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domenica 26 settembre 2021

XX SETTEMBRE 2021: COSA DEVE RAPPRESENTARE.

 Come ben sa chi ci segue, non di rado ospitiamo interventi - soprattutto di Fratelli e Sorelle - che hanno piacere di veicolare il loro pensiero, i loro palpiti iniziatici, attraverso questo Blog: che così conferma la propria missione di 'servizio'. Conosco personalmente il Fratello Daniele - Uomo di grande sensibilità e di profonda preparazione - che a sua volta mi onora della Sua schietta Amicizia e della sua fraterna considerazione: da anni, ci soffermiamo periodicamente a riflettere su temi di comune interesse, non escludendo quelli di quella Cultura artistico-letteraria che intriga entrambi.                                                                                               Buona lettura di questo scritto appassionato e intenso!                                                               Roma, 26 Settembre 2021                                                                                                            Giuseppe Bellantonio 


Il XX SETTEMBRE rappresenta per noi Massoni una data dove si ritrovano  i principi della Libera Muratoria, ideali e valori irrinunciabili che non possono mai essere oggetto di interpretazione, anzi fondanti della stessa identità massonica.

In questa data, attraverso le oramai note vicende della Breccia di Porta Pia e dell’ unificazione dell’Italia attraverso la conquista e successiva annessione dello Stato Pontificio all’Italia, vengono ricordati i sacrifici di numerosi nostri Fratelli che si sono battuti per affermare gli ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.

Per tutti Noi non sono solo principi, ma guide sicure del nostro percorso iniziatico, precisi punti di riferimento per affrontare le sfide quotidiane, non esenti da ostacoli ed insidie, a volte faticose da superare; in questi delicati momenti, come accade nella “vita massonica”, l’aiuto ed il sostegno di Sorelle e Fratelli ci permette di ritrovare quelle energie e motivazioni per superarli e riprendere il cammino interrotto.

Il XX SETTEMBRE anticipa di pochissimi giorni l’Equinozio d’Autunno, un appuntamento di straordinaria importanza per tutti Noi perché vengono ripresi i lavori dopo la parentesi vacanziera, un momento di straordinaria riflessione e meditazione per ripartire, per provvedere alla “semina” di cui raccoglieremo i “frutti” nel periodo Solstiziale d’Estate.

Queste due coincidenze, il XX SETTEMBRE e l’EQUINOZIO d’AUTUNNO, rappresentano per il Massone il desiderio di guardare oltre, di trovare la forza e la determinazione per affermare quegli ideali che sono alla base di quanti hanno a cuore la ricerca della Verità per la realizzazione della Fratellanza Universale.

Il Libero Muratore si caratterizza quotidianamente per il suo apporto fondante sul piano etico e sociale allo sviluppo di quei sentimenti come l’amicizia, la lealtà, la fedeltà e la tolleranza.

Come quei Massoni che il XX SEMBRE 1870 hanno sacrificato la propria vita per difendere quei valori, Noi oggi, in tempi ben diversi, dobbiamo adoperarci ad affermare gli stessi principi, proponendoci con fierezza al mondo esterno come “uomini liberi e di buoni costumi”, interlocutori affidabili di una società sempre più complessa, spesso disorientata e rassegnata.

Le sfide odierne sono ben diverse, sicuramente non prive di difficoltà, ma tutti Noi dovremmo manifestare quel coraggio che richiedono le sfide, consapevoli altresì che gli altri Fratelli del Mondo Profano hanno bisogno di Noi per un sano confronto, auspicando che anche loro possano individuare un cammino condiviso.

Il periodo che stiamo attraversando è certamente uno dei più bui, la pandemia ha racchiuso l’uomo in se stesso, sempre più solo, rendendolo più fragile ed indifeso, in un totale clima di sfiducia; per questo Noi Massoni, abituati a rimuovere  ogni giorno il Buio alla ricerca della Luce, dobbiamo prestare il nostro soccorso, correre al loro fianco, sorreggerli e sostenerli, magari aiutarli nel tragitto momentaneamente interrotto, ed indicargli un rinnovato percorso.

Noi Massoni come linee guida abbiamo principalmente due massime, la prima “CONOSCI TE STESSO” la seconda “NON FARE ALL’ALTRO QUELLO CHE NON VORRESTI FOSSE FATTO A TE”.

