine: indifferentemente che appartenessero alla Comunione di Piazza del Gesù o a quella di Palazzo Giustiniani (tanto per riferirsi ai toponimi storici a tutti più noti);  con ciò citando per tutti Placido Martini, Gran Maestro della Massoneria allora unificata  ed Eroe d'Italia (apparteneva alla "Brigata Vespri" del Fronte Clandestino di Resistenza Romana, e venne insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare), il cui sangue si unì per sempre a quello delle altre 334 Vittime innocenti.
    La Memoria, così va oltre: va anche a quei nostri Fratelli Massoni morti non solo nel corso di azioni per la loro Patria, ma anche a quelli deceduti nella ristrettezza della prigionia o del confino: non solo in Europa, ma - trattando il tema in modo più complessivo - nel Mondo e in tutte le epoche.
    Quest'anno, nel quadro della follia che da anni pare dilagare in modo irrefrenabile per il mondo, eccitando la sete di sangue che muove i mercanti di armi - armi che taluno, con sofisma dialettico, distingue in difensive o offensive; ma sempre e solo quello sono, armi -  ancora più forte si leva il nostro grido: che sia PACE ! Grido a quello altrettanto sincero che sgorga dal cuore delle genti, affatto circuite da quei soggetti che parlano di guerra per difendersi un domani da chi non si sa, ma che si afferma solennemente che ci sarà. 
   In tale consapevolezza, non è meglio perseguire, sollecitare, pretendere, mantenere, la PACE quando questa c'é?
      Per noi questa è la via più corretta, di certo non le aggressioni armate, le guerre, le vendette.

Roma, 24 Marzo 2026 
                                                                         Giuseppe Bellantonio (*)

(*)  Presidente della 
     Comunione di Piazza del Gesù

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venerdì 22 dicembre 2023

SOLSTIZIO D'INVERNO 2023: TRA ANTICHI ARTEFATTI E ONESTE NOVITA'.


Il Solstizio d'Inverno riveste un particolare significato nel contesto del simbolismo legato al mondo dell'esoterismo iniziatico, ben rappresentando - attraverso le dinamiche connesse al momento in cui i semi, posti al riparo nel profondo delle zolle dei terreni, sono protetti dalle intemperie al tiepido riparo offerto dalla Madre Terra - un momento molto significativo e importante: l'avvio del processo di risveglio, di quel 'risveglio' che in Primavera troverà il momento della sua fondamentale accelerazione per poi esplodere in Estate, dopo una corretta semina. 

Come a molti è ben noto, la Massoneria Italiana affronta da tempo momenti densi di un travaglio che la sta scavando in profondità, sovente con crudezza, mettendone in discussione assetti interni e, in particolare, la stessa sua esatta dimensione e collocazione storico-temporale e sociale: a un punto tale che, ad avviso di chi scrive, essa - così com'è declinata - poco o nulla ha ormai a che fare con idealità eccellenti - e quindi possibilmente accattivanti e appaganti nella società contemporanea -, con antiche connotazioni storiografiche, con approfondimenti d'ordine esoterico, simbolico e quindi filosofico, etico e morale.         

Ma, nel tempo, studi alimentati da quel dubbio che è vettore certo nella spinta a interrogarsi, ricercare e approfondire, non fermandosi alla sola esteriorità (spesso segnata da testi che - in una progressione malevola - continuano a riportare nel tempo refrain ormai ricchi della polvere stantia del tempo oltre che di errori importanti) ma entrando nel particolare, scavando e soprattutto compiendo un'analisi approfondita di ciò che fino a pochi anni fa costituiva un mantra che, indiscutibile e inscalfibile, veniva accettato a scatola chiusa, senza discutere, pur di poter far parte di un sodalizio tanto importante. 

Una ricerca appassionata e rigorosa, dalla quale sono emerse anomalie  e incongruenze che ad oggi una e una sola comunità iniziatica in Italia, e fors'anche fuori da questa, ha avuto il coraggio di aver scandagliato, scavato, vagliato, andando a fondo e traendo conclusioni puntuali e solide, inattaccabili, peraltro esternate in contesti pubblici e quindi ufficiali. Anche se abbiamo preso atto che sovente la Verità è scomoda persino da valutare, figuriamoci da accettare, specie in contesti di tipo routinario, dove abitudini e consuetudini hanno preso il posto della passione, dell'autentica filantropia, del vero Amore Universale e - in particolare - del senso della comunità.    

Coraggio, dicevamo: ma non solo

Quella che è in noi - e solo per noi che l'amiamo profondamente -e che amiamo ciò che - solo per noi -  è la consapevolezza radicata nei concetti riposti in quella che abbiamo identificato per primi - ma anche unici - e che abbiamo indicato essere la Massoneria delle Antiche Pietre (termine che si riconduce alle testimonianze, all'eredità, alle tracce feconde, lasciate sulla pietra lavorata e attraverso la pietra e le città di pietre. Per meglio intenderci, e per ricondurci a epoche più prossime, quella che trova la sua più corretta collocazione nelle attività libero-muratorie e corporative certamente antecedenti il 1715, nonchè nella più che cospicua Tradizione delle Scuole di Pensiero e di Azione di tutto ciò che complessivamente può ricondursi alla saldezza della Schola Italica, e di tutti i Liberi Pensatori che in Italia hanno operato, facendo scuola nel mondo intero), ed è soprattutto la forza e la storica quanto apprezzata statura d'ordine storico, filosofico, iniziatico ed esoterico, originata dall'essere tradizionalmente la più antica Comunità Iniziatica Italiana ad essere stata operativa e riconosciuta internazionalmente grazie al patrimonio materiale e spirituale ereditato - in particolare grazie all'opera storica di Saverio Fera: incardinata, questa, nella data-discrimine del 1908.  

