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venerdì 18 dicembre 2015

PAROLE, PAROLE, PAROLE...


         Come molti già sanno, spesso tratto taluni temi facendo trascorrere qualche tempo dal loro manifestarsi.
 
            E’ un modo per frapporre del distacco anche temporale che possa agevolare il sedimentarsi delle emotività e quindi l’acquietarsi delle sensibilità più evidenti; ma è anche una interposizione utile a leggere meglio tra le righe degli avvenimenti.

            Qualche tempo fa trovò spazio nelle cronache l’iniziativa di un non meglio esplicitato gruppo di comunità massoniche che evidenziavano, rendendolo pubblico, un loro pronunciamento/appello inteso a favorire l’integrazione in terra italiana, ovvero, europea, dei migranti.

            I connotati non chiari di tale ‘appello’ (mi spiego meglio: fare un appello, sta per  esprimere dei concetti attraverso delle parole relativamente ad un argomento, al fine di   suscitare altrui curiosità, attenzione e/o sensibilizzazione e/o condivisione e/o mobilitazione, presuppone di avere delle precise cognizioni in merito, circa le quali si ha una decorosa conoscenza ed quindi padronanza ), mi hanno ricondotto ad una povertà di idee, ossia ad una certa qual opacità concettuale, e quindi al volersi proporre in veste pubblica e pubblicitaria con enunciati ad effetto ma in realtà di scarsissima qualità intrinseca, dietro ai quali non vi è il presidio di alcuna vera conoscenza.

            Chi propone non deve solo utilizzare frasi ad effetto, ma deve anche saper/poter far conoscere cosa e come intenda dare un contributo al riguardo, ovvero quali proposte concrete, quale supporto, ritenga di offrire all’altrui azione.  Oltre tutto, siffatti tipi di pronunciamento/appello  – per contenuti o forma, volutamente o meno – hanno connotazioni politiche che divengono persino religiose qualora si possa far cenno a posizioni similari assunte da un ente o da una istituzione religiosa.

            Diverso sarebbe stato se tali contesti massonici avessero posto l’accento su valori fondanti a loro più consoni: quali la solidarietà, la beneficenza, l’amore per il prossimo, l’affratellamento delle genti e dei popoli.

            Proprio la pubblica presa d’atto che l’attuale modo di ’fare’ massoneria – da parte di taluno o di tal’altro, in Italia, anche se non da parte di tutte le componenti - è palesemente anomalo e atipico, con incursioni nel mondo degli affari, del ‘potere’ più o meno palese, nel mondo del malaffare e nella politica, espone all’aspra censura di forze religiose che condannano – comunque, generalizzando – una massoneria piccina, troppo impegnata proprio in questo genere di pratiche.

            E in definitiva troppo lontano dagli ideali della libera muratorìa delle Tradizioni,  certamente anteriori al 1700.

            Lo stesso mio commento si attanaglia ad altra notizia di qualche tempo fa che ‘pubblicizzava’ un qualche strano mixage tra massoneria e idee/sentimenti religiosi, poiché dava la netta impressione di voler coagulare una qualche non meglio definita schiera iniziatica attorno ad idee e proposizioni di netta marca religiosa e guarda caso prossime (anzi, quasi ‘copiate’…) a quelle espresse da parte cattolica.   Quasi un tentativo di voler captare la benevolenza – a prescindere – di un qualche ambiente.  Manovre e manovrette: forse schiette, autentiche, trasparenti; forse furbette o furbastre o fatte da furbacchioni.  

            Altra nota particolare ha rivestito un convegno tenutosi nell’area di Pescara, enfatizzato nei confronti dei media con la sottolineatura di particolari e significative presenze, quali quella di un soggetto riconducibile alle istituzioni governative di intelligence di un grande stato.  Un modo, questo, che forse intendeva sottolineare l’importanza dell’evento (guardate: vengono da lontano per vederci, per ammirarci, per sostenerci); o forse intendeva accreditarsi di un presunto sostegno (guardate: la presenza del tizio, è significativa rappresentando un segno di quanto guardino a noi gli americani); o forse intendeva essere di rafforzamento all’etablissement del gruppo (guardate: vedete quanto siamo forti…non potete fare a meno di vedere in noi il meglio… Amate il mare? Arruolatevi qui, in marina!)
 
            A seguire, uno screzio  - concettuale oltre che dialettico – tra un alto prelato della Chiesa Cattolica e il rappresentante di un (numericamente) grande gruppo massonico italiano: soggetto, quest’ultimo, che – ritenendo, a torto o a ragione,  offesi e colpevolizzati tutti i massoni italiani, di cui si è fatto peraltro portavoce – ha contestato l’altrui religioso, autorevole, intervento.

            Premesso, che, forse contrariamente ad altri, non ritengo di avere un particolare viatico che mi consenta o imponga di parlare a nome di ‘tutti’ i massoni italiani ovvero di poterli rappresentare, facendomene portavoce, non mi interessa fare polemiche o di innescarne.  Quindi, parlerò tanto a titolo personale che da studioso della storia e della fenomenologia libero-muratoria: comunque tenendo in buona evidenza alcuni punti essenziali, anzi esiziali.

1)    Il mondo iniziatico in generale e quello massonico in particolare, hanno linguaggi particolarissimi che includono elementi legati alla Storia, alle Tradizioni, alle Conoscenze Sapienziali, alle Norme ed alle Regole: tutti questi, non possono essere sconosciuti a chi si prefigga di operare nel contesto.  Diversamente, le parole adoperate, le motivazioni concepite, le esternazioni proposte, avranno solo il sapore della mera apparenza e mai il valore della sostanza.  Potranno essere motivi pubblicitari… e di leader di rappresentanza…

2)    Il respiro laico assunta dalla massoneria moderna nata nel 1700, si è via via trasformato sfociando oggi in una società ormai fortemente secolarizzata e scettica, radicalizzandosi in un esasperato laicismo caratterizzato da un malevolo, quanto aperto, anticlericalismo: che sempre più frequentemente assume i connotati – anomali - di un attacco alla Chiesa Cattolica.

