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lunedì 18 novembre 2019

MATERA: QUANDO L'INFORMAZIONE ZOPPICA PUÒ' DIVENTARE SOLO PROPAGANDA




Roma, 17 Novembre 2019
Autore: Giuseppe Bellantonio
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 Matera, capitale europea della Cultura, per il 2019 -  il 9 c.m., nel corso della manifestazione 'Una Notte per l'Europa', ha avuto luogo un incontro indetto dalla GRAN LOGGIA D'ITALIA DEGLI ANTICHI LIBERI ACCETTATI MURATORI - Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi - nel cui contesto ha preso la parola anche il giornalista Paolo Mieli, il cui intervento è stato etichettato quale lectio magistralis, peraltro ripreso dall'emittente televisiva RAI3-Regione Basilicata
Orbene, è opportuno chiarire, poiché non tutti sanno. Una lectio magistralis - per propria intrinseca natura - è una lezione di significativa rilevanza e alto profilo tecnico, tenuta da un personaggio dotato di notevoli competenze in particolare sul tema trattato; difatti, che lezione sarebbe se i discenti dovessero apprendere dal docente di turno concetti non in linea con le tematiche oggetto dell'intervento stesso, o persino erronei riferimenti storici e temporali?
Dobbiamo anche intenderci sulla figura dello 'storico':  è colui che nel suo agire ha per oggetto e fine la storia, intesa come ricerca, descrizione e interpretazione di fatti che hanno una linea comune di sviluppo nel tempo (opera s.; narrazione s.studî s.ricerche s.trattazione s.notizie s.cenni s.letture s. Nella sua attività costui ne tratta, ne scrive anche attraverso  saggi o brani di critica storica, utilizzati specialmente nell'insegnamento a sussidio del libro di storia). L'opera dello 'storico' costituisce quindi un sussidio - per qualità dei contenuti, spesso inediti - e si incardina su tutta una serie di attività (che fanno riferimento a un vero e proprio metodo)  su ciò che già possa esistere: un metodo costituito da indagini, ricostruzioni, approfondimenti, interpretazioni coerenti di fatti e circostanze, con indubbie implicazioni in diverse altre discipline. Ma per 'fare' materialmente dette indagine e per far si che queste avvengano con serietà, occorre agire in profondità, attingendo ai documenti ma ancor più alle fonti; senza apriorismi, con obiettività, con giusto senso critico, senza dare per scontato delle verità precostituite.
Insomma, è evidente che non possa definirsi 'storico' chi si abbeveri solo a una fonte, o chi possa ripetere - senza averla prima verificata - una notizia, una storia: che così diventa 'storiella' soggetta a critiche.
Fin qui la cronaca spicciola e qualche mio commento 'letterario.grammaticale', sicuramente superfluo. 
Ma vi è di più, e non lo ritengo superfluo, poiché ciò che scrivo è sostenuto da documenti - ed è quindi certo - ed è nell'interesse dei moltissimi Fratelli che nell'attuale Massoneria Italiana 'ignorino' o si abbeverino a 'fonti inquinate'. Quanto qui contenuto, invece, sarà forse fonte di preoccupazione per coloro che - attraverso affabulazioni e/o coreografie varie - possano intendere ovvero possano prestarsi a far credere cose non vere - quindi non reali, ossia irreali -; cose errate che qui si intendono ristabilire quali VERITÀ' STORICHE e DOCUMENTATEnon certo artefatte né rimodellate 'pro domo '.
1) La GRAN LOGGIA D'ITALIA DEGLI ANTICHI LIBERI ACCETTATI MURATORI - Obbedienza di Piazza del Gesù - Palazzo Vitelleschi (dal nome delle propria Sede in Roma), è nata negli anni '60 del 1900. Per l'esattezza, in data 4 Maggio 1962Giovanni Ghinazzi, Riccardo GranataAnton Gino Domeneghini e altri - al termine di un regolare processo massonico basato su più documenti d'accusa - vennero espulsi con ignominia, a seguito di tradimento, dalla SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE ITALIANA DEGLI ANTICHI LIBERI ACCETTATI MASSONI- COMUNIONE DI PIAZZA DEL GESÙ sedente a Piazza del Gesù 47, in Roma. In sede processuale interna, venne anche accertato che mentre era ancora attivo nella COMUNIONE DI PIAZZA DEL GESU'Giovanni Ghinazzi e altri avevano già costituito altra e diversa associazione per proseguire nel proprio disegno qualora il colpo di mano interno non fosse riuscito. Tale altra e diversa associazione scimmiottava spudoratamente, riprendendolo pressoché in toto, il titolo distintivo - il nome, per capirci -  della Comunione di cui costoro avevano tentato di impossessarsi con un colpo di mano e indubbie complicità interne. Quindi, la nuova e diversa realtà costituita allora dal Ghinazzi, e che tenne la propria prima Grande Assemblea il 24 Giugno 1962NON  ha mai avuto alcuna attinenza storica, documentale, iniziatica e ritualistica con la regolare e unica COMUNIONE DI PIAZZA DEL GESÙ.
Quindi, il citato contesto NON ha un secolo di vita, NON ha compiuto alcun centenario, né  tanto meno è ultra-centenario: 2019 meno 1962, in aritmetica fa solo 57: 57 anni è quindi la corretta età della GRAN LOGGIA D'ITALIA DEGLI ANTICHI LIBERI ACCETTATI MURATORI - Obbedienza di Piazza del Gesù - Palazzo Vitelleschi. 
