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giovedì 27 ottobre 2016

MASSONERIA REGOLARE O NO? ELENCHI SI ELENCHI NO: FINO A CHE PUNTO?

         Mi giungono spesso delle richieste di chiarimenti, di puntualizzazioni: come pure di ‘chiavi di lettura’ di fatti, situazioni, avvenimenti: spesso delicate nei contenuti.  A tutti questi, uso dare risposte 'private' per e-mail, in modo da mantenere quella discrezione che si impone allorché i rapporti seguano il logico filo della reciproca correttezza ancorché della sostanzialità. 
         Questa volta, a intrigarmi è stato un Fratello di questa nostra bella Italia iniziatica, desideroso di non cadere (oggi come per il futuro, ovvero di non cadere più…) nella rete tesa da chi possa pensare che chi aderisce, ovverosia i Fratelli, siano dei pesciolini da far abboccare e da collocare in una bella vaschetta: pochi movimenti, bocca spalancata ma atona, livree sgargianti… purtroppo privati della loro impronta originale, della loro soggettività, quasi addomesticati e limitati nei movimenti, destinati a vita – iniziatica, chiaramente… – più inesistente che breve. 
         Ricevono cure apparentemente amorevoli (o meglio: di facciata, e come tali ‘falsate’ se non ‘false’), ma… sempre in un ‘acquario’ si trovano… dove tutto è fittizio, artificiale, solo vagamente ‘somigliante’ al reale !
       Nell’occasione, la riservatezza - al netto delle doverose omissioni di ogni elemento utile a identificare l'interessato ovvero gli interessati - cede alla sostanza di contenuti che senza dubbio interessano tutti: Fratelli acquisiti come pure bussanti, profani 'curiosi' come iniziati di lungo corso...
             Buona lettura e cordiali saluti. 

Roma, 26 Ottobre 2016                      Giuseppe Bellantonio

----------------------------- il quesito
" Gentilissimo GM, pur essendo in procinto di appartenere ad altra obbedienza, oso disturbare per chiedere più informazioni …: non so se erro, comunque credo sia vicino ai templari ed abbia stima dei valori e principi che incarnano. Già appartengo ad un ordine e sono felice della scelta. Vorrei sapere quali ordini - in Italia ed internazionali con gruppi dislocati in territorio italiano - puntano di più sulla fratellanza, l'amicizia, la parte esoterico-simbolica, la riscoperta di luoghi ormai dimenticati. Non vorrei rimanere isolato nel nostro orticello templare. Cerco pertanto nei limiti del tempo a disposizione la ricerca di altri gruppi pronti ad ospitarmi, a farmi partecipare a riunioni più ristrette e meno scenografiche che vogliono risvegliare la parte della fratellanza templare, dei significati simbolici dei luoghi visitati. Insomma non chiudere tutto con un’agape…  una "mangiata" finale…”
----------------------------- la risposta