Parliamo dell'autentica, unica, originaria,  Comunione Italiana della Storia della Massoneria Italiana: quella determinatasi nell'esilio di Ponza, allorché il GM del Grande Oriente d'Italia Domizio Torrigiani cedette il proprio maglietto nelle mani del GM Placido Martini, della Comunione di Piazza del Gesù, dando luogo all'unione delle due fin lì distinte componenti.      

La nostra attività di ricerca, revisione storica e riclassificazione non vuol dire 'rinnegare' il passato (così facendo avremmo negato noi stessi e tutte le nostre esprerienze, un passato che - anche se poi messo a nudo e quindi analizzato e assoggettato a critica - pur ha avuto le sue valenze positive, ma equivale a una solenne presa di coscienza di una realtà che indubbiamente è forte di altri e ben documentati presupposti e quindi di altre cospicue carature, mantenendo ferma la valenza di Alti Valori e di Nobili Tradizioni: tali da non risultare non contaminati, non manipolati, non alterati, non funzionali a una qualche utilità altrui. In poche parole, non possiamo dire che qualcuno o qualcosa ci abbia amabilmente presi in giro da centinaia di anni a questa parte, ma possiamo dire - e con ragione - che qualcuno o qualcosa ci ha passato per autentiche delle verità relative, spacciandole per assolute.

In questo quadro d'ordine generale, si sono inserite le mille fibrillazioni della società italiana, presa nelle spire di una metamorfosi innaturale, indotta e accelerata fino a sfiancarla, nel cui contesto - tra ammiccamenti, promesse e incitamenti - si fa di tutto per sabotare, smantellare e cancellare quanto esistente, sostenendo con accorte e caramellose affabulazioni che 'ciò che verrà' sarà molto più 'bello e intenso' fruibile e godibile. E queste fibrillazioni sono molto pesanti da sopportare, includendo soprattutto la costante degenerescenza di costumi e parametri di riferimento, cui assistiamo quotidianamente.

Proprio la quotidianità ci ha offerto spunti di riflessione circa il modo migliore di dare un senso alla nostra umana valenza e al modo migliore per porgerci in questi giorni particolari e pregni di significati e Tradizioni: riflessione dai significati scevri da fronzoli, sfrondati di orpelli e inutili sovrastrutture.  

Ecco allora la decisione 'rivoluzionaria' di oggi: porre in evidenza un gesto che è resipiscenza e riventicazione di autenticità e di unicità, dando adeguato spazio a una nostra Carissima Sorella per lanciare il rituale messaggio in occasione di questo Solstizio d'Inverno: una Donna, giovane testimone del proprio tempo e anche simbolo muratorìo di una frequentazione che per più di dodici generazioni - con mille alibi e pretestuosità - è stata additata come 'irregolare', 'spuria', 'irritualee addirittura 'viziata e contaminante', ma che invece - specie energeticamente - è assolutamente complementare a quella dei Fratelli. 

Tutti impegnati - quale autentica e armoniosa comunità - nel compimento della Grande Opera, a seconda di quei livelli energetici esclusivamente collegati al merito e al progresso della cultura iniziatica di ciascuno possa essere titolare. 

Ecco quindi, il tracciato di Monika, indirizzato a tutti indistintamente i suoi Fratelli - esistendo la Fratellanza e non la Sorellanza, vigente solo ed esclusivamente nelle comunità esclusivamente femminili -, d'ogni ordine e grado, ovunque essi operino: senza differenza  alcuna, a qualunque latitudine, indifferentemente dal colore delle loro carnagioni e dalla loro personale fede religiosa, o di altro.  

Un messaggio e un'affettuosità fraterna indirizzati a tutti, senza distinguo, senza 'se' e senza 'ma': se è vero che crediamo alla universalità dei nostri Ideali di base, piuttosto che non alle 'regolette' costruite da chi si rivolge solo a 'iscritti' e 'sudditi' passivi.  

Nel segno di quell'Arte della Pietra Libera che deve ritrovare la sua originaria semplicità, i suoi grandi e perenni, altissimi Valori. Ed è proprio questo che è da sempre il nostro impegno solenne, storicamente esemplare.

Buona lettura e sereno, operoso, Solstizio d'Inverno. Che sia un giorno di festoso impegno. Nel segno di una forte, attesa, intensa, cercata, voluta e alfine conseguita r i n a s c i t a.

Roma, 22-12-2023, in onore del nostro Santo Protettore, San Giovanni Evangelista.

Giuseppe Bellantonio

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“ Magnifico risplendi tu.

Sull’orizzonte del cielo, Tu sole vivente.

Che determini la vita!

Tu sorgi dall’orizzonte d’oriente.

E colmi ogni terra della tua bellezza.

Magnifico, grande e raggiante, alto sopra tutti i paesi della terra.”

(Inno al Sole di Akhenaton)

 Ho voluto iniziare questa Tavola Architettonica sul Solstizio d'Inverno con una strofa dell'Inno al Sole di Akhenaton, che inneggia alla divinità dell'astro per richiamarvi su questo particolare momento della ritualità massonica: il fine, cercare di capire i profondi significati simbolici che l'Astro oggi acquista in una società disattesa da altri interessi per così dare importanza all'alternarsi ciclico del giorno e della notte, dei mesi e delle stagioni.

Per i Massoni non è così, perché essi, osservano la meccanica celeste, ascoltano i richiami della trascendenza cosmica e dell'immanenza terrena, ambedue misteriosamente amalgamati nell'animo umano.

Noi tutti siamo consapevoli dell'evento astronomico che si manifesta due volte l'anno, e ogni sei mesi la muratorìa di Rito Scozzese festeggia in particolare il simbolismo zodiacale con i solstizi d'estate e d'inverno.

Con il Solstizio d’Inverno si celebra il giorno più corto dell’anno, quello in cui le ore di luce sono nettamente inferiori alle ore di buio.

