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domenica 26 luglio 2026

GIUSTIZIA, GIUSTIZIA MASSONICA, CHIACCHIERICCI E MACCHINA DEL FANGO: SEMPRE PRONTA...

                         

Quasi quattro anni fa - era il 9 agosto del 2022 - su queste stesse pagine ho trattato della 'Giustizia Massonica' anche parametrandola alle norme di Legge di tipo civilistico e non in vigore nella Repubblica Italiana (il Magistrato Superiore per eccellenza). 

In questi giorni, la stampa ha attribuito delle dichiarazioni di taluno, sulla cui base alcuni Enti sarebbero pervasi o gestiti o occupati da "mafiosi e massoni", così suscitando attenzione e cuiosità: per lo più morbosa e malevola, come spesso accade con quei fenomeni e con quelle dichiarazioni dove al posto di accuse precise con la indicazione delle possibili (e sempre 'presunte', almeno fino a sentenza passata in giudicato ) condotte illecite e/o attività criminali poste in essere corredate dai nomi e cognomi dei possibili (ma anche qui 'presunti') responsabili, volano manciate di fango. Qualunque Cittadino venga a conoscenza di tali fattispecie ha il dovere morale e l'obbligo materiale di avvisare le Autorità di Polizia ovvero l'Autorità Giudiziaria che opereranno attivando le proprie prerogative e sempre nell'interesse della Giustizia e pro Veritate.

Rilasciare dichiarazioni lanciando vaghe e arbitrarie accuse a questo o quel contesto, ovvero a tutti indistintamente gli appartenenti (anche in questo caso,  'possibili ed eventuali') ipoteticamente collegati a un determinato contesto, equivale ad attivare quel meccanismo tristemente noto come macchina del fango. Ossia: lanciare accuse pesanti e indefinite, affatto scevre da un certo vittimismo, tutte da dimostrare, citando ipotetici ambienti piuttosto che non soggetti. L'effetto richiama certamente maggiori attenzioni da parte della possibile opinione pubblica accomunando contesti di un certo qual rilievo: nel bene come nel male. 

Ma all'osservatore attento e ormai disincantato nelle italiche cose, e che soprattutto abbia buona memoria storica, non sfuggiranno le ciclicità con cui queste 'macchine del fango' trovano attivazione: per lo più in coincidenza con situazioni generali di tipo complesso che, pur suscitando attenzione nell'opinione pubblica, non trovano adeguata risposta da parte di chi ne abbia il dovere e la responsabilità.  Questa ciclicità ha colpito e colpisce personaggi e situazioni di rilievo: da Bettino Craxi a Giulio Andreotti a Licio Gelli, tanto per citare i casi a noi più prossimi, come pure si evocano i presunti 'demoni' di contesti tra cui la Massoneria, il Clero, e quant'altro. Tutto viene addebitato in modo grezzo a qualcuno o a qualcosa, anche per lunghi periodi, con l'effetto di tenere fuori dai riflettori soggetti e situazioni vere quanto molto gravi o preoccupanti.  

In pratica si spara nel mucchio: per distrarre come per tirare il sasso nascondendo la mano o persino fors'anche agendo con obiettivi utili a 'terzi'.

Tutti i contesti, senza esclusione, possono annoverare tra le proprie fila angeli e demoni. Ma angeli e demoni, allorchè commettono illeciti, ne rispondono direttamente e personalmente, specie nella fattispecie penale. 

Sparare invece genericamente nel mucchio, gettando sospetti su enti societari o associativi nei quali in ogni caso lavorano persone per bene e quindi con il solo fine di suscitare scandalo più che non attenzione, è persino riprovevole e potenzialmente vile: salvo l'indicare subito dopo alle Autorità nomi , fatti e circostanze.  

I delinquenti sono e restano personamente tali, indipendentemente da dove possano agire o lavorare; un ladro è tale e tale resta, e come tale dev'essere definito. Citare se sia impiegato  o socio di questo o quel contesto, bocciofila o filodrammatica che sia, che sia un membro del clero o di una specifica associazione politica, che sia un autista o un operatore ecologico, un artista o un nullafacente, è materia che può interessare le Autorità; ma nella vita di tutti i giorni costituisce il più banale dei qualunquismi accusatori, alimentati da chiacchiericci e pettegolezzi. 

Autorità, qui ricordo, che nel caso della storiografia massonica si identifica con la figura di quel Magistrato Superiore che rappresenta la Legge e l'ordine costituito dello Stato. Legge che il Massone ha l'obbliogo materiale e morale di rispettare, e di fronte alla quale, al pari di ogni Cittadino, risponde.   

