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martedì 24 marzo 2015

2015: 71° ANNIVERSARIO DELLE FOSSE ARDEATINE

 
      La Memoria, con il suo ritmico scandire,  porta prepotentemente le nostre menti alla tragica data del 24 Marzo 1944.
    Quel giorno, si consumò uno dei tanti drammi della Seconda Guerra Mondiale; quello poi assurto a emblema - specie per le future generazioni - per i suoi contenuti più crudi e inumani: l'Eccidio delle Fosse Ardeatine.
     335 Esseri Umani, 335 Persone, 335 Civili e Militari Italiani, caddero sotto il piombo dell'odioso oppressore nazista: un nemico  che, specie attraverso le rappresaglie, tentava di contrastare e reprimere le sempre più forti pulsioni di quegli Italiani che - anche a prezzo della propria Vita - inseguivano i propri Ideali di Libertà.
     Non è un caso che tra di loro fossero molti i nostri Fratelli iniziati alla Massoneria, proprio perché - e forse più di altri - avevano ben chiari i Nobili contenuti per loro iscritti nell'antico, classico,  Trinomio LIBERTA', UGUAGLIANZA, FRATELLANZA e anche particolarmente correlati al concetto di AMORE PER LA PROPRIA PATRIA.   
    Chi vive nella Luce di Alti Ideali - quali sono quelli esoterici e simbolici, culturali e sociali, filosofici e spirituali, della Massoneria: quella, ovviamente, più genuina e incontaminata, legata alle più Antiche Tradizioni Cavalleresche - non esita a esprimere le proprie Idee ed a farne strumento utile al progresso dell'Umanità in generale, ma più in particolare non ha indugi nel mettersi a disposizione di chi soffre: ovverosia di quel prossimo nei confronti del quale il Vero Massone deve porre in atto il proprio massimo impegno a ben dire, ben pensare,  ben fare, nel contesto di un vero e schietto sentimento di amore fraterno.
     Ciò, lungi dalle lusinghe e dagli onori, lontano dal luccichio degli orpelli, all'opposto dei luoghi ove dimorano interessi specie se mercantili.
    Un Potere positivo, propositivo e costruttivo, fatto di cultura, pensiero e azione; di Qualità delle persone; di Bellezza delle idee, di Nobiltà d'animo, di Disinteresse nell'agire, di vocazione al Sacrificio: ossia vocazione al sacrum facere, all'operare con azioni ricche di contenuti e pregne delle tinte più trasparenti e luminose, quasi che ogni azione fosse tanto elevata nei contenuti da poter assurgere al valore di sacralità
   Anche quest'anno - così come l'anno scorso - desidero proporre un diverso livello di Memoria per i tanti nostri Fratelli uccisi alle Fosse Ardeatine: indifferentemente che appartenessero alla Comunione di Piazza del Gesù o a quella di Palazzo Giustiniani (tanto per riferirsi ai toponimi storici a tutti più noti);  con ciò citando per tutti Placido Martini, Gran Maestro della Massoneria allora unificata  ed Eroe d'Italia (apparteneva alla "Brigata Vespri" del Fronte Clandestino di Resistenza Romana, e venne insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare), il cui sangue si unì per sempre a quello delle altre 334 Vittime innocenti.
    La Memoria va così oltre: va anche a quei nostri Fratelli Massoni morti non solo nel corso di azioni per la loro Patria, ma anche a quelli deceduti nella ristrettezza della prigionia o del confino: non solo in Europa, ma - trattando il tema in modo più complessivo - nel Mondo.

Roma, 24 Marzo 2015  
                                                                         Giuseppe Bellantonio (*)

(*)   Gran Maestro Emerito
     Gran Loggia Nazionale Italiana
     Corpo Azzurro degli AA.LL.AA.MM.
     Comunione di Piazza del Gesù

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venerdì 25 aprile 2014

L'ANNIVERSARIO DEL 25 APRILE... E CON LA MEMORIA ALLE FOSSE ARDEATINE.



In data 22 Marzo 2014, in un mio scritto su questo stesso blog, ho desiderato ricordare con solennità le 335 vittime civili e militari del barbaro Eccidio perpetrato alle Fosse Ardeatine il 24 Marzo del 1944.