Apparentemente sembrano due atteggiamenti “scontati” ma sono difficoltosi da affrontare, in particolar modo quando sei “SOLO” senza mai un dialogo, un confronto ed un conforto.

Per questo la Massoneria come Scuola di Libero Pensiero  insegna il metodo per ascoltare, studiare, approfondire, meditare e ricercare tutte quelle misure per il perfezionamento morale, intellettuale di tutti gli aderenti.

QUESTA E’ LA MASSONERIA !!!

Ebbene da tutto ciò nasce il Libero Muratore con i suoi dubbi e le sue incertezze,  il suo grande desiderio è l’AMORE, il RISPETTO, la TOLLERANZA, e tutto questo cerca di raggiungerlo attraverso il lavoro di ricerca assieme ai suoi Fratelli e alle sue Sorelle, in un viaggio del tutto personale, non vi è nulla di occulto e di segreto, vi è solo la riservatezza della propria intimità, che va sempre riconosciuta, preservata e tutelata in ogni dove.

Questo XX SETTEMBRE 2021 lo vogliamo celebrare con questa riflessione, guardiamoci al nostro interno senza paura, scaviamo nelle nostre profondità, sicuramente riusciremo a ritrovare quel bagliore di Luce che il Buio per troppo tempo ci ha impedito di fare emergere.

Fratello Daniele

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giovedì 27 settembre 2018

BRECCIA DI PORTA PIA ... E DINTORNI

l'Ill.mo e Risp.mo Fr. ANTONIO URZI'  BRANCATI ha tracciato nei giorni scorsi alcune importanti riflessioni, rappresentate con estrema oggettività e, quindi, carenti da pulsioni animate da un qualche malanimo. L'Illustre Fratello, ancorché presiedere un importante Ordine Martinista, è studioso attento, competente, profondo e appassionato: è per tale motivo estremamente apprezzato tanto in Italia che oltre i nostri confini naturali, ed è sicuro punto di riferimento per una Comunità Iniziatica ampia e varia, che guarda alla sostanza.
Diamo spazio su questa pagina ad due suoi post consecutivi, pubblicati su FaceBook, così come lo diamo a quanti ce lo possano richiedere con il fine di dare un contributo alla buona causa Massonica: un Ordine esoterico-iniziatico di cui troppo ed a sproposito si parla, sovente deviando dal corretto contesto per approdare a situazioni di basso profilo; situazioni che, è bene dirlo, con la 'vera' Massoneria poco o niente c'entrano, tanto ne sono distanti.
Per correttezza, abbiamo chiesto espressa autorizzazione all'Autore al fine di porgere il testo alla cortese attenzione di una platea più ampia.
Ovviamente, nel rispetto di un corretto e asettico pluralismo, siamo a disposizione, per la pubblicazione di loro eventuali repliche, di chi possa sentirsi chiamato in causa.
Buona lettura! 



 Breccia di Porta Pia

In occasione del XX Settembre, qualcuno mi ha ricordato che i Massoni celebrano, proprio in questo giorno, la Libertà, commemorando la breccia di porta Pia a Roma. Ho risposto in quanto ritengo l’abbinamento una inesattezza. Ho risposto, dato che non ero in FB, tramite messanger. Ciò significa che molti di coloro che adesso sono destinatari di queste mie riflessioni le hanno già ricevute, non dico lette, in messanger. A costoro chiedo scusa. Desidero però far risentire il mio pensiero in FB iniziando da un evento ancora attuale al quale, per me, è stato attribuito un significato che non posso condividere. La mia riflessione:

Molti appartenenti alla Massoneria sostengono che il 20 settembre, celebrando la breccia di porta Pia, vivono la giornata come la giornata della libertà. Una libertà che i Massoni vogliono difendere con forza, coraggio, vigilanza e perseveranza contro coloro che vogliono opprimere le coscienze e alzare steccati che confinano l’uomo nelle gabbie dell’antidemocrazia, nelle nebbie mortali dell’irragionevolezza. (Le ultime parole non sono mie, non mi approprierei mai di ciò che non mi appartiene, ma del Gran Maestro del GOI).