3)    Quanto sopra è opposto alle vere Tradizioni della libera-muratorìa, ed è divenuta una vera e propria nettissima devianza dagli Antichi e Nobili Ideali.

4)    L’Illuminismo ha esaurito la sua spinta propulsiva, e non può essere adottato come paradigma da applicare in parti del Mondo che abbiano avuto radicamenti storici, sociali, religiosi, idealistici, diversi. Così come è vero che esistono valori ormai inalienabili per gran parte dei popoli, basati sui concetti di Libertà, Giustizia, Fraternità, Tolleranza, Solidarietà, Diritti Umani, è altrettanto vero che ognuno di questi Valori e tutti essi insieme non costituiscono un modello esportabile o da poter addirittura imporre.  E questo anche alla luce dei gravissimi fatti di cui cronaca e Storia sono all’atto testimoni.  Sarebbe il caso di parlare – con molto ottimismo - di post-Illuminismo, semmai.

5)    Un regolare contesto massonico, con tutti i propri – numerosi o pochi – aderenti, non è un ambiente dove si ‘faccia’ politica o si operi a ‘fini’ politici, né è un ambito dove trattare di ‘chiese’ o ‘assemblee religiose’, o dove si pratichi una qualche forma di ‘religiosità’ da contrapporre poi – da pari a pari - a similari forme ‘concorrenti’.   I piani sono del tutto diversi: in modo tassativo, assoluto.  Chi cade nella becera tentazione di segno opposto, sbaglia personalmente e sbaglia ancor più se coinvolge altri iniziati, sbaglia peraltro moltissimo se costui parli a nome di un raggruppamento, sbaglia poi enormemente se parli poi a nome di ‘tutti’ (ma ‘tutti’ chi?) i massoni italiani.

6)    Bene fa chiunque critiche le anomalie, le contraddizioni, le irregolarità e le irritualità in cui incorre la Massoneria (certo: ‘certa’ massoneria, poiché nel generalizzare, si penalizza sempre la parte ‘buona’, che pur esiste). Se poi tali difformità possano riguardare attività illecite o persino ti tipo illegale, o settarie, o evocative di certi culti misterici o magici o di scienze occulte o persino diabolico – anche se le responsabilità devono ricadere su chi vi incorra, anche in questo caso non generalizzando – la critica, e anzi la censura, e anzi la repressione/soppressione di queste pessime formule espressivo-aggregativo, è opportuna. Anzi:necessaria e dovuta.  Questo metterebbe al riparo da geratuite illqazioni e da generalizzazioni immeritate: quel che c’è di buono, nella Massoneria, e nelle sue Tradizioni – comunque indelebilmente presenti nella Storia della Nazioni più evolute, Italia inclusa – va esaltato e preso come esmpio positivo.  

            Ciò utilmente premesso, sono certo che la ‘buona’ Massoneria si pubblicizzi da sola: con discrezione, con efficacia, in modo concreto e non certo con operazioni di marketing o con abili maquillage utili solo a dare nuova verginità a chi da tempo l’ha persa.  Ma deve farlo  sul doppio binario della massima quanto esemplare  espressività culturale (di ottimo livello, ripristinando appieno l’impronta di vera e propria ‘scuola di pensiero’), nonché dell’importanza di operare in concreto a livello sociale: per opere di solidarietà, con altruismo e senso sociale.

            Ecco che allora i tanti proclami, le tante enunciazioni - per lo più privi di un costrutto che ne contraddistingua la validità e la sostanza - assumono la loro vera valenza.

            Uscite tutt’al più di pura propaganda, inclusa la finalità del marketing: il tutto tipico dei club service; sistema  corretto nelle associazioni che fanno della convivialità il luogo per propiziare amicizie d’affari e per farne,  e non certo nella massoneria.

            Che è tutt’altra cosa. E sono le Tradizioni più antiche e genuine – quelle delle Antiche Pietre - e la Storia a testimoniarlo: dai Tempi più antichi.

            Per me e per i miei fraterni Amici testi da alcuni ritenuti ‘fondamentali’ anche solo da chi ha iniziato da poco a leggere di Massoneria, sono puramente da leggere nei contenuti, al fine di poterne analizzare, confrontare e criticare non solo il testo quanto i contenuti, in prima e seconda lettura. Questo perché non tutti i libri sono da considerarsi ‘esemplari’ e quindi da prendere ‘a campione’: moltissimi sono frutto di grossolani equivoci intellettuali in cui è incorso chi li abbia scritti e, ancor peggio, chi – nel tempo – li abbia presi per ‘oro colato’.  Ecco quindi che nella mia, nella ‘nostra’ biblioteca, alcuni tipi di testi – una volta letti, con discernimento - li poniamo  in un angoletto remoto, molto remoto: i vari testi contenenti sottili ed invadenti fraseggi anticristiani, anticattolici,  persino atei, tendenti alla malignità e contigui a posizioni simili a quelle assunte da sette di tipi malefico… ecco, simili testi non ci impoegnano np ci intrigano.

            Noi preferiamo operare nel solco delle Tradizioni più antiche ed autentiche, rifacendoci alla linea della Massoneria delle Antiche Pietre e quindi allo Statuto di Strasburgo del 1459 adottato dai Liberi Tagliatori Tedeschi della Pietra, il cui solenne incipit è

In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e della gloriosa Madre Maria, alla memoria eterna dei Santi Quattro Coronati, loro beati servi…