Il contesto che ruotava intorno al Ghinazzi  NON  ha mai avuto - né ha, né mai potrà averne - alcun legame di causa-effetto per cui possa ricondursi - nientemeno! - a Saverio Fera od a Placido Martini o ad altre luminose Figure del passato e della Storia della Massoneria Italiana - in generale - e della Massoneria di Piazza del Gesù - in particolare -; come pure NULLA ha a che vedere con la storica scissione avvenuta nel 1908 e che allora segnò la divisione tra feriani e balloriani
E ancora: NULLA c'entra con il GRANDE ORIENTE sorto nel 1805. 
NULLA c'entra con i fatti storici e massonici intercorsi tra il 1805 e il 1908, e dal 1908 ad oggi.. 
NULLA ha a che vedere con la GRAN LOGGIA D'ITALIA, già attiva alle dipendenze del Supremo Consiglio e quindi della Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato. anche se forse taluno - con disinvolte abbreviazioni - possa indulgere alla tentazione di confondere, ricondursi e quindi accreditarsi solo citandola. Sia ben chiaro: la GRAN LOGGIA D'ITALIA DEGLI ANTICHI LIBERI ACCETTATI MURATORI di Palazzo Vitelleschi è cosa altra, diversa e distinta della GRAN LOGGIA D'ITALIA tout court.
2) Gli ALAM (anche se trattandosi di un plurale, l'esatta abbreviazione è AA.LL.AA.MM.) ossia gli ANTICHI LIBERI ED ACCETTATI MASSONI della SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE ITALIANA della COMUNIONE DI PIAZZA DEL GESÙ, erano e sono cosa ben diversa dagli ALAM - ANTICHI LIBERI ACCETTATI MURATORI di Palazzo Vitelleschi. Certamente gli AA.LL.AA.MM. NON  videro la luce con il Ghinazzi nel 1962: così che costoro non possono certo appropriarsi della nascita/costituzione/adozione d una realtà non loro. 
3) L'inserimento della componente femminile nella Massoneria Italiana, che il Sig. Mieli fa risalire a 50/55 anni or sono (quindi, tra il 1964 ed il 1969) per illuminata volontà di Palazzo Vitelleschi, ha invero altri padri nobili e altre date di riferimento: tanto il giornalista che lo storico rimarrebbero sorpresi nell'indagare a fondo! La SERENISSIMA GRAN LOGGIA NAZIONALE ITALIANA della COMUNIONE DI PIAZZA DEL GESÙ dalla quale venne espulso il Ghinazzi, aveva già al proprio interno più Logge femminili di adozione: Senza citare altre date, si ricorda che nel  1956 la COMUNIONE DI PIAZZA DEL GESÙ diede energica enfasi e rinnovato vigore alla componente iniziatica femminile. Sempre seduta al proprio  fianco con pari dignità. 
4) Per il Sig. Mieli la nascita della Massoneria risalirebbe a 1000 anni fa (ossia ca. all'anno 1000, epoca del Basso Medioevo e per estensione momento di grande dinamismo di corporazioni medievali e gilde: corporazioni nate nell'82 d.C. in Inghilterra - costruttori -, e nel 680 d.C. in Francia). . NON è così: se è vero che la c.d. MASSONERIA MODERNA ebbe origine in Inghilterra nel 1717 -1720 (ossia ca. 300 anni or sono) è altrettanto vero che prima dei quella data era attiva una diversa forma di Massoneria - operativa piuttosto che non speculativa, e quindi vera e propria MURATORIA - più scrupolosa e rispettosa  delle antiche origini e quindi di per sé ben riconducibile all'originaria Tradizione. Ricondursi in modo limitativo 'solo' all'anno 1000 è inesplicabile, e non calza con la vera Storia della Massoneria. Una mini-cronologia ci riconduce al 950 a.C. (costruzione del Tempio di Salomone); al 714 a.C. (Collegia Fabrorum romani); al 75 d.C. (Vitruvio con i suoi volumi sull'Architettura); al 643 d.C: (Editto di Rotario, Magistri Comacini: precursori italici della Massoneria speculativa), al 1259 d.C. (Bonaventura, Itinerarium in Mentis Deum, ritenuto a ragione una sorta di rituale mistico-operativo, per molti versi precursore)... solo per citarne in minima parte. 
5) E' quantomeno strano dover apprendere che c'è chi sostenga essere difficile, se non molto difficile, ricostruire la presenza e la Storia della Massoneria Italiana nelle fasi del fascismo e successive alla caduta del regime stesso. Se non una sorta di buco nero, viene evidenziata una sorta di intensa opacità. Un sommesso suggerimento: forse altre e diverse consultazioni di testi e documenti, anche presso gli Archivi di Stato, potrebbero agevolare quantomeno il diradarsi e quindi l'attenuarsi delle intense foschie.
6) Le indagini della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Loggia P2-Propaganda 2, coinvolsero tutte le principali Famiglie massoniche operanti in Italia: gli inquirenti volevano accertare irregolarità, illeciti e trasversalismi, individuando sopratutto Logge o gruppi 'coperti', 'segreti' o 'all'orecchio'. A prescindere dal buon gusto o meno di citare ciò, riferendosi implicitamente al Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, se si vuole fare un riferimento obiettivo al contesto di allora, occorre precisare che in quel momento tutti ne vennero coinvolti, pur con esiti diversi delle indagini. Anche la GRAN LOGGIA D'ITALIA DEGLI ANTICHI LIBERI ACCETTATI MURATORI - Obbedienza di Piazza del Gesù - Palazzo Vitelleschi di Ghinazzi venne coinvolta, e non in modo leggero: le cronache dell'epoca e gli Atti della Commissione fanno giustizia di ipotesi e chiacchiere. Vero è che il Ghinazzi visse allora momenti molto seri durante i lunghi interrogatori degli inquirenti. Quindi anche la GLDI di Palazzo Vitelleschi non fu indenne dai travagliati momenti di allora. Solo per la cronaca: la Commissione Parlamentare d’Inchiesta, presieduta da Tina Anselmi, giudicò la P2 una vera e propria organizzazione criminale che mirava ad “assumere segretamente il controllo della vita pubblica italiana, svuotandone la democrazia”. Tra gli innumerevoli interventi, anche quello che il Sig. Mieli ebbe ad esprimere al riguardo (4-5-2017)   "fu indubbiamente nociva al Paesema sarebbe iniquo incolparla di ogni sventura nazionale, caso Moro e brigatismo rosso compresi".