Parecchi sono convinti che la Breccia di porta Pia fu l’inizio della libertà degli Italiani, molti però sostengono, specie in Sicilia, che la breccia di porta Pia, portò a molti fame, miseria, diseguaglianze, privilegi di alcuni a danno di altri. Ma questa é politica ed io non voglio interessarmi di politica, anzi, da Iniziato, quale mi ritengo di essere, non debbo interessarmi di politica o quantomeno debbo interessarmi di politica tenendo presente il concetto esoterico di Libertà e non quello sociale o politico. Gli Iniziati sanno che il concetto esoterico è assoluto mentre quello sociale, politico, è relativo. Il concetto esoterico si basa sulla conoscenza assoluta quello sociale o politico sulla imposizione delle idee e dei comportamenti da parte di un gruppo su un altro. Possiamo quindi ben dire che il concetto esoterico unisce mentre quello sociale o politico può anche divedere. 

Da parte dei massoni, di esoteristi, di iniziati, ci si aspetta quindi che per celebrare e difendere la LIBERTÀ si scelga un simbolo venuto agli iniziati dalla tradizione e non dalla storia. Se il simbolo che si sceglie è politico permettetemi di dire che coloro che lo adoperano non lo adoperano da iniziati ma da politici. Se sono Massoni e fanno politica senza usare simboli massonici, possono dare l’impressione di farlo in quanto vogliono usare la massoneria per portare avanti ideologie mascherandole da simboli tradizionali. 

Anche i non Massoni sanno, in quanto lo dicono parecchi libri che si possono trovare in qualsiasi libreria, che sopra la cattedra del Maestro Venerabile campeggia il trinomio, Libertà, Uguaglianza, Fraternità. So che molti Massoni ritengono che tale trinomio non sia tradizionale, che è stato mutuato dai rivoluzionari francesi e che, pertanto, non è un simbolo come bisogna intendere i simboli. Io dico però che le azioni umane, come i concetti, debbono rispecchiare le norme universali. La libertà in senso esoterico è purezza, mancanza di condizionamenti. Solo se si è puri, se non si è condizionati, si può costruire il concetto relativo, terreno, di libertà senza che esso divenga un espediente per esercitare la propria maggiore forza nei confronti di altri che hanno un concetto di libertà magari diverso. La Massoneria ha proprio questo compito. Essendo un Ordine Esoterico, Iniziatico, deve mettere a disposizioni gli strumenti necessari per tornare puri, come si era prima della nascita, per perdere i condizionamenti che si sono acquisiti dalla nascita in poi per potere poi accedere alla conoscenza del cosmo e delle sue regole. Dopo aver ottenuta tale conoscenza si può, direi si deve, fare in questa dimensione, nella nostra terra, ciò che serve per perfezionare l’opera nell’intero cosmo. La breccia di porta Pia non è utile per ottenere tale risultato. 
Non per completare la disamina ma solo per aggiungere qualche concetto, ed approfittando dell’occasione fornitaci dalle gerarchie del GOI relative alla celebrazione della libertà in occasione della breccia di porta Pia, accostamento da me già contestato, desidero aggiungere: è più che evidente che la massoneria del GOI non fa alcun accostamento fra celebrazione della libertà e commemorazione dell’anniversario della breccia di porta Pia. Come ho già detto la Massoneria celebra la “LIBERTÀ” attribuendo ad un simbolo storico, che separa, una valenza tradizionale, che unisce. In effetti ha ragione chi sostiene che il GOI, con la manifestazione cennata, non intende affatto accostare la celebrazione della libertà con il rito dell’equinozio di autunno, che è caduto il 23 settembre.
In ogni caso, dal punto di vista esoterico l’equinozio, a mio parere, non è simbolo di libertà, ma simbolo di uguaglianza. Simbolo della libertà, sempre a mio parere, è il solstizio. Dobbiamo considerare questi momenti interpretandoli analogicamente e dobbiamo dare ad essi la valenza esoterica cioè valida per tutto il cosmo e non solo per questa nostra terra. Ma nello stesso tempo dobbiamo considerare esotericamente anche i concetti di libertà, gia da me enunciato, ed il concetto di uguaglianza che deve essere inteso, quest’ultimo, come situazione di purezza, che rende tutte le manifestazione dell’Emanazione uguali tra di loro e che l’uomo, in questa dimensione, ottiene dopo aver raggiunto la libertà cioè dopo essersi liberato da ciò che lo condiziona. 
Come tutti sanno vi sono due momenti solstiziali e due momenti equinoziali. Entrambi i momenti esprimono il primo, quello solstiziale, il concetto di libertà, il secondo, quello equinoziale il concetto di uguaglianza. 
Non sto a descrivere quì il rito da celebrare in entrambi i momenti, desidero solo richiamare l’attenzione sul fatto che l’anno comincia in occasione dell’equinozio di primavera per tutti o quasi tutti gli Ordini Esoterici; dico quasi tutti in quanto, per esempio, la Massoneria del GOI ha, in un primo tempo, avvicinato parecchio l’inizio del proprio anno ponendolo al 1 marzo e poi, con Corona Gran Maestro, che agì in un momento particolarmente difficile, ha eliminato i residui di esoterismo che vi erano ancora nel GOI, e l’ha posto il 1 gennaio. Aggiungo poi che in entrambi i momenti i rispettivi riti prevedono, oltre ad una effettiva purificazione che si effettua con fuoco ed acqua, fuoco che non brucia ed acqua che non bagna, un accostamento con gli altri elementi della natura che richiamano il detto di Ermete che ciò che é in basso é come ciò che sta in alto.