Un Lettore, qualificatosi come Militare dell'Arma dei Carabinieri e che ha desiderato mantenere l'anonimato, mi ha cortesemente invitato a soffermarmi sui contenuti che a questo riguardo erano visibili sulle pagine web dell'Arma dei Carabinieri; la qual cosa ho fatto volentieri, trovando così delle notizie che ho ben volentieri recepito e che, con spirito di servizio a favore della Verità, qui riporto: nello specifico, per rendere ancora onore alla Memoria di tutti quei Valorosi uccisi da mani nemiche e assassine, come pure per integrare compiutamente il mio tracciato.

Quel triste giorno del 24 Marzo del 1944, sei ufficiali dell'Arma dei Carabinieri, tre sottufficiali e tre Carabinieri - già detenuti nelle celle di Via Tasso, a Roma  - furono condotti con altri 323 ostaggi nelle Cave sulla Via Ardeatina, per qui esservi trucidati in esecuzione di barbara rappresaglia.  

Come con solennità ricorda il sito dell'Arma dei Carabinieri "sul luogo dell'eccidio è sorto il Mausoleo Ardeatino per onorare perennemente la memoria di quei Caduti, affratellati dall'ideale della lotta di un popolo contro l'invasore".

Ecco quindi i nomi dei Militari dell'Arma caduti alle Fosse Ardeatine e decorati con Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria.

Tenente Colonnello Giovanni Frignani
Tenente Colonnello Manfredi Talamo
Maggiore Ugo De Carolis
Capitano Raffaele Aversa
Tenente Genserico Fontana
Tenente Romeo Rodriguez Pereira
Maresciallo d'alloggio Francesco Pepicelli
Brigadiere Candido Manca
Brigadiere Gerardo Sergi
Corazziere Calcedonio Giordano
Carabiniere Augusto Renzini
Carabiniere Gaetano Forte

Ricordare la Memoria di questi Valorosi, tenendo ben presente il Valore ed i significati tutti del loro Sacrificio, è il miglior tributo che gli Italiani possano rendere a quanti - pur se a vario titolo, anche a prezzo della loro Vita e con sprezzo del pericolo - resero possibile all'Italia il potersi sottrarre con fierezza al giogo del nemico oppressore.


25 APRILE
ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE D'ITALIA

"Valori incancellabili" quelli della Resistenza e del 25 Aprile, come tra l'altro ha giustamente ricordato il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano.
 
Una data-simbolo per gli Italiani, quella del 25 Aprile, fondamentale per i contenuti cui ha dato forma e sostanza: terminava la Seconda Guerra Mondiale, ci si liberava dal giogo della Germania nazista, si esauriva nel sangue la lunga parentesi fascista.
 
Il 21 Aprile di quel lontano 1945 fu liberta Bologna, cui seguirono Genova il 23 Aprile, Torino e Milano il 25  Aprile, Venezia il 28 Aprile, e via via fino al 1° Maggio del 1945, quando tutta l'Italia Settentrionale fu liberata.
 
Il 25 Aprile raccoglie in modo convenzionale tutte queste date, ma soprattutto intende richiamare e ricordare con vigore come alle 8 di quel giorno il Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia-CLNAI proclamò ufficialmente l'insurrezione, la presa di tutti i poteri e la condanna a morte di tutti i gerarchi fascisti.  Ricordiamo che l'esecutivo del CLNAI era allora presieduto da Luigi Longo, Sandro Pertini, Emilio Sereni e Leo Valiani.
 
Questa giornata, questa solenne ricorrenza nazionale, deve condurci a riflettere: specie in questo momento dove le lacerazioni e gli squilibri sono così intensi, non solo in Italia ma - praticamente - in gran parte del Mondo.
 
Gli Italiani devono scoprire nuovamente il significato ed il valore della loro identità unitaria, di Popolo; devono far sentire con energia il loro desiderio di voler vivere dignitosamente, di poter crescere, di poter guardare con fiducia al futuro, di poter costruire in prospettiva il futuro dei propri figli:  anche dimostrando - sempre in modo corretto - il loro dissenso per una sovranità nazionale che appare essere troppo appannata e affievolita da un coacervo di norme che - a livello europeo - l'hanno resa fiacca e sfibrata.