Per i cultori dell'esoterismo è un’alchimia di mistero e tradizione, il momento del passaggio del Sole attraverso la Porta degli Dei, una sorta di Natale laico, simbolo di una ripartenza spirituale e segno della sconfitta del male da parte del ‘Sol Invictus’.  In fondo alle tenebre, è il messaggio delle tavole celesti, c’è ancora la Luce. La festa e’ dedicata a San Giovanni Evangelista, che simboleggia la faccia di Giano che è rivolta verso l’aurora e testimonia la forza della parola; quella del solstizio d’estate (24 giugno) è invece dedicata a san Giovanni Battista di Gerusalemme.

In un antico rituale massonico si legge: “Il Sole, simbolo visibile dello spirito, si e’ ritratto nelle caverne del settentrione.

Le giornate si sono accorciate ed allungate le notti.

Il dolore è nelle nostre anime perché il Sole è calore, vita, luce.

Noi fratelli ravvisiamo in questa rituale morte del Sole una fase della perenne lotta tra il bene e il male. Ma il nostro dolore è temperato dalla certezza che il Sole, dopo la sua discesa agli Inferi, risalirà allo zenith della nostra coscienza”.

Il solstizio d’inverno simboleggia dunque l’ingresso alla caverna, la transizione dal buio alla luce, dalla morte alla rinascita a differenza di quello estivo (24 giugno) che rappresenta l’uscita dalla caverna cosmica.

Appartiene, in forme diverse, alla spiritualità di tutte le religioni del mondo.

Queste ricorrenze infatti affondano le proprie radici nella notte dei tempi: per molte società antiche, al di là del Medio Evo, al di là del Cristianesimo, il simbolismo solare rappresentava lo spirito della Luce Spirituale sorgente delle Tenebre. Dunque Sole non solo come fonte di luce del mondo, luce essenziale che dà calore ed energia e che nutre la vita, ma anche come forza divina onniveggente dalla quale nessuno può nascondersi.

 L'Astro come ordinatore del mondo e del ritmo del tempo che si era personificato in Shamash, Elio, Apollo, Surya e Savitri, e anche Atron, Osiride e Mitria l'invincibile Dio del Sole.

Ma quale significato o rilevanza esoterica e spirituale discende dai riti solstiziali? Essi assumono in genere un significato di “trasformazione”, “rinnovamento” e “rinascita”.

All'estate si associa la luce, la bellezza, il caldo, la crescita, l’abbondanza, la giovinezza, la forza. All'inverno esattamente l'opposto: freddo, tristezza, decadenza, vecchiaia e oscurità.

Eppure, anche se il cammino del ciclo annuale inizia col solstizio d'estate, quello d'inverno, punto finale della fase discendente costituisce altresì l'inizio della nuova ascesa.

Sembra un paradosso, spiegabile unicamente con l'empirica constatazione che tutto ciò che raggiunge il suo massimo è destinato a precipitare, mentre quello che è al suo minimo può aspirare all'ascesa, alla crescita, anzi le rende possibili permettendo la rigenerazione a partire dalle energie nascoste.

Un parallelismo può essere fatto con la vita interiore, che appare governata dallo stesso simbolismo: il sole è luce uguale a mente, intelletto, e “illuminazione”: conoscenza e coscienza che però affondano le proprie radici nell'oscurità dell'inconscio, nutrendosi degli antichissimi contenuti ivi conservati e rigenerandosi a quella fonte.

Abbiamo accennato che le civiltà solari hanno prosperato e generato rituali essoterici in tutto il globo terracqueo: egiziani, babilonesi, greci, messicani, peruviani e via dicendo.

Ed il per la virtù di questo simbolismo astronomico che in occidente il simbolismo delle porte solstiziali esisteva, oltre che presso i greci anche presso i latini: questi ultimi legavano i solstizi al simbolismo di Giano (dio dell'iniziazione del passaggio, della soglia) che apre e chiude non solo le porte del ciclo annuale, ma anche quelle dei “grandi misteri” e dei “piccolo misteri”.

E tutti sanno che Giano era il dio delle corporazioni degli artigiani o “Collegia fabrorum”, che celebravano in suo onore le feste solstiziali d'inverno e d'estate. In seguito, quest'uso si conservò anche nelle corporazioni dei costruttori, fondendosi però - con l’avvento del cristianesimo - con quelle di San Giovanni: il San Giovanni d’Inverno e il San Giovanni d’Estate.

Da qui deriva il termine “Loggia di San Giovanni”, conservatosi fin nella Massoneria moderna, mediato da un significativo adattamento dei simboli precristiani, talvolta misconosciuto e male interpretato dai moderni.

I due Giovanni, il Battista e l'Evangelista, sono - loro malgrado - gli inconsapevoli patroni della Massoneria: il primo precursore e annunciatore, il secondo Apostolo e prediletto di Cristo: offrirono entrambi il precetto e l'esempio più puro di carità, solidarietà e tolleranza: precetti alla base della filosofia massonica.

Da quanto vi ho sinteticamente illustrato si può dedurre che l'esaltazione e la rinascita dell'astro del giorno non potevano non essere le principali feste dei Figli della VERA LUCE. Feste, ricorrenze, che si perpetuano nel tempo fino ad essere adottate dalla Massoneria moderna perché la Fratellanza Universale realizza - col Sole - filosofia, religione, e nell'Astro vede la specularità e la saldezza Istituzione. Astro del mondo che, illuminando i Fratelli con la Luce della verità, dissolve le tenebre accumulate dall’ignoranza, dall'ipocrisia e dall'ambizione.

Tracciato da Monik per il Solstizio d’Inverno, 22 Dicembre 2023

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mercoledì 20 settembre 2023

EQUINOZIO D'AUTUNNO 2023

EQUINOZIO D'AUTUNNO 2023 - XX SETTEMBRE

Il 23 Settembre, alle prime ore del mattino, si ‘apre’ la finestra astronomica dell’Equinozio d’Autunno, conducendoci nella stagione autunnale.                                                 

Una cadenza della Natura che per i più coincide con il mutare della stagione – e quindi di ciò che visibilmente ci circonda - ma che, per ‘noi’, equivale a un profondo coinvolgimento dei sensi, in stretta sintonia con le rinnovate vibrazioni della Natura. Un autunno in cui il ritmo più vivace dell’estate cede il passo alla maggiore quiete, quasi seguendo il ritmo dei raccolti, il passo lento e metodico dei contadini e degli agricoltori, impegnati a vivere e festeggiare l’abbondanza di messi e raccolti.