Ritengo opportuno, dopo quanto ho scritto sulla commemorazione fatta dal GOI della breccia di porta Pia, esporre come intendo io l’Ordine Massonico. Riporto quindi un mio scritto di alcuni anni or sono che forse ho già pubblicato in parte o interamente. Giova comunque ripetere.
Ho trascorso molti anni in Massoneria ed essendo curioso per natura, ho avuto contatto con diverse esperienze esoteriche, anche non massoniche. Credo di aver raggiunto un certo grado di preparazione in questa materia o almeno questo è quello che molti amici mi fanno credere e, spero, non solo per togliermi di mezzo. Oltre che curioso sono anche un irrequieto. Lo dimostra il fatto che in Massoneria sono stato iniziato in una Loggia, ma dopo dieci anni ho partecipato alla fondazione di un'altra e dopo venti anni di appartenenza a quest'ultima ho fondato, insieme ad altri Fratelli, una terza Loggia alla quale ho appartenuto fino al mio allontanamento dalla Massoneria. Ho detto che sono irrequieto e questo già è sufficiente per spiegare i miei movimenti. Ma la natura umana fa sì che l'uomo debba darsi una spiegazione ragionevole a tutte le intemperanze da lui stesso commesse e quindi anch'io ho "costruito" i motivi che giustificano, almeno a me, questa irrequietezza. 