            Per noi, questa è la Massoneria che ci piace, cui ci riferiamo, cui ‘crediamo’.
            Tutto il resto è solo cronaca spicciola, quotidiana, scritta sulla sabbia del tempo, e non sulla roccia: a noi ciò poco interessa, avendo preferito l’opposto.
            E gli altri? Facciano pure come loro meglio possa far piacere. Ciascuno è libero di suonare e cantare la musica che più gli piace: ma, con onestà intellettuale e materiale, non assuma un ruolo impossibile, ambendo di poter parlare a nome di tutti indistintamente i Massoni d’Italia. 
            Altra passerella di sciocchezze pochi giorni orsono, a Roma, alla proiezione serale di immagini della Natura sulla solenne facciata della Basilica di San Pietro, a testimoniare l’ultimo, fermo, autorevolissimo, appello ai Governi del Mondo per salvare un Mondo quasi irrimediabilmente inquinato.  L’evento ha suscitato in taluno reminiscenze ed emozioni del tutto ‘particolari’:  al punto da voler vedere in tale proiezione, e forse in chi l’aveva ideata ovvero autorizzata, un intento/una manifestazione di tipo ‘massonico’. Questa, basata sull’uso di messaggi di tipo simbolico- esoterico, oltre che per il riferimento alla 'LUX', alla Luce.  Così – sostenevano questi ‘pensatori’ – si avvalorava le fanta-tesi di un Vaticano ‘sensibile’, oggi più di ieri, ai ‘lampi’ rivelatori di novelli Illuministi avvezzi all’uso degli strumenti della libera muratorìa.    
            Mah! Francamente, si tende ad esasperare tutto: troppo. E male! Specie da parte di quanti stentano a parlare il linguaggio dei più autentici cultori dell’Arte Reale e degli Alti e Nobili Ideali della muratorìa, per parlare solennemente quel massonichese  più congeniale a tutti quei deleteri massoni-fai-da-te che ormai hanno infestato il quadro complessivo della Massoneria in Italia.
            Certo: a ben vedere, i simboli (dai più arcaici a quelli successivi) si sono ripetuti nei secoli, riproponendosi e arricchendosi – con il passare dei tempi – con sfumature valutative e interpretative diverse, frutto soprattutto dello sviluppo socio-culturale delle genti.   Ma, per chi abbia la sensibilità e la giusta conoscenza, tutto è simbolo e tutto è altrettanto simbolicamente rappresentato: anche al di là delle volontà. Quindi, in questo ricco ed articolato settore, tale tipo di rappresentazioni susciterà sempre sensazioni antiche e riflessioni legate alla capacità individuale tanto di cogliere che di interpretare.  E, a proposito della LUX sopra citata, credo che anche Nabucodonosor nelle cerimonie cui presenziava, venisse riferito - o trovasse riferimenti cerimoniali - alla Luce del Sole: ma non per questo possiamo sostenere che il monarca fosse 'massone' o ne avesse un qualche sentire!    Quindi, i voli pindarici facciamoli fare agli sprovveduti ed ai sognatori... è, d'altronde, il loro settore!  
            I simboli, nati nella note dei tempi, non sono solo una prerogativa massonica: sono un patrimonio comune.  La differenza la fa l’Uomo, con il suo bagaglio di conoscenze, con la sua intelligenza, con i suoi studi, con le sue esperienze: specie se abbia in se non solo la Scintilla Divina ma anche quella Luce che  lo guida nella via del Bene.  

Roma, 17 Novembre 2015                                             Giuseppe Bellantonio

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venerdì 16 novembre 2012

"ADERENTI A CIRCUITI SIMIL-MASSONICI", "ISCRITTI" ALLA MASSONERIA, MASSONI: LE DIFFERENZE CI SONO, ECCOME !