Certamente, un momento di cambiamento che ‘noi’ viviamo con una maggiore intensità delle nostre energie, tese a sottolineare il rinnovamento vitale che si svolge a livello spirituale; possiamo dire che ‘equinozi’ e ‘solstizi’ rappresentano momenti di vivace spinta energetica, tale da offrire nuove energie al nostro spirito, alla nostra mente, al nostro cuore: un ‘potenziometro’ impossibile da ignorare e da utilizzare, anzi, per affinare noi stessi e il nostro rapporto con tutto ciò che ci circonda.

Momento di raccolta e quindi di bilanci, di verifiche; momento di quiete e di programmazione, pronti a selezionare le giuste sementi da conficcare in profondità tra le zolle smosse: quelle dalle quali nasceranno esili fili verdi, esili arbusti, che poi diverranno messi, piante, alberi forti.  

Proprio oggi e nei prossimi giorni, in più luoghi, dei nostri Fratelli hanno reso solennità alla data del XX Settembre: una data ‘spartiacque’ certamente significativa per i valori risorgimentali, ma che – purtroppo – in molti contesti viene vissuta in modo erroneo e persino nettamente conflittuale con i nostri Valori più autentici.             

Vero è che in questa data del lontano 1870, attraverso il varco aperto nelle mura difese da soldataglie papali, irruppero le truppe dei Savoia (ma anche di altre formazioni di ‘volontari’, non solo italiani) – coloro che il  17 Marzo 1861 avevano dichiarato l'avvenuta costituzione del Regno d’Italia -, ma anche i volontari garibaldini che numerosissimi contribuirono alle sorti di quel conflitto iniziatosi con la conquista del Regno delle Due Sicilie: una conquista che, tra gli studiosi, è ancora sotto la lente d’ingrandimento della storia. Ma è anche vero che – fortunatamente non da parte di tutti - si continua a dare a questa ricorrenza una forte connotazione laicista e anticlericale, a tratti segnatamente antipapale e anticattolica, mantenendo così posizioni di netta retroguardia e di anti-storicità, tipiche di quella vecchia massoneria intrisa e quindi contigua alle devianze della Carboneria e di quel socialismo – di fatto già anticamera del più nefasto comunismo – già prodromico al perseguimento di quel globalismo la cui realizzazione fu ben studiata a tavolino, oltralpe e oltremanica.

Pertanto, se l'Equinozio d’Autunno è all’insegna del rinnovamento, i veri Iniziati, coloro che proprio in nome del Rinnovamento, all’insegna di Valori, di Tradizioni, e di Antichi Ideali, devono guardare – così come effettivamente già guardano - a un Rinascimento dell’Arte Reale, concentrati nello scrutare oltre l’angusto orizzonte dell’immanente: nel segno di quella fulgida tradizione che nella Schola Pitagorica di Crotone, nella Schola Italica per eccellenza, trovano tuttora concrete radici, tanto esoteriche che simboliche, sviluppatesi in ogni secolo tramite l'apporto di menti fulgide, illuminate, italiane.

Roma, 20 Settembre 2023                  Giuseppe Bellantonio

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sabato 4 settembre 2021

NUOVI ORIZZONTI

Questo mio scritto è del 7 Maggio 2008: ossia, tredici anni orsono. Tanti, ma appena un soffio se contestualizziamo lo scandire del tempo al respiro del Cosmo, della stessa Terra. Vi erano espresse sensazioni rivelatesi più che fondate, patemi  e timori che anticipavano il verificarsi degli attuali fatti.    

    Un meme per ricondurre a ciò che sarà comunicato in occasione dell'Equinozio d'Autunno, di mercoledi 22 Settembre. E che sarà in correlazione più che diretta con quanto qui espresso.

Rifondare la Massoneria Italiana.

Per ricondurla alle sue originarie, nobili ed uniche tradizioni. 

            Molti avranno avuto occasione, nel corso degli ultimi trent'anni, di leggere talune mie considerazioni in merito alla Massoneria ed al modo – del tutto particolare in quanto atipico - in cui la stessa viene “vissuta” in Italia; riflessioni, moniti ed indirizzi – rivolti ad interlocutori che in ogni caso ho ritenuto essere in possesso di una certa qual cultura iniziatica – per lo più caduti nel vuoto, in quanto non applicati.  O, meglio, spesso non si è riusciti ad andare oltre alle enunciazioni di principio, mancandosi di tramutare in azioni concrete quei consigli e quelle indicazioni che pur suscitavano – e suscitano ancora – interesse tanto per le diagnosi che per le terapie di risanamento suggerite.

        Le responsabilità – pur se spalmate sui diversi livelli dei vari vertici - di questi continui fallimenti, sono da attribuire senz'altro al prevalere della natura umana su quella iniziatica: così che i “giochi di bottega” e l'attaccamento a “poltrone” e “poltroncine” hanno sempre condizionato la sincerità e la lealtà dell'agire della gran parte degli interessati.

        Di tale fallimento, per logica coerenza, anch'io devo farmi carico della mia parte di responsabilità: poiché nel tempo ho comunque fatto parte di una dinamica – nel suo assoluto complesso - che, anziché produrre effetti virtuosi, ha provocato un effetto involutivo a spirale che ha moltiplicato in modo esponenziale gli effetti dello scisma del 1908.

