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giovedì 17 ottobre 2013

MASSONERIA E NEGAZIONISMO

In questi giorni, la "Memoria" è stata chiamata nuovamente a confrontarsi con la realtà quotidiana.
Da un lato il ricordo, al cadere del 16 Ottobre, di uno dei giorni più bui vissuti a Roma dalla Comunità Ebraica a causa degli odiosi atti posti in essere dalle gerarchie nazi-fasciste.
Dall'altro, l'aspro contrasto sorto sui funerali chiesti da uno dei criminali (riconosciuti e quindi condannati) di allora: comunque mai pentitosi delle proprie azioni.
Al di là del contendere e della umane passioni, sono i fatti a parlare.
E i fatti non possono essere negati.
Su questa, come su altre posizioni, la Comunione di Piazza del Gesù è stata da sempre in prima linea nel sostenere con chiarezza i propri punti di vista.
Punti di vista che io stesso, nel corso di una intervista dell'Agosto 2005 - nel corso della quale indicavo i "nostri" punti di vista su alcune delle principali tematiche sociali -, volli porre in tutta evidenza, e che qui mi fa piacere riproporre alla cortese attenzione dei Lettori.
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Lotta alla pedofilia, alla prostituzione e a qualunque tipo di droga; sì all’uso attento del nucleare e delle energie alternative, con rapido abbandono del petrolio; sì all’uso ragionato e controllato delle cellule staminali per sostenere fasi critiche della salute dell’uomo; assoluta cautela verso gli equivoci insiti nel concetto di “procreazione assistita”; no all’accanimento terapeutico, ma assistenza continua ai pazienti finchè in loro c’è una scintilla di vita; tassativo no all’aborto quale metodo alternativo di contraccezione, mentre siamo favorevoli allo stesso qualora sia terapeuticamente necessario per la salvaguardia della salute della madre; mobilitazione politico-sociale per lanciare un piano di edilizia abitativa economica tale da consentire un graduale abbattimento dei prezzi delle case aiutando la costituzione di nuovi nuclei familiari; sì a tutte quelle iniziative che aiutino il consolidarsi della Famiglia – intesa nel suo significato classico -, e l’alleggerirsi delle tensioni economiche sulla stessa; maggiore e definitiva valorizzazione del ruolo della donna nella società in genere; potenziamento di un modello scolastico che sia in grado di determinare negli alunni cultura e capacità tecniche; no a quella pseudo-cultura di chi tenta di spacciare la diversità per normalità, schernendo e facendo apparire diversi gli altri: nel contempo rispetto e comprensione per chi è differente da noi e vive tale propria condizione con sofferta dignità; si alla libertà di pensiero, ma mai favorendo il materialismo ateo o agnostico che possa essere; totale sfiducia in chi coltiva vecchi propositi politici di tipo rivoluzionario-populista e demagogico, racchiusi nel cassetto insieme a progetti polverosi e al di fuori dal tempo, specie se tenta ancora di spacciare per buone delle dottrine che hanno perso nettamente il confronto con la storia; no alla c.d. “integrazione” – in quanto esperimento equivoco drammaticamente fallito – mentre siamo ovviamente favorevoli allo sviluppo di una società multietnica, comunque gestita con regole e limiti ben precisi; fraterna condivisione della innegabile tragedia della shoah come pure avversione ad ogni forma di negazionismo di tutti gli eccidi consumatisi in ogni epoca e luogo, e avversione per tutte le forme di violenza specie se sostenute da fiammate di integralismo morale, materiale, religioso.
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Dal 2005 ad oggi, sono trascorsi 8 anni: pochi sotto il profilo temporale, ma un arco di tempo in cui sono maturati moltissimi eventi epocali, con conseguenti ripercussioni sociali e politiche.
Ma le considerazioni allora espresse mantengono inalterato il loro valore.