I Padri che ebbero la lungimiranza di fondare quella che doveva poi essere l'odierna Unione Europea, ne avevano permeato spirito e forma in modo sensibilmente diverso: la cronologia storica non è lontana, e basta avere la pazienza di scorrere gli annali dei giornali per rendersi conto che, oggi, c'è qualcosa che non quadra.   Vanno quindi identificati ed applicati i giusti correttivi, prima che sia troppo tardi: non è degno di commento l'atteggiamento di chi pensa di poter governare nell'Europa Unita - più di nome che di fatto - secondo il proprio esclusivo interesse.

25 Aprile, Liberazione, dunque: che sia anche un'occasione per richiamare ai doveri della Pace Universale, allontanando gli spettri di una Guerra devastante che qualcuno - sempre in nome di una visione particolare e fortemente interessata - ci instilla quotidianamente, quasi a voler rendere ineluttabile una possibile decisione di Governi - e quindi di soli uomini, persino di uomini soli - ma non di Popoli. 

Non esistono Guerre giuste, se per "giusto" si vuol far passare l'essere davanti o dietro la bocca da fuoco di un'arma: troppo spesso stabilito da chi quell'arma l'ha venduta.     I Popoli, le genti, devono poter decidere liberamente - e a maggioranza - il proprio futuro: quando tende a materializzarsi il fantasma dello scontro civile, vuol dire che qualcosa non funziona, e che forse c'è chi soffia sul fuoco da una parte e/o dall'altra, nella speranza di trovare facili, utili e interessati complici.

In un Mondo destinato ad un pauroso collasso entro pochi decenni - se non verranno affrontati drastici cambiamenti sociali, ambientali, produttivi - c'è bisogno di tutto, fuorché di Guerre in grado solo di affrettare la più che probabile fine... 

Vediamo quindi di opporci a questo e di operare per un nuovo inizio, non tanto all'insegna di quello che (in molti, persino senza conoscerne)chiamano un "Nuovo Ordine", quanto di quella che a me piace da tempo indicare come una "Nuova Armonia Mondiale", intesa ad eliminare diseguaglianze, squilibri, fame, sprechi e malattie!

E non si prendano in giro i Popoli dicendo che "cambiare" è difficile o persino "impossibile"; quanto sarebbe facile: basterebbe averne la volontà e la determinazione.

Roma, 25 Aprile 2014                                   Giuseppe Bellantonio

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martedì 11 settembre 2012

11 SETTEMBRE 2001 - 11 SETTEMBRE 2012

Ci sono date che, nella Storia dell'Umanità, assumono importanza tale da essere tramandate alle future generazioni.
L'11 Settembre, nella sua negatività, è una di quelle.
L'unica speranza che ci conforta è che tutti possano comprendere - e mai dimenticare - la profonda e non scusabile tragedia che allora ha colpito non solo una Nazione ma il genere umano: il terrorismo non ha confini e nessuno può sentirsi al sicuro, esposto com'è alla barbarie più sanguinaria.
Il pensiero memore va alle vittime di allora ed alle loro famiglie, come pure alle vittime collaterali di quella devastazione.
Gli Uomini di Potere facciano quanto più possibile - ma, soprattutto, si cimentino con ciò che "sembra impossibile" - per far sì che la Pace si affermi in un Mondo troppo martoriato da disparità, disuguaglianze e feroci dittature, fame, mortalità infantile, povertà assoluta.
Dobbiamo contribuire tutti affinchè, quelle ciotole vuote di cibo, non siano riempite da una manciata di proiettili.
Credo che il modo migliore di onorare la memoria dei Caduti, delle Vittime, delle loro Famiglie, sia quello di non rendere vano il loro sacrificio ovvero il loro essere stati sacrificati: poca dev'essere la retorica, molta la costruttività.
Inchiniamo alla loro memoria il nostro capo, ponendo la mano destra sul cuore e rivolgendo loro un memore pensiero: che quelle Vite immolate possano trovare la giusta  contropartita  in altrettante energiche e fiere azioni volte al Bene per il Prossimo.
 
Roma, 11 Settembre 2012
                   Giuseppe Bellantonio