         Gentilissimo… buon prosieguo … Parto da una doverosa separazione: da un lato i principii, gli ideali, le norme, i regolamenti, gli statuti e infine - ma certamente non per ultime: anzi – le tradizioni, anzi ‘le Tradizioni’; dall’altro la realtà delle organizzazioni – è indifferente quale possa essere la loro struttura e la loro consistenza numerica – alla fin fine operanti secondo schemi prettamente ‘umani’, dove tanto il ‘senso iniziatico’ che tutto ciò che è correlato ai nobili principi della libera muratoria, oggi risultano essere stati smarriti..                                                                                                                                                 Per ‘schemi umani’ intendo quelli in ogni caso contaminati dalla profanità, dai metalli – oro o argento che sia, per dirla con Benjamin Franklin (… He who seeks to draw wages in gold or silver will be disappointed…) -, improntati all'esercizio e alla gestione di un qualche ‘potere’ di matrice profana, infettati dalle passioni umane.
         Nei tempi, la Massoneria – che specie nel centro e nord Europa è ancora corrente negli scritti con il nome di ‘gilda’, mentre da noi corre maggiormente con quello omnibus di ‘associazione’ -, o (per lo più a sproposito) di Istituzione, prescindendo dai momenti in cui pulsioni rivoluzionarie (ossia  movimenti tendenti ad acquisire libertà e diritto di espressione attraverso azioni energiche) hanno avuto parte nella vita dei popoli, ha significato centro di pensiero e di forte spinta culturale, i cui risultati venivano trasposti (direttamente o indirettamente) nella quotidianità della vita, determinando così importanti fattori di riflessione, dibattito, sviluppo e crescita per l’intero corpo sociale.
           In poche parole, la Massoneria era (ben) al di sopra di tutto ciò che rappresentava la vita spicciola, di ogni giorno, delle genti: quindi, non solo era nobile negli ideali – filantropia e beneficenza in testa – ma si poneva essa stessa, quale Istituzione, al di sopra degli affari, delle religioni, della politica stessa: insomma, delle ‘passioni umane’; questo perché si dava per scontato che essa fosse aliena dalle passioni, dalle pulsioni e dagli interessi (di parte), sempre operando con lungimiranza e forte del bagaglio di conoscenza accumulato nel tempo. In sintesi, si operava per il bene della gente, dei cittadini, con una vocazione sociale fortissima (qui ricordo le cooperative edilizie del dopoguerra, promosse dalla Comunione Italiana sedente a Piazza del Gesù di concerto con le Forze Alleate di Liberazione ed i rappresentanti della Massoneria americana e inglese)          
         Oggi, purtroppo, è l’opposto: anche la Massoneria è contaminata ed è scesa fortemente (qualcuno potrebbe usare il termine ‘pragmaticamente’) di livello, è pervasa  dalle passioni umane (tradimenti, lotte intestine, lotte per il potere anche nei contesti più modesti, interessi e ricerca di vantaggi, ecc. ecc.) e non riesce più a produrre spinte alla propria missione sociale: così che non è più – io parlo per linee generali, ovviamente: non mi riferisco che a ciò che è sotto gli occhi di tutti, quindi alla generalità – un contesto che si pone ‘al di sopra’ quale guida eminentemente morale, concettuale, di pensiero e di pragmatico interesse di tutta quella comunità che – ancora per la penna di Carlo de’ Cantellis, Placido Martini, Tito Ceccherini, Francesco Bellantonio, Padre Gregorio Baccolini, Guglielmo Ventre  e Giuseppe Giuffrida – veniva chiamata Popolo, Patria.
           Oggi, quello che avviene in altri i contesti, ossia una sorta di marketing, avviene anche in Massoneria: si ‘promuove’ un gruppo decantandone le caratteristiche uniche, le attività eccellenti, la presenza di membri di tutto rilievo, una discendenza adamitica, ecc. ecc.; è, né più né meno, ciò che fanno i venditori quando decantano un’aspirapolvere o una macchina per passare i pomodori. Salvo riscontrarne i difetti… in seguito.
           E’ alla prova dei fatti che le vere qualità emergono: ma la prova dei fatti altro non è che la verifica del tutto attraverso il comportamento umano, la valutazione delle azioni.
          E queste possono essere talmente stridenti con la ‘teoria’ da far dire ai più ‘ma dove sono capitato?’
          Dico anche: chi ‘bussa’ da qualche parte, tende ad entrare là dove ritiene che, in un processo di specularità, egli possa trovare qualcosa che identifica con sé stesso o addirittura di migliore ma con caratteristiche di fondo simili.
          Quando questo processo di ‘specularità'   restituisce una immagine di sé sempre più appannata e alfine indistinta, si comprende che la realtà è… amara e che non resta altro che andar via da dove ci si possa trovare.
           Quindi, a decretare la fine di tutto è sempre quel ‘fattore umano’ che pur ci attrae e ci affascina nelle fasi prodromiche a un avvicinamento: se la ‘promozione’ di tipo esoterico-massonica è l’esca o la ‘caramella’, il ‘fattore umano’ e la lenza che la sostiene e manovra.               Consiglierei quindi un grande gruppo o un piccolo gruppo?                                                     Mah!... Dove c’è numero, anche se la macchina organizzativa è possente (e costosa da mantenere…!), c’è dispersione quando non confusione, e spesso la perdita degli obiettivi iniziali. Scendendo con gradualità nella scala dei valori, là dove il numero è più contenuto ci si può imbattere in contesti settari, chiusi e persino di tipologia occulta nel proprio procedere, dove a farla da padrone sono i piccoli ras di turno con la loro sparuta corte di tirapiedi o di adepti ‘fedeli a prescindere’. Piccola gente, in definitiva, priva di prospettive serie e massonicamente impreparata: presuntuosa ma piccina, apparentemente generosa ma in realtà meschina, falsa, interessata e persistente nell’attività per proprio tornaconto.
           In moltissime di queste seconde fattispecie  entrano in gioco fattori etnico-geografici oltre che squisitamente culturali, camarille che passano di padre in figlio, legami di parentela/affinità/amicizia/tempo libero/lavoro ecc. ecc. che, in pratica rendono poco scalfibile il ‘nucleo’ anche in presenza di attività che con la Massoneria poco o niente c’entrano, rientrando nella sfera delle peggiori consorterie per non dire di quella ‘mafiology’ o ‘mafiosity’ che in molti – anche ‘addetti ai lavori’ - oggi sottolineano sempre più frequentemente, sempre più energicamente.   
             D'altronde, non è lo stare tra santi che ci possa mettere al riparo: occorre vedere chi, questi santi, frequentino… Ossia, occhio (se si può… ma spesso il tutto sfugge, ai primi approcci) al trasversalismo: si creano moltiplicatori difficilmente immaginabili, anche transnazionali, tali da rendere possibile ad una novizia illibata che frequenti il contesto ‘X’ di trovarsi correlata trasversalmente ad un contesto di soggetti traviati, corrotti, malavitosi.  
             Perché questi sono i rischi ed i pericoli del trasversalismo in Massoneria.

----------------------------- un altro quesito

"... Gentilissimo… Vorrei sapere se a Roma ha fondato qualche "cenacolo" non prettamente massonico che possa accogliermi ... (.) ...  Verrei con piacere a Roma, sarebbe un onore avere la possibilità di confrontarmi e discutere … Ho l'impressione che riuscirei ad arricchirmi interiormente. Dai veri maestri non c'è che imparare. Avremmo modo di parlare, socializzare, costruire buoni rapporti ..."
----------------------------- la risposta a seguire  

