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lunedì 4 dicembre 2017

I PRIMI PASSI DELL'APPRENDISTA

Antonio Urzì Brancati è nato a Messina nel 1942. Avvocato, ha esercitato la professione con onorabilità e dedizione. In Massoneria dal 1974, ha ricoperto importanti cariche e vissuto significative esperienze, contribuendo nel 1984 a innalzare le colonne della Loggia "Giordano Bruno" all'Oriente di Messina e poi innalzando le colonne della "Giacomo Tallone" nel 2004, Loggia della quale è stato il primo M.:V.: Nel R.S.A.A. ha ottenuto il 32° nel 1997. Nel Rito dì Misraim Memphis 33.90.95 dal 2006. Iniziato nel 2000 al Martinismo nella linea tradizionale di Arjuna,è attualmente il S::G::M:: dell'Ordine Esoterico Martinista. Ha raccolto e ordinato criticamente le Tavole Massoniche di Giacomo Tallone, pubblicandole nel 2014 sotto il titolo Parole di un Credente.                                                                                            Ripreso dal web questo sintetico ma significativo 'profilo' di Antonio Urzì Brancati, con il quale intercorrono rapporti franchi e costruttivi, avendo apprezzato la qualità del di lui tracciare, siamo lieti di proporre ai nostri Lettori alcuni suoi scritti (naturalmente, previa sua autorizzazione).                                                                              Tendiamo sempre a dimostrare che certi distinguo, certe barriere precostituite - quanto poco significative e utili - specie da chi amministri dei gruppi iniziatici,  non appartengono agli Uomini di Cultura e, soprattutto, a chi vive la Libertà, la Fraternità e l'Uguaglianza con un respiro concretamente universale.                                      Cultura, saperi, conoscenze, non possono che costituire un patrimonio comune: devono poter circolare al fine di alimentare il confronto, lo studio, il dibattito, come pure la corretta conoscenza di un contesto che, nella sua più ampia complessità, vede invece spavaldamente in campo soggetti con ampie lacune da colmare (letteralmente 'ignoranti'), che pur si avventurano in tematiche temerarie pur di esprimere un qualche concetto non tanto accettabile, quanto reso appena  'potabile' per una platea grossolana e scarsa di cognizioni concrete ma ricca di interessi materiali.

