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venerdì 22 dicembre 2023

SOLSTIZIO D'INVERNO 2023: TRA ANTICHI ARTEFATTI E ONESTE NOVITA'.


Il Solstizio d'Inverno riveste un particolare significato nel contesto del simbolismo legato al mondo dell'esoterismo iniziatico, ben rappresentando - attraverso le dinamiche connesse al momento in cui i semi, posti al riparo nel profondo delle zolle dei terreni, sono protetti dalle intemperie al tiepido riparo offerto dalla Madre Terra - un momento molto significativo e importante: l'avvio del processo di risveglio, di quel 'risveglio' che in Primavera troverà il momento della sua fondamentale accelerazione per poi esplodere in Estate, dopo una corretta semina. 

Come a molti è ben noto, la Massoneria Italiana affronta da tempo momenti densi di un travaglio che la sta scavando in profondità, sovente con crudezza, mettendone in discussione assetti interni e, in particolare, la stessa sua esatta dimensione e collocazione storico-temporale e sociale: a un punto tale che, ad avviso di chi scrive, essa - così com'è declinata - poco o nulla ha ormai a che fare con idealità eccellenti - e quindi possibilmente accattivanti e appaganti nella società contemporanea -, con antiche connotazioni storiografiche, con approfondimenti d'ordine esoterico, simbolico e quindi filosofico, etico e morale.         

Ma, nel tempo, studi alimentati da quel dubbio che è vettore certo nella spinta a interrogarsi, ricercare e approfondire, non fermandosi alla sola esteriorità (spesso segnata da testi che - in una progressione malevola - continuano a riportare nel tempo refrain ormai ricchi della polvere stantia del tempo oltre che di errori importanti) ma entrando nel particolare, scavando e soprattutto compiendo un'analisi approfondita di ciò che fino a pochi anni fa costituiva un mantra che, indiscutibile e inscalfibile, veniva accettato a scatola chiusa, senza discutere, pur di poter far parte di un sodalizio tanto importante. 

Una ricerca appassionata e rigorosa, dalla quale sono emerse anomalie  e incongruenze che ad oggi una e una sola comunità iniziatica in Italia, e fors'anche fuori da questa, ha avuto il coraggio di aver scandagliato, scavato, vagliato, andando a fondo e traendo conclusioni puntuali e solide, inattaccabili, peraltro esternate in contesti pubblici e quindi ufficiali. Anche se abbiamo preso atto che sovente la Verità è scomoda persino da valutare, figuriamoci da accettare, specie in contesti di tipo routinario, dove abitudini e consuetudini hanno preso il posto della passione, dell'autentica filantropia, del vero Amore Universale e - in particolare - del senso della comunità.    

Coraggio, dicevamo: ma non solo

Quella che è in noi - e solo per noi che l'amiamo profondamente -e che amiamo ciò che - solo per noi -  è la consapevolezza radicata nei concetti riposti in quella che abbiamo identificato per primi - ma anche unici - e che abbiamo indicato essere la Massoneria delle Antiche Pietre (termine che si riconduce alle testimonianze, all'eredità, alle tracce feconde, lasciate sulla pietra lavorata e attraverso la pietra e le città di pietre. Per meglio intenderci, e per ricondurci a epoche più prossime, quella che trova la sua più corretta collocazione nelle attività libero-muratorie e corporative certamente antecedenti il 1715, nonchè nella più che cospicua Tradizione delle Scuole di Pensiero e di Azione di tutto ciò che complessivamente può ricondursi alla saldezza della Schola Italica, e di tutti i Liberi Pensatori che in Italia hanno operato, facendo scuola nel mondo intero), ed è soprattutto la forza e la storica quanto apprezzata statura d'ordine storico, filosofico, iniziatico ed esoterico, originata dall'essere tradizionalmente la più antica Comunità Iniziatica Italiana ad essere stata operativa e riconosciuta internazionalmente grazie al patrimonio materiale e spirituale ereditato - in particolare grazie all'opera storica di Saverio Fera: incardinata, questa, nella data-discrimine del 1908.  

Parliamo dell'autentica, unica, originaria,  Comunione Italiana della Storia della Massoneria Italiana: quella determinatasi nell'esilio di Ponza, allorché il GM del Grande Oriente d'Italia Domizio Torrigiani cedette il proprio maglietto nelle mani del GM Placido Martini, della Comunione di Piazza del Gesù, dando luogo all'unione delle due fin lì distinte componenti.      

La nostra attività di ricerca, revisione storica e riclassificazione non vuol dire 'rinnegare' il passato (così facendo avremmo negato noi stessi e tutte le nostre esprerienze, un passato che - anche se poi messo a nudo e quindi analizzato e assoggettato a critica - pur ha avuto le sue valenze positive, ma equivale a una solenne presa di coscienza di una realtà che indubbiamente è forte di altri e ben documentati presupposti e quindi di altre cospicue carature, mantenendo ferma la valenza di Alti Valori e di Nobili Tradizioni: tali da non risultare non contaminati, non manipolati, non alterati, non funzionali a una qualche utilità altrui. In poche parole, non possiamo dire che qualcuno o qualcosa ci abbia amabilmente presi in giro da centinaia di anni a questa parte, ma possiamo dire - e con ragione - che qualcuno o qualcosa ci ha passato per autentiche delle verità relative, spacciandole per assolute.

In questo quadro d'ordine generale, si sono inserite le mille fibrillazioni della società italiana, presa nelle spire di una metamorfosi innaturale, indotta e accelerata fino a sfiancarla, nel cui contesto - tra ammiccamenti, promesse e incitamenti - si fa di tutto per sabotare, smantellare e cancellare quanto esistente, sostenendo con accorte e caramellose affabulazioni che 'ciò che verrà' sarà molto più 'bello e intenso' fruibile e godibile. E queste fibrillazioni sono molto pesanti da sopportare, includendo soprattutto la costante degenerescenza di costumi e parametri di riferimento, cui assistiamo quotidianamente.

Proprio la quotidianità ci ha offerto spunti di riflessione circa il modo migliore di dare un senso alla nostra umana valenza e al modo migliore per porgerci in questi giorni particolari e pregni di significati e Tradizioni: riflessione dai significati scevri da fronzoli, sfrondati di orpelli e inutili sovrastrutture.  

Ecco allora la decisione 'rivoluzionaria' di oggi: porre in evidenza un gesto che è resipiscenza e riventicazione di autenticità e di unicità, dando adeguato spazio a una nostra Carissima Sorella per lanciare il rituale messaggio in occasione di questo Solstizio d'Inverno: una Donna, giovane testimone del proprio tempo e anche simbolo muratorìo di una frequentazione che per più di dodici generazioni - con mille alibi e pretestuosità - è stata additata come 'irregolare', 'spuria', 'irritualee addirittura 'viziata e contaminante', ma che invece - specie energeticamente - è assolutamente complementare a quella dei Fratelli. 

Tutti impegnati - quale autentica e armoniosa comunità - nel compimento della Grande Opera, a seconda di quei livelli energetici esclusivamente collegati al merito e al progresso della cultura iniziatica di ciascuno possa essere titolare. 

Ecco quindi, il tracciato di Monika, indirizzato a tutti indistintamente i suoi Fratelli - esistendo la Fratellanza e non la Sorellanza, vigente solo ed esclusivamente nelle comunità esclusivamente femminili -, d'ogni ordine e grado, ovunque essi operino: senza differenza  alcuna, a qualunque latitudine, indifferentemente dal colore delle loro carnagioni e dalla loro personale fede religiosa, o di altro.  

Un messaggio e un'affettuosità fraterna indirizzati a tutti, senza distinguo, senza 'se' e senza 'ma': se è vero che crediamo alla universalità dei nostri Ideali di base, piuttosto che non alle 'regolette' costruite da chi si rivolge solo a 'iscritti' e 'sudditi' passivi.  

Nel segno di quell'Arte della Pietra Libera che deve ritrovare la sua originaria semplicità, i suoi grandi e perenni, altissimi Valori. Ed è proprio questo che è da sempre il nostro impegno solenne, storicamente esemplare.

Buona lettura e sereno, operoso, Solstizio d'Inverno. Che sia un giorno di festoso impegno. Nel segno di una forte, attesa, intensa, cercata, voluta e alfine conseguita r i n a s c i t a.

Roma, 22-12-2023, in onore del nostro Santo Protettore, San Giovanni Evangelista.

Giuseppe Bellantonio

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“ Magnifico risplendi tu.

Sull’orizzonte del cielo, Tu sole vivente.

Che determini la vita!

Tu sorgi dall’orizzonte d’oriente.

E colmi ogni terra della tua bellezza.

Magnifico, grande e raggiante, alto sopra tutti i paesi della terra.”

(Inno al Sole di Akhenaton)

 Ho voluto iniziare questa Tavola Architettonica sul Solstizio d'Inverno con una strofa dell'Inno al Sole di Akhenaton, che inneggia alla divinità dell'astro per richiamarvi su questo particolare momento della ritualità massonica: il fine, cercare di capire i profondi significati simbolici che l'Astro oggi acquista in una società disattesa da altri interessi per così dare importanza all'alternarsi ciclico del giorno e della notte, dei mesi e delle stagioni.

Per i Massoni non è così, perché essi, osservano la meccanica celeste, ascoltano i richiami della trascendenza cosmica e dell'immanenza terrena, ambedue misteriosamente amalgamati nell'animo umano.

Noi tutti siamo consapevoli dell'evento astronomico che si manifesta due volte l'anno, e ogni sei mesi la muratorìa di Rito Scozzese festeggia in particolare il simbolismo zodiacale con i solstizi d'estate e d'inverno.

Con il Solstizio d’Inverno si celebra il giorno più corto dell’anno, quello in cui le ore di luce sono nettamente inferiori alle ore di buio.