        Proprio nel centenario di questa data storica per la Massoneria Italiana, che cade al compimento anche dei trent'anni dal passaggio all'Oriente Eterno del Gran Maestro Francesco Bellantonio – unanimemente indicato come uno dei più Illustri Esponenti della Massoneria contemporanea - ritengo utile spronare ancora una volta e con rinnovata energia i Massoni di buona volontà affinché sappiano trovare le giuste energie per porre fine ad una situazione indecorosa e ormai insostenibile: tant’è che da anni l'amministrazione e la gestione della Massoneria Italiana suscitano sorrisi ed ammiccamenti impietosi da parte delle Potenze Massoniche Internazionali.  E non solo.

        Una situazione, quindi, al di fuori tanto delle regole scritte che di quelle - ancora più importanti, tracciate nel Cielo, nel Fuoco, nella Terra, nell'Acqua e nel profondo degli Animi - dagli Alti Spiriti che ci hanno preceduto nella Grande Opera: da coloro che ci hanno indicato e ci indicano la Via Maestra verso la Luce.

        Già!  La Luce, la Vera Luce.

        Quella Luce dalla quale ci allontanano – ed allontanano tutti coloro che si avvicinano ai Misteri Esoterici - i falsi Massoni: i mediocri, i vili, i traditori, i ricattatori, gli intrallazzatori, gli scettici di professione, i cospiratori, i cialtroni, gli intolleranti, i codardi, gli ignavi, i falsi moralisti, coloro che aggrediscono verbalmente e materialmente, quanti seminano nella melma della loro squallida vita pettegolezzi e menzogne, chi attenta all'onore  dei Fratelli e delle loro Famiglie, chi vive “di” Massoneria e non “per” la Massoneria; coloro – infine – che tentano con supponenza ed ignominia di fare i colonnelli – ma che dico: i caporali di giornata – senza neanche essere soldati.

        Individui, cioè, senza bandiera e senza onore che amano circondarsi di loro simili: cortigiani e cortigiane senza scrupoli, solerti a vendersi o a concedersi anima e corpo, malviventi disposti a rimpinguare le fila ora di questo ora di quello pretendendo – ed ottenendo – sostanziose tangenti.      Non solo costoro sono dei falsi profeti, ma sono anche immonde e diaboliche creature che fanno commercio di neofiti, che vivono sulla pelle dei loro Fratelli, che illudono con la stessa malìa con cui i serpenti affascinano le loro prede prima di ucciderle lentamente, soffocandole.   

        Costoro, infatti - con ogni loro azione, con ogni loro parola - uccidono l'Ideale Massonico, così come uccidono le speranze e le attese dei Fratelli: che per sempre subiranno il doppio trauma della più pia delle illusioni e della più cocente delle disillusioni.

        Individui che non sono in possesso della Parola Sacra, ma che spacciano per tale il loro balbettio ed il loro cicaleccio da cortile, la loro attitudine ad essere comari pettegole anziché guardiani e difensori della Tolleranza e del Silenzio.

        A far traboccare il vaso - durante questi recenti impegni elettorali in Italia – l'essere stato spettatore dell'illecito, irrituale, irregolare e sconcertante comportamento di molti soggetti togati appartenenti di diverse comunità massoniche, scesi personalmente in campo per sostenere apertamente ora questo ora quel candidato politico.  Conferenze, incontri, messaggi dal contenuto forse lecito per una comune associazione, per un club; ma del tutto sconveniente ed urticante se pensiamo che stiamo parlando – e con vanto! - della più nobile delle Arti Reali.

        Stiamo parlando della Massoneria, dell'Arte Reale per eccellenza, e non di una bocciofila, del club della pipa o dell'associazione amanti del ricamo!

        Scindiamo dunque, ed una volta per tutte, le nostre responsabilità da quelle di costoro!

        Spezziamo, Fratelli, queste odiose catene con un Atto di Coraggio: un Atto di cui le nostre coscienze ed i veri Iniziati ci daranno merito!

        Diamo significato al nostro essere Iniziati, sacrificandoci – se necessario – per consentire agli altri di meglio operare, identificandosi con coerenza in Comunioni sane, amanti della Tradizione, con un background storico, in regola con l'ortodossia ritualistica, con dei Programmi seri e chiari!

        Tagliamo l'erba sotto i piedi a questi mestieranti-arruolatori, per salvare quant'altri potrà accostarsi in modo semplice, puro e forse ingenuo alla Massoneria: neanche immaginando cosa troverà e cosa potrà aspettarlo!

        Da qualche tempo ho abbandonato l'usuale vita attiva massonica – non trascurando di immergermi nelle Correnti del Tempio per trarne la giusta Energia - preferendo quella non meno impegnativa dello studio e della continua ricerca esoterica e filosofica, e quella dell'approfondimento della Storia e delle Tradizioni Massoniche. Questi studi – uniti alla comparazione dei documenti relativi ai principali avvenimenti degli ultimi cento anni – mi hanno fatto meglio comprendere le molteplici cause dei diversi fallimenti delle tante unificazioni ed anche della frammentazione di un Corpo Massonico nazionale frastornato, indeciso e diviso, svuotato dei più Alti Contenuti e spesso scaduto al rango di tragicomiche recitazioni, improvvisate quanto improvvide.

        Molti di Voi che mi conoscono da tempo sanno quanto io – avendo esaurito il mio percorso più attivo - non miri a vestire quelle insegne cui normalmente ambisce chi aspira a ricoprire Cariche o Incarichi, ancorché autorevoli, lasciando così ogni più ampio spazio a chi intenda crescere e donarsi.

        Mi pervade però l'ansia del “fare”, l'ansia di concorrere a raggiungere quel risultato cui tutti i veri Massoni ambiscono: un tipo di unione materiale, ancorché ideale.

        La mia personale azione continuerà quindi ad essere quella di stimolare i buoni Massoni a mutare le strutture di questa nostra amata e bistrattata Massoneria Italiana, così da renderle quanto più possibile adeguate alla vocazione di Libertà, Ordine, Giustizia e Fratellanza che la caratterizzano.