Roma, 26 luglio 2026                

Giuseppe Bellantonio

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martedì 24 marzo 2026

24 MARZO 2026: IN MEMORIA DEI MARTIRI DELLE FOSSE ARDEATINE

  

      La Memoria, guidata dal ritmico scandire del Tempo,  porta prepotentemente le nostre menti alla tragica data del 24 Marzo 1944.
    Quel giorno, si consumò uno dei tanti drammi della Seconda Guerra Mondiale; quello poi assurto a emblema - specie quale fortissimo monito per le future generazioni - per i suoi contenuti più crudeli e inumani: l'Eccidio delle Fosse Ardeatine.
     335 Esseri Umani, 335 Persone, 335 Civili e Militari Italiani, caddero sotto il piombo dell'odioso oppressore nazista: un nemico  che, specie attraverso le rappresaglie, tentava di contrastare e reprimere le sempre più forti pulsioni di quegli Italiani che - anche a prezzo della propria Vita - inseguivano i propri immarcescibili Ideali di Libertà.
     Non è un caso che tra di loro fossero molti i nostri Fratelli iniziati alla Massoneria, proprio perché - e forse più di altri - avevano ben chiari i Nobili contenuti per loro iscritti nell'antico, classico,  Trinomio LIBERTA', EGUAGLIANZA, FRATERNITA', ma anche particolarmente correlati al concetto di AMORE PER LA PROPRIA PATRIA.   
    Chi vive nella Luce di Alti Ideali - quali sono quelli esoterici e simbolici, culturali e sociali, filosofici e spirituali, della Massoneria: quella, ovviamente, più genuina e incontaminata, legata alle più Antiche Tradizioni Cavalleresche, e non certo 'setta' - non esita a esprimere le proprie Idee ed a farne strumento utile al progresso dell'Umanità in generale. Più in particolare non ha indugi nel mettersi a disposizione di chi soffre: ovverosia di quel prossimo nei confronti del quale il Vero Massone deve porre in atto il proprio massimo impegno a ben direben pensare,  ben fare, nel contesto di un vero e schietto sentimento di amore fraterno e universale.
     Ciò, lungi dalle lusinghe e dagli onori, lontano dal luccichio degli orpelli, all'opposto dei luoghi ove dimorano interessi specie se mercantili, illeciti e purtroppo anche squallidi (ma che con l'autentica Arte Reale nulla, ma proprio nulla hanno a che vedere!).
    Un Potere positivo, propositivo e costruttivo, fatto di cultura, pensiero e azione; di Qualità delle persone; di Bellezza delle idee, di Nobiltà d'animo, di Disinteresse nell'agire, di vocazione al Sacrificio: ossia vocazione al sacrum facere, all'operare con azioni ricche di contenuti e pregne delle tinte più trasparenti e luminose, quasi che ogni azione fosse tanto elevata nei contenuti da poter assurgere al valore di sacralità
   Anche quest'anno desidero proporre un diverso livello di Memoria per i tanti nostri Fratelli uccisi alle Fosse Ardeatine: indifferentemente che appartenessero alla Comunione di Piazza del Gesù o a quella di Palazzo Giustiniani (tanto per riferirsi ai toponimi storici a tutti più noti);  con ciò citando per tutti Placido Martini, Gran Maestro della Massoneria allora unificata  ed Eroe d'Italia (apparteneva alla "Brigata Vespri" del Fronte Clandestino di Resistenza Romana, e venne insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare), il cui sangue si unì per sempre a quello delle altre 334 Vittime innocenti.
    La Memoria, così va oltre: va anche a quei nostri Fratelli Massoni morti non solo nel corso di azioni per la loro Patria, ma anche a quelli deceduti nella ristrettezza della prigionia o del confino: non solo in Europa, ma - trattando il tema in modo più complessivo - nel Mondo e in tutte le epoche.
    Quest'anno, nel quadro della follia che da anni pare dilagare in modo irrefrenabile per il mondo, eccitando la sete di sangue che muove i mercanti di armi - armi che taluno, con sofisma dialettico, distingue in difensive o offensive; ma sempre e solo quello sono, armi -  ancora più forte si leva il nostro grido: che sia PACE ! Grido a quello altrettanto sincero che sgorga dal cuore delle genti, affatto circuite da quei soggetti che parlano di guerra per difendersi un domani da chi non si sa, ma che si afferma solennemente che ci sarà. 
   In tale consapevolezza, non è meglio perseguire, sollecitare, pretendere, mantenere, la PACE quando questa c'é?
      Per noi questa è la via più corretta, di certo non le aggressioni armate, le guerre, le vendette.

Roma, 24 Marzo 2026 
                                                                         Giuseppe Bellantonio (*)

(*)  Presidente della 
     Comunione di Piazza del Gesù

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