Fin qui, lo scambio di idee e contenuti, nelle loro parti salienti.                       Parti alle quali si sono aggiunte ulteriori riflessioni, anche maturate a seguito di contributi esterni, sulla spinta di alcuni contenuti sopra indicati ma anche di altre questioni  pervenutemi.
Quesito 1 : può un'organizzazione massonica, ormai corrente quale 'associazione', rifiutarsi di far conoscere l'elenco dei propri iscritti? 
: sulla base dell’odierna normativa di Legge, se la richiesta proviene dalle Autorità per ciò preposte ed è sostenuta dall'esigenza di indagini o acquisizione di elementi e/o testimonianze e quindi da precise richieste dell'Autorità Giudiziaria, la richiesta stessa è ineludibile e affatto commentabile.  Quindi questa fattispecie, in realtà è un non-problema. Si DEVE acconsentire: senza se e senza ma, e – soprattutto – senza inutili distinguo.  Ma è anche vero che, sulla base della libertà di associazione sancita e tutelata dalla nostra Costituzione oltre che dalla normativa Comunitaria come pure in ossequio alle norme che tutala la privacy, non ci possono essere ‘curiosità’ o ‘pruderie’ di vario genere, per soddisfare le quali si debba dare libero e indiscriminato accesso gli elenchi di tutti gli iscritti. Accessi mirati, quindi e non generalizzati: salvo che ad essere messa sotto  inchiesta sia la gestione complessiva di una struttura che coordina e segue (ossia, che abbia sotto di sé) Logge e gruppi di Logge; in questo caso, e solo in questo caso, un’inchiesta che riguardi il ‘centro’ non può non toccare la ‘periferia’.
R : Ma se ciò rappresenta un principio inderogabile, esso deve assolutamente valere per qualsiasi tipo di associazione (sindacato, partito, bocciofila, rotary, lions, ecc.) e, in quanto tale, dovrebbe far parte non del contesto interpretativo delle parti, bensì di una norma (anche solo esplicativo-procedurale in sede di applicazione) che vada a essere inserita nel dettato costituzionale che regola la libertà di associazione. Ma la norma dovrebbe tassativamente vietare che i nominativi che fanno parte di questi elenchi vadano ‘in pasto’ a terzi che ne possano disporre impropriamente: al riguardo, va determinata con precisione la catena delle responsabilità – soggettive come pure oggettive - e le sanzioni immediate da applicare nei confronti dei responsabili, da chi custodisce i dati a chi li diffonda irregolarmente (in questo caso non piò essere invocato il c.d. ‘diritto di cronaca’ e la segretezza circa le ‘fonti’ da cui i dati possano essere stati acquisiti) Tutto ciò per troncare sul nascere ogni anomala ‘pruderia’.
Ma fare questo comporterebbe anche enormi problematiche in sede UE, poiché la libertà di associazione è in Europa un concetto tassativo e chiarissimo, semplice e non negoziabile: al pari della libertà di parola e di pensiero, esso si lega ai concetti che presidiano la Giustizia e la tutela della Dignità umana.
Del pari, la Massoneria è considerata in Europa come una struttura meritevole di considerazione e meriti: ovviamente, salvo il comportamento delittuoso di taluno. In questo caso, i mezzi di informazione sottolineano le caratteristiche di tipo criminale e non certo se il tizio sia aderente a questa o quell’associazione. Come è giusto che sia.
R : Resta la libera e autonoma volontà di una parte associativa nel voler offrire un proprio contributo - di trasparenza e correttezza gestionale/amministrativa - alle Autorità, comunicando sua sponte questi dati e aggiornandoli. Un atteggiamento simile è massonicamente legittimo poiché le norme ed i doveri sottolineano che il Massone 'è cittadino rispettoso dello Stato' e che fa diretto riferimento al Magistrato (ossia, al custode delle Leggi): cui risponde profanamente per il proprio comportamento, essendo egli tenuto, da buon cittadino, al rispetto assoluto della legge.  E’ quindi un’amplificazione del senso del rispetto per lo Stato da parte di un ente massonico, e non certo un cedimento.  Francamente, non è semplice sapere se degli iscritti siano solo apparentemente a posto, mentre nella realtà possono coltivare interessi in altri ambienti non solo discutibili ma persino opposti alle leggi dello Stato: Stato, ripeto, di cui il Massone è fedele cittadino.
Ma c'è di più: se si potesse, io responsabile, chiederei alle Autorità di Polizia competenti, di conoscere – segnalandolo preventivamente - se un nominativo che sto per immettere sia a posto o se abbia situazioni pendenti (che pur non mi devono essere certo specificate) per le quali è opportuno che la comunità massonica prenda le distanze. 
Quesito 3 :  cosa fa dire che una Loggia, o una Gran Loggia, o più in generale un gruppo massonico operi in modo 'occulto' e 'segreto'?
R : la normativa di Legge e le ripetute sentenze che fin qui si sono susseguite, sono chiare e poco interpretabili. Quando un gruppo di soggetti camuffa o manipola l'identità dei reali aderenti; quando questi non riescono a incontrarsi tra di loro e le identità dell'uno restano celate all'altro; quando gli elenchi ufficiali degli iscritti sono tenuti in modo improprio, scorretto, colmo di carenze e irregolarità, così che tali elenchi non siano aderenti alla realtà, ossia non siano veritieri ossia siano massimamente inattendibili se non assolutamente falsi; quando delle parti pur facenti parte di un contesto rifiutino o ostacolino ogni pur dovuto controllo interno al pari del diniego a rispondere dei propri comportamenti (ossia: mancato rispetto delle norme interne e occultamento totale e/o parziale delle proprie attività e/o della consistenza e/o dell’identità degli iscritti); quando, in assenza di correttezza dei dati e di corretta gestione, c'è il dubbio che l'apparente tran-tran possa celare attività non-massoniche sol perché contrarie alle norme ed ai comuni regolamenti interni…,  ebbene anche uno solo di questi elementi fa ricadere il gruppo (Loggia o Gran Loggia o Grande Oriente o federazione o confederazione che possa essere) nella fattispecie di quanti operino in modo "occulto”  ovvero "segreto", persino con possibilità non trascurabili di ricadere nella commissione di reati ‘in associazione’ ovvero ‘in concorso’ anche esterno.