              IL LAVORO DELL’APPRENDISTA
In una Loggia Massonica sono contenuti tutti gli elementi per poter raggiungere quella conoscenza, quel sapere, che, a mio avviso, è il motivo per cui la maggior parte di noi bussa alla porta del Tempio.
Questi elementi sono i simboli ed i rituali. Ognuno dei simboli che si offre alla nostra attenzione, ogni passo dei rituali che di volta in volta andiamo leggendo e che dovremmo conoscere a memoria, non sono altro che le istruzioni per poter compiere quelle operazioni che, se condotte nel modo appropriato e con costanza portano alla conoscenza.
Sono costretto ad adoperare l’espressione di dubbio che avete ascoltato in quanto so bene che tante condizioni debbono concorrere, e talune veramente difficili da osservare, per poter portare al termine il progetto al quale lavoriamo.
Non ci scoraggiamo. 
Qualunque percorso si inizia con un primo passo.
Mettiamoci al lavoro.
Vi sarete accorti che la Massoneria è ricca di simbolismo. Il simbolismo che potremmo definire riepilogativo del lavoro dell’apprendista lo si incontra al momento dell’iniziazione. Incomincia nel gabinetto di riflessione e continua in Loggia durante la cerimonia. Il gabinetto di riflessione è colmo di simboli molti dei quali richiamano l’alchimia. Il sale, lo zolfo, il mercurio, lo specchio, il teschio etc. 
Uscito dal gabinetto di riflessione il neofita viene “preparato” in un certo modo; gli si denuda una spalla, un piede, gli si mette una benda sugli occhi, lo si spoglia di tutti i metalli. Prima di entrare nel tempio viene guidato attraverso varie difficoltà; finalmente raggiunge la porta del tempio. Entra ancora bendato e viene accompagnato in altri viaggi; il primo molto accidentato, il secondo meno accidentato ed il terzo silenzioso. Dopo che la loggia ha deciso che, superate le prove, il bussante può divenire un Massone, gli viene tolta la benda. Ai suoi occhi appare un tempio decorato in maniera inconsueta. Vede tre cattedre, disposte in maniera diversa e ad altezza diversa; vede un pavimento a scacchi; dei nodi che ornano le pareti; non vede un soffitto; sopra la cattedra che il neofita definisce principale scorge un sole, una luna, una stella
fiammeggiante; a fianco delle altre due cattedre scorge delle statue; una sembra Venere e l’altra Ercole. Durante la cerimonia di iniziazione viene letto un rituale che culmina con la lettura del giuramento. Dopo il giuramento gli viene apposto un grembiule bianco ed in un modo determinato e gli vengono consegnati due paia di guanti.
Per sommi capi vi ho tracciato la cerimonia di iniziazione. Dopo tale cerimonia il neo iniziato comincia a frequentare la Loggia in primo grado. A poco a poco prende confidenza con i simboli che gli vengono illustrati e con il rituale che viene letto durante l’apertura e la chiusura dei lavori. Scorge diversi simboli ed
ascolta tante parole. Si rende conto che sia i simboli che le parole che ode racchiudono tanti significati. La curiosità, la voglia di conoscere lo spingerebbe a domandare. 
Ma gli hanno detto che da apprendista non può prendere la parola!... e allora aspetta. Aspetta che la saggezza di coloro che hanno varcato la porta del tempio prima di lui e che adesso hanno gradi maggiori dei suoi gli forniscano le spiegazioni che cerca. Perchè, prima di entrare nel tempio, ci si ferma nella sala dei passi perduti per effettuare delle operazioni e a che giovano le operazioni che li si attuano. Perchè si entra nel tempio in un certo modo, ed il tempio stesso viene percorso dai Maestri che ricoprono cariche. Perchè si sta all’ordine in una certa maniera; cosa ci vuol dire quel pavimento a scacchi; cosa significano i vari simboli che arricchiscono il tempio. La pazienza degli apprendisti e la saggezza dei Maestri ci daranno le spiegazioni che cerchiamo.
Dico pazienza e saggezza e vi spiego il perchè.
Studiare i simboli, studiare la massoneria, l'alchimia, la magia, ricercarne le origini e rintracciare i primi cultori dell'arte, è bello, è gratificante. Lo studioso, il ricercatore, lo scienziato, alla fine di un lavoro in cui riesce a dimostrare che il triangolo con il vertice in alto porta verso Dio e che tale simbolo è stato patrimonio, prima di divenirlo della massoneria, anche degli Esseni, degli Egizi e di chissà quanti altre sette o popoli, prova tanta soddisfazione specie se chi ascolta lo gratifica con i soliti bene, bravo continua così. Ma, sul piano pratico, ci insegnano qualcosa?
A mio avviso sì. Anzi ci forniscono la chiave dell'immortalità. Per questo dobbiamo comprenderli; per questo dobbiamo sapere ciò che vogliono dirci. I rituali massonici, nei tre gradi, sono dei percorsi operativi meravigliosi. Se letti con attenzione ci impartiscono le istruzione del vivere quotidiano e per
sviluppare ciò che l'egoismo, la pigrizia, la paura ed altri vari condizionamenti,
ci impediscono persino di considerare esistenti.
Vedete Fratelli, noi Massoni, a differenza di coloro che si affidano alle religioni
rivelate, sappiamo che la conoscenza, non la sapienza, dobbiamo conquistarla
con il nostro lavoro. Ma il lavoro che dobbiamo fare è lungo, faticoso, seccante.
Non sono ammesse scorciatoie. La pazienza degli apprendisti, la saggezza dei
Maestri è fondamentale perchè, ciò che, alla fine di questo lavoro, il Massone
conoscerà è di tale entità, di tale intensità che una mente normale non potrebbe
sopportarlo.
La Massoneria fornisce all’iniziato i mezzi, affinchè si possa conoscere in vita
ciò che, sicuramente, sarà svelato dopo la morte.
Immaginate che oggi, in questo momento, qualcuno sia in grado di metterci
immediatamente e senza alcuno sforzo da parte nostra, in contatto con ciò che ci aspetta dopo la morte. Quanti di noi dopo ciò sarebbero in condizioni di tornare alle normali occupazioni. Io credo nessuno. La nostra mente non sarebbe in grado di gestire tanta conoscenza improvvisa.
Se però, la conoscenza di ciò che ci aspetta dopo la morte è il risultato di costanti aperture del velo dapprincipio piccole e poi sempre più grandi, sempre più grandi, quando arriveremo alla fine ciò che vedremo sarà quasi scontato.
L'ultima visione ci mostrerà solo qualche piccola cosa in più di quella precedente la quale, a sua volta, avrà mostrato qualche piccola cosa in più di
quella ancora prima e così via.
Non solo è impossibile conoscere tutto improvvisamente ma è anche pericoloso.
Armatevi di pazienza, anzi armiamoci di pazienza ed iniziamo. Dove arriveremo
non lo so. Qualsiasi passo avanti, però, sarà sempre positivo a meno che non sia
un tentativo di percorrere scorciatoie.
Quando conoscerete la cerimonia di iniziazione al grado di Maestro (naturalmente mi rivolgo agli apprendisti ed ai compagni) vi sarà rivelato che la parola di passo non può essere conosciuta con la forza e con l'inganno. Allora vi ricorderete di queste mie parole. Non vi sto svelando niente di particolare.
Non sto dicendo nulla che non possa essere detto in questa camera.
Quando sento chiedere ad alcuni fratelli di elevare la camera nel grado di Maestro perché occorre discutere alcuni argomenti, rimango molto perplesso. Io ritengo che non si debba nascondere all'apprendista o al compagno la lite fra due fratelli o il comportamento non condiviso di un membro di giunta o dello stesso Gran Maestro. Tutto ciò il compagno, l'apprendista possono sopportarlo,
possono capirlo e la loro reazione, a volte, potrebbe essere anche più assennata
di quella di tanti Maestri.
Ciò che, a mio avviso, non può esser detto all'apprendista o al compagno, si trova in quello che vi ho detto poco fa. Se qualcuno rivelasse, in questa camera, una formula, una invocazione, il tracciamento di un segno o di una cifra, ammesso che ne esistano, capace di mettere ciascuno di noi in contatto con entità non presenti nel nostro stato di esistenza, quello sì che, per i motivi che vi ho esposto prima, arrecherebbe un grave danno ai fratelli non ancora pronti.
Prevengo immediatamente la sicura obiezione che può passare per la mente di
qualche apprendista, che non esistono formule, tracciamenti, cifre che possano
metterci in contatto con entità diverse da quelle conosciute o, almeno, non esistono in Massoneria. Questi sono argomenti che interessano quelli che si
occupano di altri percorsi esoterici.
Poiché l'apprendista non può parlare, a questa tacita osservazione io rispondo
ugualmente. Avete mai visto, per visto intendo studiato attentamente, un quadro di Loggia? 
Sapete come, in origine, doveva essere posto il quadro di Loggia?
Doveva essere tracciato per terra. I segni che venivano tracciati avevano forza evocatoria. Oggi si prende il quadro che si tiene appoggiato sullo scranno che ospita i fratelli all'Oriente lo si mette fra le tre luci e ci sembra di aver fatto solo un gesto rituale del quale non si comprende il significato. No cari Fratelli,
quando il Maestro delle Cerimonie prende il quadro di Loggia e lo appone in
mezzo al Tempio, in sostanza traccia i segni e le cifre magiche capaci di evocare
entità. Sulla forza dell'evocazione si può discutere specie se i lavori non
vengono condotti con consapevolezza e con lo spirito e la convinzione di ciò che
devono produrre.
Avete mai letto attentamente un rituale? Esso non è altro che un insieme di formule invocatorie ed evocatorie; di movimenti corali simultanei e ritmici che
hanno lo scopo di creare l'energia necessaria per formare l'eggregore.
La catena d'unione, poi, aumenta in proporzione geometrica la potenzialità eggregorica dei partecipanti. Il contatto fisico produce energia. 
Il capo catena (ossia il Maestro Venerabile, per intenderci) dopo aver constatato 
che l'energia è prodotta e circola, attraverso la comunicazione all'orecchio della parola, la invia scuotendo tre volte le braccia.
Il gabinetto di riflessione, i viaggi per l'iniziazione, i vari passaggi dei rituali, nei
tre gradi, vi rivelano il lavoro che si deve svolgere per raggiungere gradualmente la conoscenza di cui vi ho parlato. Basta saperli interpretare. Il testamento, atto con il quale si indicano i propri doveri, non si deve esaurire il giorno dell'iniziazione; esso simboleggia il lavoro di meditazione che, quotidianamente, ciascuno di noi deve fare per diventare ricettivo ad altre esperienze. I viaggi, con le relative purificazioni, simboleggiano il lavoro di introspezione, di riflessione e di fissazione da compiere non solo il giorno dell'iniziazione, ma ogni giorno, al fine di liberarsi da tutte quelle scorie che impediscono di essere ricettivi di altri messaggi.
Per mia onestà debbo però dirvi che non basta avere pazienza. Non basta seguire con diligenza e determinazione il suggerimento di colui che ci guida. Occorre ben altro; occorre che ciascuno di noi costruisca il proprio tempio interiore.
Secondo il mistico persiano Sohravardì, vissuto nel 1100, il «tempio interiore» cioè il santuario intimo dell’anima dove è possibile 1’unione con 1’angelo, ha due porte: una che si apre verso il mondo esterno e l’altra verso la grande pianura del deserto spirituale. Afferma Sohravardi che non è possibile aprire la seconda se non viene chiusa la prima. Analogamente avviene in Massoneria dove la prima operazione da svolgere è quella di abbandonare i metalli. E non è per una ragione morale, moralistica, bacchettona, che si impone agli adepti di un ordine iniziatico di abbandonare le passioni, i rancori, e persino i sentimenti positivi. Vi sono ragioni ben più serie. Del resto la morale, per l'iniziato, non è e non può essere quella convenzionale, relativa ad una data epoca, ad un determinato territorio ed a determinati soggetti; la morale, per l'Iniziato, è agire, pensare, desiderare, in armonia con l'Ordine universale.
Ogni nostro interesse, ogni nostro pensiero, ogni nostra azione, in quanto energia,
tende ad influire sull'Ordine cosmico. Ma l'Ordine universale, l'Ordine cosmico,
non prevede, se non per riflesso, la soddisfazione dei nostri interessi, l'appagamento dei nostri desideri. Ne consegue che se i pensieri, le azioni, i desideri non provocano energie armoniche con l'Ordine cosmico, avviene una reazione che tende
a distruggere la fonte del tentativo di turbamento dell'ordine stesso.
Per conoscere quali energie e quindi quali attività, pensieri, desideri, sono in
armonia con l'Ordine cosmico è necessario prima liberarsi da tutti i condizionamenti che guidano le nostre attuali attività per render pulita la lavagna sulla quale scrivere.
Quando saremo riusciti a creare tale condizione, a poco a poco, con qualche accorgimento, sapremo cosa fare e come comportarci per proseguire il cammino.
Lo sapremo perché ci verrà rivelato, in tante maniere, a qualcuno con più forza ad altri con meno forza. Crea il discepolo e verrà il Maestro.
Ciò vuol dire che i Maestri, coloro che dovranno guidare i vostri passi, possono
fornirvi la spiegazione dei vari simboli, possono fornirvi la spiegazione dei vari riti e rituali che si incontreranno come anche possono fornirvi il perchè, il significato cioè, di tali simboli, di tali rituali. Queste spiegazioni, unite alle letture che le stesse sollecitano, possono fare di voi dei soggetti eruditi, possono far di voi delle persone colte. La vostra scienza, la vostra conoscenza sarà vana, però, o almeno sarà vana per il fine che la Massoneria indica e che si vuole raggiungere, se non si persegue il fine di trasformare il proprio essere.
La Massoneria non è una scuola di morale.                                                    La morale che la società ha codificato
deve essere già patrimonio del bussante ed inoltre non è la morale che ci interessa.
La Massoneria è ben altra cosa ed è riduttivo anzi molto riduttivo ridurla a semplice scuola di comportamento. Essa è una via per conoscere il mondo spirituale, per conoscere la vera legge che regola tutto l’universo e non solo questo piccolo mondo il quale, per consentire ai suoi abitanti di abitarlo senza eccessive sofferenze, deve darsi delle regole; regole valide solo per questo mondo, per questi abitanti e variate se l’epoca in cui si vive, se i costumi, le necessità, esigono una mutamento delle stesse. La legge che vige nel cosmo è una legge universale, invariabile, rigorosa.
Cerchiamo di conoscerla con l’aiuto della Massoneria; ne varrà la pena.
Potrei continuare ancora a lungo, cari Fratelli. Preferisco però, finire qui.
Antonio Urzì Brancati 