Roma, 17 Ottobre 2013                           

Giuseppe Bellantonio
Gr. Maestro Emerito
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunione di Piazza del Gesù
                                                             
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Disclaimer 2
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. I commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla privacy, potranno essere rimossi senza che per ciò vi sia l'esigenza di prendere contatto anche preventivo con gli autori. Nel caso in cui in questo blog siano inseriti testi o immagini tratti dal web, ciò avviene considerandoli di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione fosse tutelata da possibili quanto eventuali diritti d'autore, gli interessati sono pregati di comunicarlo via e-mail al recapito giuseppebellantonio@infinito.it al fine di procedere alla opportune rettifiche previa verifica della richiesta stessa. L'autore del blog non è responsabile della gestione dei siti collegati tramite eventuali link né dei loro contenuti, entrambi suscettibili di variazioni nel tempo.
Oltre ciò - specie per le parti informative a contenuto storico e/o divulgativo - i Lettori, ovvero quanti comunque interessati alla materia, che possano ritenere ciò utile e opportuno, potranno suggerire delle correzioni e/o far pervenire qualche proposta. Proposte che saremo lieti di valutare ed elaborare.   
 


sabato 1 dicembre 2012

IN MASSONERIA, NON SEMPRE L'UNIONE FA LA FORZA


Ho modo di leggere - “girovagando” per il web – notizie e notiziole che riaguardano
 
quello che, mese dopo mese, è diventato un universo costellato da astri – ma
 
soprattutto “astrusità” di ogni tipo.

 
Un universo in verità segnato dalle traiettorie di molti “visitatori” che pilotano con fin
 
troppa disinvoltura i propri “vascelli” spaziali, ignorando molte delle norme di
 
“corretta navigazione”, e popolato da specie che hanno il grande pregio di non

sapere o volere comunicare correttamente tra di loro.

 
L'universo cui mi riferisco è quello delle c.d. “Logge di San Giovanni” e le specie
 
coinvolte si riconducono – almeno nel nome – al concetto (si badi bene: “concetto” e
 
non “tradizione”) dei Massoni Antichi, Liberi e Accettati.
 
Confusione, pressapochismo, incertezze e ignoranza dominano il panorama e mi
 
sembra che a poco siano serviti gli indirizzi precisi definiti da autorevoli testi, ancor
 
prima che da me (cfr.: Notiziario Massonico Italiano, in “Massoneria da sfogliare”)

che posso averli solo ricordati nella mia personale azione di divulgazione di

contenuti ed interpretazioni.
 
Contenuti ed interpretazioni che qui richiamo tutti.
 
Mi dispiace molto per quei Fratelli che continuano ad essere richiamati da realtà così
 
poco chiare – sempre nel linguaggio dei contenuti ritualistici e simbolici – e talvolta
 
opposte regole e disposizioni chiare, precise, ineludibili.
 
Così come continua a dispiacermi quando colgo, in comunicazioni pur importanti – in
 
quanto i contenuti sono resi di pubblico dominio -, simboli nei quali non siano
 
ricordate le connotazioni magiche e trascendenti della Libera Muratorìa dei nostri
 
padri, ovvero della Massoneria contemporanea.

 
Vedere raffigurate la squadra ed il compasso che, nel loro incrociarsi, recano al

centro un'orbita desolatamente vuota, che pare essere chiaramente assimilabile a

quella concezione  atea (spesso marcatamente anti-cattolica, piuttosto che non

“laica”) tipica di un modo e di tutto un mondo diverso e concretamente anti-

massonico (in quanto non-massonico), vedere tutto ciò fa male.
 
Un segno dei tempi? Forse.
 
Un declino lento, costante, ineluttabile? Forse.
 
Una imposizione di qualche “vertice” a “basi” ignoranti (nel senso che “non
 
conoscono, e quindi ignorano)? Forse.
 
 
 
Colonne troppo colme di gente debole e utilitaristicamente sottomessa? Forse.
 
Ma allora, dove sta la libertà di soggetti che devono discernere bene e meglio di altri,
 
separano la lana dalla seta?
 