        Abbiamo tutti degli obblighi e dei doveri: il nostro stato di Massoni ci fa non solo spettatori, ma necessariamente attori del più vasto contesto della Massoneria nella sua Universalità.    E si badi: non importa nulla se la nostra azione ci appare come una goccia nell'oceano, poiché nessuno ha mai parlato di risultati ma solo del modo con cui raggiungerli.

        Ma abbiamo anche i profondi segni delle esperienze negative che ci sono state riservate dal destino; in questo caso la nostra arma migliore sta nell'accettare il passato con tutte le sue conseguenze, facendo comunque tesoro delle esperienze vissute: ricordando sempre che ciò che abbiamo perduto non ci verrà più restituito e che è quindi inutile porci ancora interrogativi, scavando nei “se” e nei “ma” solo per cercare alibi, colpe altrui e migliori giustificazioni.

        Il mio operare sarà indirizzato per fare in modo che le Logge ritrovino la loro sovranità e la loro autonomia; che si faccia in modo che i Venerabili ritrovino la loro dignità e con questa la loro autorevolezza; che venga data ai Fratelli la possibilità di crescere culturalmente nell'ambito esoterico, così che anche la loro presenza sociale abbia maggiore qualità; che si identifichi rapidamente il modo con cui il dialogo e l'armoniosa, costruttiva, dialettica si riapproprino dei loro ambiti naturali; che non si confonda più la Massoneria con una confraternita, un club, una banale associazione; che la Tradizione e l'ortodossia rituale regnino armoniose, allontanando le mefitiche ombre di ritualismi diversi e difformi dalla Massoneria; che la vita massonica dei Fratelli costituisca elemento di valutazione e disamina unicamente all'interno della Loggia dove questi operano, sfrondando così tutte quelle strutture create dal centro solo per determinare una ratio amministrativo-politica, una dipendenza di fatto, una giustificazione nella richiesta di metalli; che si sgombri il campo da equivoci e strumentalizzazioni, riconoscendo alla Donna – attiva in completa ed autonoma operatività, senza finzioni ed artifizi – la pienezza di quei diritti cui i vari percorsi iniziatici l'hanno condotta.

        Questo è ora il mio scopo principale: diffondere l'essenza dei nostri principii, ribadire le regole – che da sole presidiano al corretto esercizio della vita nelle Logge e nelle Camere Superiori -, identificare e stimolare le possibili sinergie, essere propugnatore dell'unico modo che esiste per essere dei buoni Massoni, smascherando ed ostacolando i “falsi” Massoni: quei falsi massoni che sono dei veri “falsari”, facendo circolare dei “valori” assolutamente contraffatti.

        Per fare ciò occorre stravolgere gli attuali modi di “fare della Massoneria”; bisogna ritornare a quelle origini che sole a noi Iniziati appartengono, o meglio – ma quanti sono a saperlo con precisione? - appartengono solo a noi Iniziati Italiani, ed ancor più – mi sia concesso il vezzo – a coloro che – per Storia, Tradizioni, rispetto per la Ritualità, certezza nella tradizione Scozzese – appartengono, in quanto ne discendono direttamente, a quella stirpe particolare, a quella “gens” conosciuta come Comunione Italiana e già sedente in Piazza del Gesù.   

        Una stirpe – questa - che “è” la Massoneria Regolare Italiana, che era Massoneria Regolare quando null'altro esisteva in Italia, e che è stata valida sentinella e baluardo ideale contro il malaffare e la tracotanza dei tanti che, solo per mestiere, si sono “dedicati” alla Massoneria.

        Capisco che questo potrà far storcere qualche naso, ma non sono io ad affermarlo: è la Storia che lo testimonia: ma dobbiamo ricordare sempre che la Fratellanza è dono, prima di essere conquista.

        Occorre, dopo aver stravolto ed annullato quello che è l’andazzo comune, una nuova Alleanza tra quelle forze sane, omogenee e compatibili che pur esistono; un contratto magico e vincolante che, passando di bocca in bocca, coinvolga anche i Fratelli di altre Comunità.

        Gran Loggia e Supremo Consiglio – Corpi tra di loro autonomi, sovrani ed indipendenti - devono ritrovare  - riappropriandosene appieno – il  loro scopo, il loro fine: quello di essere Organi sofisticatissimi di indirizzo e di rappresentatività, piuttosto che dei farraginosi meccanismi che sfruttano in modo inadeguato risorse umane e materiali, offrendo guida e supporto ad altre entità che  possano richiederne per sapere se la loro azione sia o meno corretta sotto il profilo delle norme nazionali ed internazionali, come pure dell'ortodossia rituale e del rispetto delle tradizioni. 

        Così Gran Loggia e Supremo Consiglio torneranno nuovamente ad essere organi legiferanti nella pienezza della loro autonoma sovranità, accantonando quelle conflittualità e quelle degenerazioni cui li hanno condannati fino ad oggi non tanto le famose “regole” bensì la volontà prettamente umana di sovrapporsi l'una alle funzioni dell'altro anche con la prevaricazione.  Questi due Altissimi Consessi, comunque in piena armonia, dovranno quindi riappropriarsi della loro funzione essenziale: quella, cioè, di essere strumento di indirizzo dagli alti contenuti qualitativi.  Così, provvederanno a fornire pareri, valutazioni, alla stesura/stampa di testi di approfondimento e di studio (specie sotto il profilo storico, etico, ecc.);  terranno frequenti corsi di studio in discipline iniziatiche ed esoteriche; intraprenderanno ricerche storiche di particolare significato e valore storico-esoterico, anche attraverso profonde e radicali rivisitazioni di avvenimenti particolarmente significativi; potranno essere chiamati – quale Magistratura Superiore, munita della prerogativa della terzietà – a presenziare nei Giurì d'Onore, che altro non sono che Camere Massoniche di Arbitrato.