mercoledì 22 novembre 2017

MASSONERIA E PUBBLICITA': UN CONNUBIO ANOMALO

Sul numero on-line del 18 Novembre 2017 del SECOLO D'ITALIA, è pubblicato un articolo a firma di Federica Parbuoni, dal titolo 'MASSONERIA, LA GRAN LOGGIA D'ITALIA SIA FA PUBBLICITÀ, CON L'AIUTO DI PAOLO MIELI'.
L'articolo potrà essere consultato dal Lettore con un click sul link: 
http://www.secoloditalia.it/2017/11/massoneria-la-gran-loggia-ditalia-si-fa-pubblicita-con-laiuto-di-paolo-mieli/
Lo scritto ha suscitato una mia qualche riflessione, così invogliandomi a inoltrare il commento che segue:

Giuseppe Bellantonio
19 NOVEMBRE 2017 - 17:46
L’attuale Massoneria Italiana – al centro di pesantissime critiche interne alla più parte dei Gruppi noti ed operanti, nonché al centro di eccezionale quanto continua e perdurante attenzione da parte di inquirenti e Magistrati di molti Distretti Giudiziari, da tempo sotto l’occhio indagatore della Massoneria Internazionale,e da altrettanto tempo sulla bocca della vulgata popolare con critiche spesso feroci ma altrettanto spesso legittime – di per sé non ha bisogno di tifosi né di sostenitori, né di operazioni di lifting o marketing, in quanto, se operante in termini di correttezza, di trasparenza e di regolarità, ha da sola le capacità di auto-proteggersi, di disintossicarsi e di operare secondo le norme di base comunemente accettate. 
Opportunità lodevoli offerte dall'esterno per consentire a taluno o a tal’altro di proporre la propria immagine, anche per esorcizzare le dense ombre delle negatività lasciate da sospetti e accuse incrociate, vanno ormai prese con attenzione; grande attenzione, quasi sospetto dinnanzi alla classica domanda qui prodest
La Storia della Massoneria Italiana, dal 1805 ad oggi, è certamente complessa e merita interventi tali da non prestarsi ad interpretazioni di sorta: molti sono i sedicenti ‘storici’, mentre per lo più si soffermano al ruolo di analisti parziali di questo o quell'episodio, cedendo alla tentazione di lanciare molti sassi, condire le proprie parole con molti ‘se’ e molti ‘ma’ abbondantemente farciti di punti interrogativi. 
Lo storico Aldo Mola, ad esempio, da lunghissimi anni studia di Massoneria e la Massoneria, curandone soprattutto le chiavi di lettura interne, pur senza cedere mai al pettegolezzo qualunquista.
Personalmente, le tinte fosche di questa pesante stagione della Massoneria Italiana, contraddistinta da frequenti lotte, divisioni e frammentazioni, lasciano sgomenta quella ‘base’ costituita da ottimi Iniziati che non riescono a capire le ‘voci’ o le notizie ‘frammentarie’ ed incerte loro propinate, insultando la loro intelligenza. 
La ‘base’ costituita da coloro che vivono la Massoneria per quello che dovrebbe essere – luogo di approfondimento culturale ed esoterico, simbolico quanto ritualistico e storico – piuttosto che per quello che certe associazioni sono diventate – luogo di affari e intrallazzi, di convegni amorosi e di gestioni finanziarie ‘allegre e disinvolte’, e quant'altro – è ormai satura di certe notizie e di certo qual modo di ‘fare, interpretare’ la vita Massonica, di per sé stessa rigorosa e di alto profilo etico e morale.
Da qualche mese, da buon osservatore del contesto nella sua generalità, sono più propenso a ritenere che la Massoneria Italiana, dopo essere stata ciò che è stata e nella contingenza della odierna quotidianità, è avvita verso l’AUTODISTRUZIONE INIZIATICA. 
Sempre che, proprio dalla ‘base’, non giunga imperiosa la volontà di un profondissimo, radicale, cambiamento.
Ecco anche perché non serve l’intervento di alcun supporter, in questa fase: proprio perché anch'egli potrebbe non essere ‘terzo’ ma diventare egli stesso ‘parte’ di una tematica divenuta problematica.
Un cordiale saluto.
Giuseppe Bellantonio
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martedì 21 novembre 2017