Per i cultori dell'esoterismo è un’alchimia di mistero e tradizione, il momento del passaggio del Sole attraverso la Porta degli Dei, una sorta di Natale laico, simbolo di una ripartenza spirituale e segno della sconfitta del male da parte del ‘Sol Invictus’.  In fondo alle tenebre, è il messaggio delle tavole celesti, c’è ancora la Luce. La festa e’ dedicata a San Giovanni Evangelista, che simboleggia la faccia di Giano che è rivolta verso l’aurora e testimonia la forza della parola; quella del solstizio d’estate (24 giugno) è invece dedicata a san Giovanni Battista di Gerusalemme.

In un antico rituale massonico si legge: “Il Sole, simbolo visibile dello spirito, si e’ ritratto nelle caverne del settentrione.

Le giornate si sono accorciate ed allungate le notti.

Il dolore è nelle nostre anime perché il Sole è calore, vita, luce.

Noi fratelli ravvisiamo in questa rituale morte del Sole una fase della perenne lotta tra il bene e il male. Ma il nostro dolore è temperato dalla certezza che il Sole, dopo la sua discesa agli Inferi, risalirà allo zenith della nostra coscienza”.

Il solstizio d’inverno simboleggia dunque l’ingresso alla caverna, la transizione dal buio alla luce, dalla morte alla rinascita a differenza di quello estivo (24 giugno) che rappresenta l’uscita dalla caverna cosmica.

Appartiene, in forme diverse, alla spiritualità di tutte le religioni del mondo.

Queste ricorrenze infatti affondano le proprie radici nella notte dei tempi: per molte società antiche, al di là del Medio Evo, al di là del Cristianesimo, il simbolismo solare rappresentava lo spirito della Luce Spirituale sorgente delle Tenebre. Dunque Sole non solo come fonte di luce del mondo, luce essenziale che dà calore ed energia e che nutre la vita, ma anche come forza divina onniveggente dalla quale nessuno può nascondersi.

 L'Astro come ordinatore del mondo e del ritmo del tempo che si era personificato in Shamash, Elio, Apollo, Surya e Savitri, e anche Atron, Osiride e Mitria l'invincibile Dio del Sole.

Ma quale significato o rilevanza esoterica e spirituale discende dai riti solstiziali? Essi assumono in genere un significato di “trasformazione”, “rinnovamento” e “rinascita”.

All'estate si associa la luce, la bellezza, il caldo, la crescita, l’abbondanza, la giovinezza, la forza. All'inverno esattamente l'opposto: freddo, tristezza, decadenza, vecchiaia e oscurità.

Eppure, anche se il cammino del ciclo annuale inizia col solstizio d'estate, quello d'inverno, punto finale della fase discendente costituisce altresì l'inizio della nuova ascesa.

Sembra un paradosso, spiegabile unicamente con l'empirica constatazione che tutto ciò che raggiunge il suo massimo è destinato a precipitare, mentre quello che è al suo minimo può aspirare all'ascesa, alla crescita, anzi le rende possibili permettendo la rigenerazione a partire dalle energie nascoste.

Un parallelismo può essere fatto con la vita interiore, che appare governata dallo stesso simbolismo: il sole è luce uguale a mente, intelletto, e “illuminazione”: conoscenza e coscienza che però affondano le proprie radici nell'oscurità dell'inconscio, nutrendosi degli antichissimi contenuti ivi conservati e rigenerandosi a quella fonte.

Abbiamo accennato che le civiltà solari hanno prosperato e generato rituali essoterici in tutto il globo terracqueo: egiziani, babilonesi, greci, messicani, peruviani e via dicendo.

Ed il per la virtù di questo simbolismo astronomico che in occidente il simbolismo delle porte solstiziali esisteva, oltre che presso i greci anche presso i latini: questi ultimi legavano i solstizi al simbolismo di Giano (dio dell'iniziazione del passaggio, della soglia) che apre e chiude non solo le porte del ciclo annuale, ma anche quelle dei “grandi misteri” e dei “piccolo misteri”.

E tutti sanno che Giano era il dio delle corporazioni degli artigiani o “Collegia fabrorum”, che celebravano in suo onore le feste solstiziali d'inverno e d'estate. In seguito, quest'uso si conservò anche nelle corporazioni dei costruttori, fondendosi però - con l’avvento del cristianesimo - con quelle di San Giovanni: il San Giovanni d’Inverno e il San Giovanni d’Estate.

Da qui deriva il termine “Loggia di San Giovanni”, conservatosi fin nella Massoneria moderna, mediato da un significativo adattamento dei simboli precristiani, talvolta misconosciuto e male interpretato dai moderni.

I due Giovanni, il Battista e l'Evangelista, sono - loro malgrado - gli inconsapevoli patroni della Massoneria: il primo precursore e annunciatore, il secondo Apostolo e prediletto di Cristo: offrirono entrambi il precetto e l'esempio più puro di carità, solidarietà e tolleranza: precetti alla base della filosofia massonica.

Da quanto vi ho sinteticamente illustrato si può dedurre che l'esaltazione e la rinascita dell'astro del giorno non potevano non essere le principali feste dei Figli della VERA LUCE. Feste, ricorrenze, che si perpetuano nel tempo fino ad essere adottate dalla Massoneria moderna perché la Fratellanza Universale realizza - col Sole - filosofia, religione, e nell'Astro vede la specularità e la saldezza Istituzione. Astro del mondo che, illuminando i Fratelli con la Luce della verità, dissolve le tenebre accumulate dall’ignoranza, dall'ipocrisia e dall'ambizione.

Tracciato da Monik per il Solstizio d’Inverno, 22 Dicembre 2023

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mercoledì 20 settembre 2023

EQUINOZIO D'AUTUNNO 2023

EQUINOZIO D'AUTUNNO 2023 - XX SETTEMBRE

Il 23 Settembre, alle prime ore del mattino, si ‘apre’ la finestra astronomica dell’Equinozio d’Autunno, conducendoci nella stagione autunnale.                                                 

Una cadenza della Natura che per i più coincide con il mutare della stagione – e quindi di ciò che visibilmente ci circonda - ma che, per ‘noi’, equivale a un profondo coinvolgimento dei sensi, in stretta sintonia con le rinnovate vibrazioni della Natura. Un autunno in cui il ritmo più vivace dell’estate cede il passo alla maggiore quiete, quasi seguendo il ritmo dei raccolti, il passo lento e metodico dei contadini e degli agricoltori, impegnati a vivere e festeggiare l’abbondanza di messi e raccolti.

Certamente, un momento di cambiamento che ‘noi’ viviamo con una maggiore intensità delle nostre energie, tese a sottolineare il rinnovamento vitale che si svolge a livello spirituale; possiamo dire che ‘equinozi’ e ‘solstizi’ rappresentano momenti di vivace spinta energetica, tale da offrire nuove energie al nostro spirito, alla nostra mente, al nostro cuore: un ‘potenziometro’ impossibile da ignorare e da utilizzare, anzi, per affinare noi stessi e il nostro rapporto con tutto ciò che ci circonda.

Momento di raccolta e quindi di bilanci, di verifiche; momento di quiete e di programmazione, pronti a selezionare le giuste sementi da conficcare in profondità tra le zolle smosse: quelle dalle quali nasceranno esili fili verdi, esili arbusti, che poi diverranno messi, piante, alberi forti.  

Proprio oggi e nei prossimi giorni, in più luoghi, dei nostri Fratelli hanno reso solennità alla data del XX Settembre: una data ‘spartiacque’ certamente significativa per i valori risorgimentali, ma che – purtroppo – in molti contesti viene vissuta in modo erroneo e persino nettamente conflittuale con i nostri Valori più autentici.             

Vero è che in questa data del lontano 1870, attraverso il varco aperto nelle mura difese da soldataglie papali, irruppero le truppe dei Savoia (ma anche di altre formazioni di ‘volontari’, non solo italiani) – coloro che il  17 Marzo 1861 avevano dichiarato l'avvenuta costituzione del Regno d’Italia -, ma anche i volontari garibaldini che numerosissimi contribuirono alle sorti di quel conflitto iniziatosi con la conquista del Regno delle Due Sicilie: una conquista che, tra gli studiosi, è ancora sotto la lente d’ingrandimento della storia. Ma è anche vero che – fortunatamente non da parte di tutti - si continua a dare a questa ricorrenza una forte connotazione laicista e anticlericale, a tratti segnatamente antipapale e anticattolica, mantenendo così posizioni di netta retroguardia e di anti-storicità, tipiche di quella vecchia massoneria intrisa e quindi contigua alle devianze della Carboneria e di quel socialismo – di fatto già anticamera del più nefasto comunismo – già prodromico al perseguimento di quel globalismo la cui realizzazione fu ben studiata a tavolino, oltralpe e oltremanica.

Pertanto, se l'Equinozio d’Autunno è all’insegna del rinnovamento, i veri Iniziati, coloro che proprio in nome del Rinnovamento, all’insegna di Valori, di Tradizioni, e di Antichi Ideali, devono guardare – così come effettivamente già guardano - a un Rinascimento dell’Arte Reale, concentrati nello scrutare oltre l’angusto orizzonte dell’immanente: nel segno di quella fulgida tradizione che nella Schola Pitagorica di Crotone, nella Schola Italica per eccellenza, trovano tuttora concrete radici, tanto esoteriche che simboliche, sviluppatesi in ogni secolo tramite l'apporto di menti fulgide, illuminate, italiane.