        Il Nuovo Atto, il possente respiro che guida verso Nuovi Orizzonti, rappresenta lo sforzo e l'azione di un manipolo di Iniziati - di cui mi onoro far parte - la cui finalità si riconduce al perseguimento dell'essenza della Massoneria basandosi sulla Storia e sulle Tradizioni, squarciando quel velo che offusca oggi lo sguardo dei più non consentendo di scorgere chiaramente intorno a sè.     Questo sforzo ha come obiettivo il ripristino di quelle forme di correttezza ideale, ritualistica e gestionale, che – oggi – sono state dai più accantonate: segnando così le tappe sempre più rapide di un processo negativo, che condurrà allo sfacelo e che soprattutto farà perdere di vista la vera Massoneria per tramutarla in una delle tante combriccole o conventicole che cercano e prediligono l'equivocità di certe situazioni, ponendosi al guinzaglio ora di questo ora di quel potentato anche politico-economico, così mortificando l'Ideale e quanti lo hanno a cuore.

        Poiché il fallimento di tale agire è sotto gli occhi di tutti - anche dei più pavidi, ovvero dei più  interessati a permanere nel caos per trarre lucro e benefici personali – indichiamo con forza che intendiamo rifarci alla Tradizione, non solo riappropriandoci di quella Nobile Storia che pur ci appartiene,  ma anche dando forza e vigore a quella grande Energia che è il Rito Scozzese Antico ed Accettato: relegato ormai a mera espressione cavalleresca, ed oggi soggetto – come sopra già indicato - alla volontà spesso minacciosa e prevaricante dell'Ordine.

        Un percorso significativo e di vivificante rigenerazione quello intrapreso e che, in ogni caso, non perde di vista lo spirito e la lettera dei deliberata internazionali.    Nessuna modifica agli Statuti o ai Rituali, quindi, ma solo idonee note attuative a Regolamenti e Costituzioni che, con i loro enunciati, rappresentano il vero patto espresso tra i Fratelli.

        Ma anche il nostro rispetto verso le Potenze internazionali non deve rappresentare un limite, facendoci troppo dipendere – talvolta in modo davvero esiziale – dagli altri e ignorando la grande capacità, la antica storicità, i valori tutti della Massoneria Italiana: certamente più antica e di maggiore spessore di tutte le altre matrici.     Tant'è che osiamo sostenere – se proprio dobbiamo utilizzare dei termini di paragone - che, forse, quanti operano all'estero dovrebbero chiedere a noi l'emissione delle varie patenti per la concessione di un qualche – utile? Inutile? Superfluo? - riconoscimento.

        Proprio a noi Italiani: forti della presenza, della via tracciata, delle opere e del pensiero filosofico, esoterico, iniziatico e – perché no – rivoluzionario di Pitagora,  di Francesco d'Assisi, di Dante Alighieri, di Elia, di Giordano Bruno, di Leonardo da Vinci, dei Maestri Comacini, ad esempio; a noi Italiani che operiamo forti di una tradizione storica che solo formalmente risale al dettato della Carta di Bologna del 1248 (che istituiva la corporazione dei muratori e dei falegnami), che siamo coerenti soprattutto allo spirito dell’ “Itinerarium mentis in Deum” del 1259 da parte di San Bonaventura (un vero e proprio disciplinare in tre gradi), ma anche aderenti all' “Edimburg Register House” del 1696 (il primo catechismo massonico, originato in Scozia, conosciuto con un qualche dettaglio.  Nello stesso periodo, sempre in Scozia, viene fondata la Loggia di Dumblane: al riguardo va sottolineato che già in quest'epoca gli operativi costituivano una minoranza.   Motivo che, da studioso, anche alla luce di altri e significativi elementi, mi porta a sostenere che il Codice del 1717 segna in realtà la nascita della Massoneria speculativa ‘ufficiale’, al pari - per fare un semplice parallelismo – della data del 1492 che segna la ri-scoperta delle Americhe, o meglio: la “scoperta commerciale” delle Americhe).

        Carta di Bologna del 1248, scritto di San Bonaventura nel 1259, quindi: certamente antecedenti anche alla Carta di Colonia del 1535, come pure antecedente agli enunciati di Cusano di Treviri morto nel 1464, e che non mancò di ispirare nel 1786 l'opera di Federico II° e dei suoi consiglieri, al pari di quanti a Losanna – nel 1875 – apportarono modificazioni al testo federiciano, “sostanziali” quanto dettate da logiche “politiche e di spartizione”.

        E questo solo per enunciare gli elementi più certi e documentati, ma senza trascurare i fondamentali ed altrettanto certi insegnamenti che dalla Magna Grecia ci hanno trasmesso Pitagora, Aristotele ed Ermete Trismegisto, e che ancor prima della potenza dell'Impero Romano esistevano e si sviluppavano.

        Non tutti conoscono la Storia ed in particolar modo la Storia della Massoneria, e – soprattutto chi la conosce a modo suo – ne ha un timore che rasenta persino il terrore: ma non possiamo né vogliamo cambiare la realtà delle cose, della Storia, nella nostra ricerca di Verità.

        La Verità è spesso nascosta, ma è anche sempre presente: e gli sforzi di quanti hanno affrontato pericoli e sacrifici alla ricerca della Vera Luce, non smetteranno mai di affascinarci e sedurci per l'audacia della loro azione.

        Anche se a volte falliscono e muoiono nell'intraprendere il compito che il Destino ha loro affidato, tutti Costoro riescono però sempre a raggiungerci con il messaggio della loro intatta generosità, della loro fedeltà ai nostri Alti e Nobili Ideali, della loro lungimiranza, della loro straordinaria energia temprata dalle immani lotte che furono chiamati a sostenere.

        Lotte che, oggi come allora, sono le nostre: per il bene dell'Istituzione e dell'Umanità.

        Abbiamo bisogno di gente autentica, di Uomini veri, di Massoni che sappiano avviare una Nuova Primavera, di Uomini di Prestigio che sappiano attrarre i giovani parlando loro con il cuore: abbiamo bisogno di Uomini che sappiano innovare, piuttosto che non migliorare soltanto.