7) Il Ghinazzi (cfr. punti 1 e 2) e altri con lui ai vertici del loro sodalizio, fin da subito tentarono di appropriarsi illecitamente del nome dell'ente dal quale erano stati espulsi. Vuoi utilizzando l'indicazione SERENISSIMA il toponimo PIAZZA DEL GESÙ, vuoi utilizzando l'indicazione DISCENDENZA DI PIAZZA DEL GESÙ, vuoi utilizzando COMUNIONE DI PIAZZA DEL GESÙ. Nonostante gli innumerevoli tentativi di far recedere il Ghinazzi ed i suoi da tale abuso (all'epoca, il ricorso all'Autorità 'profana' veniva scrupolosamente evitato: la regola aurea era che 'i panni sporchi si lavano in famiglia'), non ci fu niente da fare. Fu così che il Sovrano Piero Piacentini, nell'interesse della Comunione di Piazza del Gesù, il 29 Gennaio 1965 formulò espresso atto di intimazione, diffida e messa in mora nei confronti del Ghinazzi, e - proseguendo imperterrita l'azione del Ghinazzi -  richiedendo poi al Tribunale di Roma di pronunciarsi. Il 18 Giugno 1967 il Tribunale di Roma diffidò il Ghinazzi dal proseguire nella sua disinvolta opera, inibendogli tra gli altri l'utilizzo dei termini SERENISSIMA, PIAZZA DEL GESÙ, COMUNIONE DI PIAZZA DEL GESÙ, DISCENDENZA DI PIAZZA DEL GESÙ. (riconoscendoli prerogativa esclusiva della controparte). Quel che venne concesso e quindi autorizzato dal Tribunale lo si può leggere nell'attuale carta intestata del sodalizio fondato dal Ghinazzi.  Ancora nel 1974, a margine della fallita unificazione della Comunione di Piazza del Gesù con il GOI di Palazzo Giustiniani, il Ghinazzi tentò invano di inserirsi nuovamente in tale discorso.
8) L'esternazione del Sig. Paolo Mieli  rivolta pubblicamente non solo ai presenti ma al sodalizio tutto della GRAN LOGGIA D'ITALIA DEGLI ANTICHI LIBERI ACCETTATI MURATORI - Obbedienza di Piazza del Gesù - Palazzo Vitelleschi "... siete la parte migliore della Storia... questa e' la massoneria buona quella che non ebbe a che fare con la P2 e che ha una lunga tradizione di trasparenza...." appartiene solo al giornalista-scrittore e ai suoi convincimenti, anche se questi possano essere opposti ad una realtà oggettiva. Ma tant'é L'assunto avrebbe potuto essere minimamente giustificabile - a volte i conferenzieri amano 'caricare' la platea con contenuti più forti - se sviluppato solo all'interno della sala ove si teneva la manifestazione. Ma l'esternazione del Sig. Mieli  è divenuta sconcertante, stonata e urticante quando tale assunto è uscito all'esterno e quindi diffuso pubblicamente, persino etichettato e quindi fatto proprio e diffuso dalla GLDI di Palazzo Vitelleschi.  Che si tratti di Massoneria 'buona' è un'idea tutta personale del Sig. Mieli? Ha lui dati oggettivi - massonici, di cronaca o altro - per basare il suo ragionamento, le sue parole? Quali sono questi dati? La sua è o non è un'idea personale? Nel secondo caso indichi chi possa avergliela suggerita! Tanto Lui  che chi possa aver ripreso le di lui parole - facendone citazione più utile alla  propaganda che a rinsaldare i cuori - hanno offeso gratuitamente e pesantemente tutti i Massoni Italiani: una disdicevole graduatoria - quella dei 'buoni' e dei 'cattivi' - discriminante e lesiva, oltre che di cattivo gusto.
E' poi difficile ritenere che l'intervento sopra riportato non sia strettamente correlato con l'altro: “Sappiate che l’attenzione che un mondo esterno a voi vi da è un’attenzione in crescita. Non siete soli. Non sentitevi soli perché, senza volervi fare da scudo a priori, se ci saranno delle cose che non andranno, le persone come noi, lo diranno. Tutto quello che avete passato in questi anni non ci è stato indifferente, lo abbiamo notato, ne abbiamo preso nota, lo abbiamo scritto ... e lavoreremo tutti nel mondo dell’informazione perché non accada mai più”. Cosa significano queste parole? Il Sig. Mieli vuol farsi portavoce del mondo dell'informazione, o intende influirvi, mobilitandolo per alleviare le presunte 'pene' dei destinatari delle sue parole? Sarebbe interessante avere una risposta a questi quesiti con un gradito elenco del tipo di 'pene' o 'sofferenze' che si vorrebbe alleviare a questi 'buoni' soggetti, come sarebbe gradito conoscere come il Sig. Mieli pensi di poter influire benevolmente sull'informazione.
Che il Sig. Mieli abbia voluto sdoganare in modo salvifico  la GLDI dalle citazioni della stessa in altre situazioni, in altre città, in altre regioni? Una sorta di nèmeṡi storica? 
Chissà, solo lui potrebbe chiarire il proprio pensiero: che è sempre il pensiero di uno studioso illustre e affermato ma non necessariamente il pensiero di altri. 