Quesito 4:  cosa deve fare un Massone se percepisse elementi tali da far presumere la segretezza o la modalità operativa occulta di un suo Fratello di Loggia o di un gruppo anche ristretto di persone ancorché Fratelli da lui frequentati? 
: se questi si trova in un gruppo, deve comunicare i suoi dubbi al proprio responsabile; è opportuno che la comunicazione avvenga in modo formale, per iscritto: verba volant et scripta manent.  Diversamente, recarsi presso le Autorità preposto all’Ordine ed alla Sicurezza dei Cittadini e dello Stato, e far presenti gli elementi che sostengono i propri dubbi.    Meglio eliminare ogni possibile rischio, anche potenziale, piuttosto che non scoprire nel peggior modo possibile di essere in un contesto in cui – probabilmente, al di là di ogni apparenza - non si operi nel rispetto della Legge ancorché delle norme interne, venendo così comunque coinvolti in spiacevolezze affatto banali.
: posto che chiunque possa percepire nell'ambiente e nelle persone frequentate un'aria 'malsana', e posto che l'allontanarsi dal focus è comunque la soluzione migliore e comunque cautelativamente opportuna - in quanto idonea a determinare un chiaro 'distinguo' comportamentale -, quanti interessati devono ricordare il loro diritto a far valere i propri diritti quali quelli riconosciuti dalla c.d. Legge sulla Privacy (D.to Lgs,vo 196/2003). Ossia: devono rivolgersi in via formale al soggetto comunque titolare del trattamento dei loro dati personali (Presidente/Venerabile Maestro della loggia e/o legale rappresentante del gruppo ove si è aderito - nel caso esista una Segreteria/Amministrazione centrale), chiedendo l'immediata restituzione in originale di tutti i documenti personali, chiedendo inoltre di conoscere se e quali altri documenti personali siano detenuti da costui/costoro (lettere, note, brevetti, ricevute, ecc.).  L'unico documento che potrà esservi restituito in copia è la Domanda di Ammissione, di cui l'originale resterà là dove si è aderito; in questo caso, la copia che vi sarà trasmessa dovrà essere timbrata e sottoscritta dal titolare del trattamento dei dati quale 'copia conforme all'originale', e resa con una lettera accompagnatoria che rechi la distinta dettagliata del materiale restituito con l'indicazione in chiaro se trattasi di originali e/o copie.  Qualcuno potrà chiedere; perché tutto ciò? Semplice: eviterete che qualche personaggio ceda alla tentazione di indicare - ovviamente a vostra totale insaputa - il vostro nominativo tra quelli appartenenti ad un qualche fumoso e irreale gruppo massonico/iniziatico, spacciando per vera una presenza in realtà fittizia.  Cosa che accade tuttora troppo spesso e che fa qualificare ipso facto come operante in regime occulto e segreto il gruppo in questione.
: chi decide di entrare a far parte di un contesto massonico/iniziatico, sostiene dei colloqui nel cui contesto vi è uno scambio di idee al pari di una esplicitazione di cosa il candidato si aspetti (percorso culturale, ortodossia ritualistica, approfondimenti storico-filosofici, linearità e trasparenza di metodiche e comportamento ecc.). e di cosa la struttura in fase di accettazione espone i propri metodi, le proprie qualità, mezzi, obiettivi,  e soprattutto programmi e metodi per conseguirli. Ebbene, tutto ciò rappresenta un vero e proprio patto espresso tra le parti: ossia, io aderisco al tuo gruppo perché mi si dice che abbia queste caratteristiche e prerogative, e che ha questo determinato programma. Nel momento in cui ciò venga palesemente disatteso, il patto è soggetto a nullità; quindi, scatta il diritto per il neofita da poco iscritto di essere rimborsato di quanto pagato (iniziazione, capitazioni, brevetto...).
----------------------------- la sintesi  
             Da quanto precede se ne ricava comunque una conclusione molto spicciola: i comportamenti anomali e deprecabili che si ascrivono alla Massoneria (in quanto tale, come realtà storica e sociale) sono in realtà imputabili esclusivamente alle colpe e alle responsabilità di quei soggetti che -  pur se in nome di essa, dei suoi principi, delle sue Tradizioni, dei suoi Valori - in realtà operano in modo moralmente biasimevole, per interesse personale, per smania di grandezza e/o di potere, letteralmente rovinando i poveri Fratelli che possano capitare sotto le loro grinfie, trascinandoli ora di qua ora di là, in un perenne, ossessivo, girovagare colmo di insoddisfazioni e frustrazioni.  Che, contagiose come virus infetti, si estendono anche ai soggetti più sani, tramutandoli - nel migliore, ma anche più improbabile, dei casi - in portatori sani di irregolarità, irritualità e illiceità.                                                          E comunque, in complici del loro cattivo agire: mentre loro continuano a spacciare pseudo-massoneria tossica, per così alimentare sparute conventicole e scambio di favori.
            Tutte cose che con la vera ed autentica Massoneria, nulla hanno a che vedere.
         Ma anche cose che stanno ad indicare con quale e quanta cautela si debba procedere per poter evitare di imbattersi in simili loschi figuri, che recano solo disdoro alla vera Massoneria ed agli autentici Massoni: squallidi e altalenanti personaggi che vivono di ipocrisia e tradimento, attorno ai quali tutti devono scavare fossati incolmabili. Solo così si può evitare di essere contagiati. 