        Ho gettato il mio cuore oltre l'ostacolo, e Vi chiedo altrettanto, per questa nostra Massoneria così martoriata, quasi agonizzante, che passa dalle mani di uno stregone ad un altro.

        Non possiamo costruire sulle macerie, miei cari Fratelli, soprattutto adoperandone gli scarti.

        Dobbiamo accantonare le illusioni, guardando solo davanti a noi e ripartendo da ciò che abbiamo – e, credetemi, non è poco -: solo così potremo costruire qualcosa di solido, concreto e durevole.

        Basta quindi a quel niente ripieno di nulla costituito dalla ripetuta frantumazione di vari gruppi, basta quindi alla polverizzazione di iniziative destinate a non lasciare traccia, basta al coinvolgimento di poveri ignoranti “simil-massoni” reclutati da millantatori e da avidi sciacalli, basta ad una Massoneria che non lascia alcuna traccia nella Società...

        Inoltre, ritengo che dando rinnovato vigore ad un organismo che concentri quante più forze è possibile, spronando quella Unione Scozzese figlia diretta del Grande Oriente Iniziatico d'Italia (1971), si possa dare forza e rinnovato vigore a quella Camera Superiore dei Riti dove tutti possano partecipare con pari dignità, dando così forma e sostanza ad un Progetto Comune mai visto in Italia.  Ad essa altre strutture si uniranno, per dare forza e vigore a tutta l'architettura programmatica.

        Un progetto comune – chiaro, noto e condiviso – nel cui contesto ciascuno si assuma le proprie responsabilità, mantenendo anche le proprie prerogative, ma contribuendo ad un'azione corale cui tutti indistintamente gli aderenti partecipano attivamente, con la loro esperienza e la loro intelligenza.

        Basta anche a quella sudditanza che ha segnato in special modo la Massoneria Italiana, riconducendola unicamente alla data di inizio del '700: forse una data infausta che ha segnato la morte dell'Ideale, da allora sacrificato alla triste logica dei metalli.     Noi Italiani, noi Massoni Italiani, per certi versi siamo gli unici che hanno un maggior diritto – sancito dalla Storia – di “dare” patenti di regolarità, così riconoscendo altri che solo dopo si sono avviati su questa strada, piuttosto che pietire – è il caso di dirlo – quei “riconoscimenti” che troppo stesso sono stato il grimaldello per consumare strappi e divisioni facendo, facendo perdere di vista l'essenza delle cose.

        Come si fa ancora a parlare di presunte “regolarità” da parte di chi mescola il Rito con l'Ordine (ossia: somma la carica di Gran Maestro a quella di Sovrano); oppure da parte di quei Gran Maestri che vengono votati con una sorta di “suffragio universale” (ossia: anziché essere eletti dai soli Venerabili sono eletti con il suffragio di tutti i Maestri; potrebbero far votare anche Apprendisti e Compagni. Avrebbero maggior valore democratico e lo stesso “non-valore” massonico); o ancora da parte di chi non applica la Charta fondamentale o i Landmarks, usando metodi irregolari per le loro riunioni; o adoperando riti ibridi fai-da-te, del tutto irregolari ed irrituali, oltretutto spacciandoli per scozzesi; o chi sostiene che solo perché una Loggia abbia avuto una regolare Patente costitutiva – che testimonia cosa? Che in un dato giorno, ad una certa ora, in un determinato luogo, un certo numero allora regolare di Fratelli ha costituito una Loggia? E che questa Loggia, essendosi posta all'obbedienza di una Gran Loggia, ha ottenuto il rilascio di detta Patente'? - detta Loggia conserva in eterno il requisito della regolarità – quasi che la Loggia fosse una struttura simile ad una casa in cui cambiano gli inquilini, si ristruttura, cambia volto e colore... ma è sempre la stessa – sostenendo artificiosamente che tutto sia rimasto immutato e cristallizzato a quel dato momento – senza subire mutazioni anche se è stata poi diroccata o ha cessato ogni attività all'ordine o ha ripreso dopo anni in esclusiva autonomia, con altra gente seduta tra le Colonne, sfoggiando un vessillo di Loggia che reca un numero  di appartenenza  inesistente e quindi falso, o la citazione di una Gran Loggia di appartenenza  del pari falsa -? 

        Per carità: tutte queste, saranno forme associative rispettabilissime (peraltro, formula dovuta per Legge), dei club simil-massonici (al massimo); ma non sono delle vere, rituali, ortodosse Fratellanze Massoniche.

        Basta, quindi, con questo commediare peraltro sostenuto anche in pagine web da illustri quanto sfaccendati azzeccagarbugli!

        Riappropriamoci – con una sorta di “contro-riforma” - della “nostra” Storia, invertendo le perversioni di un processo pseudo-storico che ha segnato nel '700 una “riforma” degli originari ed originali Valori!

        Occorre purificarsi, ed oltre la materia solforosa bisogna fare un bagno di umiltà: ripartendo da zero, lasciandoci alle spalle i piccoli uomini e gli spacciatori di patacche fasulle, quei mezzi uomini che – privi di idee – sono solo capaci di copiare e male, quei quaquaraquà molesti che hanno dentro di sé il germe della sedizione e del tradimento al pari della passione per gli orpelli e la vanagloria.

        Operiamo, dunque: che quest'appello susciti speranze e sane ambizioni, dando maggior spessore al profondo e radicale rinnovamento già avviato!   

        Non fateci mancare il Vostro aiuto, i Vostri consigli e la forza di coloro ai quali potrete portare, diffondendolo, questo mio messaggio: un messaggio i cui contenuti hanno una energia dirompente, ma rigenerante.  Così che chi potrà entrarne in possesso, se Massone, non potrà fare a meno di dire: cosa posso fare anch'io, per poter contribuire?    

Ut unum sint !    

        Affinché possiamo essere un tutt'uno.

        Uniti, così come il melograno – non a caso - simboleggia alle porte dei nostri Templi.

 Roma, 4 Settembre 2021                                                                                                                                f.to Giuseppe Bellantonio

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