In ogni caso, nella serata di Matera la Massoneria Italiana ed i Massoni Italiani sono stati disinvoltamente svillaneggiati per essere trasformati in un qualcosa - che non c'entra niente con la 'vera e autentica' Massoneria.
Non può quindi destare meraviglia se nel generale contesto proprio certi atteggiamenti, certi comportamenti, certi richiami, possano stimolare e aizzare  ondivaghe tifoserie sorrette da propositi vendicativi piuttosto che non animate da presupposti costruttivi. Per edificare Templi alla Virtù... recitavano e recitano i nostri testi, e per rafforzare Ideali e Tradizioni. 
Ma attualmente il clamore delle tifoserie (e nient'altro di consistente...) supera il sommesso brusio degli Operai; lo sbracciarsi e sbraitare sguaiato dei capipopolo stordisce chi, nell'ordine, possa intendere 'crescere' e 'svilupparsi', confuso dal proliferare di gruppi e gruppuscoli  e di nomi e nomignoli di famigliole che sarà difficile svezzare. Se continua così, venendo meno le risorse da cui attingere nel continuo copi-incolla, verranno alle mani per definirsi "discendenza della discendenza di un'obbedienza" o ricondursi a una qualche supposta forma di Tradizione.
Già: altro punto dolente (ma fa anche ridere...): sta sorgendo la 'moda' di chi si intende definire come attivo secondo una certa 'tradizione'. Costoro sarebbero  in grado di esibire un attestato di chi a tale 'tradizione'  sia direttamente riconducibile? E questo attestato sarebbe 'sine die' od a termine? Cosa seria la Tradizione, e cosa serissima è indicare che la si segua senza spiegare come.
Come vedete, come può ben vedere chi la Massoneria la ami e la pratichi correttamente, vivendola nell'unico modo possibile, mentre chi scrive auspica e inneggia da tempo all'UOMO NUOVO, il vecchio ci opprime e ci toglie l'aria, preferendo spesso incensarsi e autocelebrarsi.
Aria nuova, dunque... spalancate le finestre... non smarritevi e non fatevi menare per il naso da chi vi possa vedere solo come 'teste paganti', utili solo a mantenere baracche e burattini.
Contribuite lavorando intensamente, confrontandovi con lealtà e apertura mentale: non aspettate che qualcuno faccia il compitino per poi leggerlo e plaudire estasiati: siamo colmi di note trite e ritrite su questo o quel pur illustre personaggio; c'è desiderio, forte desiderio, di novità, di cose nuove e diverse.
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martedì 13 maggio 2014