Roma, 26 Ottobre 2016                         
                                                                         Giuseppe Bellantonio (*)

(*)   Presidente della Storica Comunione Italiana 
     'Comunione di Piazza del Gesù' (C) 

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mercoledì 11 maggio 2016

IL 'FATTORE M'

Nel panorama politico italiano - già di per sé estremamente complesso e controverso, quando non confuso, frammentato e incerto - ha fatto ufficialmente irruzione il 'Fattore M'.
Ufficialmente, nel senso che si sono verificati eventi formali e quindi manifesti, che hanno dato forma e sostanza a quelle che fino ad oggi erano solo semplici chiacchiere o banali pettegolezzi. 
Vogliamo vedere di cosa si tratta?
Innanzi tutto, cosa indico per 'Fattore M'? 
Così come ad esempio vi è memoria storica dell'esistenza del 'Fattore N' (riferito al nazismo),  del 'Fattore K'  (riferito al fenomeno comunista, dall'ultima Guerra Mondiale e fino al c.d. crollo del muro di Berlino), del 'Fattore C' (riferito al c.d. 'incubo cinese', fortemente enfatizzato negli USA dagli anni cinquanta in poi del secolo scorso), oggi entra ufficialmente in scena il 'Fattore M': quello che vede parti della Massoneria Italiana scendere ufficialmente in campo, prendendo anche posizione, relativamente a questioni squisitamente politiche.  
Negli ultimi anni - e mai come nell'ultima fase temporale - la Massoneria (in generale) e la Massoneria Italiana (in particolare), sono state genericamente e vagamente additate come elemento attivo di disordine, corruttela, intrallazzo, collusione con ambienti malavitosi, pesanti ingerenze nel mondo dell'economia, della finanza, della politica e della religione: cattolica in particolare.
Il tutto, mescolando fantasie, illazioni, affabulazioni: ma - anche e purtroppo - quelle verità attestate da Investigatori e Magistrati. E non sono certo poche queste brutte 'verità'. Ma, se è giusto che la Giustizia persegua chi possa commettere azioni sanzionate dalle Leggi, non è giusto che ad esserne danneggiati siano tutti indistintamente gli aderenti ai vari sodalizi che si rifanno al contesto Massonico. 
Tutti sfiorati dal sospetto, tutti colpevolizzati a priori, tutti esposti ad una sorta di gogna mediatica: indifferentemente dalle positività e dalla correttezza che i buoni Massoni possano espletare nel vivere in modo regolare e trasparente questa loro qualità.
Ma, poiché tutto ha un'origine, la vera origine dell'acuirsi di tale indiscriminato voler fare di tutta erba un fascio, sta proprio nell'anomalo atteggiamento di quei gruppi - ovvero, di quei rappresentanti di gruppi - che a tutti costi mescolano le norme e le prescrizioni tipiche dei contesti aderenti allo standard massonico internazionalmente in uso (per intenderci, il complesso di norme che dal 1720 fa da riferimento, in uno agli Statuti Generali del 1821), intrigandosi o facendosi coinvolgere in affari di vario tipo, come pure interessandosi concretamente di questioni direttamente e/o indirettamente connesse alla politica e alla religione.
Tutte cose che in Massoneria non possono esistere, e che anzi confliggono con lo spirito esoterico ed iniziatico che ne permea i pur nobili ideali: specie se questi possano riferirsi a concrete Tradizioni d'ordine storico-filosofico nonché esoterico-iniziatico e alfine simbolico.
Irregolarità e irritualità palesi e stridenti come non mai e che stanno mutando pelle ad alcuni contesti che, 'prendendo parte' e 'divenendo essi stessi parte', divengono - in uno ai propri aderenti - veri e propri partiti. E questo non va, poiché non è corretto: anzi, è proprio errato!
Lo stesso dicasi per le questioni di tipo religioso: ci sono parti che sbandierano un marcato laicismo mentre sollecitano il riconoscimento proprio da parte di coloro che non esitano a censurare e osteggiare. 
Possiamo quindi dire che chi razzoli in siffatto modo, non è realmente Massone e che non è certo regolare e forse legale simile agire.
Se è vero che esiste la libertà di associazione e che la stessa è fortemente tutelata dalle leggi anche comunitarie, è altrettanti vero che ogni associazione ha uno statuto ed un proprio regolamento: entrambi costituiscono ed esplicano gli scopi dell'associazione e le norme, anche interne, che disciplinino l'attività degli aderenti.