Dove sta il cammino di “crescita” dell'individuo, dell'iniziato?
 
Su quali basi si dipana quel “percorso individuale” che i singoli intraprendono?
 
Colpa di maestri non in grado di insegnare o di maestri non in grado di insegnare
 
correttamente? Responsabilità a monte o - ormai che tutto è noto - a valle, ossia di
 
quanti – pur sapendo che le fonti sono scarsamente potabili – continuano ad
 
abbeverarvisi?

 
Domande né retoriche né accademiche: esiziali per la corretta vita dell'Iniziato e per
 
il giusto, corretto, normale modo di essere Massoni e di vivere la Massoneria nelle

sue forme e tradizioni più nobili ed esemplari.



 
Intanto, la confusione impera: tra sedicenti logge di san giovanni che non operano
 
come in effetti devono operare ed operano le regolari Logge di San Giovanni, tra
 
a.l.a.m.  o  aa.ll.aa.mm. che non hanno le regolari caratteristiche di detto Corpo
 
Azzurro, tra sedicenti massoni che non intendono riferirsi – quantomeno nei simboli:
 
ma sappiamo bene come un unico simbolo possa rappresentare i contenuti di piccole
 
enciclopedie – a quella vocazione rappresentativa del trascendente che invece è
 
correttamente presente nella vita dei Massoni.
 
Mi piacerebbe sapere – ma non vi ambisco - di cosa possano discutere soggetti che
 
abbiano in sé il germe corrosivo di queste carenze e di cosa possano essere

portatori: salvo la diffusione e la motilicazione di errori e travisamenti che nelle

ambizioni personali - spesso inespresse o, peggio, frustrate nel tempo -  hanno il loro

catalizzatore naturale.
 
Gli stessi  errori e travisamenti che sono alla base di quei comportamenti non-

massonici e non-iniziatici – anzi:  anti-massonici e spregiativi del corretto sentire e

dell'opera dell'Iniziato – che poi ci  sono riportati e risproposti dalla stampa nella sua

quotidianità, allorché ci informa del verificarsi di anomalie, deviazioni e  malaffare.


L'augurio è quindi che quanti desiderano realmente apportare nella Massoneria

Italiana  un benefico cambiamento proprio rifacendosi ai concetti ed alle norme che

regolano la vita simbolica e rituale delle Logge di San Giovanni, sappiano tenere

lontani quei soggetti certamente estranei a simili contesti, offrendo un

contributo importante e rivitalizzante. 
 
 
 
Giuseppe Bellantonio
 
 
G.M. Emerito
 
(Gran Loggia Nazionale Italiana - Comunione di Piazza del Gesù)






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domenica 19 agosto 2012

MASSONERIA, SATANISMO, CHIESE, SETTE, SIMBOLISMO, ECC. ECC.