Più di cinquant'anni fa - con il titolo di "Initiation et réalisation  spirituelle" - Edit.ns Traditionelles (Parigi) - veniva pubblicata postuma una raccolta di scritti di René Guénon, in uno dei quali si leggeva (traduco a braccio) che "la stupidità che si riscontra al giorno d'oggi in tanti uomini, potremmo dire nella più parte di essi, man mano che si generalizza e si viene ad accentuare la decadenza intellettuale propria del periodo di fine del ciclo, è forse una delle cose che troviamo più difficilmente sopportabili. A questa dobbiamo aggiungere l'ignoranza, o meglio ancora un certo tipo di ignoranza ad essa strettamente correlata: quella che, nell'assoluta non-coscienza di esser tale, si permette affermazioni tanto più temerarie tanto meno sa e concepisce, e che proprio per questo rappresenta un male irrimediabile per chi possa manifestarla".  
Credo che simili valutazioni, sempre attuali e dense di analisi e critica storico-sociale e filosofica - a prescindere dalle idee soggettive e quindi personali dell'Illustre Autore - non abbiano tempi e contesti specifici: sono valide comunque, a prescindere da tempo-luogo-contesto-situazione.
Questo preciso richiamo letterario mi è venuto alla mente apprendendo recenti fatti riportati dalla cronaca - peraltro non dissimili da altri che si sono verificati in passato, e purtroppo con un'impronta che potrebbe riproporsi in futuro -, ci riconducono a considerare come l'utilizzo del termine "massonico" sia divenuto veramente inflazionato.
Soprattutto perchè al termine non sempre si adatta la reale "qualità" dei soggetti, ma la sola loro apparenza: talvolta sostenuta da fatti riportati in modo frammentario, frettoloso, superficiale ed equivocabile.
Il che nuoce comunque alla totalità di quanti "siano, operino e si sentano Massoni, in modo corretto e trasparente": confuso com'è il grano con la gramigna.
Prova ne sia il crescente utilizzo del termine "massone" in modo spregiativo ovvero come qualificante comunque negativo di un soggetto o di un contesto: il che non solo ci porta alla solita, abusata e pessima abitudine italiota di "dare un'etichetta" a tutto ed a tutti (oserei dire: bollando e viziando fin dall'inizio una notizia, un'opinione, una valutazione. Così distorcendola), ma ci riconduce alle solite smanie "complottiste" che ciclicamente salgono a galla e vengono riproposte (guarda caso, quando la situazione socio-economica è tesa: quasi a voler stornare l'attenzione da tematiche più serie e sicuramente più attinenti la nascita e l'evolversi delle crisi).
Ma in special modo ci riporta a quei tristi tempi quando si cerca di aggredire chi possa avere idee ed opinioni (anche solo potenzialmente e specie se "libere", queste opinioni) diverse dalle nostre: si rammenterà quando dicendo "sei un prete" o "sei un gesuita" si indicava in modo non certo simpatico l'iscritto ad un certo partito politico, oppure quando dando dell' "ateo e mangiapreti" o peggio ancora del "senza dio" si indicava chi fosse iscritto a tal'altro partito, o parole di frequente  uso quali "catto-comunista" o "pretuncolo" o "bacia-pile" o quant'altro di concettualmente assimilabile.  Delle periodiche, stantie ma urticanti "cacce alle streghe" di antica memoria, che si affacciano pericolosamente nel contesto storico-sociale per colpire - questo è il mio parere - chi "pensa" e soprattutto chi "pensa in modo libero" al di fuori coercizioni ovvero schemi precostituiti.
Evidentemente, di pessima memoria e di un'acuzie di vetero-cultura oggi patiscono non solo quanti siano affetti da perniciosa povertà di idee, di parole e di concetti, ma anche certi "moderni" soggetti (arringa-popolo? mestatori?  aspiranti capo-branco? ) che continuano a parlare della Massoneria indicandola quale "società segreta".
Niente di più falso, niente di più sbagliato.
Cosa che evidenzia una pericolosa malafedee soprattutta una profonda ignoranza: della Storia e della sua evoluzione - non solo a livello nazionale -, dei mutamenti della società e degli usi-consuetudini-costumi, infine delle variazioni esiziali che la Legge ha prodotto nell'indicare le attività non sonsentite nè tollerate nel contesto delle associazioni.   In poche parole, non esistono "società segrete" e - ammesso e non concesso che possano esistere ovvero che potrebbero in seguito forse esistere - sarebbero immediatamente (e giustissimamente!) stroncate dalle Autorità.
Quanto a certe "discriminazioni" esercitate o quantomeno adombrate nei confronti di soggetti che non fanno mistero della loro regolare iscrizione a Logge massoniche regolarmente (in termini di Legge) operanti, ebbene che sia chiaro come non siano lecite: così come più volte sottolineato in sede di Corte di Giustizia e di Parlamento Europeo.   La violazione dei diritti del singolo Cittadino di poter liberamente e senza subire pregiudizi aderire a lecite  associazioni, è stata censurata e condannata.  
E' evidente, lapalissiano, che in ogni contesto - qualunque sia l'etichetta, il nome, il titolo distintivo che lo contraddistingua - esistano soggetti sani e soggetti avariati: per questo, esistono le Autorità competenti, piuttosto che non atteggiamenti o liste di proscrizione.  Il male, il crimine, il delitto, devono essere sempre perseguiti: a tutela di ciò che è sano. 
Ma se - in una indicazione/valutazione - si mescolano i soggetti avariati a quelli sani - o se preferite, i "peccatori" ai "santi" -,  non ne può che uscire una poltiglia odorosa sì ma non profumata: il che nuoce alla Verità. Quindi, io penso che chi ponga in essere un simile disegno, sia spronato da altre non dichiarate velleità e quindi da altri interessi: innominati o innominabili che possano essere.  Il malfattore va indicato per ciò che é e va censurato per ciò che "ha fatto" (non per ciò che "dicono" possa aver fatto, ovvero ciò che "non è provato" possa ver fatto). 