Ho sempre saputo e mi è stato sempre detto che la Massoneria è un Ordine Esoterico - Iniziatico. Frequentando l'ambiente però mi rendevo conto che l'attività che si svolgeva in Loggia era solo ed esclusivamente di natura culturale. In sostanza mi rendevo conto che i "lavori" che si svolgevano in Loggia potevano essere svolti in un qualsiasi circolo culturale specializzato nello studio dell'esoterismo. Mi rendevo conto anche che tutto ciò che si diceva in Loggia era contenuto nei tanti libri che trattano di esoterismo e che spesso le cd "Tavole" erano il frutto non della cultura di chi le "scolpiva" ma.....del copia ed incolla. Nonostante queste constatazioni aspettavo comunque con ansia che mi si dessero gli strumenti per poter raggiungere quel sapere impedito ai non iniziati. Il tempo però passava. Mi sono stati dati i gradi che da semplice apprendista mi hanno elevato prima a compagno e poi a maestro. In cuor mio, però, non notavo alcuna differenza. Mi rendevo conto anzi che i gradi, gli avanzamenti di paga, venivano dispensati quasi esclusivamente in base all'anzianità di iniziazione, ovvero di ingresso in Massoneria, constatando che erano di grado inferiore solo quelli che erano entrati dopo. Leggevo e mi veniva detto, spesso anche in "tavole" roboanti lette in Loggia, che l'aumento di paga lo si deve meritare. Che l'aumento di paga si ottiene solo dopo aver dimostrato di aver bene appreso l'uso degli strumenti che si adoperano nel grado precedente. Belle parole e basta. Constatavo che gli strumenti dei gradi erano illustrati nei vari rituali del grado specifico ed in alcuni oggetti posti in determinati parti del Tempio. Ma nessuno, pur illustrandomi il significato di quegli strumenti, il significato degli oggetti, mi sapeva dare istruzioni su come adoperarli. Era come se di una macchina ti illustrassero le varie componenti ma nessuno ti informasse che cammina e ti insegnasse come si fa a farla camminare. Oltre ad essere curioso sono anche ostinato per cui sapendo che nella Massoneria della quale facevo parte operano anche alcuni Riti, ho aderito ad uno di questi credendo che i veri segreti Massonici mi sarebbero stati svelati proprio in detto Rito. Anche in questo ho fatto "carriera". Ma anche questo mi ha deluso. Aumentavo di grado, le insegne di volta in volta erano diverse, in qualche maniera aumentava la mia cultura ma nessuno mi dava le istruzioni su come guidare quella macchina. In Loggia, anche in quel Rito venivano lette "tavole" che trattavano argomenti che avevo già letto nei libri prima della cerimonia con la quale mi si conferiva il grado. Di percorso che dalla terra porta al cielo non si parlava, come nei primi tre gradi, o almeno se ne parlava ma solo in teoria, tanto per parlarne. E tutto ciò non solo nei gradi subito successivi al terzo ma anche nei gradi piuttosto alti. Mi sono dimesso (messo in sonno) anche da quel rito, ed ero giunto già alla soglia del grado più elevato. Voglio raccontarvi un episodio occorsomi in una delle "tornate" di quel Rito. È opportuno precisare che quella tornata si svolgeva nel capoluogo regionale e riguardava un grado alquanto alto. Tanto alto che la Loggia era solo nazionale ed era stata creata, come di consuetudine, una "succursale" Regionale. Ebbene in quella tornata si discuteva dei simboli del grado, dei simboli che si trovavano o si dovevano trovare nel Tempio di quel grado. L'oratore ci espose una brillante tavola ricca di elementi presi o estratti dal Farina, dal Porciatti, dal Pike, ovvero da libri che si possono trovare in qualsiasi libreria. Non parlò del sotterraneo e delle raffigurazioni che lo stesso conteneva e mi viene il sospetto che non ne parlò in quanto i libri citati non ne parlano. Eppure del sotterraneo si parlava nel rituale del grado e nello stesso rituale si parlava anche delle immagini dipinti nello stesso. Dopo l'Oratore ufficiale io fece un intervento. Descrissi il sotterraneo e diedi la mia spiegazione delle immagini che ivi si trovavano. Ebbene, a seguito del mio intervento mi accorsi che molti dei presenti non sapevano del sotterraneo, in sostanza non avevano letto neanche il rituale del grado, e molti, che avevano invece letto il rituale, non conoscevano il significato delle immagini. Voglio riferirvi di due episodi che hanno condizionato i miei comportamenti. Il primo: nel 1983 è morto un mio parente, massone. Fra le sue carte ho trovato degli scritti massonici di Giacomo Tallone. Allora comincia a leggerli più per curiosità che per altro. Mi accorsi però che in quegli scritti erano contenute le istruzioni per.....guidare la macchina. Tallone infatti illustrava strumenti Massonici e leggendo mi rendevo conto che sia l'ordine che il rito che allora frequentavo mettevano a disposizione gli "attrezzi" atti a percorrere la via iniziatica. Tentai di utilizzare quegli strumenti che indicavano sia Tallone che le Logge, dell'ordine e del rito. Non mi fu possibile. Non mi fu possibili in quanto mi è stato impedito con mezzi riconducibili alla tronfia prosopopea di coloro che si definiscono Massoni, mi fu impedito dalla difficoltà della Massoneria di creare dei veri Maestri. Il secondo avvenimento. Mi imbattei, in quel tempo, in un altro Ordine Esoterico. In quest'ultimo non si chiacchierava, si operava ed incominciai ad operare. Mi resi conto che la Massoneria, ovvero l'Ordine Iniziatico che conoscevo io non era in condizione di condurre l'uomo nel percorso. Non era in condizione nei primi tre gradi e non lo era neanche nei i gradi "superiori" presenti nel rito che avevo frequentato. Al massimo era in condizione di acculturare i suoi membri imponendo la redazione o l'ascolto di scritti che per generosità possiamo definire speculativi. Al di fuori di quel "massimo" è possibile trovare i più squallidi "metalli" che l'uomo si porta appresso e che ritiene normale introdurre nella Loggia per soddisfare le proprie ambizioni o velleità. L'esperienza massonica, divenuta ormai notevole, se non altro per anzianità, mi parlava di altro Rito, sempre nell'ambito della stessa Obbedienza, essenzialmente Operativo. Avendo abbandonato il precedente Rito, mi avvicinai a quest'ultimo. In effetti, almeno a livello locale, forniva la possibilità di intraprendere il percorso esoterico che avevo conosciuto leggendo gli scritti di Tallone. Mi sono trovato quindi a frequentare la Massoneria dei primi tre gradi, il Rito al quale avevo aderito e l'Ordine Esoterico non Massonico e operativo. Mi venne l'idea di approfittare dei tre ambienti diversi, uno dei quali da me già creato (la loggia nei primi tre gradi), gli altri due da creare, (il Rito e l'ordine esoterico diverso dalla Massoneria) per percorrere e far percorrere a più persone possibile la via iniziatica. È opportuno a questo punto fornire alcune spiegazioni per chiarire il mio progetto. La Loggia nei primi tre gradi viene frequentata dai Fratelli Iniziati o accolti nella stessa, tranne poche eccezioni costituite dai visitatori ovvero da Fratelli di altre Logge che vengono in visita; nel Rito confluiscono Fratelli di tutte le Logge della stessa città; in un Ordine estraneo alla Massoneria possono confluire non iniziati alla Massoneria e donne che, nel caso di Logge Massoniche nelle quali non possono essere iniziate, rimangono al di fuori delle stesse. La Loggia che io frequentavo appartiene ad una Istituzione che non inizia donne. In teoria quindi avrei avuto la possibilità, oltre che di lavorare nella mia Loggia, di iniziare e quindi di far percorrere la via a Massoni non appartenenti alla mia Loggia e a profani e donne non appartenenti alla Massoneria. A distanza di anni e dopo aver messo in pratica il mio progetto, posso dire che nella Massoneria funziona solo, e non perfettamente, la Loggia che io frequentavo nei primi tre gradi, mentre il Rito si è dissolto completamente. Funziona abbastanza bene l'Ordine Iniziatico diverso dalla Massoneria. Non sono soddisfatto. Vorrei che funzionassero e anche bene le altre due realtà. Non mi arrendo anche se il mio progetto può essere da alcuni frainteso e da altri considerato velleitario.