Ma se le norme sociali si riconducono e quindi fanno univoco riferimento ad assunti che esplicitamente e formalmente vietano di trattare questioni legate a politica e religione; se tutto è fissato negli atti costitutivi e statutari - e quindi nei regolamenti - dei singoli contesti che pur si espongono in tutt'altro modo, possiamo ben dire che il comportamento di costoro non è né corretto  né regolare.    
Spieghiamo meglio: c'è palese distonia quando non conflitto tra i comportamenti ovvero i pronunciamenti in ambito politico e religioso e lo stesso oggetto sociale delle associazioni massoniche, le norme ed i regolamenti di riferimento, gli statuti ed i regolamenti attuativi interni, e persino con i regolamenti che ogni singola Loggia può autonomamente definire, in modo sovrano e indipendente.
Da qui, un semplice ragionamento.
Vuoi fare effettivamente della Massoneria? Perfetto! Dovrai non solo dichiarare e attestare di volerlo fare in un libero e regolare contesto associativo, ma dovrai effettivamente tenere e mantenere questa posizione.
Non vuoi più farlo? Vuoi vivere l'ebbrezza degli affari, dell'intromettersi in questioni di politica  e di religione? E' una libera scelta anche questa. Ma non puoi pretendere di farlo facendoti schermo della Massoneria: perché essa, per tabulas, vieta questo modo di agire. 
Quindi, se agirai in questo modo scorretto (massonicamente) potrai fare certamente vita associativa, ma non riconducendoti alla Massoneria ed alle sue regole: poiché ciò sarebbe non solo deviato ma anche deviante per  chi possa essersi indirizzato ovver aver aderito a similare contesti, lecitamente attratto da un sentire di tipo totalmente diverso.
I miscugli e gli equivoci, non giovano a nessuno.
A pretendere che ciò venga applicato, proprio sulla base delle Leggi in vigore, devono essere proprio i competenti organi di Stato preposti all'ordine ed alla sicurezza, coinvolgendo se del caso anche la Magistratura ordinaria.
Convocata la parte, senza frapporre indugi o incertezza - poiché con i 'se' e con i 'ma' non si va in alcun posto-, gli si chiederà cosa voglia fare: vuoi essere carne o pesce? Qualunque cosa scegliessi, dovrai agire di conseguenza: diversamente, e senza ulteriore preavviso, il mio atteggiamento istituzionale muterà e diverrà sanzionatorio.
Basterebbe quindi poco per mettere ordine in un contesto oggi più che disordinato, e dove proliferano gruppi e gruppuscoli che solo di nome si riconducono ad un qualcosa di massonico ma che Massoneria non è: con grande beneficio per la vera ed autentica Massoneria.
Quindi, ci rivolgiamo ai Massoni Italiani - quelli veri, autentici e genuini: che, purtroppo, non sono i più - per dire loro: se sei ciò che dici, disdegna di trattare nella tua qualità questioni politiche o religiose, e respingi con sdegno chi possa farlo e chi possa invogliarti su questa strada pericolosa e (massonicamente) pessima quanto irregolare e irrituale.
Se invece vuoi farlo e vuoi restare insieme ad altri che abbiano i tuoi stessi interessi - chiaramente non-massonici, ma di bottega - devi accettare che l'associazione ove tu ti sia iscritto abbia denominazioni, atti costitutivi, regolamenti e quant'altro, non equivocabili con la Massoneria: essendo cosa distinta e diversa da questa, ed essendo molto chiaro che in simili casi l'adozione di una 'metodologia massonica' è solo un camuffamento di intenzioni e azioni diverse e persino censurabili quando non perseguibili.
E se un qualcuno si prendesse la briga di studiare a fondo quanto sopra, con tutti i fatti che storicamente a ciò si riferiscano, capirebbe meglio e con chiarezza 'perché' vi siano equivoci, perché vi sia chi questi equivoci li alimenti, perché possano esservi conflittualità - e quali - con importanti settori della vita sociale, politica e religiosa, e come mai nulla si faccia per rimuovere quelle che io definisco le (antiche, molteplici e radicate) ragioni di un equivoco, a testimonianza della pochezza ascrivibile nel tempo al comportamento di vertici massonici poco lungimiranti ovvero troppo presi di sé o troppo interessati soggettivamente; come pure a testimonianza non della inconciliabilità tra Chiesa e Massoneria o tra Politica e Massoneria quanto della incompatibilità della Massoneria - in quanto ritenuta ben al di sopra delle piccolezze umane e quindi delle miserie della quotidianità profana -  nel potersi interessare e quindi trattare di questioni comunque correlate con religione e/o politica.