Tornando al tema del titolo: premesso che chi scrive non ha la minima intenzione di entrare nella specificità di singole situazioni - rapportandosi quindi alla complessità delle cronache ufficiali -, preliminarmente va sottolineato - se mai ve me fosse bisogno - che bene fanno le Autorità preposte ad utilizzare tutte le misure - tanto preventive che repressive - per contrastare e arginare situazioni valutate come contrarie alle Leggi vigenti.
In secondo luogo vale la pena di ricordare come i "veri Massoni"- ovverosia coloro che si avvicinano e aderiscono alle idealità muratorie studiandone e condividendone lo spirito culturale, simbolico e filosofico, la storiografia e le tradizioni specie quelle etiche e morali - siano "fedeli Cittadini dello Stato di cui per primi rispettano con scrupolo le Leggi, così divenendo esempio virtuoso nei confronti di coloro con i quali possano rapportarsi. Tale rispetto è estensivamente ricondotto alle Istituzioni dello Stato ed a chi le rappresenti, ad ogni livello". 
Questa è regola antica che, pur se con diverse connotazioni nei diversi testi/statuti/regolamenti (di cui ciascuna parte è responsabile per contenuti e applicazione) è ciò che avviene nelle corrette-libere-trasparenti associazioni massoniche.
E non può essere diversamente.
Se così non fosse, vorrebbe semplicemente dire che chi ha assunto comportamenti - o ha commesso fatti - di segno opposto, ossia "contrari alle Leggi dello Stato", non è massone: meglio ancora, potrebbe forse - ma, sottolineo, solo "forse" - esserlo stato in un momento iniziale, per poi deviare.
Altra regola aurea è che, premesso che non esiste nè può esistere "segretezza" e quindi "attività segreta" in qualunque associazione, specie se ti tipo massonico - aggiungo io -, può esserci oggi solo una naturale, minima "riservatezza" ma non dissimile da quella che può tutelare la privacy dei soci di una bocciofila o di una compagnia di recitazione o i soggetti morosi di un condominio, i cui nomi non possono essere oggetto di pubblicità o di listing. Salvo nelle opportune sedi. 
Da qui il dovere - anzi l'obbligo - per qualunque Massone degno di tale nome che venga a conoscenza di fatti che lo inducano a ritenere l'esistenza di situazioni contra legem, di attività - singole o meno - di tipo "segreto", ossia riconducibili al concetto di "segretezza", l'obbligo quindi di denunciarle alle Autorità.  Autorità che altro non è se non quel Magistrato superiore cui fanno espresso, puntuale, riferimento gli Statuti Generali del 1820-1821 adottati dalla più parte delle strutture massoniche in Italia (parlo, ovviamente, del testo originale e non degli adattamenti adottati strumentalmente da questo o da quel contesto).
Chi è l' "aderente a circuiti simil-massonici"? L'aderentre "segue da vicino una opinione, un'iniziativa oppure appartiene a  un'impresa costituita o ad un partito" (Devoto-Oli).  Relativamente a questo specifico contesto, per me l' "aderente a circuiti simil-massonici" è colui che per soddisfare proprie motivazioni ovvero esigenze, ritiene di soddisfarle, iscrivendosi ad un'associazione che spesso solo nominalmente intende riferirsi alla "massoneria" (nè più nè meno che una porta di ingresso ad un locale, sulla quale spicchi un cartello con tale indicazione: come se fosse una bottega) ma che in realtà la pratichi male o, peggio, non la pratichi affatto. A questo punto, il soggetto aderente per interesse, lì resta e cerca di trarre un proprio profitto personale : così soddisfacendo la propria motivazione/esigenza originaria.
Quindi, un iscritto carente di motivazioni idealistico-esoteriche o di studio, o di un qualche progetto di crescita interiore: solo un soggetto spinto da considerazioni mercantili e utilitaristiche che entra in contatto con altri suoi simili in un contesto che a questo punto potrebbe benissimo assumere qualunque altra denominazione - ma il ricondursi alla massoneria, di per sè offre una certa aura, un certo pur minimo credito, a priori -, comunque non disdegnando gli orpelli e i titoli altisonanti.
Anzi: in questi ambienti volano titoli e patacche di tutti i tipi.
Ora, chi è colui che definisco l' "iscritto" alla Massoneria? L'iscritto è "chiunque faccia regolarmente parte di un'istituzione o di un'impresa organizzata" (Devoto-Oli). Definizione sostanzialmente diversa da quella precedente, e le differenze sono fondamentali. Il soggetto può iscriversi per curiosità o perchè portato e quindi desideroso di approfondire, ma il fine è quello di frequentare secondo delle regole, delle norme, dei riti: dapprima "bussa" per poi - diciamo "forse" - essere ammesso nella struttura che l'ha attratto. Un'attrazione suscitata da fattori diversi e non sempre concatenati: per curiosità personale, per curiosità suscitata da impulsi pubblicitari, per dimensione, per ubicazione, per storia, per fatti di cronaca (ossia, vox populi), per composizione o altro. Si iscrive il più delle volte per vedere se ciò con cui entrerà in contatto è rispondente alle sue aspettative. Troppe volte la sfumatura tra i termini "aspettativa" e "interesse" è molto labile: ma l'iscritto tale è e difficilmente crescerà (nel senso iniziatico).
Per ultimo: chi è colui cui compete la definizione di "Massone"? Innazi tutto è un soggetto che ha percepito che il proprio "modo di essere", di concepire alcuni concetti fondamentali della vita, del quotidiano, del sociale, coincide con analoghe considerazioni espresse da altri soggetti da lui conosciuti. Anche questi percepiscono nel loro conoscente analogo sentire, e - se già iniziati - con le giuste parole gli fanno capire che, questa coincidenza di valutazioni e di atteggiamenti, può trovare coagulo - ma anche punto di partenza - nell'intraprendere insieme un percorso di studio, approfondimento ed analisi finalizzato ad una sana "crescita interiore" basata su concreti e specifici valori.  
Se è vero che anche qui esiste sempre la figura del "bussante", esiste una sommessa e discreta "tegolatura" preliminare ed una palese "tegolatura" successiva all'essersi palesati, entrambe utili e valutare concretamente - ma da ambo i lati, questo: anche il "bussante" deve valutare "dove" stia per essere ammesso, poichè egli si deve rispecchiare in questa realtà e lo specchio deve restituire la sua stessa immagine, senza distorsioni - se le motivazioni ed i presupposti abbiano basi più che concrete.     Dopo questa fase, il soggetto "bussante" viene "valutato per essere ammesso in Loggia" e quindi "accettato" da coloro che sono già colà praticanti: passaggi fondamentali, saltando i quali le basi da potenzialmente solide si trasformerebbero in traballanti fin dall'inizio.