Roma, 20 Settembre 2023                  Giuseppe Bellantonio

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lunedì 20 settembre 2021

FORTI CONNOTAZIONI PER QUESTO EQUINOZIO D'AUTUNNO

   


    Pochi   giorni   fa,  ho riproposto un  mio scritto del 2008 - ‘Nuovi Orizzonti’:
https://massoneriaesocieta-giubell.blogspot.com/2021/09/nuovi-orizzonti.html -, nel cui contesto ho toccato tematiche circa le quali più e più volte ho richiamato il comune interesse, specie di quel mondo iniziatico che fa diretto riferimento alle ‘originarie’, Alte e Nobili Tradizioni dell’Arte Reale.  Temi di segno antico, ma comunque rilevanti, che fanno occhiolino al presente, per ricordarci l’esistenza di una continuità morale e storico-sociale ineludibile, pur se in un contesto estremamente ‘liquido’, inquietante e persino devastante qual è quello attuale.                                                                                              Così che la linea del simbolico orizzonte – che talvolta appare angusto e grigio - dev’essere considerata in realtà con una sua continuità, nell’ottica di un susseguirsi di ‘Nuovi Orizzonti’ cui noi tendiamo, scrutando e operando senza sosta.  Il che, per quanti siano muniti dei nostri stessi principi e ideali – come pure siano leali, retti e di buoni costumi - significherà affrontare continui approfondimenti, analisi, impegno, introspezione e vero e proprio tenace combattimento contro le forze del Male: in un viaggio molto diverso dal previsto, colmo di incognite, dalla méta sconosciuta per collocazione ma certa per il fulgore che alfine emanerà.                                                                                                   Tutti – volenti o nolenti: poiché non c’è spazio per i ‘tiepidi’, già perdenti in partenza - siamo coinvolti in un vero e proprio scontro epocale che  ci vedrà impegnati con le sole ‘armi’ per noi possibili, sulla base di quel principio di non aggressione – se pretendi di essere rispettato, devi rispettare gli altri: tu per primo, e senza che venga esercitata o subita alcuna minaccia ovvero atto di costrizione o di forza - a noi familiare e che fa riferimento alla nostra cultura, specie iniziatica, e alla lucidità di un’analisi che può improvvisamente rivelarsi tremenda.                                                                                                     Questo mio scritto, quindi, non toccherà esclusivamente i possibili significati simbolici ed esoterici correlati a Equinozi e Solstizi, ma quanto qui tracciato costituirà occasione e sprone per una migliore e più profonda introspezione; tale da consentire quel grande sforzo che potrà far venire alla luce il meglio di noi stessi: sia per un continuo migliorarci che per offrire aiuto agli altri con intelligenza, generosità, altruismo, amore e compassione.                                                                                                  Da centinaia e centinaia d’anni, a questi particolarissimi momenti – com’è l’Equinozio d’Autunno del 22 c.m. – è stato dato intenso significato esoterico-simbolico, identificato poi dalla Cristianità nelle proprie ricorrenze più pregnanti: Natale, Pasqua, S. Giovanni Battista e San Michele Arcangelo.  Cadenze tutte, che ci riconducono alle grandissime Energie che, dal Sole, si immettono nei varchi – vere e proprie porte cosmiche - costituiti da Solstizi ed Equinozi. Forze particolarmente potenti; ma Forze con cui, chi ha coscienza e conoscenza, ha la possibilità di ‘comunicare’ per proseguire nella costante azione di levigazione interiore, al fine di arricchire e quindi potenziare il proprio spirito: sempre tenendo presente la nostra (molto) effimera presenza terrena, e quindi di un corpo che altro non è se non un contenitore ‘a termine’.                                                                                                           In Natura, come pure nella vita degli Esseri Umani, nulla avviene per caso, bensì segue un ritmo e un processo regolato da modi e tempi in cui all’Uomo è dato intervenire pochissimo, mentre tutto è concesso per aiutarlo a comprenderne gli aspetti più profondi, elevati e autentici. Proprio quelli che – sempre all’insegna dell’Armonia e seguendo i principi dell’Amore Universale - ne segnano il percorso vitale su questa Terra.   Ma la nostra natura umana – proprio per ciò imperfetta pur se perfettibile – non deve farci scivolare in una qualche forma di compiacimento o superbia! La nostra cultura esoterico-simbolica e il senso iniziatico non devono farci dimenticare che, nei piani del sottile, quelle che governano il Tutto sono Potenze formidabili, sprigionando e canalizzando Energie e Vitalità.                    Fermo restando che, queste particolarissime fasi, sono vissute, apprezzate e studiate da tempo immemorabile, ricordiamo che è proprio l’Equinozio d’Autunno a segnare l’avvio di un nuovo ciclo: allorché i frutti si separano dai rami per cadere. Nel contatto con il terreno, avviene il distacco dei semi e mentre tanti semi si fermeranno in superficie, molti andranno in profondità, avviando un nuovo ciclo vitale.  Un ciclo naturale, quello della nascita della Vita: il medesimo che simbolicamente riguarda ogni Creatura, incluso l’Essere Umano. Ed è proprio l’Autunno il periodo in cui avviene quella separazione che filosofi e naturalisti hanno studiato e sempre esaltato: ricordandoci la stretta riconducibilità alla vita dell’Uomo, poiché ci sarà un ineludibile momento in cui anche per lui avverrà la separazione della parte interna - ‘spirituale’ - da quella esterna - ‘materiale’ -. Alla separazione dell'anima dal corpo – resterà solo un cadavere immoto, svuotato di ogni energia – l’anima passerà Oltre, in nuove dimensioni, per affrontare – ma ciò non potrà essere per tutti… - una nuova Vita ovvero una Vita dopo la Vita. Certo, nel passare Oltre, non tutte queste forme di Energia – essendo di valenza diversa l’una dall’altra - saranno canalizzate nella stessa direzione: ma di questo nessuno dovrebbe meravigliarsi. Salvo coloro che ‘non credono’ o sono convinti che ‘dopo’ nulla esiste, fors’anche pensando di essere padroni delle loro vite, del mondo. Dal mio punto di vista, è questa una visione molto terrena e materiale e quindi 'ristretta', persino angusta e arida.                                                                                                              Da tutto ciò, per noi proviene un intenso insegnamento, invitandoci a guardare tutto con occhi non offuscati da timori e paure, imparando ancor meglio ad apprendere, selezionare, discernere, a separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva, la vita dalla morte, l’obbedienza dalla ribellione, gli stessi angeli dai diavoli.                                                              
 Intorno a noi – e non da oggi, da sempre – le forze del Bene e quelle del Male si fronteggiano e combattono, colpo dopo colpo si consumano destini di Popoli e Nazioni, di singoli Esseri, quelli che sembrano equilibri fissi e duraturi d’improvviso vengono stravolti e là dove c’erano la quiete e la pace, all’improvviso si scatena il disordine e il caos sembra prevalere. Spesso, troppo spesso, ciò accade in modo cruento e crudele, perché il caos non è ‘naturale’ bensì è prodotto dallo sciagurato intervento di esseri umani perversi e nefasti.                          Avrete ben compreso che Vi sollecito con ogni mia fibra vitale alla riflessione, riconducendovi all’origine per trovare la risposta a un quesito solo apparentemente accademico: cosa c’è all’origine di tutte le sventure umane, alcune delle quali incombono su tutti noi?  C’è proprio l’assenza – o la sopita capacità – di esercitare il discernimento, attraverso l’utilizzo della ‘ragione’: così che il c.d. ‘libero arbitrio’, se poco ‘ragionato’, troppo spesso fa imboccare quella che appare essere la strada più facile, ma che in realtà si presenterà poi come tortuosa o addirittura pessima, inducendoci a commettere errori persino esiziali. E quando ciò accade significa o che la nostra ignoranza, supponenza o sciatteria ha superato persino l’istinto di sopravvivenza, o che qualcuno o qualcosa ci è ‘entrato dentro’, stordendo la nostra ragione e appropriandosi della nostra Libertà così ponendo delle robuste grate alla nostra mente. 