SU "IL SUSSIDIARIO" INTERVISTA ALLO SCRITTORE ALDO A. MOLA

    
     Sul sito de "Il Sussidiario" - www.ilsussidiario.net - è pubblicata un'interessante intervista rilasciata dallo scrittore Aldo A. Mola, noto studioso e storico della Massoneria contemporanea - in generale - e di quella italiana in particolare.
 
      Nello scritto - che consta di due parti, di cui la prima va sotto il titolo "P2/Mola: la Massoneria in Italia? Ci ha salvati dai carri armati russi" - l'intervistatore pone ad Aldo A. Mola una serie di domande alle quali lo scrittore offre risposte semplici e dirette, confortate - pur nella sinteticità della circostanza e quindi nell'angustia degli spazi disponibili - da elementi storicamente certi e pertanto non confutabili da terzi se non con altrettanti elementi concreti, peraltro da formulare in modo certo e sostanziale come pure con il richiamo alle possibili fonti storiche.   
 
      L'invito ai Gent.mi Lettori del mio blog interessanti ad approfondire tale tipo di tematiche, è quello di indirizzarsi sulle pagine de "Il Sussidiario" per leggere la prima e la successiva seconda parte dell'intervista, alla quale - in data odierna - ho formulato un mio commento (che qui riporto, ma che è altrettanto visibile in calce all'articolo in questione, sul citato sito).

Roma, 13 Maggio 2014                                         Giuseppe Bellantonio

---------------------- (inizio del commento pubblicato)
 

L'intervento di Mola, attento studioso e storico della Massoneria contemporanea, è puntuale e basato su elementi certi; va peraltro a confermare indirettamente le posizioni chiaramente assunte - in modo purtroppo disomogeneo, nella complessità - da molte componenti massoniche italiane.
Va quindi sempre lodato chi si assuma la costanza di sostenere storicità peraltro accertate. Chiunque voglia contestarle si dovrà sobbarcare l'onere di confutarle per fatti, con elementi altrettanto certi: con i si dice, con le chiacchiere, non si va lontano. Salvo alimentare il chiacchiericcio strumentale di quanti hanno sempre bisogno di sostenere tesi complottiste o la figura/presenza di un qualche "satana".
C'è da dire, così come sostengo da molto tempo, che "questa" Massoneria - ossia quella "contemporanea" nata agli inizi del 1700 - è lontana dalle pregresse, antiche, Tradizioni. Operatività e spiritualità di norma possono convivere: ma nel nostro caso le Tradizioni vengono accarezzate, spolverate, coccolate, ma non praticate.
Non posso condividere il commento del Lettore Amitrano: la Massoneria non è una religione, né scimmiotta formule religiose o politiche; chi lo fa, adopera l'insegna "massoneria" per porre in atto azioni molto soggettive, mercantili e utilitaristiche e affatto massoniche. Almeno, nel senso del rispetto delle più autentiche e genuine Tradizioni.
La Massoneria, quale elemento equilibratore e quindi né sovversivo né eversivo, è culturalmente nella e con la Società.