LETTERA APERTA AI MASSONI D'ITALIA


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Desidero prendere spunto dal congresso svoltosi recentemente ad Agrigento che ha visto impegnato la Massoneria del GOI a discutere sul tema “EMIGRAZIONE”.
L’argomento scelto è senz’altro un argomento politico, un argomento cioè che divide anzichè unire. In qualsiasi maniera venga trattato vi saranno sempre persone che ritengono gli “emigranti” degli invasori, dei personaggi dediti a modificare le leggi, le abitudini e la cultura dei popoli che li ospiteranno come vi saranno altri che ritengono tali emigranti una risorsa culturale, di lavoro oltre a ritenere che accoglierli vuol dire salvarli dalla miseria, dalla fame e spesso dalla morte. Tutti i Massoni sanno che anche fra le fila Massoniche vi sono persone che la pensano in un modo ed altre che la pensano in modo opposto. Quest’ultimo inciso però non è importante. Vuol significare solo che i Massoni danno ospitalità anche a gente che di Massoneria non capisce nulla e vengono utilizzati solo per la capitazione che pagano e per il potere, visto come numero, che conferiscono a questa o quella obbedienza massonica. 
Ciò che è importante è invece che questo tema è discusso dai partiti politici che, come è noto, hanno anche opinioni diverse e opposte. Qualunque sia la pronuncia definitiva della Massoneria, necessariamente si schiera, facendo credere a quel partito o a quei partiti, che i capi di quella data obbedienza sono in grado di convogliare l’azione di tutti gli aderenti verso quella scelta. In che modo non lo dicono, anche perchè non é vero, viene solo fatto credere a chi vuol credere a tutti i costi o al furbetto di turno che sa che se un esponente della Massoneria si pronuncia ufficialmente a favore della sua tesi politica non porterà tutti dalla sua parte ma una cospicua parte certamente. 
Questo, a sentire coloro che guidano l’obbedienza che organizza il dato convegno, è il modo che oggi, grazie a loro, usa la Massoneria per uscire allo scoperto per far conoscere al mondo i veri interessi della Massoneria e soprattutto i veri valori. A mio parere tutto questo è sbagliato. L’ho già detto e lo continuerò a dire finchè avrò vita e finchè la mia opinione conterà per qualcuno. Lo continuerò a dire in ogni modo e con ogni mezzo in quanto amo la Massoneria e so perfettamente di cosa deve e può occuparsi, come so perfettamente che non deve occuparsi di politica come istituzione o come Loggia che, per me quest’ultima, è molto più importante della istituzione. 
In queste occasioni la Massoneria, come istituzione, si comporta come una qualsiasi religione rivelata; è detto e si ripete che la Massoneria non si occupa di politica ma di fatto lo fa. Così agendo si procura l’inimicizia non solo della religione praticata nello stesso paese ma anche della maggior parte dei partiti politici che in esso operano. La religione non teme la concorrenze politica. Sa, o meglio i gerarchi che ne sono a capo sanno benissimo di essere tanti di numero da non prendere neppure in considerazione il pericolo di una qualsiasi altra istituzione in questo campo, ma la osteggiano perchè sanno che fra gli iscritti all’Ordine Massonico, vi sono anche persone che sono in condizione di smascherare la loro arroganza, le loro bugie, i loro crimini. Sanno anche che tali persone sono in grado di esaltare il merito della religione specie nei confronti di chi non può o non vuole, ma, convinti che anche nelle loro fila sono pochi coloro che conoscono la vera essenza della religione, combattono la Massoneria e la possibilità di essere smascherati nella loro attività essoterica. 
I partiti politici, o la maggior parte di essi, osteggia la Massoneria perchè vedono in essa, grazie ai proclami, ai dibattiti, alle tavole rotonde che i vertici della stessa organizzano, un superpartito trasversale, segreto, e dedito alla assistenza dei suoi membri anche contro le regole o le leggi. Poco importa a loro la parte esoterica, iniziatica della Massoneria stessa, sanno solo però che osteggiando la Massoneria, per qualsiasi motivo, ottengono il favore dei gerarchi cattolici nel momento elettorale e questo basta. 
Cosa è giusto che la Massoneria faccia? La Massoneria è un Ordine Iniziatico. Nelle sue Logge l’uomo, servendosi di strumenti che la Massoneria mette a disposizione, deve percorrere la via sulla quale è stato messo al momento della Iniziazione. La via Iniziatica conduce alla conoscenza delle regole del cosmo. È chiaro che non tutti quelli che percorrono la via posso o giungere sino alla meta ma non vi è dubbio che ciò che si incontra lungo la “via”, essendo il frutto di un simbolo, ci dà una conoscenza assoluta anche se parziale dello stesso simbolo. Questa verità consente a chi percorre tutta la via e quindi acquisisce la conoscenza parziale dei simboli che man mano incontra, di mettere insieme tutti i simboli incontrati e quindi di completare il puzzle. Il puzzle, il quadro completo è la conoscenza delle leggi del cosmo, delle leggi cioé valide in tutto il cosmo e quindi anche in questa piccola terra che ci ospita. Ottenuta la conoscenza il Massone e non la Massoneria, può, se vuole (per me deve), agire per il bene di tutta l’umanità. Questo e solo questo è il compito della Massoneria. Ogni altra attività è solo frutto di idee personali, relative e spesso imposte. Portare avanti idee personali vuol dire o aver fraintesa la Massoneria, non averla capita, o peggio sfruttarla per i propri scopi. Ripeto ciò che ho già detto e scritto in questa stessa lettera aperta ai Massoni: finchè avrò vita e finchè la mia opinione conterà per qualcuno, continuerò a dire ciò che penso. Lo continuerò a dire in ogni modo e con ogni mezzo in quanto amo la Massoneria e so perfettamente di cosa deve e può occuparsi, come so perfettamente che non deve occuparsi di politica come istituzione o come Loggia, molto più importante della istituzione stessa.