                                              *                                                                                                  Ciò che accade intorno a noi non può né deve essere ignorato e anzi deve esserci di costante insegnamento e monito: la disordinata e persino indecorosa secolarizzazione e la crescente scristianizzazione, con la parallela imposizione di un ‘pensiero unico’ – che si caratterizza soprattutto per l’assenza di contraddittorio o critica, utilizzando metodiche impositive che di fatto negano la libertà di pensiero e persino lo ‘stato di diritto’ - non possono farci dimenticare quel filo indissolubile che ci lega al Trascendente, così che dobbiamo affidarci alle Forze che presiedono all’equilibrio e alla giustizia per così consentirci di discernere ciò che è ‘buono’ da ciò che è ‘cattivo’, per far sì che il ‘bene’ possa farsi strada, possa esplodere in modo benefico, mentre allo stesso tempo dovrà essere fatto di tutto per allontanare ciò che è ‘male’ e che ci fa implodere, sfigurando irrimediabilmente la nostra anima.          Ma attenzione: perché il confine che separa il ‘bene’ dal ‘male’ è sottilissimo e spesso ambiguo, specie perché il ‘male’ dà sempre fondo a tutti i suoi malvagi e caramellosi strumenti, tentando di sopraffare il ‘bene’ e chi in nome di esso e per esso operi. Occorre affinare ogni propria risorsa: ci vuole maturità, capacità di analisi, riflessione e discernimento. È proprio attraverso l’uso della ‘ragione’ che, anche osservando i fenomeni della Natura, gli Iniziati si sono istruiti in quest'arte.                Equinozio d’Autunno, dunque. È giunto il tempo e dobbiamo saper guardare oltre l’orizzonte, alla ricerca di ‘Nuovi Orizzonti’: per noi, per i nostri figli, per le generazioni che verranno. Ma anche per testimoniare che ‘ci siamo’, ‘esistiamo’, e che vogliamo vivere in modo degno e dignitoso, soprattutto ‘liberi’. È quindi questo il tempo giusto per separare il ‘bene’ dal ‘male’, in certo qual modo in sintonia con l’opera dell'Arcangelo Michele: e sarà proprio questa luminosa Entità che per ordine Divino, rivestirà il ruolo principale nella ‘ripulitura’ non solo spirituale della Terra. Un calcolo orientativo e scientifico, ha stabilito che, negli ultimi 52000 anni la Terra sia stata abitata da ca. 108 miliardi di Homo Sapiens: una moltitudine enorme di Esseri trasformatisi in polvere impalpabile, in atomi, dispersi in terre, sabbie, mari, laghi, fiumi, nella stessa aria. Ma anche una grande quantità di Energie. Una moltitudine di esseri, quindi, animati da ‘positività’ e ‘bene’, contrapposta a una moltitudine di esseri ‘negativi’ permeati di ‘male’. Proprio alla luce della Storia a noi nota, pensate all’immensa mole di cattiveria, di forze distruttrici che sono state riversate sulla Terra attraverso l’Uomo e nell’Uomo. Energie che si sono sommate, accrescendosi e cumulandosi in una qualche ‘forma’ cui di volta in volta è stato dato il nome di Serpe Velenosa, o di Drago, o semplicemente quello di mostruoso e devastante Spirito del Male o di terrificante Principe delle Tenebre. È utile ricordare e citare l’essenza delle Scritture: quelle che sembrano narrare storie antiche, ma che in realtà sono finestre sul futuro attraverso esperienze del passato. È la stessa Storia a esserci buona testimone e maestra: tali diaboliche entità rappresentano il mostro devastante che con una potenza smisurata corrompe Uomini e Nazioni, che devasta e distrugge Terre e Città, che arma la mano di scellerati assassini quasi sempre ammantati di un perbenismo utile a camuffare il male che li pervade e quindi la loro abietta crudeltà.                                                                                                                                        Vale la pena di rammentare a costoro la prestigiosa figura di Alessandro Magno: volle che, al momento dei suoi funerali, le mani penzolassero dal carro funebre libere e ben visibili a tutti. A testimoniare che, là dove ci potrà condurre la morte, nulla potremo portare delle ricchezze e dei beni terreni e del possibile potere ad essi legato.                                                                                                      Solo Dio - l’Uno e il Tutto - potrà proteggerci attraverso la forza della spada fiammeggiante dell'Arcangelo Michele, cui ci affidiamo fiduciosi affinché realizzi ciò che da secoli le moltitudini implorano dal Creatore: libera nos a malo! Una liberazione alfine definitiva e perpetua. Ricordiamo, a questo proposito, quel che diceva il grandissimo Scienziato Nikola Tesla “il mio cervello è solo un ricevitore: nell’Universo c’è un nucleo da cui otteniamo conoscenza, forza e ispirazione. Io non sono ancora penetrato profondamente nei segreti di questo nucleo, ma so che esiste”. E Nikola Tesla non era certo il primo venuto!                                                                                                                                              Ma, emerge anche un altro fatto indiscutibile: anche se la disperazione tenta di impadronirsi di noi, anche se la paura ci pervade, anche se l’odio verso il nostro prossimo ci viene instillato con sfrontata quanto abile sottigliezza, anche se ci troviamo al cospetto di mentitori seriali che non si confrontano ma impongono o negano tutto (anche sé stessi), dobbiamo trovare la forza di reagire e di agire offrendo ogni nostro più piccolo possibile contributo affinché il ‘bene’ prevalga, sempre fedeli a quel principio di ‘non aggressione’ che, unico, ci riconduce a dare e richiedere rispetto. Dobbiamo alfine concentrarci in noi stessi, trovare la giusta energia per unirla a quella degli altri Uomini con cui dobbiamo essere in costante contatto in una ‘catena d’unione’ di mente, cuore e spirito, che abbraccia il Mondo. Proiettandosi oltre. Diamo forza a un moltiplicatore di Energie positive, là dove il ‘male’ ci vorrebbe proni, mortificati e in balìa di menti e mani abili quanto criminali. Collegati, gli uni agli altri, produrremo maggiori Energie positive, vitali, che rafforzeranno, in una condizione di continuo eggregore, ogni bastione utile alla nostra difesa.                                                                                    Ci sostiene la certezza che la Luce trionferà ancora sulle tenebre, anche se non sappiamo quando ciò avverrà: ma è già avvenuto e così sarà ancora, poiché abbiamo ormai capito che luce fu non solo all’atto della Creazione; essa si manifesta ogni giorno, ovunque: a ogni sorgere del Sole o anche solo all’accendersi di una fiammella nell’oscurità più fitta!                                                                                           Preso atto del punto in cui ci troviamo, non possiamo non partecipare al combattimento del Genio del Sole, dell’espressione della Potenza stessa di Dio. Poniamoci quindi nella condizione interiore di offrire in aiuto il meglio di noi stessi. I nostri ‘strumenti’?  Quelli di sempre: l’amore per il prossimo, l’armonia con la Natura e gli Uomini, la fiducia nella Giustizia e nella Verità, la forza di quella Libertà che esiste e resiste pur nella gente avvilita e umiliata da lacci, lacciuoli e catene di ogni tipo, e soprattutto lo strumento più forte ossia la Fede in Dio.  Ma teniamolo bene a mente, sempre: la Libertà è sì diritto, ma è soprattutto conquista quotidiana, da sostenere e difendere.  Perché senza sentirci Liberi e senza la forza della Fede, non potremo mai accedere alla piena fiducia in noi stessi, ci sentiremmo deboli e persino inadeguati e non potremo contribuire al perfezionamento dell’individuo attraverso la crescita dello spirito, la meditazione, gli studi e l’approfondimento culturale e filosofico, l’attenzione verso la morale universale, il confronto continuo con i nostri simili e con la società contemporanea. La Libertà ha un costo, ma allo stesso tempo non ha prezzo: teniamolo bene a mente! Non dimentichiamo poi di indagare, approfondire ed esercitare lo spirito critico, grandi e perenni stimoli per il Libero Pensiero e per la Ragione, strumenti necessari per affinare il nostro impegno nella lotta contro l’ingiustizia, la disonestà, l’ignoranza ed il male in ogni sua forma, adoperando gli strumenti del Bene ed i migliori sentimenti di Amore e Fratellanza universali, con spirito caritatevole e filantropico specie verso coloro che sono più deboli, emarginati, svantaggiati, oppressi, e che subiscono forme di ingiustizia e iniquità sociale, avverse alla dignità umana.                                                                                     Cose dette e ridette, direte; cose persino ovvie, potrete soggiungere. Certo: dette e ridette, ma purtroppo male interpretate e ancor peggio attuate nella umana quotidianità.                                                                                                                                                                                                                 Roma, 20 Settembre 2021                                                                                                                 Giuseppe Bellantonio                                                                                                                             (fine della prima parte: la seconda, "Confida nella forza che è in te", sarà pubblicata il 22 Settembre)            

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domenica 23 settembre 2018

EQUINOZIO D'AUTUNNO...RISPETTO...PENSIERO LIBERO



23 SETTEMBRE: EQUINOZIO D’AUTUNNO 2018.                                                                                      A GRAN VOCE SOLLECITIAMO RISPETTO PER L’INIZIATO.