Questo percorso è quindi un percorso di "formazione", attraverso il quale si giunge ad un miglioramento del "sè" - poichè l' "io" deve essere abbandonato all'entrata del Tempio -, tale da determinare l'acquisizione/l'accrescimento di qualità utili al punto da poter essere donate non solo ai propri  Fratelli - con i quali si "donano" e si "ricevono" identiche "ricchezze interiori" -, ma anche e specialmente al proprio prossimo.
Qui è la chiave di tutto.
Se non c'è "amore per il prossimo", non c'è sentimento di "fraternità", di "solidarietà", di "amore fraterno"; senza questo dono, senza questa caratteristica, senza questa qualità,  non c'è la "filantropia".
E così come recitano tutti i più antichi testi di muratorìa (la Massoneria delle Antiche Tradizioni, quella che personalmente ho battezzato "Massoneria delle Antiche Pietre" - alcuni elementi della quale coincidono anche con la Massoneria Moderna -) senza la "filantropia" non esiste la Libera Muratorìa ossia la Massoneria.
E se non esiste la Massoneria non possono esistere i Massoni, quelli "veri".
Aderente.
Iscritto.
Massone.
Qualità diverse per livelli di operatività interna e per responsabilità, sia interna che esterna.
Si farebbe quindi un favore alla Verità se, allorquando certe notizie devono essere diffuse, si specificasse meglio a che tipo di soggetti ci si riferisca, così da non fare di tutta un'erba un fascio.
Se a tutto questo volessimo aggiungere la coorte dei tanti "ex", ossia di quanti "in passato" avessero potuto "aderire" a qualcosa, o essere stati "Iscritti" a qualcosa, il discorso si fa più ampio.  Nelle eventuali malefatte di un "ex", non può essere coinvolto il pregresso contesto di appartenenza, salvo la palese prosecuzione - che può essere persino solidale o contigua, e comunque finalizzata - di rapporti effettivi e concreti.
Il Massone? Il "vero" Massone, colui che attraverso l'iniziazione di tipo rituale ha inteso solo perfezionato e formalizzato un proprio innato "modo di essere", anche se "ex" (ossia "già facente parte" di un qualche contesto) permane interiormentre nelle proprie qualità. Il "modo di sentire", il "modo di essere", restano: a dispetto di eventuali esperienze poco positive nel contesto associativo cui possa essersi iscritto.
Se quanto sopra indicato si adatta ai singoli soggetti, non bisogna trascurare i contesti cui essi possano riferirsi, in termini di appartenenza.
Chi è "aderente a circuiti simil-massonici" non si pone soverchie problematiche: i suopi interessi personali sono preminenti su tutto, e quindi non importa granchè saperne poco o niente di massoneria (a tutte lettere minuscole), come non importa granchè se all'interno si recitino-scimmiottino copioni a soggetto di tipo "simil-massonico" con il contestuale utizzo di un linguaggio parallelo: il "massonichese".
Gli "iscritti", a loro volta, si dovrebbero sì preoccupare se la struttura cui eventualmente aderiscono persegua una c.d. "politica gestionale" condizionata amministrativamente dall'esigenza di alimentarsi attraverso nuove "iscrizioni" o "regolarizzazioni" di soggetti di altra provenienza: perchè in una struttura simile la "quantità" diviene antagonista della "qualità", e gli iscritti dovrebbero preoccuparsene poichè le maglie della selezione forse potrebbero essere larghe mettendoli a contatto con potenziali fattori di rischio.
In una "grande" struttura formata da un complesso piramidale di soggetti, nel cui contesto il concetto di "delega" di funzioni apicali è molto rarefatto,  ritengo verosimile l'ipotesi che un "vertice" difficilmente possa essere pienamente a conoscenza della singola, eterogenea composizione della "base": nonostante tutte le misure di prevenzione che possano essere adottate.
La "vera" Massoneria non è idonea ad operazioni di "massa": la selezione è essenziale ancorchè opportuna, ed è stato sempre così.    Salvo quando operazioni più mercantili - aziendalmente, le potrei definire di "marketing" e di "recruiting" - hanno avuto la prevalenza, assumendo un ruolo rilevante, tanto da relegare in secondo piano gli altri aspetti fondanti delle "idealità libero-muratorie" e dei sani criteri di selezione.
 Ecco perchè a volte la confusione interna si riversa all'esterno, ed ecco perchè dall'esterno i comportamenti poco corretti e poco virtuosi di quelle che in definitiva sono delle "pecore nere" e quuindi "minoranze", coinvolgono maliziosamente e maldestramente la "maggioranza" dei buoni Fratelli, dei buoni e validi iniziati.
E potrete sempre essere certi che "questi" buoni Massoni nulla avranno a che vedere con gli altri che abbiano preferito "iscriversi" o entrare in una bottega "simil-massonica".
Lo stesso accadrebbe se qualcuno, leggendo quanto sopra, si permettesse di dire che si tratta di "utopie" di "roba  antica, vecchia, superata": oltre a dimostrare di non saperne, di Massoneria, dimostrerebbe di essere più dalla parte della lana che non della seta...
Se è vero che nel c.d. "mondo profano" ci sono forti turbamenti e pericolosi squilibri, è vero anche che i buoni Massoni - rigorosamente, al proprio interno: nella propria realtà assoluta e ricca di valori - non ne devono venire travolti: le passioni umane - con tutti i loro rischi - devono anch'esse rimanere fuori dal contesto iniziatico, ed i Fratelli - allacciati l'uno all'altro in una "catena d'unione" che esalta e moltiplica le Energie  migliori devono sentirsi parte di un insieme in grado di donare al Mondo il meglio di loro stessi.
Spero che la mia analisi, personale ma oggettiva, sia di stimolo per approfondimenti personali: la domanda "chi sono-con chi sono-cosa farò-dove andrò" è sempre valida.  
Ci sarà chi ancora si confonderà?