Mi sono arreso peró. 
Mi sono arreso per disperazione. 
Sono arrivato ad una veneranda età e nulla é cambiato. 
Mi sono arreso ed ho, in FB e per rabbia, scritto alcune mie considerazioni, ritenute offensive, relative al responsabile nazionale della Massoneria alla quale ho appartenuto. Mi fu mossa una tavola di accusa. Io, dopo le accuse, mi sono dimesso dalla Massoneria. Mi sono allontanato avendo preso atto della mia incompatibilità con quel tipo di Massoneria. Coloro che hanno mosso la tavola di accusa, mi allontanarono a loro volta, ritengo io perchè infastiditi da chi continuava a esaltare una massoneria diversa da quella che loro ed i loro mandanti conoscevano o dicevano di conoscere. Bene così, continuerò a manifestare ciò che penso dal di fuori. 
Ho constatato, comunque, che molti che appartengono alla Massoneria manifestano il disagio che io stesso ho manifestato. Costoro rimangono ed io spero che rimangano solo nella speranza che un giorno si verifichi il miracolo e la Massoneria, da Ordine Esoterico quale la si ritiene, torni ad occuparsi solo di strumenti iniziatici e nella giusta maniera. A costoro io mi permetto di dire: fate politica, politica Massonica. Scacciate dal Tempio i mercanti che dello stesso si sono impadroniti. Io non l’ho fatto. Forse perchè mi ritenevo un puro. 
Non so se sarei riuscito a scacciare i mercanti dal Tempio, (periodo ipotetico) così però, certamente, non l’ho neanche tentato.