Non sembri strano l’incipit di questo scritto, rispetto al carattere e alla personalità di chi scrive ed a quanto coerentemente sostenuto in decenni di vita iniziatica: ma c’è un momento in cui, guardandosi attorno, ci si rende conto che la quercia intorno alla quale si incentrava ogni riflessione, in realtà è diventata un bonsai, mostrando peraltro i segni impietosi del trascorrere del tempo.
Proprio per ciò, il ricondursi ancora una volta alle notizie di cronaca - che riportano a una Massoneria Italiana sempre più incerta e confusionaria, sempre più travagliata, e anche sempre meno difendibile a fronte di vicende negative e negativizzanti, specie per accuse di compromissione di uomini e strutture sospettate di essere impegnate in affari contigui alla criminalità organizzata ovverosia in questioni diametralmente opposte al corretto modo di essere Massoni – è alfine demoralizzante e persino di scarsa utilità pratica, visto il muro di gomma e le nebbie che – spesso in un tutt’uno – avvolgono situazioni, uomini e cose.  Peraltro, tale esercizio ci porta costantemente al classico parametrare, pesando e misurando fatti e persone, con l’eterno quesito: quale detersivo si può utilizzare per pulire in modo risolutivo un capo sporco, unto, macchiato in svariati modi?    Si è preso così atto che tutti ormai sanno: o per esperienza diretta o per averne letto o per averne sentito o per avervi personalmente assistito; ne consegue la riflessione che, chi ancora permane in contesti discussi o discutibili, o ne ha l’interesse o spera di averne un qualche vantaggio presente o futuro, o non ha ben compreso cosa significhi essere un Massone, o ritiene che la Massoneria sia un teatrino in cui possano trovar posto pavoni, emergenti, damerini e perfettini, propensi e disponibili a tutto. Questo per lo più a livello di base, poiché sappiamo che, chi amministra, è ben consapevole di quel che fa e di quel che accade, traendone comunque prebende e vantaggi pratici. Fosse solo per i lauti rimborsi-spese di cui possa godere con larghezza e troppo spesso con scarsi controlli.
Per quanto precede, dopo moltissime analisi, dopo innumerevoli interventi attraverso scritti e incontri, anche insieme a chi nel tempo possa aver espresso similari valutazioni, siamo stati indotti ad abbandonare ogni interesse per questa italica condizione, a dir poco scabrosa, per concentrarci in modo esclusivo sulle nostre attività, pur senza chiuderci al mondo e proseguendo l’eterna costruzione: destinando così ogni più utile energia alla realizzazione di progettualità concrete e il più possibile  innovative, destinate ad altra e diversa, ampia, dimensione.
In primo luogo, non possiamo né vogliamo più identificarci – anche solo nominalmente - con questa Massoneria, poiché, se lo facessimo, condivideremmo – comunque in un qualche modo, anche passivo – tutto ciò che in essa, anche solo per responsabilità di chi ne possa anche solo spacciare il nome, possa avvenire in Italia o che in Italia trovi ricettacolo e facile, deteriore, sponda. Per essere più precisi, a scanso di possibili equivoche o strumentali interpretazioni, ora come per il futuro dichiariamo di dissociarci da ciò estraniandoci quindi da un generico contesto in ogni caso compromesso e viziato nel suo complesso.  Automaticamente, ciò ci pone anche nella condizione di non perdere tempo nell’evitare di meravigliarci ogni volta, o di assumere una veste censoria per riferirci in un qualche modo al tizio o al caio di turno, ovvero a questo o quel contesto. Premesso che non intendiamo ergerci a giudici ma essere solo di stimolo per un rinnovamento, preso atto del tutto, esprimiamo che la complessità della situazione e della condizione della Massoneria Italiana non suscita in noi il forte interesse di prima, avendo constatato che ha ormai assunto i tristi connotati di sabbie mobili circondate da acque stagnanti.   D’altronde, è lampante come ciascuno – nel proprio ambito – sia nella condizione di individuare da sé il male e di porvi autonomo rimedio, senza attendere l’imbeccata giusta di possibili suggeritori. Occorre solo aver coraggio e determinazione: e il coraggio o c’è o è inutile cercarlo tra gli scaffali di un supermercato.
Parlando con un Illustre Fratello all’estero, riflettevamo: traiamo illuminante esempio dall’impressionante crollo del viadotto di Genova (dinanzi alle cui vittime chiniamo il capo in silenzio, nella massima solidarietà e affiancandoci ai Cittadini che a gran voce chiedono Verità e Giustizia). Un viadotto fatto con moderni materiali e con studi appropriati, come lo sono stati altri ponti e altri viadotti negli anni e nei secoli precedenti: ma ancora in piedi e ben solidi, basti solo pensare ai manufatti di epoca romana, ancor oggi resistenti ai terremoti o alla enorme pressione delle acque o ai movimenti naturali dei terreni o al semplice passare del tempo.  Forse che la sabbia e gli agglomerati cementizi di epoca romana fossero più selezionati e curati, e quindi solidi? Non spetta a noi dirlo, ma solo constatare che il viadotto è crollato: altri devono indagare, scoprire le ragioni, le cause lontane e recenti, le responsabilità ed i relativi livelli. Noi possiamo solo prendere atto che qualcosa non ha funzionato e che – evidentemente – la ‘sabbia’ o la ‘malta’ di un tempo, non sono più quelle di oggi. Lo stesso concetto vale per la Massoneria Italiana di oggi: se in parte vi sono profondissime crepe e se a tratti ha miseramente ceduto, non resta che prenderne dolorosamente atto; ad altri spetterà l’analisi delle cause, la contestazione delle responsabilità.
Oggi, noi, possiamo solo pensare ad offrire ogni più utile contributo per aiutare chi possa intendere di rimuovere le macerie, dando così ausilio alla ricostruzione di qualcosa di alter e diverso destinato a durare nel tempo: per la diversità e robustezza dei materiali adoperati, o per la innovativa diversità con cui l’agglomerato di acciai e cementi possa essere costituito, o anche solo per la eccellenza della progettualità.
Forti delle peculiarità storiche, culturali ed iniziatiche esclusive della Comunione di Piazza del Gesù, intendiamo identificarci maggiormente attraverso quegli elementi, quei presupposti, da noi identificati per primi in un contesto che abbiamo qualificato e quindi indicato essere la Massoneria delle Antiche Pietre: una definizione che vuol testimoniare la ferma volontà di ricondursi alle Alte Tradizioni del passato attraverso tutto ciò che possa portarci sostanzialmente allo spirito e alla lettera di quanto abbia preceduto la c.d. Massoneria Moderna, storicamente nata nei primi anni del 1700: ossia, dopo e con altre e diverse regole che non prima. Un modello fin qui – a torto o a ragione – preso da tutti a modello di base, da osservare.
Per noi il punto dal quale si dipana ormai il nostro percorso contemporaneo al pari di quello futuro, è costituito da uno schema che, pur tenendo in debito conto tutto ciò che possa essersi sin qui manifestato, tenendo conto che la fase dominata dall’Illuminismo è ormai superata – tutt’al più ci troviamo in un fase post-illuminista, tutto da decifrare: in eccesso o in difetto – si rifà alla Massoneria delle Antiche Pietre: individuata e definita tra la fine dello scorso secolo e l’avvio di quello attuale,  attraverso studi e approfondimenti incrociati su antichi testi italiani e stranieri potuti individuare in raccolte e biblioteche di prestigiose Università, anche parametrano il tutto alle diverse e numerose realtà seriamente e proficuamente impegnate all’estero: realtà che sovente ci esprimono persino la loro difficoltà a comprendere perché in Italia abbiamo adottato il termine ‘massone’, che così poco esprime nella nostra lingua, diversamente dai vocaboli che, sempre all’estero, riconducono letteralmente al lavoro di muratorìa e quindi all’attività del Libero Muratore.
Chi nel tempo abbia voluto seguirci, sa che fin da subito tanto la definizione – Massoneria delle Antiche Pietre – che i contenuti sono stati ripresi e studiati all’estero: nei paesi di lingua inglese come in quelli di lingua tedesca, francese, spagnola e portoghese; testimonianza dell’interesse per le tematiche e le dinamiche trattate, e per le relative innovative riflessioni. Con le conseguenze per noi che quest’ultime comportavano: ritenere che la nostra vita quale comunità iniziatica per essere degna dev’essere vissuta non solo correttamente ma soprattutto con pienezza, attraverso atti concreti e significativi piuttosto che non solo programmatici. Forte dei propri particolari e ineguagliabili trascorsi storici, iniziatici ed esoterici, fin qui potuti capitalizzare grazie alla cura nella conservazione della Originarie e Antiche Tradizioni, questa diversa via sottolineerà ai Fratelli tutti l’esigenza di aprire ben bene gli occhi, spaziando oltre i normali confini, così godendo di quel respiro più ampio che si può sviluppare solo attraverso il Pensiero Libero, la Libertà, l’Unione, la Tolleranza, l’Amore Fraterno.    Proprio      quell’Amore Fraterno che, in uno all’Amore per il Prossimo e alle azioni a fin di Bene, è la vera molla interiore che tutto unisce e tutto raccorda, in magnifica Armonia.
Proprio tale considerazione, ci ha sempre portato al raffronto con Terre, con Paesi, dove i concetti di Libertà, Democrazia, Fraternità, Equità, Verità e Giustizia siano vissuti appieno e quindi coerentemente ai contenuti tutti insiti in tali archetipi oltre che nelle singole e diverse Carte istituzionali: contenuti non negoziabili, non interpretabili secondo umori e sofismi di parte, affatto posti in discussione in ogni momento del vivere quotidiano.  Peraltro, ciò intende anche testimoniare il nostro sconcerto nel dover prendere atto che non c’è alcuna potenza massonica che dall’estero faccia propria l’ansia e le difficoltà dei Massoni Italiani. Ma vuol testimoniare anche una nostra irrequietezza interiore, per quella Massoneria che a livello internazionale stabilisce per sé e per tutti regole, regolette e norme interpretative: senza sentire l’esigenza di una consultazione preliminare di tutti coloro che pur ad essa possano riferirsi, in quanto Iniziati (e non importa dove!). In questa sede, così come fatto con l’esempio del viadotto crollato, non interessa altro che prendere atto che gli sbagli si verificano, assumendo le conseguenti e opportune distanze allorché questi possano essere intesi quali imposizioni o prevaricazioni, illiberali e persino al limite dell’irrazionale - visto il nostro particolarissimo contesto – o persino avversi a quel comune sentire fin qui appreso e applicato, persino in modo sofferto.
Questa constatazione, ci ha portati ad altra conseguente seppur sofferta decisione: abbandonare ogni Trattato, ritenuti ormai superflui se non inutili; buoni solo ad essere incorniciati ed essere posti in bella mostra, persino indipendentemente dalle qualità intrinseche di chi li possa esporre.
Ci riferiamo ora alla controversa ma esistente e travagliata ‘questione femminile’.
Per oltre 300 anni, un certo contesto massonico – ora facendo perno su questo, ora su quello – ha imposto un allineamento strettamente parametrato alla propria visione e quindi al proprio interesse, divenuto così modello ortodosso che disconosceva e respingeva la presenza nelle Logge di soggetti non di sesso maschile. Esplicitando ancor meglio, in detto contesto l’elemento femminile non solo non era ammesso, ma era persino guardato con sufficienza e distacco (sotto il profilo iniziatico, ovviamente): con conseguenti prese di posizione e radicali distinguo, che molto spesso si sono trasformate in vere e proprie separazioni tra Fratelli che pur si stimavano, avevano moltissimo in comune e ritenevano di poter percorrere insieme un buon percorso iniziatico. Vogliamo qui prescindere dai seri limiti mostrati nel tempo da questa norma, fatta valere all’insegna del prendere o lasciare (ossia, o si lavora con parametri – da altri - definiti ‘regolari’, o non si è tali) e collateralmente sostenuta da studi e sofismi ritualistici, storici, filosofici, simbolici ed esoterici a giustificazione della posizione assurta a livello di vero e proprio dogma; ma è un fatto che con il passare dei secoli l’humus sociale, politico, economico, familiare e fideistico, sia mutato profondamente. Le Donne, specie dagli anni ’60 dello scorso secolo, hanno subito una profonda presa di coscienza e una emancipazione che, nel contesto occidentale, fungono oggi da campione per le altre Donne nel mondo tuttora in condizioni di vera e propria sudditanza fisica, morale, psicologica e materiale, nei confronti di un sesso maschile sovente disattento e persino arrogante, quando non violento.  Certo, 300 anni or sono, tutto ciò non era neanche lontanamente ipotizzabile ovvero prevedibile: le poche Donne colte o munite di una qualche particolare abilità, dovevano possedere una buona cultura di base o appartenere a classi sociali di alto profilo, o appartenere alla nobiltà (ossia, essere cresciuti quindi in ambienti di per sé più colti e raffinati). Per la gran parte che ne residuava, le Donne erano relegate in stretti ambiti familiari, poco presenti e visibili in incarichi di tipo pubblico, impegnate in lavori faticosi (specie nei campi) attive in ambito conventuale, ma sempre soggette all’autorità e alla energia maschile, fatta valere come vera e propria padronanza dell’uno nei confronti dell’altra.   Ma, dicevamo, storia alla mano, ogni epoca ha le proprie realtà: così che una norma realmente discriminante varata oltre 300 anni fa, è rimasta applicata a lungo, nonostante il graduale variare delle situazioni di contorno. Certamente, ci siamo sempre posti degli interrogativi: fu una discriminazione ‘sociale’? Di tipo ‘fideistico-religioso’, ‘concettuale’, ‘aprioristico’, ‘di principio’. ‘ritualistico-simbolica’, basata su un qualche presidio di ‘purezza’ o esclusivamente e semplicemente di ‘genere’? O ancora, fu una sorta di antico retaggio di natura eminentemente esoterico-simbolico e quindi iniziatico?  Le risposte sono plurime e le intersecazioni tra l’uno e l’altro campo frequentissime, e talune speculazioni intellettuali appaiono più valide che non altre tanto sono impregnate di concatenazioni logiche: ma la spiegazione non c’è e non è mai stata fornita da chi tale norma ha pur posto.
Non tralasciamo poi un’altra nota stonata: è il mantenimento della parola razza nei parametri di appartenenza/adesione/ammissione: il testo recita che quest’ultima debba avvenire ‘senza distinzione di razza’. Orbene, fin dalla fine dello scorso secolo, la Scienza ha stabilito con certezza che di razza ce n’è una sola, ed è quella umana. Non sarebbe il caso che l’enunciato, visto il suo chiarissimo limite attuale, venisse adeguatamente corretto da parte di chi pur avrebbe tale onere? Magari, con l’appropriato termine etnia. O anche ciò che è erroneo deve diventare tradizione?   
Ma se è vero che nessuna modifica è avvenuta – e siamo ben oltre ogni lecito limite di tempo – pur di fronte all’evidenza delle cose, è plausibile che anche relativamente all’esclusività della presenza maschile – e quindi alla non presenza femminile – qualcosa alfine possa fin da subito essere cambiata: solo che, con flemmatica indifferenza, non se ne è voluto prendere atto.  Quindi… la discriminazione prosegue e proseguirà… fino a che (loro) non decideranno diversamente! Proprio a questo riguardo, è stato con enorme stupore che abbiamo appreso che - con una vera e propria impennata di modernità, con grande solennità ed i toni delle grandi occasioni – proprio chi si è arrogato il diritto di riconoscere i buoni dai cattivi, ha diramato una nota ove si esplicita che un Iniziato che da uomo sia ‘transitato’ a donna potrà continuare a frequentare la propria Loggia inglese (come se nulla fosse): unica accortezza, il consiglio di indossare abiti sobri di colore scuro. I mezzi di informazione, hanno sottolineato che la GLUE avrebbe così agito tenendo conto dei cambiamenti sociali intervenuti, invitando i propri confratelli a mostrare maggiore ‘misericordia’ e tolleranza verso i trans. Peraltro - in tema di stranezze, e per la serie ‘non ci facciamo mancare niente’ – risulterebbe che a Parigi abbiano iniziato un transgender, cioè un uomo che si sente e si comporta come una donna.
Questa la notizia com’è stata diramata dai mezzi di informazione in Italia. Ma anche in questo caso, l’informazione è stata superficiale e carente, e con un traduzione discutibile proprio dei termini più importanti: quindi, prima ancora di pronunciarci sui contenuti, è opportuno conoscere le cose per come siano realmente avvenute. Ecco dunque cosa risulta dalle nostre informazioni: tali da dare una diversa, più completa e corretta visione della situazione.  I Massoni inglesi si adeguano alla tendenza attuale aprendo le loro porte alle persone transgender che siano passate da uomo a donna. La GLUE, che ha giurisdizione su Inghilterra, Galles e alcuni ambiti d’oltreoceano, con una propria nota di orientamento relativa all’identità di genere, ha comunicato di aver stabilito che una “donna che è diventata un uomo” debba essere trattata “allo stesso modo di qualsiasi altro candidato maschile”. Tale donna potrà dunque essere o diventare un massone a tutti gli effetti, con l’accortezza che in Loggia sia presente con sobrie vesti maschili, ossia nell’identità di genere uomo. Un documento certamente extra-ordinario e dagli effetti certamente sensibili, sottolinea come la riqualificazione di genere di un Massone dovrebbe essere “trattata con la massima indulgenza e sensibilità (.) nessun candidato dovrebbe essere soggetto a domande relative al proprio genere, poiché potrebbero causargli sensazioni di disagio per tali motivi, se un aspirante membro della loggia è una persona transgender, ci si aspetta che “riceva il pieno sostegno dai suoi Fratelli. Il portavoce della UGLE Michael Baker, ha spiegato come la novità appena introdotta sia il frutto di una volontà di adattarsi al mutato contesto sociale in fatto di identità sessuali, dichiarando: “sebbene non ci sia stata una richiesta generale di orientamento sulla riassegnazione di genere, le domande sull’argomento diventeranno sempre più comuni in futuro, e ora sembra essere un momento opportuno per fornire orientamenti generali ai nostri membri”. Baker ha anche precisato che la GLUE, in ogni caso continuerà a mantenere ben distinti il ramo maschile e quello femminile, evidenziando che “le persone che la legge classifica come femmine non potranno ancora aver accesso all’UGLE. Queste, potranno, naturalmente, divenire membri delle due logge esclusivamente femminili: l’Order of Women Freemasons (OWF - Ordine delle Donne Massoniche) e l’Honourable Fraternity of Ancient Freemasons (HFAF - Onorevole Fraternità degli Antichi Massoni).
I commentatori all’estero hanno rilevato che tale documento di allineamento in fatto di sessualità reso pubblico dalla GLUE, non debba stupire più di tanto, riconducendone i motivi all’energica lotta della (purtroppo, non solo locale) Massoneria contro il cattolicesimo. Motivo, ricordiamolo, che l’ha indotta a promuovere e sostenere tutti quei teoremi, che possano essersi presentati nell’ambito dei processi di cambiamento anche di tipo rivoluzionario: teoremi sempre indirizzati ad aggredire e scardinare in particolare quell’Ordine Naturale sostenuto dal Cristianesimo in generale e dal Cattolicesimo in particolare.  Una conflittualità pluricentenaria ed a volte acerrima testimoniata da un vero e proprio scontro tra visioni del mondo e della stessa civiltà: contrapposte e difficilmente conciliabili. Qui ricordiamo per chi ci legge talune evidenze dai verbali del Convento Mondiale Massonico di Liegi (1865)  “Sono quattrocento anni che noi scalziamo il cattolicesimo, la macchina più forte che sia stata inventata in fatto di spiritualismo. Essa è ancora solida, disgraziatamente”. E le posizioni ufficiali di allora non sono mutate.
Già questo, pur essendo un elemento apparentemente di mera rilevanza storica, è in realtà uno dei fondamentali distinguo tra le posizioni tradizionali sostenute senza soluzione di continuità dalla Comunione di Piazza del Gesù – sempre prossima a quelle radici alimentate dalla tradizione giudaico-cristiana – con maggiore energia rimarcate dal 1906, e le posizioni nominalmente laiche ma in realtà laiciste (e con tendenze persino atee in taluni contesti) di altra grande parte della comunità massonica italiana. Una posizione, quest’ultima, pedissequa a quella della Massoneria filo-anglicana e filo-luterana, sulla quale le posizioni sono incrostate da lunghissimo tempo nonostante le italiche tradizioni.   Questa situazione, da parte nostra ha sempre suscitato grande attenzione e mai condivisione, per una nostra diversa concezione, interpretazione e persino riconducibilità alle antiche Tradizioni degli Antichi Mestieri e della Libera Muratorìa: ricordiamo che fino gli inizi del 1700 i Lavori si aprivano con chiare, ampie, inequivoche invocazioni al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo, a Maria Madre ed ai Santi Quattro Coronati. E noi a ciò siamo rimasti sempre coerentemente legati: lo stesso rispetto e studio per la Bibbia è per noi fondamentale, poiché la presenza del Libro Sacro in Loggia non è casuale né limitata alla lettura di brevissimi passi evangelici.
In tale ottica – premettendo che rispettiamo tutte le libertà personali in fatto di sessualità, purché vissute con atteggiamenti corretti ed affatto spavaldi – mal comprendiamo come possa esse degna di enfasi una condizione legata ai gusti sessuali piuttosto che non a malattie correlate a errori genetici (in questo caso la casistica è infinitamente più ridotta). Non ci interessa la Massoneria di oggi, che va a braccetto con le teorie promosse dall’ideologia LGBT e dalla lobby gender internazionale: la stessa Massoneria che ieri, nel pieno della contestazione globale del 1968, appoggiava il movimento femminista, che così prendeva posizione in Francia circa la emancipazione/liberazione della donna: “La prima conquista da fare è la conquista della donna. La donna deve esser liberata dalle catene della Chiesa e dalla legge (.) Per abbattere il cattolicesimo, bisogna cominciare col sopprimere la dignità della donna, la dobbiamo corrompere assieme alla Chiesa. Diffondiamo la pratica del nudo: prima le braccia, poi le gambe, poi tutto il resto. Alla fine, la gente andrà in giro nuda, o quasi, senza più batter ciglio. E, tolto il pudore, si spegnerà il senso del sacro, s’indebolirà la morale e morirà per asfissia la fede” (L’Humanisme, rivista trimestrale del Grande Oriente); frase riportata e analizzata più volte sulla rivista La Civiltà Cattolica, e che ha costituito motivo di franca trattazione tra chi scrive e alcuni redattori della stessa negli anni ’80 del 1900.                                      
Come vedete, posizioni chiarissime, tanto quelle inglesi che quelle francesi, ma mai fatte nostre: riteniamo anzi indiscutibile che la crisi contemporanea sia una crisi morale e religiosa, nel cui contesto vengono date poderose spallate alla fede e all’azione cristiana – in generale – e cattolica – in particolare -, per far venir meno la residua saldezza di punti di riferimento che, in Europa come altrove, hanno costituito la struttura portante di crescita e progresso. Noi siamo ancorati a tali Alti Valori, e non ci facciamo tramortire dal pensiero unico, poiché una Società senza fede, senza Dio, non ha futuro.
Commentare in modo più consono e quindi profondo, sarebbe lungo e, forse, accenderebbe molto gli animi, persino alterandoli: e poi, altro è parlare altro è discutere, poiché quanto si è in troppi a parlare si fa confusione a capire come pure a capirsi. Diciamo semplicemente STOP a ‘questa’ massoneria, ‘questo tipo’ di massoneria che continua a non interessarci, e – aggiungiamo ancora– non può più interessare i veri Iniziati all’Arte Reale. Avremmo tanto preferito che, se nota dovesse esserci, avrebbe potuto e dovuto riguardare le Donne, l’Universo Iniziatico Femminile,  piuttosto che un equilibrismo sui simil-uomini o sulle simil-donne - non uomini né donne, quindi, ma solo apparentemente tali -: che, a nostro avviso, sempre limitandoci alla questione trattata, sono solo simulacri e feticci di un contesto sempre più piegato su se stesso sotto la spinta prepotente del gender diktat globale imposto dalle lobby di riferimento, sciaguratamente avallato da taluna politica spicciola, spacciato per modernità e apertura sociale.
Se mai vi fossero ancora delle remore nel comprendere quanto di politico e di religioso ormai si consumi apertamente nella Libera Muratorìa continentale, ci riconduciamo ad altra e diversa notizia proveniente da Londra.  Con un altro calcio alle Tradizioni, il Governo di S.M. ha proposto di eliminare dalle scuole l’insegnamento della religione cristiana: e non può stupire la conseguente presa di posizione favorevole sia da parte delle autorità religiose anglicane, sia da parte delle varie strutture atee. Anche in questo caso, si è sottolineato che l’imminente rivoluzione dei programmi didattici studenteschi viene operata per adeguarsi alla “costante trasformazione” della “multiculturale” società britannica; avremo così l’insegnamento obbligatorio alla “Educazione alle visioni del mondo” in sostituzione di quello – ad oggi facoltativo - alla “Religione cristiana”.  Nulla da eccepire, se non fosse che a plaudire a questa iniziativa, condividendola, sia stata anche la locale massoneria ovvero autorevoli parte di essa, fortemente anglicana e strenuamente anticattolica.