Giuseppe Bellantonio

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. I commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla privacy, potranno essere rimossi senza che per ciò vi sia l'esigenza di prendere contatto anche preventivo con gli autori. Nel caso in cui in questo blog siano inseriti testi o immagini tratti dal web,ciò avviene considerandoli di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione fosse tutelata da possibili quanto eventuali diritti d'autore, gli interessati sono pregati di comunicarlo via e-mail al recapito giuseppebellantonio@infinito.it al fine di procedere alla opportune rettifiche previa verifica della richiesta stessa. L'autore del blognon è responsabile della gestione dei siti collegati tramite eventuali link né dei loro contenuti, entrambi suscettibili di variazioni nel tempo.
Oltre ciò - specie per le parti informative a contenuto storico e/o divulgativo - i Lettori, ovvero quanti comunque interessati alla materia, che possano ritenere ciò utile e opportuno, potranno suggerire delle correzioni e/o far pervenire qualche proposta. Proposte che saremo lieti di valutare ed elaborare.



 

sabato 22 settembre 2012

EQUINOZIO D'AUTUNNO 2012


Equinozio d'Autunno.
Rinnovato momento di riflessione, dopo la lunga e calda pausa estiva.
Ci si prepara alla stagione più fredda, durante la quale sarà utile operare in modo costruttivo specie se gli obiettivi sono indirizzati a rinnovare e innovare.
Il seme è quindi nella zolla fertile della Terra, e compirà il suo destino morendo: da questa “morte” sarà generata una spiga ricca di altri chicchi dorati.
Una nuova rigenerazione che vedrà coincidere il prossimo Solstizio d'Estate.
In queste cadenze cicliche sta il segreto del sapersi rinnovare, lasciando “morire” quella parte di noi che altro non può fare se non lasciare una testimonianza per il futuro, un segno - il più possibile percettibile - del nostro passaggio terreno.
Testimonianza che più che essere “nuova vita” è “vita nuova”: rinnovamento e cambiamento in un perenne divenire, sempre e comunque in contatto interiore con il Sublime Architetto dei Mondi, alla cui maggior Gloria ogni Essere Umano compie il proprio tragitto terreno.
Ma non solo quello.
Testi antichi, testimonianze pregne di valenza scientifica e concrete sensazioni individuali ci danno precisi segnali: il nostro percorso non è solo terreno e sarebbe superficiale crederlo, così banalizzando la grandezza del Creato e la Potenza del Signore dei Mondi, degli Universi.
Siamo parte del Tutto e ogni nostro atomo è destinato a comporsi e ricomporsi in molteplici tempi e forme, in un percorso si evoluzione ma anche di involuzione se in precedenza si è stati dominati dall'avidità e dall'aridità, non lasciando tracce feconde del proprio passato.
C'è ancora chi si sofferma, anche eccitandolo, sullo scontro tra “creazionisti” ed “evoluzionisti” senza valutare che, se è vero che tutto ha un principio, è proprio questo il nocciolo dal quale il complesso “creato” poi è destinato a “evolversi” (ma anche ad “involversi” e persino “scomparire”).
Le recentissime scoperte scientifiche ci conducono verso l'infinitamente piccolo: piccolo non vuol dire però “limitato” e quindi “circoscritto” perchè dentro il micro si cela il macro.
Quanto c'è ancora da scoprire, quante concezioni tecniche e scientifiche sono destinate a mutare radicalmente!
Ma ogni scoperta, ogni cambiamento - pur essendo stati operati dall'Uomo quale Essere pensante ed in grado di intelligere, in un certo senso con licenza di agire su questa Terra pur nel rispetto delle Regole fondanti - nascono dalla scintilla Divina originaria da cui ogni cosa ha preso forma e sostanza, anzi sub-stantia.
Ecco qual'è il nostro compito, la nostra missione: costruire e lasciare traccia positiva del nostro passaggio terreno. Solo così non avremo mortificato l'opera di un Creatore di cui, pur sfuggendoci la forma – per noi non-visibile perchè “non” alla nostra portata di umani – non può sfuggirci la sostanza: soffusa quanto concreta e sublime.
Per quei Massoni che abbiano a cuore la propria crescita soprattutto interiore, le cadenze dell'Equinozio d'Autunno e del Solstizio d'Estate sono catalizzatrici di questo sforzo e della grande importanza che, attraverso il contatto con la Natura, ci ispira e ci guida attraverso la magìa, il fascino di simboli antichi quanto il Mondo.
Equinozio d'Autunno 2012, quindi.
Proteggiamo quel piccolo, grande seme che riposa in una zolla della Terra.
E' un seme utile soprattutto per chi verrà dopo di noi.
Che il Sublime Architetto degli Universi continui a guidare i nostri piccoli passi, conducendoci sempre più vicino alla Vera Luce.
Roma, 22 Settembre 2012 | h. 16,49
Giuseppe Bellantonio
Gran Maestro Em.
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunione di Piazza del Gesù

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domenica 19 agosto 2012

MASSONERIA, SATANISMO, CHIESE, SETTE, SIMBOLISMO, ECC. ECC.