Roma, 11 Maggio 2016                                 Giuseppe Bellantonio    

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mercoledì 23 marzo 2016

1944-2016: IL DRAMMA CONTINUA...

    '... La Memoria, con il suo ritmico scandire,  porta prepotentemente le nostre menti alla tragica data del 24 Marzo 1944...': così iniziò il mio scritto, lo scorso anno, ricordando l'ECCIDIO DELLE FOSSE ARDEATINE.
    Oggi - di fronte agli avvenimenti tragici e sanguinosi, umanamente feroci e quindi orridi, che si susseguono - lo smarrimento  porta a chiedersi: possibile che la Storia abbia insegnato così poco? Possibile che, ancora una volta, la creatura divinamente creata e dalle caratteristiche tanto uniche quanto stupende, si ostina ad uccidere altri suoi simili in nome della più odiosa delle parole: 'GUERRA'?
    Eppure tutti abbiamo udito, attraverso le radio e le televisioni, il pianto e le grida di chi aveva le carni e l'animo lacerati: pianto e grida non certo dissimili da quelli di quanti, in ogni parte del mondo, subiscono la violenza e lo scempio delle bombe, le violenze degli uomini in armi.      
      Atti di barbarie e di feroce crudeltà in nome di idee e ideali deviati, folli: da chiunque siano perpetrati.
      Oltre settanta anni fa, si consumò uno dei tanti drammi della Seconda Guerra Mondiale; quello poi divenuto rappresentativo delle angherie e dei soprusi subiti dall'odioso occupante: l'Eccidio delle Fosse Ardeatine.
      Un'operazione militare, una rappresaglia giustificata: sostenne l'odioso occupante.
      In realtà una barbarie, un eccidio: ennesimo episodio di una Guerra allora sempre più crudele, dove il gioco delle parti si era via via cancellato. 
      Un assassinio ingiustificabile, per quanti sopravvissero a quei tragici momenti, e da condannare con fermezza: non con la legge dell' 'occhio per occhio' ma applicando le Leggi.
     Quel giorno, 335 Persone, 335 Civili e Militari Italiani, caddero sotto il piombo dell'odioso oppressore nazista: un nemico  che, con ogni mezzo, cercava di osteggiare le sempre più forti istanze di quegli Italiani che - anche a prezzo della propria Vita - sognavano la Libertà.
     Tra di loro, tra questi 335 Esseri Umani, molti erano nostri Fratelli iniziati alla Massoneria: e non a caso, poiché proprio loro - forse più di altri, tra coloro che amavano la propria Patria - avevano ben chiari i principii scolpiti nell'antico, classico,  Trinomio LIBERTA', UGUAGLIANZA, FRATENITA'!
     Scrissi allora, ed oggi ripeto '... Chi vive nella Luce di Alti Ideali - quali sono quelli esoterici e simbolici, culturali e sociali, filosofici e spirituali, della Massoneria: quella, ovviamente, più genuina e incontaminata, legata alle più Antiche Tradizioni Cavalleresche - non esita a esprimere le proprie Idee ed a farne strumento utile al progresso dell'Umanità in generale, ma più in particolare non ha indugi nel mettersi a disposizione di chi soffre: ovverosia di quel prossimo nei confronti del quale il Vero Massone deve porre in atto il proprio massimo impegno a ben dire, ben pensare,  ben fare, nel contesto di un vero e schietto sentimento di amore fraterno.
     Ciò, lungi dalle lusinghe e dagli onori, lontano dal luccichio degli orpelli, all'opposto dei luoghi ove dimorano interessi specie se mercantili.
     Un Potere positivo, propositivo e costruttivo, fatto di cultura, pensiero e azione; di Qualità delle persone; di Bellezza delle idee, di Nobiltà d'animo, di Disinteresse nell'agire, di vocazione al Sacrificio: ossia vocazione al sacrum facere, all'operare con azioni ricche di contenuti e pregne delle tinte più trasparenti e luminose, quasi che ogni azione fosse tanto elevata nei contenuti da poter assurgere al valore di sacralità...'. 
    Proseguo - insieme ai miei Fratelli più Cari ed intellettualmente onesti, da coinvolgere in questo momento così solenne, ove la  Memoria di quanto accaduto è più viva che mani - a ricordare tutti i nostri Fratelli uccisi alle Fosse Ardeatine: indifferentemente che appartenessero alla Comunione di Piazza del Gesù o a quella di Palazzo Giustiniani (tanto per riferirci ai toponimi storici a tutti noti);  con ciò, citando per tutti Placido Martini, Gran Maestro della Massoneria allora unificata  ed Eroe d'Italia (apparteneva alla "Brigata Vespri" del Fronte Clandestino di Resistenza Romana, e venne insignito di Medaglia d'Oro al Valor Militare), il cui sangue si unì per sempre a quello delle altre 334 Vittime innocenti.
     La Memoria va così oltre: va anche a quei nostri Fratelli Massoni morti non solo nel corso di azioni per la loro Patria, ma anche a quelli deceduti nella ristrettezza della prigionia o del confino.
     Proprio perché il nostro comune vissuto di Italiani - quel vissuto che comprende Guerre di Indipendenza e di Liberazione, Prima e Seconda Guerra Mondiale, lotta contro il terrorismo - è marcato e significativo, si è giunti a modificare la nostra Costituzione, indicandovi come  l'Italia abbia in odio la Guerra indicando con enfasi di volersi battere per la Pace.
     Una Pace che non può essere conquistata con le armi, né contrastata con il terrore, ma che deve essere graduale, ponderata, conquista e liberazione.
     Questo devono capire principalmente gli Europei: devono imporre a chi li governa di operare per la Pace con i mezzi della Pace, anche patendo e soffrendo.  Ma mai come in un tal caso la sofferenza sarebbe vivifica e salvifica per il genere umano.
     Più di una volta, in questi anni, mi sono chiesto (ed ho chiesto): e se domani 'scoppiasse' la Pace in tutto il Mondo?
     Mi sorridono, allargando le braccia e alzando gli occhi al Cielo... e qualcuno mi dice 'ma cosa possiamo fare, noi? Sono i politici a fare tutto!'.
     Ma  non credo che questa sia la risposta giusta.
    Bisogna che ognuno si batta per conquistare la Pace: occorre cacciare chi ci mente pur di continuare a trarre dei vantaggi, occorre pretendere la Verità ed esercitare la Giustizia, occorre non imporre le proprie idee o i propri modelli di vita (poiché ogni Popolo ha i suoi ritmi, la sua cultura, le sue tradizioni), occorre far tacere coloro che alle armi sanno solo rispondere con le bombe, occorre che chi governa ammetta i propri errori piuttosto che non cercare complici alleanze per dissimularli: diversamente soccomberemo e, per sopravvivere,  diverremo tutti complici di loschi figuri, con le mani lorde di sangue e le tasche colme di oro ...
      Non potremo ancora una volta allargare le braccia, scuotere il capo e alzare gli occhi al Cielo!
      Dovremo agire consapevolmente...  insomma, occorrerà fare pulizia tra di noi - prima - e - subito dopo - intorno a noi...
      ...per dirla con Chi aveva il dono della Saggezza e delle Conoscenza assolute - occorre, ancora una volta, 'cacciare via i mercanti dal Tempio'!