Antonio Urzì Brancati
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NOTA:
Nel particolare contesto della situazione in cui versa la Massoneria Italiana nel suo complesso, sulla rete è stato pubblicato in data odierna questo interessante testo a firma dell'Ill. Fr. Antonio Urzì Brancati: Persona dalla significativa esperienza e dalla profonda, e certa, cultura iniziatica.
Abbiamo chiesto alla cortesia dell'Autore il poterlo riprendere, al fine di diffonderlo ancor di più: non tanto per i soggetti coinvolti, quanto perchè l'Autore mette perfettamente in risalto 'cosa' sia realmente MASSONERIA e cosa NON lo sia; quale sia il modo oggettivamente corretto di operare e quale NON lo sia.
Dalla lettura, a ciascuno trarre le proprie conclusioni.
Roma, 21 Novembre 2017
G. Bellantonio

mercoledì 4 ottobre 2017

...CHE SIA UN FATTO NUOVO!

Risultati immagini per scalpellini

Sul periodico ‘Serenamente’ il Fr. Alberto V. ha cortesemente riprodotto il mio articolo MASSONERIA ITALIANA:  NIENTE STREGONI. (visibile su http://massoneriaesocieta-giubell.blogspot.it/2017/08/massoneria-italiana-niente-stregoni.html), ritenendolo meritevole di attenzione da parte dei lettori del periodico stesso.
In calce all’articolo così riprodotto, il Fr. Alberto ha ritenuto di esprimere la seguente nota

N.d.R. - Sono lieto di riportare il pensiero del Serenissimo Fratello Giuseppe che stimo e considero tra le voci importanti della Massoneria Italiana, trovandomi spesso d'accordo con lui.
Non ho mai creduto all'esistenza di una Via unica, ma all'esistenza di un unico modo di essere massoni, cioè individui liberi e di buoni costumi, amanti delle Virtù, impegnati a migliorarsi per progredire. Possono convivere percorsi differenti, ma devono sempre essere finalizzati alla costruzione del massone e non all'attuazione di scorciatoie iniziatiche.
Non esiste una Massoneria buona e una cattiva, esiste l'istituzione massonica in quanto tale e l'ideologia che la rappresenta, pur tra differenze interpretative. Chi pensa alla Massoneria come a un poltronificio, una mutua, un salvadanaio o una lobby, è molto lontano dall'Arte Reale.
Personalmente prediligo la Massoneria “post-moderna” che si rispecchia nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, quindi, ad esempio, che non discrimini per genere e che sappia guardare al futuro senza scordare l'essenza dell'Arte Reale nei suoi principi/valori tradizionali esoterico-iniziatici sine qua non. Ma, all'interno di questi, considero positivamente la progressività, la contestualizzazione ed il pluralismo sia poiché chiunque voglia migliorarsi deve riuscire a modificare positivamente il proprio stato precedente sia perché considero un valore il confronto delle diversità massoniche. Ho sempre sognato una Massoneria nella quale convivano, costruendo insieme, le tre realtà: maschile, femminile e mista.
Rispetto eredità, discendenze, primogeniture ecc., ma mi interessa di più sapere chi sei e che fai oggi, piuttosto che celebrare chi eri e che facevi. Non voglio dire che le Tradizioni non contino o che debbano essere sottovalutate, ma che è più importante giudicare dove hanno portato e chi le rappresenta. Ad esempio, è sicuramente molto rilevante il contributo di civiltà che la Grecia antica ha donato al mondo, ma vedo la Grecia odierna per ciò che è diventata, così come vedo che
Roma non è più quella dei Cesari.
Più che cambiare Comunioni o Ritualità, dobbiamo cambiare noi stessi, guardando più ai nostri errori che alle colpe degli altri. Dobbiamo cercare dentro di noi e non fuori di noi la Luce, se vogliamo trasformarci in fiaccole utili a chi vagola nel buio.
Non illudiamoci però, non esistono massoni e luoghi perfetti, ma solo massoni e luoghi perfettibili, nei quali ritroveremo sempre i pregi e i difetti nostri e delle persone che li “abitano”; non è pessimismo, ma la serena ed oggettiva visione del nostro mondo, per migliorare il quale tutti dovremmo impegnarci al meglio delle nostre possibilità.

A tali considerazioni ho ritenuto di far pervenire a “Serenamente” il mio pensiero