In questi ultimi giorni è stato pubblicato un libricino che tratta, in un unico contesto, di massoneria luciferina, del rapporto massoneria-società e di altro ancora che possa  essere attinente a ciò e - di fondo - alla incompatibilità (espressa, a beneficio di Lettori frettolosi, nei termini tipici di una perenne e indeflettibile "impenetrabilità dei corpi") tra massoneria e cattolicesimo.
Lo scritto, che - purtroppo - non sarà l'ultimo su tale argomento, ha spunti interessanti che sottolineano il pregio dell'Autore, peraltro "soggetto togato" e quindi di per se stesso parte in causa.  Così come lo è chi scrive, solo per la caratteristica di essere stato "iniziato" alla c.d. "Libera Muratorìa".
Anche questa volta, l'Autore indulge nella citazione/ripetizione di argomenti noti e arcinoti, trattati e ri-trattati, partendo sempre da un'unica posizione: quella di confondere la "vera" Massoneria - nei suoi complessivi quanto molteplici aspetti: storici, culturali, sociali, idealistici, filosofici e simbolico-ritualistici - con le peggiori devianze che altri e diversi contesti possono assumere.
Certamente, si potrà obiettare che una cosa è la "teoria" espressa nelle idealità dei principi, ed altro è la pratica.
Ma sono le stesse obiezioni che si potrebbero muovere con disinvoltura o superficialità - che so - anche all'ONU o ad altra nobile istituzione: la giustezza e la profondità della Carta delle NU non evita che vi siano guerre o continue lesioni dei diritti umani o contrasti tra blocchi di interesse. O la critica che tende ad accomunare tutti i commercianti agli illeciti commessi solo da uno o più commercianti: ma non da "tutti".
Si tratta quindi di obiezioni di massima che, per assumere concretezza, obbligano ad entrare nei particolari delle singole realtà. 
Il fatto che tali contesti "deviati" assumano denominazioni/caratteristiche simil-massoniche o che i loro appartenenti scimmiottino procedure simil-massoniche, non significa che si tratti di autentiche formule massoniche nè di autentici Massoni.
Evidentemente, esiste il "male" ed è presente in tutte le forme e le formule che la quotidianità ci prospetta; ma è altrettanto vero che esiste  il "bene", che è prevalente al "male". 
Se dovessimo abbinare la presenza del "male" o del "satanico"o del "luciferino", presenti anche a livello non manifesto,  ci dovremmo affidare a formulazioni che pur nella disamina concettuale avranno il carattere della  generalità piuttosto che non della particolarità.
Perchè, se dovessimo scendere nel particolare, dovremmo prendere tutto l'elenco delle attività del "consorzio umano" nel mondo, tutti i modi con cui tale consorzio si manifesta ed opera specie tramite tutte le forme e le formule aggregative esistenti.
Avremmo un semplice assioma: tutto contiene parti di "male", così come contiene parti di "bene".   Sono i comportamenti dei singoli - e dei singoli quali componenti di aggregati anche molto ampi - a fare la differenza: così che non possiamo dire che la ditta A dove opera o collabora il signor B - pregno di male - sia anch'essa intrisa da insanabile maglignità  o che, per estensione, i colleghi di lavoro del signor B siano anch'essi ricolmi di malvagità.
Non discuto le ricerche fatte dagli Autori di opuscoli, libri e libretti vari; anche perchè non intendo scendere in una polemica senza volto e quindi di scarsa consistenza. 
Trovo però discutibile come venga redatto il contenuto dei loro elaborati, così da costituire una sorta di marchio con il quale bollare di indegnità e malvagità  milioni e milioni di persone nel mondo, e - per estensione - diverse decine di milioni se si accomunino le loro famiglie, ovverosia centinaia di milioni di soggetti se dovessimo computare la complessità dei rapporti che ogni singolo essere umano ha: nel privato, nel lavorativo, nel tempo libero come nella condivisione delle proprie idealità.
Esistono certamente le aggregazioni simil-massoniche, ovvero rifacentesi solo nominativamente o genericamente al massonico, che operano in modo opposto e contrario alle migliori idealità libero-muratorie: e vanno combattute, chiamando il male con il suo nome, definendole per nome e indicando le località dove operino, denunciandone alle Autorità competenti i comportamenti viziati da illeciti e/o illegalità.  