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domenica 20 settembre 2015

XX SETTEMBRE: BASTA CON GLI EQUIVOCI.

La data del XX Settembre è  entrata da tempo nell'immaginario della collettività muratòria italiana: più precisamente, dalla breccia che squarciò le mura dello Stato Pontificio a Porta Pia.
Da quell'epoca, l'inizio dei Lavori dopo la pausa estiva, non coincise più in Italia con l'Equinozio d'Autunno - come accade nelle altre parti del mondo massonico - bensì con la data di quel XX Settembre che contribuì notevolmente alla causa dell'Unità d'Italia.
Certo: con enfasi si ricorda il contributo, di azione e di sangue, dato a questa causa dalle 'giubbe rosse d'Italia', dai Garibaldini; non tralasciando di sottolineare come moltissimi di loro, a cominciare da Giuseppe Garibaldi, fossero massoni attivi, anche a livello internazionale.
Anche la Comunione di Piazza del Gesù, per anni ha portato delle corone - tanto a Porta Pia che al Gianicolo - per ricordare i caduti di quella guerra: in seguito diventato un omaggio memore a TUTTI i caduti di allora, qualunque fosse stata la parte per cui combatterono.
Successivamente, al montare di certe polemiche e all'occupare posizioni conflittuali con chi sottolineava la distanza dei Massoni dalle posizioni della Chiesa di Roma (alimentate proprio dalla consapevolezza che molti di codesti 'satanassi' aveva combattuto contro di loro, per far cessare il Potere Temporale), si andò affermando una linea predominante solo apparentemente laica ma in realtà sempre più laicista, e per questo anticlericale, antipapale, e ultra-socialista.  
Linea da cui proprio la Comunione di Piazza del Gesù di è sempre tenuta alla larga, dissociandosene.   Ciascuno si prende le proprie responsabilità, piuttosto che non condividere pedissequamente quelle altrui!
Da alcuni anni, chi vi scrive e chi come lui la possa pensare, non solo distingue nettamente le due date - XX Settembre e solennità dell'Equinozio d'Autunno -, ma ha inteso attribuire alle stesse solennità e spessore diversi.
Da un lato, TUTTI i caduti del XX Settembre, di Porta Pia e di tutte le Guerre di Indipendenza, sono ricordati non solo 'quel' giorno ma sempre, specie nella ricorrenza dei Defunti: sommessamente, ma decorosamente, con rimpianto per quelle vite così cadute ma anche gratitudine.
Dall'altro la rituale ripresa dei Lavori scandita dal ritmo della Natura nell'Armonia del Cosmo, degli Equinozi come dei Solstizi, dal ciclo Solare come da quello Lunare: non certo pratiche da ridicolo "baraccone" - con mobilitazione di cartomanti, astrologi, maghi e veggenti da strapazzo - ma serie attività esoterico-simboliche, condotte con capacità e compiutezza., scandite dal ritmo dei riti.
Oggi, abbiamo captato lo svolgersi di questa o quella celebrazione, di questa o quella esternazione: tutte manifestazioni lodevoli se lodevole è lo spirito con cui le si conduce. 
Meno lodevole è invece chi colga ciò come un'opportunità solo per mettersi in vetrina, in una sorta di spot pubblicitario solo teso a sottolineare una qualche presunta preminenza rispetto ad altri, una condizione piuttosto che un'altra, una o più proposizioni anche rispetto a se stessi.
Ciò depaupera la data del XX Settembre di ogni reale postulato commemorativo e di ogni significato celebrativo, svilendola a semplice quanto impropria vetrina per esercizi auto-promozionali e persino lesivi degli interessi e del nome di quella sana Massoneria che, personalmente,  amo ricondurre ai Valori ed alle Tradizioni inscritti nelle Antiche Pietre.
 