CIAO CARO ALBERTO, TUTTO BENE?                                                                            GRAZIE PER QUESTO RINNOVATO INOLTRO DI ‘Serenamente’                                    I CONTENUTI SONO SEMPRE INTERESSANTI E STIMOLANTI.                                      HO LETTO LA TUA NOTA IN CALCE AD UNO DEI MIEI ARTICOLI (CHE IN REALTA’ ERA UNO DEI DUE ARTICOLI, STRETTAMENTE CORRELATI TRA DI LORO, RELATIVI AL TEMA. QUESTO PER LA COMPLETEZZA DEL CONTESTO TRATTATO. Nota: l’articolo è MASSONERIA ITALIANA: QUALE TERAPIA? Visibile su http://massoneriaesocieta-giubell.blogspot.it/2017/08/massoneria-italiana-quale-terapia.htm).   
APPREZZO E RISPETTO LE TUE CONSIDERAZIONI, CHE TROVO PERALTRO CONIUGABILI CON IL MIO TESTO, PIUTTOSTO CHE NON CONFLITTUALI, RAPPRESENTANDO ANCH’ESSE UN PUNTO DI VISTA E QUINDI UN POSSIBILE TASSELLO IN UN CONTESTO CERTAMENTE DI AMPIE E NON SEMPRE TANGIBILI DIMENSIONI.
RESTA IL FATTO – E LO CONTINUERO’ A SOSTENERE ENERGICAMENTE – CHE I MASSONI CHE COMPONGONO IL CONTESTO DELLA MASSONERIA ITALIANA, EPPERTANTO GLI ADERENTI/ISCRITTI ALLA ENORME QUANTITA’ DI GRUPPI E GRUPPETTI, DEVONO TROVARE LA VOLONTA’ E LA FORZA DI PROCEDERE AD UN RADICALE DISINQUINAMENTO COMPLESSIVO.                         N PRIMIS NEL LORO STESSO SENTIRE, CIOE’ NEL LORO STESSO MODO DI ‘FARE’, ‘VIVERE’ LA MASSONERIA INIZIATICA. DELLA QUALE E’ INDISPENSABILE CONOSCERE ‘LA’ STORIA, OSSIA IL PASSATO PIU’ REMOTO E MENO REMOTO ED I SUOI PROTAGONISTI NEL BENE COME NEL MALE; DIVERSAMENTE, NON POTRANNO COMPRENDERE APPIENO LE RAGIONI DI UN PRESENTE COMPLESSO E CONTRADDITTORIO CON GLI STESSI IDEALI DELLA BELLA ARTE. PERALTRO, CONOSCENDO POCO DEL PASSATO, VIVENDO UN PRESENTE CONFUSIONARIO, FRAMMENTARIO, CAOTICO NELLA SUA RICCHEZZA DI IRREGOLARITA’ E IRRITUALITA’, NON POTRANNO APPREZZARE ALCUNA VISIONE FUTURA, ALCUN PROGETTO, ALCUN PROGRAMMA, CHE POSSA PREVEDERE UN PERCORSO PIU’ OLTRE DEL LORO NASO.                                             
SOLO CONOSCENDO ED APPREZZANDO, PESANDO E MISURANDO I LORO INTERLOCUTORI DIRETTI (OSSIA, NON ‘COMPRANDO A SCATOLA CHIUSA’), SOLO CON IDEE PIU’ CHIARE DI DOVE VOGLIANO TROVARSI REALMENTE E DI QUALI POSSANO ESSERE I LORO OBIETTI DI CRESCITA. POTRANNO SCARTARE DOVE ‘NON TROVARSI’, DOVE ‘NON OPERARE’, DI CHI ‘AVERE DISISTIMA INIZIATICA’, DI CHI ‘DIFFIDARE’, DI CHI – INFINE – POSSA CONDURLI A RISULTATI PIU’ CONSONI AL BAGAGLIO TIPICO DELLA MASSONERIA INIZIATICA PIUTTOSTO CHE NON DI UNA CONSORTERIA COM’E’ (GENERICAMENTE PARLANDO, OVVIO) QUELLA ATTUALE.                              
CONSORTERIA GIUSTISSIMAMENTE ADDITATA COME OGGETTO DI SCANDALO, DI CRITICHE, DI INDAGINI E NON CERTO DI PERSECUZIONI.                                          VERO E’ CHE AI MOLTI ‘SI DICE’ SPESSO VIENE DATA DIGNITA’ DI VERITA’, MA E’ ALTRETTANTO VERO CHE QUANDO UN MAGISTRATO, UN SOGGETTO TOGATO, PARLA IN MODO ESPLICITO ENUNCIANDO DEI FATTI E QUINDI CON COGNIZIONE DI CAUSA, NON CI SI PUO’ NASCONDERE DIETRO UN DITO, GRIDANDO ‘AL COMPLOTTO’.                                                                                                     
PERCHE’ ANCHE TU SAI BENE, CARISSIMO ALBERTO, CHE DI ‘TEORIE DEL COMPLOTTO’ NE E’ COLMA LA STORIA DI TUTTI I TEMPI: MA ANCHE DOVE VI SIA STATA UNA QUALCHE VIS PUNITIVA OVVERO RESTRITTIVA, ESSA HA AVUTO SEMPRE L’INNESCO DA COMPORTAMENTI/POSIZIONI INTERNE QUANTOMENO DISCUTIBILI.                                                                                                                         QUINDI SE TROVA FONDAMENTO L’UNA COSA, TROVA ANCHE FONDAMENTO CHE LE VESTI DELL’AGNELLO NON SI ADDICONO AI LUPI. COSI’ COM’E’ VERO CHE NELLE LOGGE, SOTTO LE SPOGLIE DI APPARENTI BUONI FRATELLI, SI CELANO LUPI FAMELICI PRONTI A DILANIARE LE LORO PREDE.                                              PREDE IGNARE E IN BUONA FEDE, MOLTE VOLTE. TROPPE ALTRE VOLTE, NO: NELLA SPERANZA DI POTERSI ANCH’ESSE TRASFORMARE.                                   C’E’ QUINDI BISOGNO DI UN RINNOVAMENTO CHE TENGA CONTO DEL PASSATO, MA CHE ASPIRI AD UN FUTURO ORDINATO E CONGRUO CON LE TRADIZIONI (CHE NON FANNO PARTE DEL PRESENTE, ANCHE SE NEL PRESENTE VENGONO CITATE ED EVOCATE): PER FARE MASSONERIA E NON PER DAR VITA A CAMARILLE E CONGREGHE, NON PER DIVIDERSI IN CONTINUAZIONE EVOCANDO LEGITTIMA’ IMPROBABILI SE NON IMPOSSIBILI, TRADENDO E SEPARANDOSI IN UN INTERMINABILE MA NON PIU’ SOPPORTABILE BALLETTO.                                          MI AUGURO CHE, ANCHE IN POCHI, POSSANO SVEGLIARSI DA QUESTO BRUTTO SOGNO, RITROVANDO LA LORO DIGNITA’ DI UOMINI E DI INIZIATI, SCROLLANDOSI DI DOSSO INUTILI SOVRASTRUTTURE E UNA MASSA DI CARIATIDI CHE BADA SOLO AD INTERESSE E LUCRO.                                                                                        SE RIVOLUZIONE DEV’ESSERE, DEVE PARTIRE DALL’INTERNO; SE RINASCITA DEV’ESSERE DEVE SGORGARE DALL’INTERNO; SE GIUSTIZIA DEV’ESSERE FATTA DEVE ESSERE FATTA PARTENDO DALL’INTERNO.                              DIVERSAMENTE?                                                                                        DIVERSAMENTE SI CONTINUERA’ COME ORA, SE NON PEGGIO: CON TANTI, E MI CI METTO ANCH’IO, A PONTIFICARE, A DIRE, A CRITICARE, A DISCETTARE, A MOSTRARE PUR BELLE COMPETENZE, NON OFFRENDO SOLUZIONI DEGNE DI TALE NOME.                                                                                                                            COSI’ MANCANDO ASSOLUTAMENTE NELLA MISSIONE DEL MASSONE.                    QUELLA DI ‘DARE SENZA PRETESA DI RICEVERE’, QUELLA DI ‘FARE’ A FAVORE DEL SUO PROSSIMO.                                                                                                        CHI AVRA’ QUESTE BELLE PREROGATIVE, SARA’ SCHIACCIATO DEFINIVAMENTE DAI MESTIERANTI, DA COLORO CHE VIVONO ‘DI’ MASSONERIA E NON ‘PER’ LA MASSONERIA, DI COLORO CHE HANNO TRASFORMATO LE COMUNITA’ IN SOCIETA’ DI INVESTIMENTO IMMOBILIARE CHE SI NUTRONO DEL CONTRIBUTO DI TUTTI, MA CHE NON APPARTENGONO A TUTTI SE NON LIMITATAMENTE ALLA PERMANENZA DI CIASCUN SOGGETTO (CHE PERALTRO TUTTO IGNORA DELLA GESTIONE E DELL’AMMINISTRAZIONE REALE, VERA).                                       QUANTI NON VORRANNO AGIRE COSI’, NASCONDENDOSI DIETRO AL PROPRIO DITO, GIUSTIFICANDO AD OLTRANZA CHI E CIO’ CHE NON E’ PIU’ GIUSTIFICABILE, VUOL DIRE CHE RINUNCIA AD OGNI PROPRIA IDENTITA’, AD OGNI PROPRIA VOLONTA’, DIVENENDO SOTTOMESSO DI UN POTERE CHE – SIA BEN CHIARO – CON LA VERA MASSONERIA NON C’ENTRA AFFATTO, MA CHE LA DANNEGGIA OLTREMODO.                                                                                                                      UN CARO SALUTO E UN TFA. CON IMMUTATA STIMA.                                              Giuseppe