Roma, 24 Marzo 2016  
                                                                      Giuseppe Bellantonio (*)

(*)   Presidente della Storica Comunione Italiana 
     'Comunione di Piazza del Gesù'

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venerdì 11 marzo 2016

QUANDO CHIUDE UNA TESTATA, MUORE UN PO' DI LIBERTA'

 
Gent.mi Lettori, buon fine settimana!
Charles Vinson, amministratore della piattaforma IL DIACONO - forum & blog - , con proprio grande rammarico, ha informato i Suoi Lettori della imminente chiusura della piattaforma.
Devo dire che il contesto, cui ho talvolta proposto un qualche mio contributo e dove si possono ancora leggere degli interventi interessanti e certamente qualificati, tali da stimolare dibattiti ed approfondimenti, è di tutto rispetto.
Nel trasmettere alla comune attenzione una mia riflessione inviata proprio a Charles Vinson, invitandolo a 'resistere', mi permetto di rivolgere ai miei Lettori abituali un cortese appello: visitate la piattaforma de IL DIACONOhttp://ildiacono.forumfree.it/ -, leggete degli interventi e fate sentire il Vostro sostegno tanto all'amministratore-Fratello che a quanti hanno ad oggi comunque contribuito alla bella iniziativa.
IL DIACONO non deve chiudere; deve continuare a far sentire la propria 'voce', la propria presenza.
Una voce che si affievolisca o, peggio, che vada a scomparire nel mondo di quel micro-macro che va sotto i nomi di 'informazione' e 'comunicazione', equivale ad un po' di LIBERTA' che si opacizza, smarrendosi.
Forza, allora... stringiamoci agli Amici fraterni de IL DIACONO  e aiutiamoli in questa loro battaglia!
Confido che vogliate condividere questa mia e grato per la Vostra cortese attenzione, Vi saluto con viva cordialità.
 
Roma, 11 Marzo 2016                                Giuseppe Bellantonio
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Carissimo Fratello Diacono, Caro Charles Vinson...
...Fratelli Carissimi con i quali ho fino ad oggi avuto il piacere e l'onore di incrociare penna e idee.
Non è tanto la notizia della cessazione della funzionalità di questo interessante sito e del blog che lo ha ultimamente accompagnato, a rattristarmi.
In realtà mi rattrista - ma anche mi preoccupa - la perdita di una 'voce', di un set, attraverso il quale tanti Fratelli (e non) hanno potuto esprimersi liberamente, come pure hanno potuto lanciare impulsi utili a stimolare dibattiti e confronti tra tesi ed antitesi.
Quindi, non è solo il 'cimento' intellettuale, la classica 'speculazione' iniziatico-culturale a subire tale perdita, ma la stessa LIBERTA' nella sua parte espressiva come pure indagatoria.
Posso solo auspicare che l'ottimo Fratello Diacono possa rivedere la propria decisione, o quanto meno, differirla: in attesa di individuare un 'taglio' diverso con cui potersi rendere di grande utilità ai Fratelli tutti che - attraverso queste pagine - lo hanno potuto conoscere ed apprezzare: soprattutto per la misura del tratto.
Per parte mia, e forse alcuni ne sono già al corrente, scrivo su tre siti 'di servizio':
http://giubell-massoneriaesocieta.blogspot.com (contiene interventi d'ordine generale, di segno storico-documentale, esoterico-iniziatico, comportamentale - rispetto la tenuta dei Fratelli -)
http://comunionedipiazzadelgesu-italia.blogspot.com (attiene più propriamente la Comunione di mia 'storica' appartenenza)
http://massoneriadelleantichepietre.blogspot.com (riguarda le ricerche di contenuto e storiche su quello che, a mio avviso, è il fil rouge che ci lega alle autentiche più Antiche e Originarie Tradizioni: ovviamente, antecedentemente il XVIII° secolo).
Ebbene tutto ciò, con spirito di servizio all'Ideale Muratorio, lo pongo a Vostra disposizione: lì potrete esprimervi tutti con lo stesso taglio di serietà e compostezza ampiamente impostato sul blog de 'Il Diacono).
Nessuno dovrà a me o a chiunque altro alcunché che non sia il piacere di comunicare in modo più ampio e quindi far conoscere ad altri il proprio Libero Pensiero, stimolando comparazioni e discussioni: sempre e comunque nell'ambito del civile linguaggio e del civile confronto.
Abbraccio tutti con fraterna stima, per Tre Volte, restando a disposizione per qualsiasi buona idea possiate valutare di scambiare, anche riservatamente, con lo scrivente (e-mail: bellantoniogius@gmail.com)
Giuseppe B.
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