Ma comportamenti similari, ossia all'insegna del "male" - del "cattivo", del "malanimo", della "malvagità" - sono anche in altri comportamenti: dagli illeciti finanziari agli abusi a danno di deboli e svantaggiati, dalla prevaricazione all'appropriazione indebita, dall'abuso della propria posizione alla pedo-pornografia. Comportamenti moltissime volte consumati approfittando dell'autorevolezza di certe posizioni ricoperte ed a dispetto dell' "abito" - nel senso idealistico/ideologico del termine - indossato.  
Codesti pessimi soggetti non devono comunque operare, nè devono recare contagio  alla Massoneria "vera e attenta alle proprie Tradizioni": è giusto che costoro vengano messi in condizione di non nuocere.
Ma avrei piacere che parole di chiarimento su talune posizioni - distinte ma, nell'anno del Signore 2012 del XXI secolo, affatto conflittuali: sempreché depurate dalle incrostazioni di mal digerite contrapposizioni, che la Storia ci tramanda specie circa il modo di esercitare il "potere" - pervenissero anche da eminenti Massoni che pur rivestono o hanno rivestito incarichi imortanti.     Rimuovendo, nel far ciò, pompose parole tipo "regolarità": trovo corretto reputare "regolari" tutti quei Fratelli che operino nel rispetto delle norme di base - anche ritualistiche - base previste internazionalmente, con sincero spirito iniziatico non corrotto da interessi e/o ambizioni personali (quindi, per una crescita interiore basata su studi, approfondimenti e confronti), in modo trasparente e quindi sempre verificabile e - infine - nel pieno ed incondizionato rispetto delle Leggi della Repubblica Italiana e delle Istituzioni legittimate a rappresentare la nostra Patria.  
Tutto ciò che si muove al di fuori di questo recito è "irregolare" (e lo può comunque essere anche nel più "regolare" - almeno in apparenza - dei contesti) e può scadere e degenerare, se non controllato dalle Autorità e denunciato "in primis"  proprio da quei Massoni che operano correttamente. 
E' ora di finirla, una volta per tutte, di  bollare - genericamente e in maniera qualunquista, barbara - tutti i Massoni come dei "senza Dio" o "eretici" o "settari" o "incappucciati" o "mangia-bambini" o "stregoni e alchimisti" o "delinquenti, intrallazzatori e approfittatori"!  Salvo, per chi muove queste critiche cieche e carenti di preparazione, l'incorrere nello stesso oggetto delle loro censure: essere "settari" contro la Massoneria - in generale - ed i Massoni (e le loro famiglie) - in particolare -.
Mi piacerebbe poi che gli illustri Autori di queste guide (mai camminare con il naso all'insù, in ogni caso: occhio alle buche!), opuscoli o libri, dal momento che scendono in campo per trattare aspetti così delicati di un tema più ampio, non si limitassero alla citazione dei lavori di altri Autori - una sorta di copia-incolla, dove la trama ispirativa è travisata a favore delle possibili posizioni aprioristiche dei copianti, i quali, da cento pagine, traggono le righe a loro utili -, ma trattassero in modo esplicito di cose da loro toccate con mano, vissute, indicando dati, fatti, indirizzi, nomi e cognomi e l'identificazione, incluso il dove e quando,  delle eventuali nefandezze compiute dai soggetti e di chi ne possa essere stato testimone fisico.
Scrivere sempre "di sponda", aggregando con sapiente abilità i "de relato" generici o i lavori di altri Autori o quantaltro, è facile: esistono software specifici o penne-a-tassametro pronte ad essere mobilitate per cause (quasi) giuste.
E' mio parere che sia giunta l'ora di scrivere correttamente di cosa sia la Massoneria delle Tradizioni - e come opera chi la vive -, cosa sia la Massoneria moderna - quella nata nel 1717, per intenderci - ed in cosa si differenzi da quella delle Tradizioni, cosa si intende correttamente per "esoterismo", che valore abbiano i "simboli" (ma anche chi ne usi nel mondo, anzi - si fa prima - ad indicare chi "non" li utilizza), e quantaltro.
Non so se il Buon Dio mi darà la gioia di leggerne, di queste corrette produzioni letterarie.
Diversamente, sono certo che negli anni futuri altri potranno leggerne.
Salvo i "tempi" dell'attesa: per riconoscere i torti subiti,  Galileo Galilei ha dovuto attendere che trascorressero più di 400 anni; può darsi che per la Massoneria possano occorrerne di più.
Non saprei: ma la mia personale concezione del Tempo è molto relativa, poichè per me passato-presente-futuro sono aspetti di un'unica realtà.
Sempre e comunque illuminata da Dio.
Giuseppe Bellantonio
Gran Maestro  Em.
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunionedi Piazza del Gesù
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