Roma, 20 Settembre                                       Giuseppe Bellantonio


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venerdì 20 settembre 2013

XX SETTEMBRE

XX SETTEMBRE
 
 
Questa data, così ricca di contenuti e permeata di significati che - nel tempo - hanno assunto spessore significativo, specie agli occhi dei Massoni, va mutando di anno in anno nei significati e nei valori assunti.
I Massoni in essa - più o meno a ragione - fin da subito sono stati indotti a vedervi un coacervo di valori improntati ad una laicità che, nel tempo, ha mutato di immagine, divenendo laicismo a volte persino esasperato.
I motivi sono vari, e tutti riconducibili agli stati d'animo - ma anche agli impulsi che provenivano da Inghilterra e Francia, che rinfocolavano tali condizioni - allora fortemente dominanti.
Ma quello che fa oggi del XX Settembre una data in un certo senso di minore spessore, è l'acuirsi negli ultimi anni di un certo disagio,
Un disagio dalla doppia chiave di lettura.
Da un lato il rapidissimo mutare, negli ultimi anni, delle condizioni complessive di questa nostra Italia.
Dall'altro, anche come parziale conseguenza di quanto poco sopra indicato, si è innescato un profondo revisionismo di tutti i fatti storici che hanno portato all'Unità d'Italia, alla caduta dello Stato Pontificio,  al ruolo dei Savoia, alla fine del Regno delle Due Sicilie, alla reale portata dei moti indipendentisti, alla difficile verità legata alle truppe garibaldine durante i loro passaggio specie nelle terre di Sicilia  come pure nel Sud d'Italia.
Un revisionismo dapprima lento, quasi fatto per gli amanti della storia e una ristretta cerchia di intellettuali di impronta sempre più trasversale.
A questi, però, si sono via via aggiunti strati sempre maggiori di "studiosi" e "ricercatori" che andavano a soppesare con maggiore senso analitico i testi storici ufficiali, colmandone le lacune attraverso incroci con testi poco noti reperibili anche presso biblioteche e università estere.
Grande è stata la mia personale meraviglia - durante un mio recente viaggio nel Sud d'Italia - il trovarmi a contatto con persone che, indicando con estrema precisione date, luoghi e personaggi coinvolti, mettevano in rilievo "altre e diverse verità" attraverso le quali individuavano  concatenazioni e specularità con le situazioni attuali e delle condizioni in cui versa la nostra Patria.
La cosa che ancor più mi ha meravigliato è l'aver constatato che sono moltissimi i giovani che hanno iniziato a rivedere le proprie convinzioni personali sotto la formidabile spinta dei fatti nuovi, delle "verità" scomode emerse: situazioni che inevitabilmente li portano a porsi domande; ed i "se", i "ma" , gli "allora" fioccano, nell'assenza  di storie ufficiali diverse dalle pagine di storia scritte dai vincitori.
Allora, propongo una variazione sul tema: che il XX Settembre sia per noi, da oggi, la data nella quale ricordare con animo grato quanti morirono per consentire l'Unità d'Italia.
Rendendo onore a quei caduti che erano nostri Fratelli e che della Libera Muratoria fecero se non il vessillo, l'arricchimento interiore improntato agli Ideali più nobili: così forte da resistere anche ai proiettili che, infuocati, mordevano le carni, così fulgido da sgorgare quale lampo di Luce alle lacerazioni prodotte dalle armi bianche manovrate per affondare spietate nelle loro viscere,
Ecco, sono costoro che vogliamo ricordare noi.
Ma con animo di riconciliazione, piangiamo anche gli altri nostri Fratelli Italiani morti sui fronti opposti.  Morti per aver creduto, per aver obbedito.   
E basta.
Il resto non ci interessa, perché "ricordi", "commemorazioni", "celebrazioni" con le quali taluno pensa di poter sorreggere e giustificare il proprio "esistere",  i propri "ragionamenti", le proprie "verità" (sempre più tentennanti) tirate a lucido con storie che non gli appartengono, non sono il pane e burro di cui ci nutriamo. 
Il nostro nutrimento sono gli stessi Alti Ideali di cui si  colmavano i cuori, gli animi e le menti dei nostri Carissimi Fratelli di ieri.

Roma, 20 Settembre 2013                  Giuseppe Bellantonio
                                                            Gran Maestro Em.to
                                                     Gran Loggia Nazionale Italiana
                                                      Comunione di Piazza del Gesù
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