--------------------------- (fine del commento)

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giovedì 17 ottobre 2013

MASSONERIA E NEGAZIONISMO

In questi giorni, la "Memoria" è stata chiamata nuovamente a confrontarsi con la realtà quotidiana.
Da un lato il ricordo, al cadere del 16 Ottobre, di uno dei giorni più bui vissuti a Roma dalla Comunità Ebraica a causa degli odiosi atti posti in essere dalle gerarchie nazi-fasciste.
Dall'altro, l'aspro contrasto sorto sui funerali chiesti da uno dei criminali (riconosciuti e quindi condannati) di allora: comunque mai pentitosi delle proprie azioni.
Al di là del contendere e della umane passioni, sono i fatti a parlare.
E i fatti non possono essere negati.
Su questa, come su altre posizioni, la Comunione di Piazza del Gesù è stata da sempre in prima linea nel sostenere con chiarezza i propri punti di vista.
Punti di vista che io stesso, nel corso di una intervista dell'Agosto 2005 - nel corso della quale indicavo i "nostri" punti di vista su alcune delle principali tematiche sociali -, volli porre in tutta evidenza, e che qui mi fa piacere riproporre alla cortese attenzione dei Lettori.
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Lotta alla pedofilia, alla prostituzione e a qualunque tipo di droga; sì all’uso attento del nucleare e delle energie alternative, con rapido abbandono del petrolio; sì all’uso ragionato e controllato delle cellule staminali per sostenere fasi critiche della salute dell’uomo; assoluta cautela verso gli equivoci insiti nel concetto di “procreazione assistita”; no all’accanimento terapeutico, ma assistenza continua ai pazienti finchè in loro c’è una scintilla di vita; tassativo no all’aborto quale metodo alternativo di contraccezione, mentre siamo favorevoli allo stesso qualora sia terapeuticamente necessario per la salvaguardia della salute della madre; mobilitazione politico-sociale per lanciare un piano di edilizia abitativa economica tale da consentire un graduale abbattimento dei prezzi delle case aiutando la costituzione di nuovi nuclei familiari; sì a tutte quelle iniziative che aiutino il consolidarsi della Famiglia – intesa nel suo significato classico -, e l’alleggerirsi delle tensioni economiche sulla stessa; maggiore e definitiva valorizzazione del ruolo della donna nella società in genere; potenziamento di un modello scolastico che sia in grado di determinare negli alunni cultura e capacità tecniche; no a quella pseudo-cultura di chi tenta di spacciare la diversità per normalità, schernendo e facendo apparire diversi gli altri: nel contempo rispetto e comprensione per chi è differente da noi e vive tale propria condizione con sofferta dignità; si alla libertà di pensiero, ma mai favorendo il materialismo ateo o agnostico che possa essere; totale sfiducia in chi coltiva vecchi propositi politici di tipo rivoluzionario-populista e demagogico, racchiusi nel cassetto insieme a progetti polverosi e al di fuori dal tempo, specie se tenta ancora di spacciare per buone delle dottrine che hanno perso nettamente il confronto con la storia; no alla c.d. “integrazione” – in quanto esperimento equivoco drammaticamente fallito – mentre siamo ovviamente favorevoli allo sviluppo di una società multietnica, comunque gestita con regole e limiti ben precisi; fraterna condivisione della innegabile tragedia della shoah come pure avversione ad ogni forma di negazionismo di tutti gli eccidi consumatisi in ogni epoca e luogo, e avversione per tutte le forme di violenza specie se sostenute da fiammate di integralismo morale, materiale, religioso.
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Dal 2005 ad oggi, sono trascorsi 8 anni: pochi sotto il profilo temporale, ma un arco di tempo in cui sono maturati moltissimi eventi epocali, con conseguenti ripercussioni sociali e politiche.
Ma le considerazioni allora espresse mantengono inalterato il loro valore.

Roma, 17 Ottobre 2013                           

Giuseppe Bellantonio
Gr. Maestro Emerito
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunione di Piazza del Gesù
                                                             
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