Se agli altri poco o niente interessa di ciò che avviene in Italia, a noi poco interesserà di ciò che avviene all’estero: detto in linguaggio pratico chacun pour soi, Dieu pour tous! Noi proseguiremo nel solco: fedeli ai concetti cardine del rispetto delle Tradizioni più sane e genuine, e quindi Antiche, ancorate all’Ordine Naturale delle cose ed alle regole che umanamente lo hanno sempre regolato, consentendo centinaia e centinaia di anni di crescita e sviluppo disciplinati da un sostanziale equilibrio morale, fortemente ancorato ai valori giudaico-cristiani oltreché a fattori storici e culturali di forte rilievo. Siamo quindi rimasti sempre coerentemente posizionati sul divieto che di politica e religione la Massoneria non debba interessarsene: salvo che non porsi al servizio della collettività per contribuire al miglioramento dell’Uomo e quindi della Società, attraverso studi, proposizioni e note d’ordine assolutamente generale. Ciò per sottolineare ancora una volta che, nello stesso momento in cui taluno possa prendere delle posizioni su specifici temi, espliciti o particolari, nello stesso momento in cui si compiano degli atti che si riverberino sul sociale e quindi sui rapporti con la polis, con la comunità, vuol dire che queste regole antiche vengono infrante.  E se vengono infrante, i rapporti stessi tra gruppi massonici anche a livello internazionale muta profondissimamente: facendo persino venir meno qualsivoglia rapporto di disciplina, contatto o obbedienza/sudditanza, o la stessa sussistenza di accordi o intese.
Di conseguenza, trovandoci all’opposto di certi ragionamenti, di certe tesi spregiudicate, di certe forme impositivo-costrittive prendiamo oggi distanze ragguardevoli non solo – oggettivamente - dalle strutture generatrici di falsi modelli e quindi di falsi presupposti operativi, ma anche – soggettivamente – da chi in nome di erronei, falsi o falsificati presupposti, possa indurre i Fratelli in errore, generando forme di massoneria che non sono ‘la’ Massoneria, ossia il modo unico e corretto di esprimere la stessa. Al di là di regole e regolette: utili, queste, a tener buoni entro recinti predefiniti, con pseudo-verità preconfezionate a bella posta. Così come anche nel 1700 ebbe a verificarsi, ma con un panorama mondiale e con una realtà storica e sociale assolutamente diversi, sotto l’assoluta influenza di monarchie dinastiche fortissime: nelle quali la figura del monarca andava a coincidere con quella di capo della chiesa.  Rifacendoci particolarmente alla situazione italiana, intendiamo confermare che prendiamo le distanze tanto da quei soggetti che pare abbiano più a cuore l’ ‘essere’’, l’ambizioso ‘manifestarsi’, il suono ed il fascino dei ‘metalli’ – anche attraverso forme di presenza e/o propaganda quantomeno anomale -, piuttosto che non tematiche e problematiche diversi, assolutamente più coerenti con la sostanza dei sodalizi massonici.
Preghiamo ora i Lettori di acuire la propria attenzione Se n Italia dovessero continuare a manifestarsi – specie per colpa di chi operi scorrettamente, in Massoneria – forme di pressione materiale ovvero psicologica e morale, o di alterazione di quelle prerogative riconosciute universalmente e riconducibili alla libertà di associazione, di espressione, di parola, di stampa e di informazione, ci dichiariamo fin da ora pronti all’esilio, ancorché temporaneo: presso Genti che, invece, tali Valori possano apprezzare e praticare con costanza.  Unico modo per tutelare il valido mantenimento in vita di tutto quel patrimonio storico, esoterico, iniziatico, filosofico, sociale, ritualistico, etico e morale, che pur ci appartiene e che oggi – lo ripeto: per colpa di chi della Massoneria possa avere fatto mestiere e ambito affaristico o economicamente speculativo, se non di peggio – viene messo in discussione da soggetti che, della Massoneria, tutto ignorano o ne parlano per lo più per sentito dire, o accodandosi al seguito dei meri detrattori.
Ma, al di là delle conseguenze, sono le cause ad avere radici purtroppo solide: tali da sembrare inestirpabili: e chi ha la qualità per far ciò, estirpando la gramigna che abbondantemente alligna nell’humus massonico, sono solo i Fratelli: e nessun altro potrà farlo per loro.
Per parte nostra, continueremo a operare nel pieno rispetto di ogni regola: tanto interna quanto sociale, mantenendo alta la bandiera della Libertà, della Giustizia, della Dignità, dell’Equità e della Verità sul nostro pennone: così dando forma e sostanza a tutto ciò che è e resta incentrato sul Libero Pensiero dell’Uomo. Libero Pensiero e Libertà che rappresentano l’anelito insopprimibile su cui si basa la Vita dell’Uomo. Soprattutto respingeremo fermamente tutto ciò che è contrario alle Tradizioni della nostra Famiglia, forti del non esserci arresi a quel deleterio politically correct che ci vuole racchiusi e limitati in un pensiero unico e piatto, umanamente scardinati dai nostri Ideali, dai nostri Principii e dai nostri Valori. Lo stesso pensiero unico, lo stesso politically correct che fa di tutto per inchiodarci nelle trappole di cui si serve  la comunicazione manipolativa di menti e coscienze:  accettando i (falsi) principii dell’immigrazione selvaggia, clandestina e incontrollata; facendoci propendere per la pseudo-filosofia gender; facendoci accettare l’orrore dell’aborto, spacciandolo per grande conquista sociale e (soprattutto) della Donna; facendo di tutto per farci sottovalutare di quanto invivibili siano diventate le nostre (invase) città; stornando in ogni modo la nostra attenzione da un’economia dissanguata e stremata; imponendoci – come se si trattasse di grandi conquiste di civiltà – ‘strane’ famiglie in cui spesso non c’è una madre o manca il padre, o dove si tenta di asessuare la personalità dei piccoli così che questi, in età, idonea possano poi ‘liberamente’ dar luogo a ciò che si sentono di essere… Situazioni talmente cervellotiche e indegne da non meritare alcun commento!
Per finire, avendo richiamato nei titoli la solennità dell’odierno Equinozio d’Autunno, è utile qui riprenderne i contenuti tutti di natura esoterico-simbolica che sono racchiusi in tale particolare momento e circa i quali una copiosa letteratura ha scritto di tutto e di più, confidando che gli Iniziati sappiano farli propri. 