A tale commento , il Fr. Alberto V., con molta cortesia e disponibilità, e con il garbo che lo contraddistingue, ha dato immediato riscontro

Grazie, caro Giuseppe,                                                                                                              a novembre pubblicherò questo tuo approfondimento, certamente utile a tutti noi e anche di utile "completamento" a quanto già pubblicato.                            TFA   Alberto

Ora la parte più importante: vi chiederete cosa ci può essere ‘oltre’ tale scambio di valutazioni, certamente da interpretare quale arricchimento e giusto seguito dei miei precedenti, citati, scritti.
‘Oltre’ c’è un imperativo: LA BUONA MASSONERIA ITALIANA, I BUONI E ONESTI FRATELLI E SORELLE CHE OPERANO CORRETTAMENTE E CON REGOLARITA FORMALE E SOSTANZIALE, TANTO RITUALISTICA CHE MPRMATIVA, DEVONO DARE VITA AD UNA PROFONDA RIVISITAZIONE DELLA LORO STESSA PRESENZA NEL CONTESTO.                           Devono chiedersi il senso della loro presenza e soprattutto COSA POSSONO FARE per contribuire ad una riqualificazione dell’insieme: NEL LORO INTERESSE come pure nell’interesse di quei BUONI Fratelli e Sorelle che possano esser loro vicini.
        Ci vuole un FATTO NUOVO che dia un preciso, inequivocabile, trasparente segnale, che espliciti, esternandola, questa VOLONTA’ DI DISTINGUERSI da quella che, giorno dopo giorno, assume la forma di un ammasso di aderenti/iscritti tra loro indistinti, ‘senza volto’: solo numeri di iscrizione, solo una voce del bilancio periferico e centrale.
        Ci vuole un FORTE SEGNALE che, in Italia come all’estero, faccia comprendere dell’esistenza di una precisa volontà ad effettuare una inversione dell’attuale tendenza.
        E per fare questo occorre gettare i cuori oltre ogni ostacolo, rendendosi TUTTI disponibili con SPIRITO DI SERVIZIO ad un’opera che ci riporterà indietro nel tempo, ritrovando una efficacia OPERATIVA, riprendendo in mano i nostri classici strumenti: lavorando con alacrità a sgomberare il campo dalle macerie, rigenerando il suolo, reimpostando le fondamenta e la natura stessa del costruendo edificio.
        ‘Edificio’ che non DOVRA’ NE’ POTRA’ SEGUIRE VECCHI SCHEMI, VECCHIE PROCEDURE, poiché, farlo, equivarrebbe a perpetuare gli errori pregressi.
        Occorre quindi che, anche chi ha più esperienza, metta da parte ANCHE SE STESSO rendendosi disponibile alla definizione di NUOVO E DIVERSO PROGETTO, E QUINDI ‘CASA COMUNE’, CHE GUARDI AL FUTURO, PUR OPERANDO NEL SEGNO DELLE PIU’ ANTICHE E GENUINE TRADIZIONI.
        Una volta deciso questo PROGETTO e fattolo conoscere, verranno definite la forma, le procedure, i tempi, i ruoli OPERATIVI.
        Non tempi lunghi, ma rapidità nell’OPERARE.
        Questo, a conferma che, al di là del cincischiare dialettico di chi vuole ad ogni costo camuffare la realtà, e quindi ignorarla, IL CAMBIAMENTO PARTE DA NOI, ATTRAVERSO LE NOSTRE SCELTE !
   Personalmente, ho deciso di concentrarmi in via prioritaria a quest’azione, certo di poter contare sul supporto di Fratelli e Sorelle di buona volontà, desiderosi di poter operare con serenità in un contesto che abbia i requisiti della trasparenza e della legalità: tanto massonica che profana.
        Pertanto, mi vedrete molto meno impegnato sulle pagine del web: e di questo me ne rammarico, specie con quella platea di Lettori che ad oggi mi hanno seguito con attenzione, curiosità ed interesse.
         Che il Grande Artefice degli Universi ci assista!

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domenica 24 settembre 2017

L'AVV. MINNICELLI A PRESA DIRETTA


Dalla pagina FaceBook 'Grande Architetto dell'Universo-amici' curata dall'ottimo Francesco Guida - buon Fratello, peraltro cultore di Storia della Massoneria, del quale numerosi e interessanti sono i testi elaborati - abbiamo attinto una notizia che, per la propria peculiarità, abbiamo ritenuto di riprendere e far conoscere ad una platea più ampia attraverso questo blog. Blog 'di servizio' e non di parte.
Per correttezza, abbiamo richiesto proprio a Francesco Guida,  il proprio n.o. alla nostra iniziativa, della qual cosa lo ringraziamo in ogni caso. 
A chi ha rilasciato le dichiarazioni di cui segue, la responsabilità delle stesse. 
Ai Lettori, altrettanta responsabilità nel trarre le libere ed autonome conclusioni del caso.          

---inizia---
Mi è pervenuto il seguente comunicato del fratello Amerigo Minnicelli (Nota: v. foto) che pubblico per opportuna conoscenza. Credo che ne sentiremo delle belle lunedì sera:
" È notorio che la Famiglia Minnicelli, appartenente alla Comunità Rossanese dal 1700 dove giunse dalla Toscana al seguito dei Toscano Mandatoriccio, è famiglia risorgimentale che insieme ad altre in Calabria hanno avuto radici nei principi muratori di Libertà, di Fratellanza e di Uguaglianza, trasfusi poi nella Rivoluzione Americana e in quella Francese da uomini come Gaetano Filangieri, Mario Pagano, Pietro Malena, Giuseppe Toscano Mandatoriccio, Demetrio Mauro e Luigi Minnicelli. Quindi, singoli componenti di quelle famiglie hanno punteggiato in Massoneria la storia antica e quella più recente e a loro nome, per riconoscenza, si sono avute anche intestazioni di strade in Rossano e altrove. Vi fu una Loggia che nel 1946 raccolse Uomini di buona volontà e di sani principi usciti dal proibizionismo del Ventennio, intitolata appunto a quell’Eroico Cittadino impresso in maniera indelebile nell’Albo d’Oro de “I Mille” e tra le memorie del Gianicolo.