In questi ultimi giorni è stato pubblicato un libricino che tratta, in un unico contesto, di massoneria luciferina, del rapporto massoneria-società e di altro ancora che possa  essere attinente a ciò e - di fondo - alla incompatibilità (espressa, a beneficio di Lettori frettolosi, nei termini tipici di una perenne e indeflettibile "impenetrabilità dei corpi") tra massoneria e cattolicesimo.
Lo scritto, che - purtroppo - non sarà l'ultimo su tale argomento, ha spunti interessanti che sottolineano il pregio dell'Autore, peraltro "soggetto togato" e quindi di per se stesso parte in causa.  Così come lo è chi scrive, solo per la caratteristica di essere stato "iniziato" alla c.d. "Libera Muratorìa".
Anche questa volta, l'Autore indulge nella citazione/ripetizione di argomenti noti e arcinoti, trattati e ri-trattati, partendo sempre da un'unica posizione: quella di confondere la "vera" Massoneria - nei suoi complessivi quanto molteplici aspetti: storici, culturali, sociali, idealistici, filosofici e simbolico-ritualistici - con le peggiori devianze che altri e diversi contesti possono assumere.
Certamente, si potrà obiettare che una cosa è la "teoria" espressa nelle idealità dei principi, ed altro è la pratica.
Ma sono le stesse obiezioni che si potrebbero muovere con disinvoltura o superficialità - che so - anche all'ONU o ad altra nobile istituzione: la giustezza e la profondità della Carta delle NU non evita che vi siano guerre o continue lesioni dei diritti umani o contrasti tra blocchi di interesse. O la critica che tende ad accomunare tutti i commercianti agli illeciti commessi solo da uno o più commercianti: ma non da "tutti".
Si tratta quindi di obiezioni di massima che, per assumere concretezza, obbligano ad entrare nei particolari delle singole realtà. 
Il fatto che tali contesti "deviati" assumano denominazioni/caratteristiche simil-massoniche o che i loro appartenenti scimmiottino procedure simil-massoniche, non significa che si tratti di autentiche formule massoniche nè di autentici Massoni.
Evidentemente, esiste il "male" ed è presente in tutte le forme e le formule che la quotidianità ci prospetta; ma è altrettanto vero che esiste  il "bene", che è prevalente al "male". 
Se dovessimo abbinare la presenza del "male" o del "satanico"o del "luciferino", presenti anche a livello non manifesto,  ci dovremmo affidare a formulazioni che pur nella disamina concettuale avranno il carattere della  generalità piuttosto che non della particolarità.
Perchè, se dovessimo scendere nel particolare, dovremmo prendere tutto l'elenco delle attività del "consorzio umano" nel mondo, tutti i modi con cui tale consorzio si manifesta ed opera specie tramite tutte le forme e le formule aggregative esistenti.
Avremmo un semplice assioma: tutto contiene parti di "male", così come contiene parti di "bene".   Sono i comportamenti dei singoli - e dei singoli quali componenti di aggregati anche molto ampi - a fare la differenza: così che non possiamo dire che la ditta A dove opera o collabora il signor B - pregno di male - sia anch'essa intrisa da insanabile maglignità  o che, per estensione, i colleghi di lavoro del signor B siano anch'essi ricolmi di malvagità.
Non discuto le ricerche fatte dagli Autori di opuscoli, libri e libretti vari; anche perchè non intendo scendere in una polemica senza volto e quindi di scarsa consistenza. 
Trovo però discutibile come venga redatto il contenuto dei loro elaborati, così da costituire una sorta di marchio con il quale bollare di indegnità e malvagità  milioni e milioni di persone nel mondo, e - per estensione - diverse decine di milioni se si accomunino le loro famiglie, ovverosia centinaia di milioni di soggetti se dovessimo computare la complessità dei rapporti che ogni singolo essere umano ha: nel privato, nel lavorativo, nel tempo libero come nella condivisione delle proprie idealità.
Esistono certamente le aggregazioni simil-massoniche, ovvero rifacentesi solo nominativamente o genericamente al massonico, che operano in modo opposto e contrario alle migliori idealità libero-muratorie: e vanno combattute, chiamando il male con il suo nome, definendole per nome e indicando le località dove operino, denunciandone alle Autorità competenti i comportamenti viziati da illeciti e/o illegalità.  
Ma comportamenti similari, ossia all'insegna del "male" - del "cattivo", del "malanimo", della "malvagità" - sono anche in altri comportamenti: dagli illeciti finanziari agli abusi a danno di deboli e svantaggiati, dalla prevaricazione all'appropriazione indebita, dall'abuso della propria posizione alla pedo-pornografia. Comportamenti moltissime volte consumati approfittando dell'autorevolezza di certe posizioni ricoperte ed a dispetto dell' "abito" - nel senso idealistico/ideologico del termine - indossato.  
Codesti pessimi soggetti non devono comunque operare, nè devono recare contagio  alla Massoneria "vera e attenta alle proprie Tradizioni": è giusto che costoro vengano messi in condizione di non nuocere.
Ma avrei piacere che parole di chiarimento su talune posizioni - distinte ma, nell'anno del Signore 2012 del XXI secolo, affatto conflittuali: sempreché depurate dalle incrostazioni di mal digerite contrapposizioni, che la Storia ci tramanda specie circa il modo di esercitare il "potere" - pervenissero anche da eminenti Massoni che pur rivestono o hanno rivestito incarichi imortanti.     Rimuovendo, nel far ciò, pompose parole tipo "regolarità": trovo corretto reputare "regolari" tutti quei Fratelli che operino nel rispetto delle norme di base - anche ritualistiche - base previste internazionalmente, con sincero spirito iniziatico non corrotto da interessi e/o ambizioni personali (quindi, per una crescita interiore basata su studi, approfondimenti e confronti), in modo trasparente e quindi sempre verificabile e - infine - nel pieno ed incondizionato rispetto delle Leggi della Repubblica Italiana e delle Istituzioni legittimate a rappresentare la nostra Patria.  
Tutto ciò che si muove al di fuori di questo recito è "irregolare" (e lo può comunque essere anche nel più "regolare" - almeno in apparenza - dei contesti) e può scadere e degenerare, se non controllato dalle Autorità e denunciato "in primis"  proprio da quei Massoni che operano correttamente. 
E' ora di finirla, una volta per tutte, di  bollare - genericamente e in maniera qualunquista, barbara - tutti i Massoni come dei "senza Dio" o "eretici" o "settari" o "incappucciati" o "mangia-bambini" o "stregoni e alchimisti" o "delinquenti, intrallazzatori e approfittatori"!  Salvo, per chi muove queste critiche cieche e carenti di preparazione, l'incorrere nello stesso oggetto delle loro censure: essere "settari" contro la Massoneria - in generale - ed i Massoni (e le loro famiglie) - in particolare -.
Mi piacerebbe poi che gli illustri Autori di queste guide (mai camminare con il naso all'insù, in ogni caso: occhio alle buche!), opuscoli o libri, dal momento che scendono in campo per trattare aspetti così delicati di un tema più ampio, non si limitassero alla citazione dei lavori di altri Autori - una sorta di copia-incolla, dove la trama ispirativa è travisata a favore delle possibili posizioni aprioristiche dei copianti, i quali, da cento pagine, traggono le righe a loro utili -, ma trattassero in modo esplicito di cose da loro toccate con mano, vissute, indicando dati, fatti, indirizzi, nomi e cognomi e l'identificazione, incluso il dove e quando,  delle eventuali nefandezze compiute dai soggetti e di chi ne possa essere stato testimone fisico.
Scrivere sempre "di sponda", aggregando con sapiente abilità i "de relato" generici o i lavori di altri Autori o quantaltro, è facile: esistono software specifici o penne-a-tassametro pronte ad essere mobilitate per cause (quasi) giuste.
E' mio parere che sia giunta l'ora di scrivere correttamente di cosa sia la Massoneria delle Tradizioni - e come opera chi la vive -, cosa sia la Massoneria moderna - quella nata nel 1717, per intenderci - ed in cosa si differenzi da quella delle Tradizioni, cosa si intende correttamente per "esoterismo", che valore abbiano i "simboli" (ma anche chi ne usi nel mondo, anzi - si fa prima - ad indicare chi "non" li utilizza), e quantaltro.
Non so se il Buon Dio mi darà la gioia di leggerne, di queste corrette produzioni letterarie.
Diversamente, sono certo che negli anni futuri altri potranno leggerne.
Salvo i "tempi" dell'attesa: per riconoscere i torti subiti,  Galileo Galilei ha dovuto attendere che trascorressero più di 400 anni; può darsi che per la Massoneria possano occorrerne di più.
Non saprei: ma la mia personale concezione del Tempo è molto relativa, poichè per me passato-presente-futuro sono aspetti di un'unica realtà.
Sempre e comunque illuminata da Dio.
Giuseppe Bellantonio
Gran Maestro  Em.
Gran Loggia Nazionale Italiana
Comunionedi Piazza del Gesù
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