Un modo per noi degno di dare solennità a questo particolarissimo Equinozio d’Autunno, è quello di custodire i nostri semi più preziosi nelle pieghe di una terra feconda, ancora ricca dei tepori estivi, al riparo dai freddi invernali e dai dilavamenti delle piogge, pronti al risveglio della prossima Primavera.  Per noi questo significa il dare solennità a questo  momento autunnale dell’Equinozio: ponendoci così - ancora una volta, come ormai nostra consolidata Tradizione - ben distanti   da chi continui a far coincidere tale evento cosmico non solo con la data del 20 Settembre, ma con tutta quella enfasi falsa oggi attribuibile ad una data tuttora – quella del XX Settembre, appunto - permeata di divisorio significato e da radicate, negative, pulsioni ideologiche; una data ormai non solo ricordata, ma persino celebrata massonicamente – in modo assolutamente contro-iniziatico - da narcisisti compulsivi. Una data che da tempo non intendiamo più ricordare massonicamente, se non per l’umana e fraterna pietas per chi per quella breccia là ha lasciato la propria vita, mentre strani soggetti animati dal materialismo, da un pernicioso laicismo, da eccessi di anticlericalismo, e persino da marcati rigurgiti di ateismo, tentano di sopraffare i reali sentimenti dei Massoni Italiani, esibendosi in questa o in quella pratica, apparentemente muro contro muro  con chi - a torto o a ragione - identifica quella data con il cedimento forzato del proprio, terreno, potere.

EQUINOZIO D’AUTUNNO 2018:                                                                                                                    UN MODELLO PER CELEBRARE IL PENSIERO LIBERO.