La Massoneria, oggetto in questi ultimi decenni di numerose e qualificate critiche sia interne che esterne, per le sue deviazioni dagli Antichi Doveri e persino dai Principi enunciati nelle sue Costituzioni (che un tempo la distinguevano da altre similari per pratica di liberalismo, democrazia e libertà) è oggi nel cosiddetto “occhio del ciclone”. In tale contesto, all’Avv. Amerigo Minnicelli, che da anni ha esplicitato, con altri, le problematiche nascenti da tali pretese deviazioni, con tesi ed opinioni di sovente riprese dalla stampa nazionale nonché da prestigiose pubblicazioni editoriali, noto altresì per aver ribadito che << Nella Storia, sono stati Grandi Uomini dediti ai Principi Universali della Massoneria a compiere grandi gesta e così a darle gamba, non già il contrario...>>, allo stesso Avv. Amerigo Minnicelli è stata sollecitata da RAI TRE il rilascio di un’intervista che apparirà, in parte, lunedì 25 settembre ore 21,15 prima serata, nel corso della nota, colta e seguita trasmissione “REPORT". Amerigo Minnicelli


---finisce---

martedì 19 settembre 2017

20 SETTEMBRE o XX SETTEMBRE ?

                                             

Da molti anni abbiamo formalmente preso atto che la ‘rituale’ cadenza del 20 Settembre - un tempo legata convenzionalmente quanto esclusivamente all’Equinozio d’Autunno, momento in cui riprendevano i Lavori dopo la pausa estiva - è divenuta una data che, nel particolare contesto della Massoneria Italiana, ha assunto via via significati improntati ad una gamma persino troppo ampia di sensazioni: con valenze che talvolta eccedono, e di molto, lo stesso ambito esoterico-iniziatico, simbolico e anche storico della Massoneria - in generale - e di quella Italiana - in particolare -.
Anche quest'anno, a prescindere da brevi momenti di meditazione - all'insegna del personale, anche se con valenza istituzionale - nel punto in cui il cannone aprì la famosa ‘breccia’ nelle mura di Roma, i nostri riferimenti a questa data ed il nostro specifico sentire intendono seguire un percorso diverso e ben distinto.
In pratica, non associandoci né condividendo - materialmente ovvero idealmente - tanto lo spirito che le azioni di altri: specie quelle condite dalle usuali, molte, troppe, parole che vengono spese dai più che si mobilitano nel particolare contesto.
Con più semplicità, il 22 Settembre 2017 celebreremo solo l’Equinozio d’Autunno: un momento importante nella Libera Muratorìa, stante il ricondursi a quello scandire del Tempo che accompagna gli Iniziati di ogni epoca alla ciclicità delle stagioni, dei solstizi come degli equinozi, che - con il loro ritmo, con il loro respiro - riconducono alla Natura, al Cosmo, alla Luce, al Creato, a Dio:  Grande Artefice degli Universi.     

                                            
Per quanto attiene la memoria della breccia di Porta Pia e la Presa di Roma del XX Settembre 1870  - che videro la partecipazione attiva, e anche il versamento del loro sangue, di moltissimi Massoni "anche" Garibaldini, molti dei quali in posizione di prestigio, molti dei quali Coraggiosi ed Eroi non solo nell'assalto a Roma -, certamente questo evento è storicamente ben presente nella comune memoria.  
Ricordarli è cosa corretta, al pari del ricordo che con tutta franchezza deve ricondurci a tutti coloro che - in ogni epoca e su ogni fronte - hanno versato il sangue per l'Italia e per la sua Unità, per la sua integrità territoriale e per la Libertà.                                            
Ma, detto questo, non può né deve mancare in noi l’umana pietas, facendoci ricordare con animo commosso tutte le vittime di ogni guerra, al di là del fronte che li impegnasse in combattimento: non crediamo ai morti ‘buoni’ ed ai morti ‘cattivi’ sol perché il destino li abbia potuti porre al di qua o al di là di una linea tracciata da chi pur rappresentasse un potere politico-militare.  Sono semplicemente dei ‘morti’, consegnati dalla Vita alla Giustizia Divina: in ogni caso.
Detto questo, è pacifico che non ci possano appartenere massonicamente, né possiamo condividerle anche sotto l’aspetto sociale, tutte quelle valenze che si caricano in modo gratuito su questa data con toni intrisi di retorica stantia, con esibizione di un becero laicismo e un ostinato anticlericalismo quando non anti-cattolicesimo, sovente ben dissimulato, specie da soggetti che professano un marcato quanto cronico ateismo. Un over che forse soddisfa il palato dei laicisti/anticattolici/anticlericali più tenaci, ma che certamente poco c'entra con la Massoneria: specie se a questo concetto venga abbinato, talvolta pomposamente più che solennemente, tutto ciò che almeno di nome possa riguardare delle presunte ‘tradizioni’.
Ecco quindi, che a noi non possono interessano citazioni, proclami o le notizie di celebrazioni che, pur enunciati in nome di una certa qual laicità, riconducono persino prepotentemente a questioni di tipo pseudo religioso o pseudo politico: sono fraseggi che competono più ad altri ambienti, piuttosto che non ad un corretto, regolare contesto massonico. Sempre ricordando che politica e religione non devono né possono costituire materia di intervento da parte di qualsiasi sana e corretta comunità che possa definirsi ovvero essere definita tout-court massonica.
Diversamente, l’atto rappresenterebbe un ultra vires degno di severa censura e non certo di approvazione, di biasimo e non di lode.
Diciamo quindi basta alle contaminazioni! E invitiamo gli Iniziati alla nostra bella Arte a non farsi strumentalizzare da chi possa avere ‘visioni’ o ‘interessi’ diversi da quelli riconducibili alla Massoneria delle Nobili e Antiche Tradizioni.
Che si respinga così ogni atteggiamento anticlericale e antistorico, avverso alle vere Tradizioni iniziatiche a noi care; che si respinga ogni aspetto populistico, ossia ‘ribelle e contestatore’, che di certo non compete alla Massoneria; che si respinga ogni pulsione per far decadere la Massoneria a service-club peraltro di marca nazional-popolare; che si respinga ogni contaminazione - esogena o endogena - con affari, materialismo, politica.   Ed anche con quella "spettacolarizzazione" (o è semplice marketing?), come le recenti mode sembrano sornionamente indicare, con degli ammiccamenti ora a dritta ora a manca.
Scindiamo quindi la data del 20 Settembre da quella del XX Settembre e da quant'altro con essa non abbia attinenza: non potremo fare che bene e non cadremo in incresciosi equivoci di fondo! 
E soprattutto non continuiamo a confondere gli "iscritti pret-à-porter" - quelli che indossano utilmente solo i panni del Massone, peraltro temporaneamente - con quegli autentici Massoni che l'abito lo indossano interiormente: da sempre, oserei dire dalla nascita.   
O meglio, dalla ri-nascita spirituale: cioè, da quando hanno iniziato a riconoscere appieno il fulgore pieno della Luce, tendendo senza riserve, in modo continuativo, con animo lieto e con spirito di servizio, verso di Essa.

Roma, 20 Settembre 2017                                

Comunione di Piazza del Gesù
             Il Presidente
      Giuseppe Bellantonio     

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