Altrove, dei Carissimi e degnissimi Fratelli sono rimasti impressionati e affascinati allorché – anni fa – venne enucleato dalla Comunione di Piazza del Gesù il concetto di Massoneria delle Antiche Pietre: un concetto che è ormai parte integrante della Comunione stessa e che ne costituisce parte fondamentale. Costoro, ne sono rimasti talmente colpiti a tal punto da avviare, nei loro luoghi di residenza, tutto un processo di revisione del loro pregresso operare, aderendo intellettualmente alle linee guida da noi chiaramente evidenziate, trovate del tutto consone al loro desiderio di crescita, di serietà nel porgersi alla Società,  e di profondità di tutta una serie di studi il cui fine ultimo è quello di ricondursi ad una Massoneria delle Origini: scuola di Vita e forgiatrice di Uomini. Un nuovo e diverso modello d’azione, insomma.
I rinnovati schemi operativi di questo folto raggruppamento – pur tenendo conto delle realtà degli insegnamenti fin qui da loro appresi  e delle peculiarità dei rispettivi luoghi - rimuovono con decisione ciò che nel passato possa avere segnato i limiti tipici della routine, così riappropriandosi del senso più autentico dell’essere Liberi Muratori, tornano a chiedersi il perché ‘si faccia  così’, dei significati autentici di parole, gesti, formule (certamente non ‘truculente’ avendo essi  abbandonato ogni riferimento alla lettera di testi ormai antichi, e quindi rifacendosi allo spirito simbolico-esoterico che li costituisce). Hanno così dato vita ad una sorta di vera e propria ‘palestra’ di tipo fondamentalmente culturale – nell’accezione più ampia del termine -, attraverso la quale studiare, approfondire, comprendere, cimentarsi, per elevare i singoli livelli di ‘conoscenza’, ma soprattutto per gustare appieno la gioia dello stare insieme e quindi del ritrovarsi senza il timore di essere colti da un … colpo di sonno nel corso di quelle (tediose e inespressive) riunioni che altrove possano esservi. Per intenderci, quelle riunioni dove, lo sosteniamo da decenni, tra l’apertura e la chiusura dei Lavori, vi sia solo un mortificante, inespressivo, vuoto: ossia niente di realmente, iniziaticamente, costruttivo e degno di nota.
Oltre al Rito Scozzese A. e A. di base, verrà dato spazio anche a tutti gli altri Riti utili e possibili, anche esaltando i rapporti con strutture e organizzazioni eminentemente cavalleresche, in un’ottica significativamente internazionale che consenta proficui scambi e interazioni: con uno spirito che intende ‘non escludere’ ed anzi ‘includere’ tutto ciò che di buono e giusto possa aiutare nella ricerca verso quella perfezione cui si tende nell’Opera: con Vitalità, Energia, Onore, Saggezza, nobiltà d’animo, Amore Fraterno e profondo senso dell’Armonia..

I Fratelli in questione stanno costituendo non una semplice associazione, bensì una Fondazione dedicata alla difesa del Libero Pensiero: presidio quindi non meramente formale ma ricco di contenuti specie nelle forme divulgative con cui essi saranno presenti, stabilendo rapporti affettuosi e fraterni con quanti possano essere compatibili con il loro operare.
Certamente, vi sarà un ruolo guida: senza arzigogoli e forzature, si ricondurrà agli stimoli, alle energie, di una Loggia Madre, in possesso di tutti i titoli per operare correttamente e compiutamente.  Dal canto nostro, visto che i Fratelli intendono prenderci a loro modello, si conferirà speciale autorizzazione all’uso esclusivo del nostro appellativo di Massoneria delle Antiche Pietre: così che la Comunione di Piazza del Gesù, speculativamente divenga per loro la scuola di riferimento.
Cosa che con grande soddisfazione abbiamo appreso, specie alla luce di quanto sopra espresso, è che queste Officine si siano poste come avanguardie intelligenti e sensibili del progresso, costituendosi quale parte dinamica nell’interpretare le mutazioni sociali e dei costumi così come queste possono correttamente riverberarsi nella Libera Muratorìa, dando così luogo alla presenza femminile nel loro contesto. Un segnale preciso, netto, di ampia apertura: si avranno così strutture operanti al maschile, altre al femminile, altre miste; senza preclusioni aprioristiche, lasciando quindi spazio alla sensibilità personale di ciascuno. Ma anche per poter fare emergere ogni possibile energia sin qui inespressa, dando così coerenza alla propria mission iniziatica: che non intende fermarsi agli usuali disciplinari, per poter offrire ogni più ampia possibilità di riferimento e di crescita. Qui ricordiamo: la Libera Muratorìa – per proprio patrimonio di Idealità e di Storia - è stata sempre non solo Scuola di Vita e fucina di Uomini, ma anche – proprio per le peculiarità di elevata ed esclusiva cultura – elemento precursore di eventi che, nella società e nella storia si sviluppavano ovvero si riverberavano. Ossia, si formavano – così come si formeranno – Uomini che apparterranno ad una ristretta e selezionata compagine culturale, ad una scuola di pensiero e azione – lontana da contaminazioni ideologiche, di segno opposto al pensiero unico dilagante, e quindi al livellamento di masse senza più pulsioni logiche e razionali - in grado di porsi al servizio della Società per dare il proprio contributo ai cambiamenti che il futuro possa indicare e quindi richiedere.  Si sentono già in sintonia con l’essere Famiglia, così come anche noi lo siamo sempre stati.   A questi Fratelli, che amano la discrezione ma che certamente faranno sentire alta la loro voce e la loro presenza – non solo nei loro Paesi - auguriamo ogni bene: Uomini Liberi non allineati, non omologati, che intendono essere alternativi, ai quali, come da loro sollecitatoci, mettiamo a disposizione – con chiaro spirito di servizio – tutto il nostro bagaglio di esperienza, di Storia, di memorie, nel segno delle Antiche Pietre.

Queste unità operative – che hanno stilato un vero e proprio nutritissimo  cursus studiorum, nel cui contesto grande enfasi viene data al pensiero di matrice rinascimentale, ispirandosi all’impronta culturale lasciata da Federico II, lo stupor mundi, e ancora attuale, come pure all’Itinerarium in mentis Deo di S. Bonaventura - hanno voluto ritrovare il gusto dell’operosità più autentica, pregna non solo di contenuti ma anche densa di quella sana ‘rumorosità’ originata dall’entusiasta accavallarsi dei dialoghi: nuove e vitali onde che bagnano una spiaggia illuminata da un altro e diverso Sole. Più luminoso, più caldo, che fa sentire i suoi raggi avvolgenti in ogni ora del giorno.
Per tutto ciò, ringraziamo continuamente Dio, il Grande Artefice degli Universi, l’Uno ed il Tutto, il Creatore, per tutto ciò che ci dona e che, per Sua volontà e attraverso Lui, ci perviene. Per noi Dio non è solo una mera e persino astratta enunciazione filosofica, bensì la Rivelazione – diretta o attraverso Sue emanazioni - e la Luce che ci accompagna in Eterno, in ogni attimo della nostra Vita, fisica e non. Dalla Sua Luce, emana l’indicazione di quale percorso dobbiamo seguire per raggiungerla, e su Chi possiamo fare affidamento per assisterci in ogni istante lungo questo cammino: dal primo giorno di Vita al primo giorno della nostra Nuova Vita.    Un cammino di Fede e di Speranza, cui noi contribuiamo con grande modestia ma con la massima consapevolezza nello stesso modo con cui una Scuola possa contribuire alla crescita dei propri Allievi: fornendo loro – comunque in modo secolare - orientamento, cultura, assistenza e la possibilità di verificare continuamente il percorso compiuto e quello da compiere, guardando analiticamente e consapevolmente dentro sé stessi e confrontandosi con gli altri. Senza alcuna possibilità di facili alibi ovvero di poter/voler ‘barare’.
Nulla di più, nulla di meno: questa è per noi la vera Massoneria, quella Massoneria che è Scuola di Pensiero e Stile di Vita. Questa è la Massoneria a misura d’Uomo che, attraverso la Cultura, il filosofare, le considerazioni integrative in chiave esoterico-simbolica, contribuisce alla crescita interiore dell’Uomo. Questa è la Massoneria intrisa di Amore Fraterno, di Armonia e di quel Divino sentire che è concreta radice delle più Antiche Tradizioni.  Antiche Tradizioni come Antiche sono le iscrizioni nel Tempo: un Tempo che noi, anche con sofferenza, abbiamo imparato a dipanare e riavvolgere. Per ciò che ci è concesso da Lui e sempre con lo sguardo rispettosamente e filialmente rivolto al nostro Creatore.
Ecco… come vedete, tematiche amplissime che evidenziano il nuovo respiro da parte di una Massoneria - concretamente a misura d'Uomo, anche sulla base di un rinnovato Umanesimo - che intende scrollarsi finalmente da qualsivoglia vincolo e parassita che fin qui ne abbia potuto succhiare le energie più vitali, mortificandola. Una Massoneria rinnovata nello stile, nella forma, nel modo di presentarsi e rapportarsi: lontano dalle muffe stantie e dal contagio di piaghe purulente e infette.

Una Massoneria che, indipendente dal luogo ove possa operare, sia casa trasparente e franca che apre le braccia a tutti gli Iniziati e dove i Fratelli possano ritrovarsi con il sorriso, riconoscendosi l’un l’altro con una stretta di mano, con un abbraccio sincero e cordiale, così ritrovando la giusta ispirazione, lontani da schemi e briglie, in una più corretta dimensione dove potersi librare: ricordando così di essere aquile che possono volare alte nel cielo, piuttosto che non timidi passerotti che volano brevemente tra una grondaia e l’altra.

Roma, 23 Settembre 2018, h. 3,54   

Giuseppe Bellantonio  


(Questo scritto è dedicato alla Memoria degli Alti Spiriti che ci hanno preceduti nella Via, e che – con il loro insegnamento – sono stati sicura indicazione di come poter improntare la nostra Opera. Guardando al futuro.)  


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